Immagine di apertura; Carl Gustav Jung e gli Ufo.
UFO? Così è, se vi pare…
di Roberto Volterri
“Come concludere?” mi verrebbe spontaneo scrivere adesso dopo aver illustrato in alcuni recenti articoli alcune strane “cose che si vedono nel cielo”.
2. Immagine sopra; Il celebre saggio di Carl Gustav Jung (Kesswil, 26 luglio 1875 – Küsnacht, 6 giugno 1961), celebre psichiatra, psicoanalista, antropologo e filosofo svizzero, in cui l’autore non rigetta aprioristicamente l’ipotesi “ufologica” ma conclude che si tratterebbe di immagini prodotte dall’Inconscio con una valenza rassicuratrice riguardo a una condizione di smarrimento collettivo negli anni del primo dopoguerra. “Così è se vi pare”, direbbe Luigi Pirandello…
Non penso proprio sia possibile, al momento, dare una definitiva risposta, trarre delle vere conclusioni sulla realtà del fenomeno ufologico studiandolo ‘a ritroso’, studiando cioè alcune ‘strane’ testimonianze artistiche, letterarie o archeologiche nelle quali siano presenti indizi ricollegabili – alcuni di più, altri di meno – ad una possibile realtà ‘aliena’.
Il vostro avventuroso viaggio, qua e là, nell’antica Roma o nella secentesca campagna toscana oppure nell’India vedica e nelle più svariate epoche, intenderebbe essere un vero e proprio ‘processo indiziario’, una vera e propria raccolta di ‘indizi’ – più o meno eretici – in grado di fornire allo studioso, al ricercatore, al semplice curioso, del materiale su cui studiare, alla luce di ulteriori testimonianze che possano scaturire da altre indagini o dalla comparazione dei dati a disposizione.
3. Immagine sopra; La copertina della celebre rivista “Domenica del Corriere” del 9 Dicembre 1962 con uno strano “Oggetto Volante Non Identificato” apparso nell’antica India.
4. Immagine sopra; Bassorilievo dell’antica India. L’oggetto appare molto simile a quello sulla copertina della nota rivista settimanale di molti anni fa…
Il tutto possibilmente coadiuvato da quell’onnipresente oggetto definito, tempo fà, “Personaggio dell’anno”, il Personal Computer.
L’uso del PC – chiamiamolo anche noi, familiarmente, così! – potrebbe infatti consentire a tutti voi, anche senza particolari ‘doti informatiche’, di analizzare le immagini, di elaborarle senza per questo alterarne la reale morfologia o le caratteristiche cromatiche, di compararle con foto…accreditate di Oggetti Volanti Non Identificati, evidenziandone le eventuali corrispondenze strutturali e archiviando tutta la documentazione in un apposito Data Base al quale attingere… per ulteriori indagini.
Io ho fatto così e così continuo a fare, ampliando la Banca Dati di altre testimonianze rintracciate qua e là – come ho più volte suggerito di fare – in Pinacoteche, in Musei (divieti di fotografare permettendo!), in polverosi archivi comunali o più semplicemente (e comodamente!) nella tranquillità del mio studio, sfogliando pazientemente – lente alla mano, s’intende! – ponderosi volumi di Storia dell’Arte.
Se qualcosa c’è, prima o poi, qualcosa salterà anche ai vostri occhi…
Ma forse sto divagando: dunque, cosa concludere?
Potrei, e vorrei, riassumere il mio punto di vista con alcuni, ‘lapidari’, concetti.
Ė altamente improbabile che solo il nostro piccolo pianeta, ai margini di una Galassia non di… prima grandezza, alberghi la ‘vita’.
La famosa ‘equazione di Drake o di Green Bank’ (Virginia) elaborata nel Novembre 1961 presso il “National Radio Astronomy Observatory” ci fornisce addirittura il numero di civiltà sparse nell’Universo, in relazione alla possibilità dell’esistenza di Sistemi solari comparabili con quello al quale apparteniamo e in base ad altre restrittive considerazioni che ora vedremo.
5. Immagine sopra; L’astronomo professor Francis Drake con l’equazione che da lui prende il nome.
L’Equazione appare abbastanza semplice:
6. Immagine sopra; La ben nota “Equazione di Drake”, una sorta di Probabilità composta.
Dove: N è il numero di ‘civiltà’ che potrebbero esistere nella nostra Galassia in grado di comunicare con altri sistemi solari.
R* è la velocità di formazione di stelle in un periodo uguale a quello del nostro sistema solare.
fp è il numero medio di stelle attorno alle quali graviterebbero pianeti.
ne è il numero medio di pianeti orbitanti intorno a tali stelle che avrebbero condizioni ‘ambientali’ necessarie alla ‘vita’ come noi la conosciamo.
fl è il numero medio di pianeti dove effettivamente la ‘vita’ potrebbe essere nata.
fi è il numero medio di pianeti ove esseri ‘pensanti’ potrebbero aver raggiunto una certa autonomia d’azione.
fc è la frazione di pianeti che potrebbero aver raggiunto lo stadio di ‘civiltà tecnica’.
L è la durata media di una civiltà.
