Cieli affollati nel Passato. TRAVI E CERCHI DI FUOCO? di Roberto Volterri.

 
Immagine di apertura; il curioso oggetto “discoidale” raffigurato nel cielo nella celebre opera “Madonna con il Bambino e San Giovannino”, conservata a Palazzo Vecchio a Firenze, di cui Roberto Volterri ci parlerà più avanti. 
 

Cieli affollati nel Passato.

TRAVI E CERCHI DI FUOCO?

La Scienza è Verità. Non  lasciatevi ingannare… dai fatti!

 

 di Roberto Volterri.

 
“…Nell’anno del Signore 1520, in Inghilterra, fu visto
nel cielo a Hereford un grande trave di fuoco. Avvicinatosi
al suolo, vi bruciò molte cose con il calore che esso
emavava. Quindi ascese nuovamente verso il cielo e fu visto
     cambiare forma fino ad assumere quella di un cerchio di fuoco…”
(Corrado Licostene, Chronicon Prodigiorum, XV secolo).
 
Un giorno qualunque del XV secolo. O forse prima…
“… Ė un enorme anello d’oro! Ė luminosissimo!
…Guardate! Si apre al centro…ne esce un raggio giallo!
…Sì… Guardate!… Il raggio colpisce la piccola finestra…
… Ė un segno del Cielo…inginocchiamoci e preghiamo!
…No!… Ė l’ira divina! … Fuggiamo! “
 
…e i più fuggirono, qualcuno pregò, qualcuno annotò lo strano evento.
Qualcuno, un pittore di nome Carolus (anni dopo, secoli dopo… Non lo sappiamo…) lesse di quelle antiche cronache, prese i pennelli di martora, dispose accuratamente i colori sulla tavolozza e dipinse… l’ Annunciazione”. Fra poco ci arriviamo…
 
2. Immagine sopra; Corrado Licostene (1518 – 1561), autore della “Chronicon Prodigiorum”.

 
3-4. Immagini sopra; Corrado Licostene, “Chronicon Prodigiorum”,  XV secolo.
 

5. Immagine sopra; Hans Glaser, Biblioteca Centrale di Zurigo. Uno strano fenomeno osservato in cielo…
 
Si svolsero proprio così quei lontani avvenimenti?
Forse sì, forse è solo un esercizio di immaginazione, forse… sono vere tutte e due le ipotesi, perché un pittore di nome Carolus, già cinquantenne, si aggirava effettivamente per la campagna marchigiana, annotava nella sua memoria eventi, fatti ‘miracolosi’ che qua e là raccoglieva e che poi – almeno in un paio di casi – eternò sulle sue tele.
Facciamo per ora un passo indietro e riflettiamo su quel probabile inconsueto evento. Poi torneremo al nostro pittore che, vedrete, gran parte di voi già conoscono.
Lasciamo il XVI secolo e torniamo per un attimo ai giorni nostri, alle nostre consuete riflessioni sui perché della Scienza, sui misteri della vita, sulle incongruenze del comportamento umano, ma anche sulla sana e proficua curiosità che anima qualcuno (o molti?) di noi verso i misteri dell’Universo che ci circonda, sulla possibilità che dalle profondità del Cosmo, o forse anche dal nostro ‘piccolo’ sistema solare (e dintorni…), qualcuno, sin dalla più lontana antichità, abbia avuto l’idea (o la necessità?) di… farci visita.
Qualcuno che ancora adesso sembra desiderare di lasciare solo delle impalpabili, sfuggenti – a volte decisamente improbabili, ma a volte tangibilmente inquietanti –  tracce.
Qualcuno la cui identità non conosciamo, ma del cui passaggio nei cieli del nostro piccolo pianeta siamo sufficientemente certi. Quasi quanto gli oscuri autori di strane incisioni rupestri in Val Camonicanelle grotte sahariane del Tassili n’Ajjer – i quali, forse, ebbero degli incontri con personaggi ai loro occhi un po’ “anomali” – quasi quanto i disorientati abitanti delle prime città della nostra penisola, le cui ‘visioni’ ci sono state tramandate da  più celebrati scrittori come Tito Livio o Giulio Ossequente, quasi quanto affermati artisti come Masolino da Panicale, Filippo Lippi, Ventura Salimbeni o… il nostro Carolus Crivellus Venetus!

