Ci ha lasciati Alberico Magni, grande storico di Amaseno e della Ciociaria.

 

Abbiamo appreso da un comunicato del sindaco di Amaseno (FR), Ernesto Gerardi, che è venuto a mancare il grande storico ciociaro Alberico Magni.

 

Proprio pochi giorni fa, in occasione della festa patronale di San Lorenzo martire, l’amministrazione comunale di Amaseno, guidata, appunto, dal sindaco Ernesto Gerardi, aveva consegnato ad Alberico Magni , una targa come riconoscimento per l’instancabile opera dedicata alla memoria storica locale, portata avanti anche attraverso la pubblicazione di numerosi  libri sulla storia e sull’identità dell’antico Castrum sancti laurenti

 

Alberico Magni era nato ad Amaseno, in provincia di Frosinone, il 10 novembre del 1932.

Lui, profondo conoscitore e indagatore della Storia d delle  tradizioni, ci ha lasciati proprio a pochi giorni di distanza della Festa di San Lorenzo. Patrono di Amaseno e elemento profondamente simbolico e identitario anche cagione dell’evento prodigioso che da quattro secoli continua a verificarsi; la “Liquefazione del sangue di San Lorenzo martire”.

In un suo  libro, Alberico Magni aveva ricordato con affetto la sua ostetrica-levatrice Marietta Renzitelli  e gli insegnanti ed educatori dell’asilo, delle scuole Elementari, delle Medie, sino a quelli del Liceo Classico di Frosinone.

Alberico Magni amava definirsi semplicemente “appassionato studioso della storia di Amaseno“.

Ma in realtà è stato molto di più. 

A partire dal 1985 chiesi di andare in pensione perché avevo maturato la convinzione di dover scrivere qualcosa che riguardasse Amaseno, il mio paese“.  

Ecco. Per Alberico Magni scrivere di Storia era  una missione, una chiamata a fare in modo che le tradizioni, i costumi, le vicende storiche grandi e piccole dell’antico Castrum sancti laurentii, della sua vallata e dell’intero territorio ciociaro non andassero perdute.

Lo ha fatto mediante certosine ricerche d’archivio, con articoli, convegni ma soprattutto con decine e ⁶decine di libri. Alcuni dei quali sono stati veri e propri “apripista” per altri ricercatori e studiosi. 

Vogliamo citarne solo alcuni; 

Auricola tra storia e leggenda” (1991), “Il fiume Amaseno e le sorgenti dell’Alta Valle” (1998), “L’angelo di Amaseno” (2002), “Amaseno. Origini sociali, culturali, economiche e politiche” (2004) e “Storia di Amaseno” (2015).

Per il nostro sito scrisse l’articolo;

La straordinaria vicenda dell’ANGELO DI AMASENO“.

https://www.ilpuntosulmistero.it/la-straordinaria-vicenda-dellangelo-di-amaseno-di-alberico-magni/; 

Prima di chiudere questo articolo in memoria di un grande uomo di cultura che ha sempre amato la propria terra, mi si permetta un piccolo ricordo personale.

Conobbi Alberico Magni molti anni fa, quando avevo cominciato ad esplorare ed amare la Ciociaria (troppo spesso bistrattata e denigrata dai suoi stessi figli). 

Era sempre un piacere scambiare quattro chiacchiere, ogni volta che lo incontravo, la domenica mattina ad Amaseno, quando il suo paese natale (a cui nel 1872 era stato dato il nome del fiume di virgiliana memoria) si riempiva (e si riempie) di persone provenienti anche dalle località limitrofe a cagione del grande mercato settimanale. Quattro chiacchiere che erano in realtà domande su questo o quell’aspetto della Storia di Amaseno e degli altri paesi della vallata. Alberico Magni era una inesauribile sorgente di informazioni, dati, aneddoti. 

E devo dire che ben presto entrai a far parte del ristretto novero di coloro che AlbericoMagni avvisava per primi, quando stava per uscire un suo nuovo libro. Per me era un onore.

Ciao Alberico e grazie per averci rammentato con la tua opera di ricercatore e storiografo che non esiste futuro se si dimenticano le proprie radici.

(Giancarlo Pavat)

Una immagine di molti anni fa…un incontro, a margine di un evento culturale a Villa Santo Stefano, tra il nostro Giancarlo Pavat e il professor Alberico Magni. Due caffè e due simpatiche chiacchiere sulla Storia e sulle curiosità della Valle dell’Amaseno…

 

 

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Un commento:

  1. Salve Ragazzi,
    non ci posso credere che Alberico fosse più giovane di mio babbo (classe 1924). Avevano frequentato insieme la “scuola del partito”, di cui ho ancora delle foto.
    Ricordo che venne a trovarci un paio di volte a Macerata e che mi affascinò narrando alcuni accenni delle leggende laziali come quella dell’amazzone dai capelli d’oro di cui, ora non riesco ora a ricordare il nome. Ci lasciò tre libri da lui scritti, tra cui Auricola tra storia e leggenda.
    Ciao Alberico!!!!!!!!!!!!!!!

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