Cometa o non cometa? Quale Stella guidò i Sapienti venuti dall’Oriente sino ad una stalla circa 2000 anni fa?

 

1. L’Adorazione dei Magi, tempera su tavola (173×228 cm con cornice 303×282), capolavoro  di Gentile da Fabriano  (1370-1427) del 1423  e conservato agli Uffizi a Firenze. (Fonte Wikipedia).

 

 

Cometa o non cometa?

Quale Stella (o altro fenomeno celeste)  guidò i Sapienti venuti dall’Oriente sino ad una stalla, circa 2000 anni fa?

di Giancarlo Pavat

 

Questa mattina (o questa notte), nei nostri Presepi, sono giunti tre personaggi sontuosamente vestiti, a capo di una  carovana con cavalli, dromedari ecc, recanti doni per un Bambino adagiato in una mangiatoia. 

Stiamo parlando dei “Re Magi” che secondo la tradizione e le Sacre Scritture, 12 giorni dopo il  Natale (la “Dodicesima Notte”, protagonista di tante leggende e titolo di un’opera di Shakespeare), avrebbero raggiunto una stalla (o una grotta, che poi potevano essere la medesima cosa) in una sperduta località della Giudea; Betlemme, per adorare un Bambino divino, preannunciato da molteplici “Segni” soprannaturali.

Con il termine “Magi”, che deriva dalla radice sanscrita “mahat”, venivano chiamati gli indovini e gli astrologi Caldei. 

Contrariamente a ciò che pensa la stragrande maggioranza delle persone, nei Vangeli canonici i Magi compaiono solo in quello di Matteo (Mt. 2; 1 12) ma non si fa assolutamente cenno al fatto che fossero “Re”, non si cita il loro numero, e non compaiono i loro nomi.

Invece, si parla dei “Magi” in diversi Vangeli apocrifi

Come il “Protovangelo di Giacomo” (IV secolo d.C., cap. 21-23), il “Libro dell’Infanzia del Salvatore” (IX secolo, cap. 89-91), il “Vangelo arabo dell’Infanzia” (VI secolo d.C., cap. 16-17).

Ma soltanto nel “Vangelo armeno dell’Infanzia” (fine VI secolo, cap. V – 10) troviamo il numero con cui ancora oggi compaiono nei nostri Presepi ed i loro nomi.

“Subito un angelo del Signore si recò nel paese dei Persiani per avvertire i Re Magi che andassero ad adorare il Bambino appena nato. E costoro dopo aver camminato per nove mesi guidati da una stella, giunsero a destinazione nel momento in cui la Vergine diventava madre. In quel tempo il regno persiano dominava per la sua potenza e le sue conquiste su tutti i re che esistevano nei paesi d’Oriente. I Re Magi erano tre fratelli: Melchiorre (Melkon) regnava sui Persiani, Baldassare (Balthasar) regnava sugli Indiani, ed il terzo Gaspare (Gaspar) che possedeva il paese degli Arabi”.

(da “I Vangeli Apocrifi” a cura di Marcello Craveri – Einaudi, 2005).

2. Giancarlo Pavat con una acquasantiera medievale recante un bassorilievo con il viaggio e l’Adorazione dei Magi, conservata all’Historiska Museet di Stoccolma in Svezia (Foto Sonia Palombo).
 

Detto questo e appurato che i tre enigmatici personaggi erano Sapienti ferrati in Conoscenze che andavano al di là della sfera materiale dell’Uomo, dobbiamo ricordare che giunsero a quella stalla-grotta-capanna, seguendo, appunto, un “Segno celeste”. Una STELLA COMETA potremmo dire tutti in coro! Ma siamo proprio certi che le cose siano andate davvero andate così?

3-4. Una “Stella Cometa” simbolica, avente probabili valenze apottopaiche, decora una chiave di volta al civico 20 di via Maggiore a Piglio (FR). Per saperne di più, si consiglia la lettura del libro “Piglio occulta” di Marisa D’Annibale, Giancarlo Pavat e Martina Pirosini, Amazon 2023.

5. Paliano (FR). Un’altra chiave di volta con una Stella Cometa simbolica (Foto G.  Pavat).

 

Forse è il caso di fare un po’ di chiarezza. Nonostante noi la poniamo sopra la “capanna” nei nostri Presepi, nei Vangeli canonici non compare alcuna STELLA COMETA.

Nel Vangelo di Matteo(Mt. 2, 2si parla semplicemente di una STELLA. Infatti, i Magi dicono, appunto, di aver visto sorgere  una STELLA! La “STELLA DEL RE DEI GIUDEI”.

6. Catacombe di Priscilla a Roma. Una delle più antiche affihurazioni della Natività.  Si nota una Stella con diversi raggi, ma nessuna “coda”. 

 

Infatti nelle prime raffigurazioni della Natività si vede appunto una STELLA. Non vi è alcuna coda. 