Come si vede appare abbastanza esteso l’uso del ‘condizionale’.
Nonostante ciò, il ben noto Isaac Asimov conclude – dopo innumerevoli e restrittive considerazioni riguardo le possibilità di “vita intelligente” nell’Universo – che nella nostra Galassia esisterebbero almeno 650 milioni di pianeti abitabili da ‘entità biologiche’ con caratteristiche compatibili con ciò che noi consideriamo ‘vita’!
7. Immagine sopra; Il celebre Biochimico Isaac Asimov (I920 – 1992). Autore anche delle famosissime “Tre leggi della Robotica”.
Asimov, che insegnò biochimica alla Boston University School of Medicine, stimò inoltre in un miliardo e 300 milioni il numero di stelle simili al nostro Sole attorno alle quali potrebbe orbitare un pianeta simile alla Terra!
Non sono certamente prove, però sono, senza dubbio, consistenti indizi…
Ė probabile che ‘altrove’ la ‘vita’ abbia seguito percorsi ‘alternativi’, non del tutto diversi ma ‘alternativi’.
Ė probabile che essa sia nata ‘per caso’ e si sia evoluta ‘per necessità’, come affermava negli anni Settanta dell’altro secolo il biologo francese Jacques Monod in un suo celebre saggio, e che alla base della ‘vita’ stessa non ci sia il Carbonio ma, per esempio, il Silicio (certi cristalli e le ‘eretiche’ teorie del biologo Sheldrake sulla ‘risonanza morfica’ appaiono… inquietanti!).
8. Immagine sopra; L’inquietante libro di Rupert Sheldrake propone una nuova e radicale soluzione ai misteri della Vita, basata sull’ipotesi che la Natura possegga una sua memoria per cui il Passato non cesserebbe mai di esistere.
9. Immagine sopra; Jacques Monod (1910 – 1976) e il suo celebre libro sulla possibile origine del fenomeno Vita.
Ė altresì possibile che la ‘vita’, intelligente o meno, possa esistere anche in pianeti del nostro Sistema Solare in cui le temperature superficiali oscillano tra i +350°C di Mercurio e i –230°C di Plutone: non dimentichiamo infatti che la ‘vita’ presenta un grado di ‘adattabilità’ molto esteso, esistendo organismi in grado di resistere alle temperature, non di certo primaverili, delle solfatare di Pozzuoli, alle pressioni inimmaginabili delle profondità oceaniche, alle bassissime temperature delle regioni polari o alla totale disidratazione come avviene nel ‘Rotifero’ o nei Tardigradi.
10. Immagine sopra; I Rotiferi non resistono proprio a “tutto”, ma alcune specie possono sopravvivere a condizioni estreme quali la disidratazione, la totale assenza di Ossigeno e prolungati congelamenti.
11. Immagine sopra; Molti pesci possono vivere tranquillamente anche nelle profondità abissali sopportando impunemente pressioni elevatissime, basse temperature e assenza totale di luce.
12. Immagine sopra; Un microrganismo del genere Sulfolobus. Resiste senza problemi al sulfureo ambiente delle Solfatare di Pozzuoli…
13. Immagine sopra; Un non bellissimo Tardigrado in grado di sopravvivere alle più estreme condizioni esterne, con temperature oscillanti tra –200 fino a oltre+150 gradi Centigradi, rinchiuso in un blocco di ghiaccio e anche in totale assenza di Ossigeno.
Ciò porterebbe via… molta acqua dal‘mulino’ di certi superesperti che concepiscono il fenomeno ‘vita’ solo come noi, per ora, lo conosciamo.
Anche tutto ciò non prova alcunchè, però potrebbe essere un altro utile indizio…
L’Uomo, in generale, è un ‘presuntuoso. Anche io molto probabilmente lo sono, forse tutti noi lo siamo, seppur in campi molto diversi.
L’Uomo concepisce sé stesso come unità di misura della ‘vita intelligente’ nell’Universo: quel che l’Uomo non sa fare… non lo sa fare nessun altro.
Se ancor oggi non siamo riusciti a raggiungere stabilmente altri pianeti in tempi ragionevolmente brevi (in relazione cioè alla durata della vita umana), nessuno ovviamente… sa farlo.
Nessuno – così sostiene la Scienza ‘ufficiale’, quella con la ‘S’ maiuscola – può aver raggiunto questo piccolo ma ‘inquieto’ pianeta poiché le distanze che ci separano dalla stella più vicina dotata di un sistema planetario simile al nostro, sono ‘eccessive’, perché nel nostro sistema solare le condizioni favorevoli al nascere della ‘vita’, simili a quelle sviluppatesi sulla Terra, sono inesistenti, perché… perché… e così via all’infinito.
