LA PROFEZIA DI MALACHIA
E
L’ULTIMO PAPA
di Giancarlo Pavat
La scomparsa di papa Francesco, la mattina del Lunedì dell’Angelo, ha fatto sì che diversi media, e qualche sedicente giornalista e ricercatore, con con totale mancanza di buongusto e decoro e evidenti fini sensazionalistici (magari alla ricerca di qual bene “mi piace” in più), hanno ritirato fuori la famigerata PROFEZIA DI MALACHIA.
FORSE MENO FAMOSA MA NON MENO SINISTRA DELLE “PROFEZIE DI NOSTRADAMUS”.
Secondo la PROFEZIA DI MALACHIA, Bergoglio sarebbe addirittura l’ultimo papa e tra pochi giorni ci sarebbe nientemeno che la FINE DEL MONDO!
Ma cos’è questa Profezia, che risalta fuori ad ogni morte (o nel caso di Benedetto XVI, di “dimissioni”) di un pontefice e chi sarebbe il Malachia a cui è attribuita?
2. Immagine sopra; Statua di Malachia di Armagh (Fonte Wikipedia).
Malachia di Armagh (a volte, sui testi si trova scritto Armagh Malachia) era un abate cistercense e vescovo irlandese vissuto nel XII secolo, amico di San Bernardo di Chiaravalle (il maggiore “sponsor” dei Cavalieri Templari, per i quali nel 1128 scrisse l’opera DE LAUDE NOVAE MILITIAE e, forse, anche la REGOLA DELL’ORDINE), a cui è stata attribuita l’opera DE SUMMIS PONTIFICIBUS.
L’opera consiste in un elenco di papi, passati e futuri, che comincia con Celestino II (1143-1144). i
I nomi dei Pontefici non sono espliciti, bensi velati simbolicamente da un motto in latino.
Secondo l’estensore dell’elenco l’ultimo Papa sarà il 112° (a partire da Celestino II). Ovvero il 266° a partire dal Principe degli Apostoli, Simon Pietro.
L’ultimo Papa prenderà il nome di Pietro II o Pietro Romano.
Standi all’Annuario Pontificio, Bergoglio era proprio il 112°.
Ovviamente l’elezione del 266° pontefice sarà il segnale dell’ormai prossimo avverarsi di un avvenimento esiziale per tutto il genere umano. Infatti, nel DE SUMMIS PONTIFICIBUS si profetizza che, alla morte dell’Ultimo Papa si verificherà la Fine del Mondo, attorno ad un anno identificabile con il 2026 (secondo alcuni, invece, il 2025!).
Per ora niente panico….
Ricordate la presunta PROFEZIA MAYA per il 2012? Sono stati scritti libri, girati documentari, film hollywoodiani …
È successo qualcosa? Ovviamente no.
Visto che siamo ancora qui a chiacchierare. Anzi…se proprio vogliamo trovare qualcosa di clamoroso e sconvolgente verificatosi nel 2012…. beh…in quell’anno è nato questo nostro/vostro sito IlPuntosulMistero!
Battute a parte, la sinistra PROFEZIA si smonta anche, e soprattutto, con ben altri argomenti.
Per prima cosa, più di qualcuno obietterà che Bergoglio, non aveva assunto il nome di Pietro.
Ma secondo voi i fedelissimi scherani della PROFEZIA (anni fa, all’interno del video musicale di Caparezza, il dottor Roberto Giacobbo diceva “catastrofisti uomini tristi”) possono desistere di fronte a queste quisquiglie?
Infatti, si affrettano a far notare come, in diverse occasioni, papa Francesco si era definito semplicemente VESCOVO DI ROMA, quindi PIETRO (nel senso di capostipite dei vescovi dell’Urbe) ROMANO!
Ma costoro fanno finta di non sapere che TUTTI i PONTEFICI sono contemporanemente, sia capi della Chiesa universale, che VESCOVI DI ROMA!
Ma se tutto ciò non basta a far comprendere quanto non stia in piedi la PROFEZIA, allira cominciamo a fare sul serio e schieriamo l’artiglieria pesante. Ovvero la ricerca storica. Quella vera.
Torniamo quindi al Tempo in cui tutto (teoricamente) avrebbe avuto inizio. Il XII secolo.
Dopo la morte di Malachia, nel 1148, la Chiesa diede il via al processo di canonizzazione. Nel 1189, papa Clemente III (pontefice dal 1187-1191, da non confondere con l’omonimo antipapa, Clemente III appunto, vissuto nel secolo precedente) diede l’incarico di esaminare gli scritti del sant’uomo irlandese, al fine di verificarne l’ortodossia, all’abate cistercense di Fossanova (e cardinale di Santa Romana Chiesa) GIORDANO appartenente alla potente Famiglia dei Conti de’ Ceccano.
3. Immagine sopra; ritratto ottocentesco di papa Clemente III nella Basilica di San Paolo fuori le Mura a Roma (Archivio IlPuntosulMistero).
Giordano “de Ceccano” fu una figura di grande spessore nel panorama politico Europeo del XII secolo. Un gigante della Storia, meritevole non solo di approfonditi studi ma di essere preso ad esempio per le nuove generazioni e di avere nella propria città natale, Ceccano, appunto, in Ciociaria, strade, piazze o monumenti a lui dedicati.
4. Immagine sopra; il Castello dei Conti de’ Ceccano, a Ceccano in Ciociaria (Archivio IlPuntosulMistero)
Legato e ambasciatore pontificio presso varie corti europee, amico personale di diversi sovrani come Riccardo I Plantageneto,
5. Immagine sopra; statua equestre di Riccardo “Cuor di leone”, davanti a Westminster a Londra (Fonte Wikipedia).
Fatto Cardinale Prete di Santa Prudenziana il 27 febbraio 1187, da Papa Urbano III (L’Arcivescovo di Milano Uberto Crivelli, 1185-1187), Giordano venne inviato, nello stesso anno, dal nuovo Pontefice Clemente III in missione diplomatica in Germania presso l’Imperatore Federico I° “Barbarossa” Hohenstaufen ed il figlio Enrico (il futuro imperatore Enrico VI, padre di Federico II “Stupor Mundi”).