 

6. Immagine sopra; Curiose raffigurazioni di incisioni rupestri in  Val Camonica.
 
7. Immagine sopra; uno strano personaggio raffigurato nelle grotte del  Tassili n’Ajjer. 15.000 opere d’arte rupestre raccontano di un “paleocontatto” nel Passato piu remoto del Sahara.
 
Torniamo però al titolo di questo articolo, di questo incontro con le testimonianze, alcune indiscutibili, altre… un po’ meno, di una possibile realtà ‘aliena’.
Perché intitolare proprio così, in modo direi provocatorio, questo approccio allo studio di tutte quelle antiche testimonianze lasciateci con l’intenzione di inviare un messaggio ai posteri o lasciateci  unicamente come frutto dello sbalordimento, della meraviglia di chi aveva osservato qualcosa ben al di là della comune, quotidiana esperienza?
Perché  “La Scienza è Verità. Non lasciatevi ingannare… dai fatti !” è il primo ‘comandamento’ del famoso e molto ironico “Decalogo dello Sperimentatore” – da chi scrive fotografato in un Laboratorio di Ricerca in una Università del Nord d’Italia – che non dovrebbe mancare, in qualsiasi luogo ove si effettuano ricerche  nei molteplici campi della Conoscenza.
8. Immagine sopra; L’ironico “Decalogo dello Sperimentatore”, forse redatto da qualcuno che aveva notate alcune discrepanze tra risultati ottenuti negli esperimenti ma non del tutto in sintonia con quanto ci si attendeva…
9. Immagine sopra; Roberto Volterri, qualche tempo fa, nel suo Studio all’Università a Roma ,  con alcune raffigurazioni di opere pittoriche “in odor di UFO”…
 
Pur avendo infinita stima per gli aspetti più ‘scientifici’ della ‘Conoscenza’ in senso lato, pur apprezzando oltremodo il cosiddetto ‘metodo galileiano’, pur avendo fiducia ‘quasi’ cieca nella Dea Ragione, ogni tanto – da tanto, tanto tempo! – mi pongo qualche sano dubbio
E se per i vari avvistamenti di UFO, ovvero Udentified Flying Objects, oggi ribattezzati UAP, cioè Unidentified Aerial Phenomena, non fossero tutte ‘corbellerie’ di inizio estate quando le eclatanti notizie scarseggiano sul tavolo di alcuni giornalisti, ma appaia chiaro che ciò che viene segnalato non riguarda “oggetti”, che “qualcosa” si potrebbe vedere ma sarebbero solo strani fenomeni atmosferici”.
E il problema è risolto!
E se, invece, ci fosse veramente qualcosa di vero nei ripetuti avvistamenti di Oggetti Volanti Non Identificati, ossia i ‘famigerati’ UFO?
E se  inconsuete rappresentazioni pittoriche, qua e là  da me rintracciate  o scoperte da altri… ’illusi’ come chi scrive queste note, fossero veramente la testimonianza – queste sì al di là di ogni sospetto! – che nei secoli, o addirittura nei millenni passati, qualcosa  costruito da ‘mani’ aliene ha solcato i cieli di questo ‘quasi insignificante’ stupendo pianeta, posto ai margini di una Galassia – rassegnamoci, non di ‘prima grandezza’! – sperduta in un Universo senza fine?
10. Immagine sopra; La posizione del Sole e, quindi del nostro bellissimo Pianeta, nella Galassia.
 
E allora i dubbi si moltiplicano, le perplessità sulle ‘verità scientifiche rivelate’ si estendono a dismisura e affiora, più impellente che mai, il desiderio di ‘diffondere’ tali  sani ‘Dubbi’, di combattere alcune forse deleterie ‘Certezze’, di cercar di fare – e di far fare – un  altro piccolo passo verso l’affascinante ipotesi  che oggi si fa fatica a ritenere ancora tale, per la quale non saremmo soli nell’Universo, ma ogni tanto, ai giorni nostri come ieri, qualcuno… sarebbe venuto a farci visita.

Cerchiamo ora di entrare nel vivo del tema.

Bene, ho riletto, tempo fa, l’interessante articolo di Daniele Bedini intitolato “La Madonna del Disco Volante”, pubblicato su Notiziario Ufo di molti anni fa, precisamente del Luglio – Agosto 1996, dedicato al ben noto dipinto conservato a Firenze, a Palazzo Vecchio nel Salone di Saturno. E l’ho riletto alla luce di una nuova, consentitemi il termine, eccitante “scoperta”
11. Immagine Il tondo conservato a Firenze, Palazzo Vecchio, Loggiato di Saturno, Sala di Ercole. JnC’è davvero un UFO nel dipinto della “Madonna con il Bambino e San Giovannino”?
 