14. Immagine sopra; Un curioso libro che intenderebbe rispondere al cosiddetto “paradosso di Fermi”.
So bene di non aver portato inoppugnabili prove a sostegno della mia (e non solo) ipotesi, ma credo di aver aggiunti – riguardo alla traballante solidità delle ‘certezze’ ufficiali – alcuni non trascurabili indizi…
Tuttavia, è fuor di dubbio che nulla – costruito da mano umana – volava nei nostri cieli prima del 1783, anno in cui i fratelli Joseph ed Etienne Montgolfier fecero innalzare il loro aerostato…
15-16. Immagini sopra e sotto; Quello che può essere considerato il primo tentativo degli uomini per innalzarsi nei cieli… I fratelli francesi Joseph-Michel Montgolfier (Annonay, 26 agosto 1740 – Balaruc-les-Bains, 26 giugno 1810) e Jacques-Étienne Montgolfier (Annonay, 6 gennaio 1745 – Serrières, 2 agosto 1799) sono stati gli inventori della “Mongolfiera”, mezzo aerostatico funzionante grazie all’aria calda che è riuscito a portare per la prima volta un essere umano in cielo. Il 5 giugno 1783 la “Mongolfiera” fu fatta volare nella prima dimostrazione pubblica ad Annonay. Il volo coprì circa 2 km, durò 10 minuti e raggiunse l’altitudine stimata di 1.600-2.000 metri. La notizia del successo raggiunse rapidamente Parigi. Étienne si recò nella capitale per tenere ulteriori dimostrazioni e per assicurare ai due fratelli la paternità dell’invenzione del volo. Étienne. Il 27 agosto 1783 l’esperimento fu ripetuto a Parigi nel giardino delle Tuileries. In basso, il blasone della Famiglia Montgolfier
Nulla costruito dall’uomo volava prima del 17 Dicembre 1903, quando i fratelli Wilbur e Orville Wright fecero fare un traballante volo di ben… 260 metri al loro primo aereo a motore sulla spiaggia di Kitty Hawhk (North Carolina), nulla insomma volava o sostava stabilmente nei cieli prima della fine del XVIII secolo o anche poco dopo.
17. Immagine sopra; 17 Dicembre 1903. I fratelli Wilbur e Orville Wright e il loro traballante volo di ben… 260 metri!
Eppure è fuor di dubbio che esistono alcune inquietanti opere pittoriche. “La Madonna e S. Giovannino” (XV secolo), forse della ‘scuola’ del Lippi, in primis, ma anche il celeberrimo “Miracolo della Madonna della Neve” di Masolino da Panicale (XV secolo), o lo stranissimo “Glorificazione dell’Eucarestia” del Salimbeni (XVII secolo), esistono alcuni, a dir poco, ‘strani’ bassorilievi (quello di Palenque innanzitutto), esistono moltissime testimonianze scritte (valgano per tutte, pur se da prendere cum grano salis, quelle di Giulio Ossequente ) dalle quali emerge, ben al di là di ogni ragionevole dubbio, ben al di là di ogni aprioristico scetticismo, che qualcosa – molto prima del XVIII o del XIX secolo – indubbiamente… volava!
Anche questi ‘fatti’ (quantomeno osservabili da chiunque nei Musei o su qualunque libro d’arte!), non ‘verità scientifiche’, sono solo… indizi da cui non farsi ‘trarre in inganno’?
Ergo, direbbe Cartesio, se qualcuno ben prima del XVIII secolo ha raffigurato degli Oggetti’ (non mi si venga a dire che ciò che è visibilissimo a Palazzo Vecchio, Firenze, nel dipinto della scuola del Lippi, è… una macchia !) Volanti che Non siamo in grado di Identificare – che, se avessi il ‘culto’ degli acronimi, definirei OVNI, anche perché molto, ma molto simili ad ‘oggetti’ fotografati ai giorni nostri – e se questi oggetti non sono il frutto dell’umano ingegno, ergo, ripeterebbe il buon Renè Descartes (Cartesio), vengono da… altrove!
Ovunque e qualunque cosa sia questo altrove.
18-19-20. Immagini sopra; Molto schematica, diacronica, rappresentazione di ciò che è possibile trovare in alcune opere pittoriche nate in “tempi non sospetti”. Solo e soltanto “indizi”, s’intende!
La qual cosa, sommata ai precedenti indizi, forse comincia ad assumere i connotati di una … prova!
Ma, anche se in queste ultime righe ho cercato di seguire le orme del caro, vecchio e buon Cartesio, ci sarà sempre qualcuno che – gridando Anatema! Anatema! – mi accuserà di aver usato l’infida arma del sillogismo, di ‘aver menato il can per l’aia, di essermi occupato di…’fluidodinamica degli asini che volano’ (accade, ebbene sì, accade !) e via di questo passo!
Tanto vale, allora, proseguire per la nostra strada, accumulando indizi su indizi, certi del fatto che, anche – e soprattutto – per gli incrollabili scettici, per gli immarcescibili ‘superesperti’ di chiara fama, per chi non vuol vedere, non vuol sentire, non vuol capire, prima o poi, sarà…
“…l’adattarsi al tempo necessaria virtù! ”
(Pietro Trapassi, più noto come “Metastasio”)
21. Immagine sopra; ”Gli alieni sono là fuori e la Terra è meglio che faccia attenzione a loro… l’Umanità dovrebbe fare tutto ciò che è in suo potere per evitare qualsiasi contatto con loro”. Parola di Stephen Hawking!


