 

7. L’Adorazione dei Magi è un affresco (200×185 cm) di Giotto (1267-1337) , databile al 1303-1305 circa, e facente parte del ciclo della Capoella degli Scrovegni a Padova (Fonte Wikipedia (.

 

Sarà Giotto, nel suo capolavoro trecentesco della Cappella degli Scrovegni a Padova, a porre una STELLA COMETA sopra la stalla con la mangiatoia di Gesù Bambino. Tra l’altro, in questa STELLA COMETA si è voluta riconoscere la famosa (o famigerata) “COMETA DI HALLEY” che Giotto avrebbe potuto vedere durante il “passaggio” sopra l’Italia del 1301.

E dal capolavoro del genio toscano, le “Stelle Comete” si sono diffuse ovunque, conquistando il mondo dei Presepi. 

Ma se non era una Stella Cometa”, allora cos’era il fenomeno celeste che guidò I Sapienti d’Oriente sino alla mangiatoia del Salvatore? Da secoli studiosi, biblisti, astronomi, ricercatori storici, si dannano l’anima per cercare di capirlo. Nel XVII secolo, il grande astronomo Keplero ipotizzo’ che potesse essersi trattato di una “congiunzione planetaria” di Giove, Saturno e Marte. Effettivamente verificatasi nel I secolo a.C.. Altri hanno pensato all’esplosione di una Nova. Ovvero una stella nata bianca che, a causa dell’accumulo di idrogeno sulla sua superficie con conseguente esplosione nucleare, diventa molto più luminosa del solito. Con il termine “Nova” si indica sia la causa del fenomeno, sia la Stella stessa al momento dell’esplosione” (da “Piglio occulta” di Marisa D’Annibale, Giancarlo Pavat e Martina Pirosini, Amazon 2023).

In epoche prive di inquinamento luminoso è ovvio che un simile fenomeno cosmico fosse perfettamente visibile nei cieli del nostro Pianeta, in particolare nell’Emisfero Boreale.

Il celebre scrittore di fantascienza Arthur C. Clarke cita nel suo libro “Il mondo misterioso di Arthur C Ckarke” (scritto assieme a Simon Welfare e John Farley, edito in Italia da Rusconi, e da cui venne tratta anche una trasmissione televisiva di successo degli anni ’80) cita il professor Richard Stephenson dell’Università di Liverpool che rinvenne negli Annali cinesi un trattato di astronomia, il Chien-Han-Shu,  in cui si parla di una “Hui-Hsing” , rimasta visibile in cielo per più di 70 giorni. Con il termine “Hui-Hsing” vengono generalmente indicate proprio le STELLE COMETE. Ma, secondo il docente inglese, si sarebbe trattato invece di Nova.

Stephenson fu colpito dal fatto che la datazione della stella menzionata dai cinesi coincideva in pieno con la data stabilita per la nascita di Cristo; era infatti apparsa tra il 10 marzo e il 7 aprile del 5 a.C.. La Nova funzionava bene anche per altri aspetti; si trovava nella parte giusta del cielo per poter essere vista prima dell’Alba ed era ragionevolmente luminosa, ma non così luminosa da essere vista da persone come Erode che non erano solite fare osservazioni celesti. Rimase poi visibile in cielo per 70 giorni, un periodo sufficiente per aiutare i Magi nel loro cammino“. (da Arthur C. Clarke, op. cit.)

 

Ma potrebbe pure essersi trattato di qualcosa di non cosmico o, addirittura, non materiale, di non concreto, bensì di simbolico e di preternaturale. Ne era convinto anche il grande teologo nonché Santo cattolico, Tommaso della stirpe dei Conti  d’Aquino. Il “Doctor Angelicus” pensò “che non si fosse trattato di un fenomeno celeste ma di qualcosa verificatosi nell’area vicino alla superficie terrestre. Oppure era un Astro ma non reale. Ovvero una Stella sorta nell’Oroscopo del futuro Messia” (da “Piglio occulta” di Marisa D’Annibale, Giancarlo Pavat e Martina Pirosini, Amazon 2023).

Secondo moltissime tradizioni, leggende, miti religiosi, cronache storiche, sono diversi i personaggi importanti la cui nascita (più o meno miracolosa) sarebbe stata annunciata dell’apparizione di una STELLA.  Quindi non si sarebbe trattato di un fenomeno cosmico, astronomico reale bensì di qualcosa di profondamente simbolico.

Ma il “Mistero della Stella di Betlemme” è destinato a rimanere tale, visto che, parafrasando Arthur C. Clarke, nessuno può, al momento, conoscere la vera identità di questo assolutamente misterioso Messaggero di quello che, in ogni caso, si sia o meno credenti, è il più grande fra tutti i Misteri della Storia dell’Uomo.

(Giancarlo Pavat)

8. Particolare dell’affresco padovano di Giotto. Si tratta forse della “Cometa di Halley”?

 

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