ARCHINVOLTI, ARCATE, PORTE che forse “Magiche” non sono… di Roberto Volterri

rivod altro Nodo salomone sImmagine di apertura; La lastra del portale della chiesa di San Giusto, a Capannori, con simboli che sono stati attribuiti alla presenza templare in quei luoghi.

 

SIMBOLOGIA.

ARCHINVOLTI, ARCATE, PORTE CHE  FORSE “MAGICHE” NON SONO….

di Roberto Volterri 

Pochissimi anni fa, dopo oltre quattro anni di ricerche, ho scritto e poi pubblicato due libri dedicati alle cosiddette Porte Magiche rintracciabili in Italia, a partire dalla più celebre, la Porta Magica di Roma a Piazza Vittorio Emanuele II, passando per la Porta Ermetica di Rivodutri e poi, in Puglia, per la Porta Filosofica di Corigliano d’Otranto.

Ma in Italia esistono altre interessanti strutture architettoniche che sicuramente non sono vere “Porte Magiche o Porte Alchemiche, ma Archivolti, insomma raffigurazioni che possono suscitare curiosità e interesse in chi si occupa di possibili “messaggi” lasciati secoli fa nella pietra

Gli unici esempi che in qualche modo possano essere comparabili con le tre “Porte” che ho appena ricordate potrebbero infatti consistere, nei portali di innumerevoli chiese che rendono il nostro Bel Paese un’oasi dove l’abilità, lo spirito artistico, l’inventiva di conosciuti o ignoti artisti d’altri tempi ha lasciato imperitura traccia.

Così, solo per fornire ai lettori de “Il Punto sul Mistero” qualche minimo esempio – forse esotericamente assimilabile ai criptici messaggi della “Porta Magica” di Roma e di quella di Rivodutri – vaghiamo insieme qua e là per l’Italia…

Simbologie “templari” in terra di Toscana…

In Toscana, presso il paese di Capannori, sul portale della chiesa “semi abbandonata” di San Giusto alla Caipira, in località Marlia (Lucca), troviamo lo strano arco riportato in apertura di queste pagine, con qualche simbolo di carattere religioso e anche qualche riferimento alla presenza templare in quelle contrade.

Nessuna descrizione della foto disponibile.2. Immagine sopra; la “semi abbandonata” chiesa di San Giusto alla Caipira, in località Marlia (Lucca)

Le testimonianze sulla chiesa di Capannori risalgono, in realtà, agli ultimi anni del X secolo (dell’anno 987 per la precisione), quindi ben anteriori alla fondazione dell’Ordine dei Cavalieri del Tempio, risalente all’anno 1118 (questa è la data accettata dalla maggior parte dei medievisti, ma alcuni propongono l’anno successivo, ovvero 1119), anche se la chiesa stessa ha subito svariate modifiche nel corso degli anni.

È comunque assodato che i Templari possedevano vari terreni in quella zona e su tali possedimenti avevano fatto costruire – in particolare lungo la via Francigena – edifici religiosi ornati, ad esempio, dalla “croce greca” – con i bracci di uguale lunghezza – o dal cosiddetto “Nodo di Salomone”, sotto il tempio del quale (si racconta, ma non è storicamente provato) avevano scavato a lungo alla ricerca… di “qualcosa”.

Forse dell’Arca dell’Alleanza, forse di “eretiche” testimonianze, forse…

….non lo sappiamo con certezza!

La chiesa è con un’unica navata il cui pavimento appare diviso in due quadrati uguali, separati da un piccolo scalino.

L’archivolto che orna la zona absidale mostra una decorazione ad intreccio, insieme a tre “Nodi di Salomone” e ad una croce “patente” abbastanza simile a quelle cosiddette “croci templari”.

Giova ricordare, come dice l’amico Giancarlo Pavat, uno dei massimi esperti italiani di simbologie, che, in Araldica, il termine “Croce Templare” non esiste. 

