Tempio di Demetra sull’Isola di Νάξος: un tuffo nella mitologia nel cuore delle Cicladi di Florin Malatesta

La Redazione e tutti i collaboratori de IlPuntosulMistero desiderano dedicare questo articolo del giovane Florin Malatesta a tutte le vittime dei disastrosi incendi verificatisi in Grecia nelle ultime settimane di luglio 2018.

 

TEMPIO DI DEMETRA SULL’ISOLA DI NAXOS: UN TUFFO NELLA MITOLOGIA NEL CUORE DELLE CICLADI

di Florin Malatesta

Νάξος o, come si preferisce, Nasso, è un’isola sita nel cuore delle Cicladi ed in grado di ammaliare i suoi numerosi turisti e visitatori non solo per i paesaggi che vanta, allo stesso tempo, primitivi, affascinanti e suggestivi, ma anche, e soprattutto, per la storia e per la cultura che, ancora oggi, trasudano incessanti fra le sue strade, tra i suoi villaggi e tra le sue innumerevoli attrazioni.

Per quanto concerne il mero ambito storico-politico, sappiamo che fu, in primis, abitata dai Traci; successivamente anche dai Carii e dagli Ioni e, in particolare, tra il 3200 ed il 2100 a. C. rappresentò il centro della civiltà Cicladica (delle quali ne costituisce anche oggi la più estesa, nonché la più fertile).

Peculiare è stata, ai fini della civilizzazione e dell’associazione degli abitanti del territorio insulare, l’introduzione del culto di Dioniso e, con esso, di Demetra.

In conformità a quanto tramandato dal mito classico, è proprio a Νάξος che venne abbandonata Arianna, figura essenziale del mito greco, immediatamente dopo essere accorsa in aiuto di Teseo nell’atto di uccidere il Minotauro.

Tra i diversi centri di maggiore interesse dell’isola, fondamentali sono la grotta di Zeus (Ζάς – 1004 metri s.l. m.), situata sull’omonimo monte, dove, sempre secondo la mitologia greca, venne allevato il re dell’Olimpo, cui si aggiungono, sebbene non rivestano una minore importanza, i Κούροι (rispettivamente di Απόλλωνας di Φλέριο) ed il Tempio di Demetra, recentemente ristrutturato a causa delle lesioni e dei danneggiamenti dovuti al clima assai arido presente sull’isola.

Per quanto concerne, in particolare, il tempio dedicato alla dea Demetra, appare opportuno focalizzare l’attenzione su alcuni aspetti storico-architettonici relativi allo stesso, che necessitano di essere ben focalizzati: ubicato in una fertile valle nei pressi del villaggio di Άνο Σάγρι, ha da sempre rappresentato uno dei luoghi più abitati e vivi dell’isola di Νάξος.

Come noto, nella maggior parte dei casi attinenti all’edificazione di templi, prima, e di chiese, poi, anche in questo caso, venne sviluppandosi, intorno all’800 a. C., il culto di divinità in grado di assicurare la fertilità della terra (necessità, questa, fortemente sentita, avvertita in tutto il territorio insulare).

In tal modo, la suddetta zona favorì la costituzione di un corpo sociale ed anche politico degli agricoltori, vincolati a garantire raccolti necessari per la sopravvivenza della popolazione e, con essa, dell’intera isola.

In un primo momento, sempre nell’800 a. C., tale culto era svolto all’aperto, sulla stessa collina su cui è stato, in seguito, eretto il tempio dedicato alla dea Demetra.

La prima forma di edificazione del Tempio risale ad un periodo leggermente successivo, nel corso del quale è possibile notare l’apposizione dei primi muri di supporto, precisamente in direzione nord-ovest, cui si aggiungono, nel 530 a. C., le due colonne di marmo dell’impalcatura centrale del tempio, così come a noi pervenuto.

Durante il periodo cristiano, nel 600, il tempio diviene oggetto della forma di culto allora maggiormente vigente ed è, perciò, trasformato in una chiesa ove i cristiani potevano professare liberamente la propria fede religiosa: vengono, così, effettuate molte opere di ristrutturazione e modificazione dell’intero complesso, come l’apertura di una porta ad ovest, che tratteggia la grande perizia tecnica degli edificatori del tempo e la chiusura del lato aperto esposto ad est (facciata principale del tempio). Tale “esperimento cristiano” non ebbe molto successo e, perciò, nel IX secolo, il lato esposto ad ovest fu distrutto.

Il periodo di maggiore interesse architettonico è sempre quello legato al 530 a. C., nel corso del quale, sotto il tiranno Ligdami, viene innalzato il tempio in marmo (così come ci è giunto): oltre alle due colonne centrali, vengono disposte anche cinque colonne verticali sulla facciata principale, esposta ad est.

La particolarità di tale tempio è rappresentata dal fatto che si tratta di una costruzione con pianta quadrata e, soprattutto, conforme ai canoni vigenti nell’ambito dell’ordine ionico, il quale mutua e rielabora le forme orientali, ma anche per la peculiarità che lo rende, per così dire, unico, in quanto è evidente l’assenza del crepidoma. Da notare, inoltre, che la sua è una superficie grezza.

All’interno, invece, le colonne avevano altezze diverse, in modo tale da permettere di adattare il terreno scosceso sul quale è stato eretto alla diversa inclinazione del tetto del tempio stesso.

Gli scavi relativi a tale area sono stati condotti dalla Greek Archeological Society, in collaborazione con l’Università di Atene

Dunque, un sito archeologico che, per l’assenza di indicazioni stradali che possano condurre agilmente presso lo stesso, potremmo definire “nascosto”, ma che è in grado di rivelare molto sulla storia, sui culti e, soprattutto, sulla cultura della Νάξος di ora e di allora.

(Florin Malatesta)

  • Tutte le foto del Tempio di Demetra sono di Florin Malatesta.

 

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