Un giovane ingegnere, laureatosi presso l’Università dove ho lavorato per molti decenni, prendendo spunto da “anomale” raffigurazioni pittoriche che conservavo nel mio studio e stimolato da lunghe conversazioni avute su queste tematiche, aveva cominciato a sfogliare pagine e pagine di volumi sulla storia dell’arte italiana.
 
Sfoglia che ti sfoglia ecco qua che un bel giorno l’ingegner Fabrizio Colista – il quale, in seguito collaborerà per un certo tempo alle mie ricerche –  mi compare davanti con le foto di un dipinto eseguito da un pittore veneziano non molto noto al grande pubblico, vissuto a metà del XV secolo, Carlo Crivelli.
Ma sì, proprio il Carolus che abbiamo già incontrato all’inizio di queste pagine!
 
12-13. Immagini sopra e sotto; in alto, l’ingegner Fabrizio Colista e, in basso, l’ingegner Fabrizio Mazzoni appassionati del fenomeno UFO, anni fa collaborarono attivamente con Roberto Volterri in alcune ricerche su antichi dipinti.
Carolus Crivellus Venetus (così ovviamente si firmava), nato a Venezia verso il 1430, si allontanò dalla città natale per vivere il resto della sua vita nelle Marche, salvo brevi permanenze a Padova e a Zara, la città dalmata italiana che allora faceva parte della Serenissima Repubblica di Venezia. 
14. Immagine sopra; Opera di Karlo Crivelli, di Venezia”, così il pittore firmò un suo dipinto.
 
L’opera di cui ora parlerò – nata, forse, dall’aver letto (o assistito?) a proposito di quella inquietante visione con cui ho iniziato l’articolo – è del 1486 e si intitola “Annunciazione“.     

Esposta in un primo tempo nella chiesa dell’Annunziata di Ascoli, è oggi conservata alla National Gallery di Londra.
 
15. Immagine sopra; L'”Annunciazione” di Carlo Crivelli, esposta alla National Gallery di Londra.
 
Accennerò poi ad un’altra opera del nostro Crivelli,Madonna col Bambino” – quella dello ‘scoop’ – esposta tuttora presso la Pinacoteca di Ancona e nella quale compaiono altri “curiosi” particolari.

Cerchiamo di procedere con ordine.

Nel dipinto intitolato Annunciazione è ben visibile in alto a sinistra, una sorta di “doppio anello” dorato dal quale scaturisce un lungo e sottile raggio giallo che prima attraversa una piccola apertura praticata sull’edificio visibile sulla destra, poi “attraversa” la classica colomba (lo “Spirito Santo”) e colpisce al capo la Vergine.
16-17. Immagini sopra e sotto; Dalla strana nuvola ovoidale esce un sottile raggio (in alto) che colpisce il capo della Vergine (in basso).
 
Ma, e qui sta la stretta analogia con il dipinto conservato a Firenze La Madonna con il Bambino e San Giovannino, tutta la scena viene osservata con attenzione dal personaggio posto sotto l’arco e visibile a sinistra nel dipinto (forse il ‘nostro’ Carolus ?).
18. Immagine sopra; Il personaggio che osserva la strana “nuvola” e il luminoso “raggio” era forse il ‘nostro’ Carolus?
 
Analogamente a quanto avviene nel ben più noto dipinto attribuito alla scuola di Filippo Lippi (ma anche a vari altri artisti), il personaggio in questione si scherma gli occhi, con la mano sinistra, dall’intensa luce che sembra emanare l’oggetto in cielo e dal raggio che da esso scaturisce.
19. Immagine sopra; Particolare del celeberrimo dipinto conservato a Firenze, attribuito a Filippo Lippi.no alla sua  Scuola
20-21. Immagini sopra e sotto;  in alto, il curioso oggetto “discoidale” che evoluisce in cielo e viene attentamente osservato da due pastori e anche dal loro cane che abbaia, in basso. Di solito i cani non abbaiano a “entità astratte” ma a oggetti ben concreti, solidi…

22. Immagine sopra; in realtà, in questo dipinto l’ignoto autore ha raffigurato un secondo osservatore, seduto tra le sue pecore mentre guarda in alto verso lo strano oggetto luminoso che evoluisce in cielo. Con alcune tecniche di analisi di immagine questo personaggio, con qualche difficoltà, è stato messo in evidenza.