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3. Immagine sopra; Mosaico pavimentale con il Nodo di Salomone

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4-5 Immagini sopra; in alto, una  Croce patente”,  sotto; un’altra croce con bracci uguale ” a coda di ronfone”, che alcuni chiamano improoriamebre “Croce Templare” presso la Badia di San Savino (Pisa).

Criptici messaggi nei portali della chiesa di Santa Maria, a Barletta

La bella chiesa di Santa Maria, a Barletta, è frutto di successive edificazioni iniziate nella seconda metà del XII secolo e terminate quasi cinque secoli più tardi.

Nel portale di sinistra, sull’archivolto vediamo scolpito uno strano centauro con un’unica testa e due distinti corpi…

dopo l'immagine6. Immagine sopra, Una sorta di inconsueto “centauro” tiene i due estremi di un tralcio abitato al suo interno da altre enigmatiche figure…

Sul lato sinistro del portale vediamo un uomo munito di un bastone mentre il suo cane gli mostra tutto il suo attaccamento.

Sotto di essi, un altro uomo lotta con una fiera non meglio identificabile…

dopo l'immagine7. Immagine sopra; Un uomo in lotta con un animale, nella parte in basso dell’immagine, e un altro personaggio festeggiato dal suo fido cane…

Un’altra scena raffigura un uomo, munito di spada, che uccide una fiera mentre essa aggredisce un personaggio incappucciato…

dopo l'immagine8. Immagine sopra; Mentre uno strano animale aggredisce l’uomo incappucciato, un altro personaggio interviene munito di spada…

Poi l’interpretazione delle scene diviene un po’ più complessa poiché vediamo un personaggio armato di bastone e un cavaliere la cui attenzione è attirata da un mostruoso animale…

dopo l'immagine

9. Immagine sopra; Un uomo brandisce un bastone mentre un cavaliere avanza verso uno strano animale…

Ancora meno decifrabili sono le figure successive, in cui vediamo un’aquila, una donna che riposa su un maiale, un’altra donna che aizza un cane verso un altro suino…

 

dopo l'immagine

10. Immagine sopra; Un’aquila, due maiali cavalcati da due figure femminili e altro ancora rendono sempre più criptici i messaggi lasciatici dal bravissimo scultore dei portali del Duomo di Barletta…

dopo l'immagine

11. Immagine sopra; Come interpretare questi due personaggi dalle sembianze scimmiesche mentre suonano strumenti che sembrano dei tamburi? Sopra di loro un cavaliere suona il corno…

Indipendentemente dal fatto che esistano pochissimi dubbi sulla reale esistenza storica di un prode Artù alla guida delle popolazioni celtiche della Britannia contro gli Angli e i Sassoni, al di là del fatto che lo stesso nome Artù venisse identificato in un titolo onorifico – probabilmente dal gallico Artos – correlato all’orso, simbolo delle virtù guerriere e della regalità, ho voluto portare anche alcune immagini del Duomo di Modena e della chiesa di Santa Maria, a Barletta, soltanto per esemplificare come si possa, in estrema sintesi, rendere eterne, nella pietra, vicende, simboli, allegorie non troppo difficilmente decifrabili – come in qualcuno dei casi qui riportati – o un po’ più criptiche come nel caso della chiesa di San Giusto alla Caipira, a Capannori.

Per non parlare della “Porta Magica” di Roma e della Porta Mistica” di Rivodutri che in quanto ad “enigmi” nulla hanno da invidiare a questi pochi esempi.

Ma l’Italia è letteralmente piena di archivolti, di portali di chiese, di strane raffigurazioni che – ne sono certo! – faranno la gioia (o la disperazione…) di quanti tra i lettori di queste pagine vorranno avventurarsi, fotocamera alla mano, alla ricerca di messaggi che provengono da un lontano passato!

Buona fortuna!

(Roberto Volterri)

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