Criptozoologia. LA FABBRICA DEI MOSTRI; di Roberto Volterri.

 

 

Immagine di apertura; la “vera Sirena autenticamente falsa”, denominata ‘Feejee’, forse perché originaria delle Isole Figi, esibita da Phineas Taylor Barnum (1810-1891), l’intraprendente imprenditore Made in USA creatore del celebre omonimo circo.
 

 

La “Fabbrica dei Mostri”

Il “Circo Barnum” delle inesistenti “Mostruosità”.

 

di Roberto Volterri

 

Desidero anche farvi sapere che i pigmei che alcuni viaggiatori asseriscono di aver portato dall’India sono una menzogna ed un inganno, perché posso dirvi che queste creature, che chiamano uomini, vengono fabbricate in quell’isola; e vi dirò come…”.

 

E poi, messer Marco Polo, autore de “Il Milione” – scritto nelle prigioni genovesi con l’aiuto di tal Rustichello da Pisa – si dilunga descrivendo le complesse, quasi ‘diaboliche’ operazioni con cui “ in quell’isola” – per la cronaca, era Sumatra – si trasformassero corpi di piccole scimmie in deformi nani, in… pigmei!

Il desiderio di possedere qualcosa di ‘meraviglioso’, qualcosa da mostrare agli amici con malcelato orgoglio è stato da sempre caratteristico di chi ha avuto il ‘potere’ o almeno i mezzi finanziari per acquistare qua e là per il mondo oggetti, strani reperti, manufatti insoliti, meraviglie della natura e, naturalmente, ‘mostruosità’.

Vere o presunte…

Nacque così l’esigenza – tra il XVI e il XVIII secolo – di avere una propria  Wunderkammer (ovvero Camera delle meraviglie) cioè un particolare ambiente in cui i collezionisti erano soliti conservare raccolte di oggetti straordinari per le loro caratteristiche intrinseche ed esteriori.

2. Immagine sopra; La “Sala della Wunderkammer” al Museo Civico di Storia Naturale di Trieste (Foto G. Pavat).

3-4. Immagini sopra e sotto: Due degli ospiti della piccola Wunderkammer di Roberto Volterri: un ormai “rassegnato” squalo, appartenente ad una delle ottantasei specie di ‘condroitti ‘ esistenti nel Mare Mediterraneo, che fa compagnia ad un piccolo coccodrillo appartenente ad una delle molteplici specie di “rettili loricati”, ovvero muniti di “corazza”.

All’insegna de ‘Il cliente ha sempre ragione’, falsari di ogni epoca si sono industriati per… accontentarlo!

Il ricco cliente desiderava un ‘Drago’?

Nulla di più facile: una povera, piccola, ‘lucertola volante’ (Draco volitans) importata dall’Oriente viene opportunamente privata delle parti non proprio ‘’dragonesche’, et voilà si può vendere al credulo, ricco, signore un ‘Drago’ fresco di giornata!

5. Immagine sopra; Un minuscolo Draco volans in passato spesso spacciato per un inesistente Drago volante!  In realtà si tratta di una lucertola appartenente alla famiglia Agamidae, endemica del Sud-est asiatico. Come altre specie di Draco, D. volans è in grado di muoversi planando tramite un paio di membrane dette patagi.

 

Mancano le lucertole volanti?

La ‘Premiata Ditta Draghi & Co.’non si perde certamente d’animo!

Provvede subito, acquistando da qualche pescatore una ‘razza’, un povero ‘pesce diavolo’ o una ‘manta’, dapprima la si svuota delle interiora, mentre viene successivamente riempita con stracci, paglia o altro in modo da dare allo sventurato pesce – avviato, a sua insaputa, alla sfolgorante carriera di ‘mostro’ – appunto una ‘mostruosa ‘consistenza’ a tutto tondo.

La si fa asciugare al sole per alcuni giorni in modo che assuma un terrificante aspetto da ‘Drago’… adolescente, in tenera età date le dimensioni forzatamente ridotte, e come per incanto la ‘Premiata Ditta ecc.’ può fornire al munifico gran signore l’occasione per mostrare… un ‘cucciolo di Drago’, appena giunto, imbalsamato,

‘… da quelle lontane contrade d’Oriente…’!

6. Immagine sopra; la “Chimera” esposta nella “Wunderkammer” del “Museo Civico di Storia Naturale” di Trieste” (Foto G. Pavat). “Questa chimera venne donata al Museo Civico del Mare di Trieste da Corrado Cannarella, marittimo del Lloyd Triestino” recita la targhetta del reperto “che probabilmente la acquistò in un viaggio in Oriente”. Il singolare reperto, la “chimera” triestina, venne “sottoposta a radiografia e a T.A.C. (Tomografia Assiale Computerizzata NDA) è emerso che le sue sole parti animali: pinne e coda di pesce, unghie d’uccello, oltre a mascella, mandibola e denti che fanno parte di una struttura ossea di pesce (simile alle parti boccali di orata e tordo esposte accanto). Il resto è legno, stucco, resine e sostegni metallici, opera di un mirabile quanto singolare artigiano”.
 