 

 

Torniamo all’ “Annunciazione” di Carlo Crivelli…

Cosa rappresenta la strana forma sospesa in cielo?

Cosa ha voluto comunicarci il Crivelli con questa sua opera?

Ha semplicemente rappresentato  qualcosa che ha visto?

Non lo sappiamo, possiamo solo immaginarlo.

L’Oggetto Volante, perché di questo si tratterebbe e non di una entità astratta, che non siamo in grado di identificare (ebbene, ho il gusto della perifrasi!) potrebbe essere stato direttamente avvistato dal Crivelli, potrebbe averne letto in antiche cronache o  potrebbe averne sentito parlare da conoscenti, riportando un fatto realmente accaduto con il mezzo a lui più familiare, la pittura!

Forse dovremmo pensare che i grandi artisti del passato siano stati capaci di dipingere con accuratezza tutta la realtà che li circondava (alberi, nuvole, palazzi, vestiti, frutta, uomini, donne, animali, paesaggi di ogni tipo) tranne gli oggetti somiglianti a… dischi volanti? Solo in questi strani dipinti avrebbero lavorato di fantasia, solo per queste inconsuete opere avrebbero avuto delle… visioni, spiegazione che va di moda quando non si sa a cosa altro aggrapparsi?

O, forse più realisticamente, il Crivelli potrebbe aver voluto rappresentare semplicemente un avvistamento di un Oggetto Volante Non Identificato, correlandolo, come di consueto, ad episodi  di natura religiosa?

23. Immagine sopra; La “Fondazione di Santa Maria Maggiore ” a Roma, a seguito del “Miracolo della neve”, tempera su tavola (144×76 cm) di Masolino di Panicale (1423-1429), è  attualmente conservata al Museo Nazionale di Capodimonte a Napoli.

 

 

Masolino da Panicale e il suo “Miracolo della neve” o, meglio, “Fondazione di Santa Maria Maggiorea Roma (Napoli, Museo di Capodimonte), Ventura Salimbeni ed il suo inquietante dipinto Glorificazione dell’Eucarestia” conservato a Montalcino (Siena), e, in primis, proprio La Madonna e San Giovannino non possono non indurci a riflettere sulla possibilità, oserei dire sulla certezza, di vita extraterrestre e, quel che più conta, sulla realtà di visite e contatti con il nostro pianeta in epoche non “sospette”, in epoche cioè, durante le quali nessun prodotto dell’umano ingegno solcava i cieli.

Ma torniamo al nostro Carlo Crivelli, in un altro suo piccolo dipinto, e qui sta, forse, il piccolo “scoop” dell’ ingegner Fabrizio Colista, “Madonna col Bambino” (1480 circa) conservato presso la Pinacoteca Civica di Ancona, sullo sfondo, sono visibili alcuni oggetti molto simili  a… “missili” che sembrano innalzarsi verso il cielo.

24. Immagine sopra; Carlo Crivelli,  “Madonna col Bambino” (1480 circa), Pinacoteca Civica di Ancona.

 

Il dipinto, che ho personalmente esaminato a lungo insieme al già citato Colista ed un altro compagno di interessi ufologici, l’ingegner Fabrizio Mazzoni, è, in realtà, di misure molto contenute (15 x 21 centimetri. Metà di un comune foglio “protocollo”!) e gli oggetti citati sono di dimensioni… millimetriche, ma i ‘missili’ – o qualsiasi cosa essi siano – sono ben visibili sullo sfondo di una campagna popolata da strani personaggi con curiosi abiti e cappelli di foggia ‘orientale’.

 

Osserviamo attentamente il dipinto, con tutti i particolari presenti in esso.

I protagonisti, come si vede, sono la Madonna ed il Bambino, il cui abbigliamento è curato fin nei minimi particolari, ed in generale appaiono molto ben definiti.

In alto possiamo osservare della frutta e dei vegetali dipinti con estrema accuratezza. Questi sono elementi spesso presenti nei dipinti del Crivelli ed in particolare sono raffigurati anche nel primo dipinto che abbiamo preso in considerazione, L’”Annunciazione”.

Ma passiamo ad analizzare adesso l’ambiente che circonda la scena principale: la cosa che subito salta all’occhio è l’estrema cura con cui il Crivelli ha dipinto quello che doveva essere solo lo sfondo di un quadro che, come si è detto, è di piccolissime dimensioni. E qui abbiamo già il primo spunto di riflessione: perché dipingere in maniera così accurata qualcosa che solo guardando molto da vicino e con una lente di  ingrandimento siamo riusciti a vedere?

