Anche il conte Dracula, o meglio Vlad III, Voivoda di Valacchia, piangeva.
Sì, ma lacrime di sangue!
di Roberto Volterri
“Count Dracula Resurrected: Proteomic Analysis of Vlad III the Impaler’s Documents by EVA Technology and Mass Spectrometry”, è un interessante articolo pubblicato sulla rivista internazionale “Analytical Chemistry” dal professor Vincenzo Cunsolo, del Dipartimento di Scienze Chimiche dell’Università di Catania, che ha coordinato le analisi della professoressa Maria Gaetana Giovanna Pittalà e del gruppo di ricerca.

1-2. Sopra; La rivista accademica su cui sono stati pubblicati i risultati di un una complessa, ricerca su alcune patologie di cui soffriva Vlad III di Valacchia, per Bram Stoker e per i suoi lettori “Conte Dracula”. Sotto, il professor Vincenzo Cunsolo

Ma, poiché Vlad III è scomparso in battaglia contro i Turchi tra il dicembre 1476 e il 10 gennaio 1477 e consultare la sua “cartella clinica” sempre nel doveroso rispetto della sua “privacy” – consentitemi due secondi di ironia! – come hanno fatto i ricercatori siciliani a ricavare precisi dati di carattere medico sullo stato di salute del Vlad III di Valacchia?
Nell’immaginario collettivo ormai quasi identificato con il Conte Dracula di Bram Stoker di cui abbiamo scritto vita, nequizie e tragica morte nell’esaustivo volume di imminente pubblicazione “Dal Tramonto all’Alba. Il Grande Libro dei Vampiri”.
Libro contenente naturalmente tutto ciò che ai nostri giorni si può conoscere sul vastissimo argomento legato al misterioso mondo dei “Vampiri”, dei “Revenants” e dintorni.

3. “Il Grande Libro dei Vampiri” illustratissimo, tranquillizzatevi, è in fase di stampa e uscirà entro pochissimo tempo.

4. Un testo del 1820 più o meno sugli stessi argomenti.
Dunque, Vlad III di Valacchia appariva con “lunghi capelli ricci… Le sopracciglia sono arcuate e sovrastano due grandi occhi grigio- verdi. Un naso lungo e leggermente aquilino, con le narici preminenti, sconfina sui lunghi baffi castani, dritti che prendono quasi tutta la larghezza del volto. Il labbro inferiore, rosso e sporgente, delimita il mento affetto da un leggero prognatismo. Questa combinazione di naso aquilino e labbra rosse un tempo veniva chiamata «un becco da pappagallo su due ciliegie…”
5. Uno dei molteplici ritratti di Vlad III (questo e’ qùello conservato nel Castello di Ambras in Tirolo) quasi tutti riportati nel libro di imminente pubblicazione.
Riflettevo, i ricercatori di Catania “come ci sono riusciti?”.
Si sono avvalsi di approfondite, complicate, analisi effettuate su tre lettere autografe del Voivoda scritte tra il 1457 e il 1477, due anni prima della sua dipartita da questo mondo.
In pratica, i ricercatori hanno caratterizzato migliaia di Peptidi che sono riusciti a isolare nelle lettere scritte e anche firmate da Vlad III, indirizzate a Tommaso Altemberg, governante della città di Sibiu, da me visitata durante un lontano viaggio di ricerca in terra rumena.

6. Estrema schematizzazione di legami peptidici che conducono alla formazione dei proteine sulle quali indagare anche per capire di cosa soffriva Vlad III di Valacchia.

7. Una delle tre lettere (datate 1457 e 1475) scritte e firmate dal conte Vlad III.

8. Un’altra lettera su cui sarebbe interessante effettuare anche una interpretazione dal punto di vista “psicologico” da parte di qualche esperto Paleografo e/o Psicologo forense…
Con una raffinata tecnica che ricorre all’uso di particolari pellicole applicate in punti strategici delle lettere, i ricercatori hanno prelevato i vari residui organici lasciati secoli fa dalle dita di Vlad III. Forse – anche se molto improbabile – anche da chi nel tempo ha toccati gli stessi fogli, ma queste sono le inevitabili “incertezze” della ricerca incontrate anche da chi scrive in moltissime analisi, su altri materiali, con il Microscopio Elettronico a Scansione (SEM)…
Mediante la Spettrometria di massa sono stati identificati numerosissimi Peptidi, ovvero molecole costituite da lunghe catene di aminoacidi, costituenti i fondamentali mattoni che costituiscono le proteine.


9-10. Modernissimo Spettrometro di massa e, nell’immagine sottostante, un tipico Spettro che poi consentirà l’identificazione delle tracce organiche presenti sul campione esaminato. Anche quelle di Vlad III Tepeṣ il terribile Impalatore!
Naturalmente, sui documenti esaminati, oltre ai Peptidi riconducibili ai polpastrelli di Vlad III sono presenti batteri, spore fungine, virus, tracce di insetti, muschi, felci, tracce di piante verdi in genere.
Ovviamente, la ricerca ha separato le informazioni di provenienza “non umana” e per quelle riconducibili molto verosimilmente a Vlad Tepeṣ hanno approfondito le analisi ricorrendo alla Tryptic Peptide Analysis e al Basic Local Alignment Search Tool for proteins autenticato dal National Center for Biotechnology Information americano.
Cosa ne è scaturito?
Vlad III l’Impalatore era afflitto da non trascurabili patologie respiratorie dovute a infezioni polmonari e soprattutto da Emolacria che lo portava a piangere spesso.
Ma lacrime di sangue!
L’Emolacria è una non comune condizione clinica che si manifesta con lacrime ricche di Emoglobina ed è causata da infezioni, ipertensione e… gravi ferite alla testa!
Cosa non del tutto improbabile data la irrequieta attività guerresca del “nostro Vampiro”!

11. Tipica intensa lacrimazione di sangue dovuta alla Emolacria. Sembra proprio che ne soffrisse anche il personaggio che potrete incontrare nel libro in fase di pubblicazione…

12. Credo di poter dubitare – senza tema di sbagliare – pensando che le lacrime di sangue fossero causate dall’improbabile pentimento per quel che Vlad III Tepeṣ faceva abitualmente ai suoi nemici!

10. Ancora la copertina del nuovo libro di Roberto Volterri, Giancarlo Pavat, Dino Coppola, Alessio D’Antonio, “Dal Tramonto all’Alba. Il Grande Libro dei Vampiri”, in fase di stampa e che sarà disponibile nelle prime settimane del 2026.
(Roberto Volterri)
– Tutte le immagini sono state fornite dall’autore.


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