Nel segno di Valcento” e gli altri libri di Giancarlo Pavat sono entrati a far parte della biblioteca del Cidot dell’abbazia di Casamari

Casamari, Veroli – Il volume “Nel segno di Valcento” e gli altri libri scritti da ricercatore Giancarlo Pavat e dedicati alla storia dei cavalieri Templari, in particolare nel territorio del Basso Lazio, sono entrati a far parte della Biblioteca delCentro Italiano di Documentazione sull’Ordine del Tempio (CIDOT) Padre Goffredo Viti”, localizzata presso la Biblioteca Statale del Monumento Nazionale Abbazia di Casamari, sita in via Mària nr. 25, nel territorio comunale di Veroli (FR).

Il CIDOT (Centro Italiano di Documentazione sull’Ordine del Tempio) è stato istituito con il patrocinio della L.A.R.T.I. (Libera Associazione Ricercatori Templari Italiani) con il fine di realizzare un fondo di raccolta di materiale documentario e letterario attinente l’Ordine del Tempio, da mettere a disposizione di studiosi, ricercatori ed appassionati.

Il materiale raccolto, costituito da opere e volumi cartacei, fotoriproduzioni e documentazioni varie, anche in formato elettronico, confluisce in un fondo unico, intitolato alla memoria di Padre Goffredo Viti(O. Cist.), insigne studioso dell’Ordine dei Cavalieri Templari.

Il Fondo Padre Goffredo Viti è composto dal materiale già presente presso la Biblioteca Statale del Monumento Nazionale di Casamari, eventualmente ricatalogato e ricollocato, e dalle nuove acquisizioni che, nel corso del tempo e a decorrere dall’istituzione del fondo, si stanno, via via, aggiungendo.

Per quanto riguarda Pavat, oltre al già citato “Nel segno di Valcento” (Edizioni Belvedere, Latina 2010) sono andati ad arricchire la Biblioteca pure i volumi Il Cristo nel labirinto. Il mistero dell’affresco” (Nuova Stampa, Frosinone -2009) e “Templari ad Alatri” (Nuova Stampa, Frosinone -2011) scritto assieme a Claudio Imperatore.

Un importante riconoscimento, quindi, che premia l’opera di ricerca e divulgazione che da anni lo scrittore-ricercatore triestino, ma ormai ciociaro d’adozione, sta portando avanti indagando nelle pighe più nascoste della storia de medievale del Lazio e non solo.

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