 

Forse, nella mente del Crivelli, i soggetti in primo piano e quelli sullo sfondo avevano la stessa importanza?

Osserviamo ancora i personaggi che si aggirano nella compagna sullo sfondo.

 Essi sono raffigurati quasi tutti di spalle o di profilo, e sono vestiti con abiti decisamente orientali, inoltre si aggirano nei viali di un giardino molto ben curato che si estende fino a delle colline. 

C’è inoltre da notare che alcuni di questi personaggi sembrano essere fermi mentre tra di loro discutono di qualcosa, o al più incedono verso le colline stesse.

 

25. Immagine  sopra; Personaggi con abiti di foggia orientale nel dipinto del Crivelli.

 

Osserviamo ora la parte del dipinto che maggiormente ha attirato la nostra attenzione: lo sfondo al di là delle colline. Qui si osserva, ad uno sguardo superficiale, qualcosa di simile a dei campanili molto alti o a dei minareti. Oppure…

26-27. Immagini sopra e sotto; Qualcosa a noi molto più vicina, a cui siamo abituati da tempo…

 

28-29. Immagini sopra ; Le curiose figure verticali sulla destra, di dimensioni millimetriche, sullo sfondo del dipinto di Crivelli da chi scrive fotografate direttamente ad Ancona.

Vediamo però quali sono a mio avviso le incongruenze in questa prima interpretazione e quindi quali sono gli ulteriori spunti di riflessione che proporrei ai lettori.

Se fossero dei minareti o delle torri, perché l’autore ne avrebbe dipinti così tanti, infatti se ne contano almeno sei.

In secondo luogo, perché quella che dovrebbe essere la struttura portante di queste torri, in basso, sembrerebbe dipinta di colore giallo e rosso (fiamme?) e soprattutto, perchè sembra trasparente?

Perché, inoltre, la parte superiore di queste torri non sembra trasparente come la parte sottostante e soprattutto perchè ha una forma così allungata, con delle strane  sporgenze alla base?

Nell’originale tutto ciò si vede molto meglio ovviamente!

Ė difficile rispondere a queste domande, ma immaginiamo solo per un attimo di non essere davanti ad un dipinto del XV secolo, ma di osservare un disegno realizzato magari da un bambino dei giorni nostri: allora, in questa nuova ottica, cosa ci farebbero venire in mente le sagome sullo sfondo?

Qualche dubbio ci assale … dei missili in fase di decollo?

Osservando infatti con attenzione questi oggetti è infatti possibile notare come essi abbiano la classica forma del missile con una scia di fuoco.

Sembrerebbe di vedere quasi… Cape Canaveral (o, meglio, Cape Kennedy) piuttosto che un normale paesaggio collinare!

Ma non esageriamo e torniamo all’interrogativo che mi sono posto in precedenza, cosa voleva rappresentare il Crivelli ?

E perché avrebbe scelto di mostrare cose tanto strabilianti per la sua epoca ma in un dipinto tanto piccolo, soltanto centimetri 15 x 21!

Forse immaginava che quegli oggetti sarebbero rimasti inosservati fino al periodo storico in cui qualcuno non avrebbe avuto dubbio sulla loro interpretazione?

O forse ha semplicemente stilizzato delle normali costruzioni e dei curiosi personaggi in abiti orientali?

 

Non è mia intenzione dare delle interpretazioni categoriche, fornire delle ‘Certezze’, vorrei solo proporre degli spunti di riflessione, diffondere costruttivi ‘Dubbi’ che servano ad inquadrare la visione del nostro passato e delle opere dei grandi artisti in un contesto più ampio che non sia solo quelblo classico e per certi versi ‘ottuso’, ma che lasci lo spiraglio ad interpretazioni diverse e nuove.

Spunti di riflessione che diano libero sfogo allo spirito di ricerca della verità insito in ognuno di noi senza dover per forza seguire le rotte già tracciate da altri, quello spirito cioè che ha permesso all’Umanità di evolversi e svilupparsi fino ad ora.

 

(Roberto Volterri)

30. Immagine sopra; Il celeberrimo tondo con la “Madonna con il Bambino e San Giovannino” conservato a Palazzo Vecchio a Firenze.

 

– Le immagini sono state fornite dal professor Roberto Volterri. 

 

Un libro di Roberto Volterri dedicato alla tematica di questo articolo.

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