“Vampiri” e Noci del Diavolo
“da un demonio, che poscia il governa… “
Dante, Inferno, XXXIII, v. 131
di Roberto Volterri
C’è chi le definisce Noci del Diavolo, i più amanti della Natura preferiscono Castagne d’acqua, Noci di Capra, di Bufalo o di Toro, però ci sono anche gli amanti dei “misteri” che preferiscono Noci di Pipistrello.
Noi preferiamo Noci dei Vampiri…

1. Il seme della Trapa natans. Nei Paesi asiatici, quando è fresco e idratato viene utilizzato come una comune noce da tavola.

2. Satana con ali da Pipistrello, da “Vampiro”, in una illustrazione di Gustave Doré per il poema “Paradiso perduto” di John Milton.
Trapa natans, o anche Trapa bicornis, un botanico le definirebbe le appartenenti alle Idrofite natanti, ovvero piante acquatiche non ancorate al fondo perché prive di radici, anche se a volte riescono a radicarsi, mediante radici avventizie, su uno strato melmoso.

3. Anche le radici della Trapa natans hanno un aspetto un po’ “sinistro”!
Però, queste piante amano la libertà e più spesso galleggiano insieme alle loro aspiranti “vampiresche” sorelle. “Aspiranti”? State tranquilli, ora ci arriviamo…

4-5. Non mi dite che non sembrano veramente “separati alla nascita”! A sinistra una “Noce del Diavolo” e a destra un poco rassicurante Chirottero. Ma per i lettori de “Il Punto sul Mistero” è ormai solo e soltanto un “Vampiro”…

6. Pipistrelli “Vampiri” per tutti i gusti!
La Trapa natans è veramente una pianta molto interessante e “strana”: le foglie sono sostenute da piccioli rigonfi che contengono un tessuto ricco di aria. avente la funzione di “galleggiante” per mantenere in superficie l’intera pianta. Le solite meraviglie di Madre Natura!
Ma ciò che maggiormente ci interessa per quanto riguardo questa serie di articoli su tutto ciò che può riportarci agli argomenti del libro “Dal Tramonto all’Alba. Il Grande Libro dei Vampiri”, di imminente uscita, è il frutto, solitamente di colore nerastro, che arriva anche a dimensioni di alcuni centimetri, munito di quattro espansioni simili a coni. Una volta essiccato e strofinato e “abbellito” con olio per legno, mostra un aspetto che lo fa assomigliare veramente a quell’inquietante personaggio che ha fatto la fortuna di Bram Stoker: un Pipistrello, un “Vampiro”!
Questa strana pianta con aspirazioni “vampiresche” è nativa di aree geografiche a clima caldo e temperato quali Asia, Africa e alcune zone d’Europa.
In Italia è molto diffusa in alcuni laghi della provincia di Mantova dove il frutto che è commestibile viene ribattezzato “rigol”, mentre nelle zone del Lago Maggiore è attecchita talmente bene che è stata scientificamente ribattezzata Trapa natans verbanensis.
Il frutto fresco di solito viene lessato oppure arrostito come se fosse una comune castagna.

7-8. Trapa natans utilizzata cotta come una normale castagna. A destra alcuni monili realizzati con le Noci del Diavolo ormai totalmente disidratate e indurite.
Una volta, ma forse ancora ai nostri “tecnologici” giorni, i semi delle Noci del Diavolo, essiccati, venivano ridotti a farina per dolci, forse unitamente alle foglie contenenti molti utili principi attivi come tannini, sali minerali e resine.

9-10. Farina di Trapa natans e, a destra, le foglie anch’esse molto utili in ambito erboristico.

11-12. sinistra, la Trapa natans ha avuto anche l’onore di venire immortalata in un francobollo forse per “par condicio” con il “Vampiro” riportato su un francobollo del Mozambico!
per lo ‘nferno tuo nome si spande!
(Dante, Inferno, XXVI, v. 3)
Ė abbastanza probabile che il nome della nostra “Noce del Diavolo”, Trapa natans datole da Linneo, derivi dalla sua somiglianza con una piccola ma pericolosissima arma che i romani lanciavano per impedire l’avanzata della fanteria e della cavalleria nemiche: la Calcatrappa, conosciuta anche Tribolo.
Da Calcatrappa si sarebbe passati al francese Trappe, trappola, insidia, realizzata in metallo, con quattro pericolose punte. E da qui alla nostra Noce del Diavolo, Trapa natans il passo potrebbe essere stato brevissimo
13-14. A sinistra, il Tribolo usato in guerra nell’antica Roma. Era realizzato in modo che, in qualsiasi modo cadesse a terra, almeno due pericolose punte rimanessero rivolte verso l’alto. A destra, l’innocente Trapa natans, la Noce del Diavolo, però sinistramente simile ad un “Vampiro” e anche al pericolosissimoTribolo
Il Tribolo era particolarmente temuto dalle truppe a cavallo poichè poteva seriamente danneggiare gli zoccoli, disarcionando il cavaliere.
Il Tribolo, noto in antico anche come Murex ferreus, veniva sparpagliato anche sul terreno dove sarebbero passati a piedi i soldati, con i risultati che possiamo immaginare…
Anche se Scipione l’Emiliano sembra si sia rifiutato di usarli perché considerata arma… poco onorevole!
Concluderei questa breve panoramica ricordando che in qualche zona nei dintorni del Lago Maggiore con le “diaboliche” noci ricavate dalla Trapa natans vengono realizzati anche stupendi Rosari, sempre utili – insieme al noto Kit del perfetto Vampirologo – per combattere eventuali incontri durante le vostre ricerche sul campo…

15.16. Rosario realizzato con le Noci del Diavolo e l’indispensabile Kit del perfetto Vampirologo.

17, “Vade retro Satana!”. Cose che potrebbero capitare nelle ricerche sui “Vampiri”…
(Roberto Volterri)
– le immagini sono state fornite dall’autore
STA ARRIVANDO…

18. Copertina del nuovo libro “Dal Tramonto all’Alba. Il Grande Libro dei Vampiri”, di imminente uscita.







