STORIE DI AMORI E DI PASSIONI – I^ parte; di Marisa D’Annibale.

 

Immagine di apertura: Litografia del Caracciolo copia degli affreschi di villa Farnese.

 

 

“…Ciò che siamo oggi è il risultato delle nostre scelte.

Ciò che saremo domani dipende dalle scelte di oggi.

Il presente è il nostro dono più grande…”

 

Mahatma Gandhi

 

STORIE DI AMORI E DI PASSIONI

I^ parte

di Marisa D’Annibale

 

Di racconti e storie vissute la letteratura n’è piena. Ancor più n’è piena la mitologia.

Il fascino del racconto mitologico degli dei e semidei ancor più prende quando ne riemergono le tracce di una ricerca storica del proprio territorio.

Culla dell’Impero Romano, ne riemergono tracce, prima valorizzate poi dimenticate in un altalenante interesse.

Il mio particolare interesse risale al 1984 con una tesi di Storia dell’Arte dal titolo “Ceccano e Santa Maria a Fiume”.

Non vi parlerò della ricerca storica ma di amori che sicuramente venivano rappresentati nei fastosi giardini delle Terme di Galeria Faustina, moglie dell’Imperatore Antonino Pio (dal 138 al 167 a.c.), tra la sorgente di acqua sulfurea (ancora oggi se ne sente l’odore caratteristico) e le sponde del fiume Sacco.

Dove allora sorgevano le Terme ora si innalza una centrale elettrica, una ferrovia e per finire la chiesa di Santa Maria a Fiume del XII secolo (1196) e ricostruita dopo il bombardamento della seconda guerra mondiale avvenuto il 26 gennaio 1944.

 

Da una litografia del Caracciolo (quella che potete vedere all’inizio dell’articolo) inizia il viaggio e….

 

…penso:

Ercole e Iole…abbiamo un bellissimo mosaico monocromatico, ora situato nel Palazzo Antonelli;

Pan e Siringa…raffigurati in un bellissimo Erma ritrovato nel 1859 durante i lavori per la realizzazione della ferrovia;

Il nostro fiume Sacco o “ Tolerus” oggi tanto denigrato e violato ma che un tempo raccoglieva acque terapeutiche, e cosa poteva raccontare se non la separazione di innamorati come Leandro e Ero? 

A chiudere il cerchio di rappresentazioni forse è il mosaico monocromatico poco conosciuto rinvenuto nel 1924 sempre nel complesso termale durante i lavori della linea ferroviaria, conservato nel Museo Nazionale Romano, raffigurante un uomo che durante una corsa di carri cadendo viene trascinato, che sia Ettore trascinato da Achille intorno alle mura di Troia?

 

2. Immagine sopra: il mosaico bicromo con Ercole conservato a Palazzo Antonelli a Ceccano

 

La fantasia si fa strada e mi perdo in un paesaggio conosciuto…

 

…ciottoli sulla riva del fiume, acqua limpida, fresca che avvolge le caviglie, le mie caviglie di bambina che sasso dopo sasso mi permettono di raggiungere l’altra sponda, il vento caldo in una giornata d’estate muove la fiorente vegetazione provocando una melodia, una dolce melodia, amorevole ma struggente. Non esiste spazio né tempo, realtà o fantasia e quando ancora gli dei camminavano tra gli uomini, intravedo un dio gioioso, come legante delle creature della natura che si aggira sulle rive del fiume seducendo e amando le ninfe danzanti. Pan è il suo nome, figlio di Zeus e di Callisto, tra risa e giochi in quel pomeriggio d’estate vide la splendida ninfa Siringa e se ne innamorò. Nulla sarà come prima per Pan, cerca, rincorre Siringa che fugge da Pan spaventata dal suo aspetto, si nasconde nel canneto in riva al fiume…il vento caldo aumenta e produce suono…è Siringa quel suono, il suono della trasformazione, il suono della paura, il suono della libertà, aiutata dalle Naiadi che la mutarono in canne palustri e Pan quando credette di raggiungerla si trovò tra le braccia un fascio di canne.

Con lo sconforto e il dolore di un amore perso Pan raccolse quelle canne che con il vento producevano un suono delicato e malinconico, ne fece uno strumento musicale, la siringa, il primo flauto della storia, il flauto di Pan.

È probabilmente uno dei dolori più intensi e profondi che una persona possa provare. A Pan rimane un amore non corrisposto, un amore perduto o un amore malato, a Siringa invece rimane una sola scelta, scomparire e nella trasformazione rivendicare la propria libertà di scelta.

La cornice della storia è la natura, l’acqua che scorre, si trasforma e trasforma la vita…

 

“…Ecco come bisogna essere! Bisogna essere come l’acqua. Niente ostacoli – essa scorre. Trova una diga, allora si ferma. La diga si spezza, scorre di nuovo. In un recipiente quadrato, è quadrata. In uno tondo, è rotonda. Ecco perché è più indispensabile di ogni altra cosa. Niente esiste al mondo più adattabile dell’acqua. E tuttavia quando cade sul suolo, persistendo, niente può essere più forte di lei. (Lao Tzu)

 

Il vento cambia e tutto ciò che era in movimento diventa pietra che abbellisce il viale della villa termale aldilà del fiume…

 

 

SYRINGA vim PAMOS EFFUGIENS, in calamum versa.

“La Siringa rifugge la forza di Pan trasformata in…..”

 

 

 

 

 

salgo la riva e cammino nel viale, un viale d’altri tempi, tra colonne, mosaici, fontane e in fondo un tempio, due figure sedute….

 

Il viaggio continua…

Fine I^ parte

 

(Marisa D’Annibale)

  • le immagini sono state fornite dall’autrice. 

 

 

 

 

 

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