Amaseno (FR), la liquefazione del sangue di San Lorenzo e altro ancora… Trasformazione di fase “Sol-Gel” in alcune reliquie ematiche. Evidenze e ipotesi alternative su alcuni fenomeni periodici. di Roberto Volterri

Amaseno (FR), la liquefazione del sangue di San Lorenzo e altro ancora…

Trasformazione di fase “Sol-Gel” in alcune reliquie ematiche.

Evidenze e ipotesi alternative su alcuni fenomeni periodici.

 

di Roberto Volterri

No, non è certamente questa l’occasione più adatta per affrontare, dal punto di vista agiografico vita, miracoli e morte di San Lorenzo o del più noto San Gennaro, ma entreremo direttamente nell’aspetto prettamente scientifico che riguarda il fenomeno che si ripete periodicamente, ovvero la liquefazione del sangue a loro attribuito.

Sopra; l’ampolla con il misterioso liquido ritenuto il “sangue di San Lorenzo martire” ad Amaseno (FR). A seguire quella contenente il ben più  famoso “Sangue di San Gennaro” a Napoli.

 

Non inizierò con il procedimento più complesso – quello ricorrente all’ipotesi tissotropica – messo a punto dal dottor Luigi Garlaschelli (e colleghi) – che appare come l’unico in grado di far riflettere… anche chi ‘crede’.

Tutto è stato comunque da me descritto in un libro pubblicato qualche pochi anni fa.

Il libro in cui sono stati analizzati vari eventi miracolosi cercandone una possibile spiegazione da un punto di vista esclusivamente scientifico.

Nelle pagine che seguono troverete comunque “ricette” elaborate negli anni passati da chimici che si sono dedicati all’argomento e che faranno apparire la vostra cucina quasi l’antro di uno ‘stregone’ d’altri tempi…

Prima, però, soltanto due-parole-due anche su un fenomeno chimico fisico che, a tavola, avviene spesso anche nelle nostre cucine, nel… Ketchup!

La Liquefazione sol-gel e la Tissotropia sono fenomeni reologici strettamente legati alla transizione di una sostanza dallo stato fluido (sol) allo stato semisolido (gel), e viceversa.

In pratica la Transizione Sol è una Sospensione liquida di particelle colloidali libere di muoversi) – mentre il Gel è la formazione di un Reticolo tridimensionale solido che intrappola il liquido, bloccandone il flusso.

Tutto ciò può verificarsi per cause termiche (gel termoreversibili come la gelatina), variazioni di pH o agenti chimici.

Tissotropia

La tissotropia è invece una proprietà reologica specifica dipendente dal tempo e dallo sforzo meccanico.

Ė tipica di alcuni Gel in grado di liquefarsi quando vengono sottoposti a agitazione o pressione, per poi rigelificare a riposo.

In pratica lo stress meccanico (mescolare, scuotere) rompe i legami deboli del reticolo del Gel, trasformandolo in Sol.

Il ripristino dello stato di Gel originario non è però istantaneo, ma richiede un tempo di riposo.

Qualche esempio pratico.

Alcune Vernici diventano fluide sotto l’azione del pennello (Tissotropia) per non colare una volta applicate sulla parete.

Fango di perforazione: viene fluidificato dalla rotazione della trivella, ma si indurisce quando la trivella si ferma per trattenere i detriti.

Ketchup: fluidifica solo dopo aver scosso energicamente la bottiglia.

Geologia: Alcune argille e sabbie mobili diventano improvvisamente liquide durante i terremoti a causa delle vibrazioni (liquefazione del suolo).

E ora…

‘Miracoli ematici’ molto sperimentali usando… di tutto un po’!

Ora che avete visto come vari sperimentatori hanno studiato come cercare di riprodurre i ‘miracoli’ della liquefazione del sangue di Santi, perché non ripercorrere le esperienze tentate in passato dai vari ricercatori che si sono avvicinati al fenomeno?

Chissà che non ne scaturisca qualcosa di interessante…

Nel 1836 lo studioso Antonino de Luca pubblica un opuscolo dal titolo ‘Sopra una celebre controversia dibattuta in Inghilterra negli anni 1831 e 1832 intorno alla liquefazione del sangue di S. Gennaro’. In essa descrive una strana miscela sperimentata dal Weedal, così composta:

Gelatina di piede di vitello, rosso cinabro e alcune gocce di alcool

Per la gelatina, si mettono in una casseruola rimasugli di manzo o di vitello crudi, ossa di pollami, un paio di piedi di vitello (disossati e sbollentati da parte), ecc.

Su questi resti poco appetitosi si mette un poco di sale da cucina, un cucchiaio di acqua, si coprono e si mettono su fuoco moderato per un tempo abbastanza lungo. A questo punto togliete tutta la parte grassa che sta a galla, e poi mettetela a liquefare in una casseruola piuttosto grande e lasciatela raffreddare.

Dovrebbe sciogliersi con il solo intervento di un piccolo rialzo di temperatura, secondo l’autore dovuto alla presenza delle candele, della moltitudine di fedeli, della… mano del celebrante.

Il rosso cinabro, come pigmento per pittori, è noto da almeno tre millenni.

Ė di origine minerale e, in pratica, è composto da Solfuro di Mercurio (molto velenoso: attenzione, quindi!). Oppure tentate con il solito ‘Rosso di Pozzuoli’

Nel 1856, sul giornale parigino ‘Le Siecle’ viene descritta un’altra curiosa mescolanza di ingredienti

Il giornale parigino ‘Le Siecle’ del 1856

 

E questa è la curiosa ricetta…

grammi 10 di sego, a cui aggiungere grammi 12 di alcool e completare con carminio disciolto nella lacca

… fino a comporre una disgustosa sostanza rossiccia e semifluida che dovrebbe poi fondersi intorno ai 23 °C.

Al posto del sego potreste usare lo strutto, più facilmente reperibile. In passato il carminio veniva ricavato dal corpo disseccato di un insetto, la cocciniglia o Coccus cacti ma ora lo troverete, forse, presso negozi in cui si vendono pigmenti per pittori.

Il rosso carminio veniva ricavato dal corpo disseccato di un insetto, la cocciniglia o Coccus cacti.

 

Un ‘miracolo’… facile, facile

Per concludere, suggerirei di provare anche con un metodo semplice e ‘brutale’ allo stesso tempo: una sospensione colloidale di Bentonite in acqua.

La Bentonite viene venduta anche in piccole confezioni e, quindi, non sarà difficile procurarsela. Forse anche presso qualche negozio di erboristeria ben fornito, poiché viene usata anche come ‘integratore alimentare’. O anche presso qualche Consorzio Agrario poiché viene, o veniva, usata in ambito enologico.

La Bentonite, da un punto di vista prettamente chimico, è un fillosilicato – dal greco phyllon, foglia – ossia un minerale argilloso, caratterizzato da una struttura a strati (appunto, foglietti) in cui troviamo Silicio, Alluminio, Calcio e Sodio.

Ė usata come legante per le terre di fusione, come impermeabilizzante, in edilizia, per opere entro terra, come armatura provvisoria in opere di palificazione, in enologia come chiarificante dei vini, ecc. Potreste tentare usando un po’ di Bentonite (cercatela, ad esempio, presso un Consorzio Agrario) e disperdendola in circa 50 ml di acqua a cui avrete aggiunto un po’ di colorante rosso ( magari il solito ‘Rosso di Pozzuoli’ che male non fa…). Io ho usato un pizzico di Permanganato di Potassio (KMnO4) con soddisfacenti risultati sul piano ‘estetico’.

Mescolate e poi lasciate a riposo un po’ a lungo. Agitando il contenitore di vetro – come negli esperimenti prima illustrati – dovrebbe ‘liquefarsi’ per poi ‘coagularsi’ se lasciato di nuovo a riposo. Ha il difetto di… sporcare le pareti interne dell’ampolla in cui viene versato.

Non tutti i ‘miracoli’ riescono bene…

Liquefaz Bentonite compos bn ok

Ecco la composizione della Bentonite utilizzata anche come ‘chiarificante’ per uso enologico. Come si vede contiene di già della gelatina animale e altri componenti che… male non fanno ai fini dell’esperimento sulla ‘liquefazione del sangue’. Basterà aggiungere un po’ di colorante rosso…

(Roberto Volterri)

 

 

Valle del fiume Amaseno e Monte Siserno visti da Pisterzo (LT) – foto G. Pavat

LEGGERE FA SEMPRE BENE….

E PER LA VOSTRA ESTATE…

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