I ‘Draghi’ DOC prodotti con ‘razze’ opportunamente modificate, venivano comunque venduti negli Stati Uniti, fino al 1930, a qualche collezionista ben poco ferrato in Storia…

Il popolo della ‘Perfida Albione’ – gli Inglesi – non volendo certamente venir meno all’etichetta forse ingiustamente affibbiata loro, perfidamente denominarono Jenny Haniver questi curiosi manufatti, forse facendo derivare il nome dalla città portuale di Anversa dove era fiorente il commercio di queste inesistenti ‘mostruosità’. Basilischi’, ‘Draghi’, ‘Sirene e altri ‘mostri’ a ‘Denominazione d’Origine (ben poco) Controllata’ venivano prodotti con grande cura e smerciati verso quelle contrade dove il gusto per il ‘meraviglioso’ spingeva – chi poteva, naturalmente – ad acquistare ciò che Madre Natura non si era mai sognata di generare.

Oppure che, forse, aveva generato ma che ormai si era estinto da tempo immemore.

7. Immagine sopra; l’autore di questo articolo con un suo personale “falsamente autentico Mostro” della sua Wunderkammer.
8. Immagine in basso; sempre il professor Volterri in quello che fu il Collegio Romano, davanti a ciò che oggi rimane della meravigliosa Wunderkammer del gesuita Athanasius Kircher (1602 – 1680)
 

Poi venne il Circo Barnum’, fondato dal geniale ‘disinvolto’ Phineas Taylor Barnum, e a tutto il mondo fu esibita una ‘vera’, ‘verissima’, ‘genuina’ Sirena’ denominata Feejee – forse perché originaria delle Isole Figi –  che in tutto il suo splendore, dall’alto dei suoi 60 centimetri d’altezza, fece sognare a lungo gli spettatori (paganti…) dell’intraprendente Phineas.

In realtà la bella Feejee’ era il ben riuscito risultato di un incrocio tra un pesce e una scimmia imbalsamati a regola d’arte.

E – soprattutto! – osservati non troppo da vicino dagli spettatori del circo…

Non solo, ma i pescatori giapponesi che riuscivano a produrre simili ‘mostri’ erano così furbi da ricavare un doppio guadagno: vendevano al Mister Barnum di turno la rarissima mostruosità e smerciavano anche innumerevoli amuleti per proteggersi dai terribili ‘anatemi’ che la Sirena avrebbe lanciato un attimo prima di esalare l’ultimo suo respiro.

 

9. Immagine sopra; eccolo…l’ineffabile, geniale e con pochi scrupoli…Phineas Taylor Barnum ( 1810 – 1891 )
 

 

Vero ‘Mostro’ surgelato offresi…

 

Rollingstone, Minnesota (USA). 17 dicembre 1968.

Un curioso individuo, tale Frank Hansen esibisce in un suo improvvisato ‘circo’ – costituito in realtà da un furgoncino e nulla di più – un ‘mostro’ preistorico contenuto in un blocco di ghiaccio.

L’uomo confida ai suoi paganti spettatori che il ‘mostro’con tutto il suo blocco di ghiaccio è stato rinvenuto, mentre galleggiava sui mari dell’Oceano Pacifico, da un peschereccio russo.

Il ‘mostro’ venuto dalla preistoria appare alto un metro e ottanta centimetri circa, è completamente ricoperto di peli bruni, ha braccia molto lunghe, troppo lunghe, e mani enormi, lunghe ben ventisette centimetri e larghe diciannove.

 

10. Immagine sopra; Il“Mostro del Minnesota”, “autenticamente falso” ma ben surgelato.

 

Ha un braccio che appare ripiegato sopra la testa e il muso (o il viso?) è del tutto sfigurato da colpi di arma da fuoco.

Inoltre, sembra che dal blocco di ghiaccio, forse da qualche zona del corpo rimasta scoperta, provenga un nauseabondo olezzo, probabilmente perché il ‘surgelato preistorico, inizia ad andare in putrefazione.

Si sa, la pubblicità è l’anima del commercio, e allora il furbo Hansen ha posto sul suo improvvisatissimo ‘circo viaggiante’ un cartello che informa gli spettatori su ciò che – pagando profumatamente – potrebbero vedere…

Conservato da secoli nel ghiaccio, ecco a voi, forse, un uomo medievale scampato all’era glaciale!”.

11. Immagine sopra; Definito “fossile vivente”, il Mostro del Minnesota fu addirittura spacciato per il mai rinvenuto “anello mancante” tra l’Homo sapiens e scimmie antropomorfe…

 

 

Evidentemente all’aspirante Mister Barnum’ del Minnesota mancano alcune fondamentali nozioni di Storia patria e dintorni, poiché data al Medioevo – chissà come avrà fatto? –  lo sventurato ‘scimmione venuto dal passato’ e, senza alcun sovrapprezzo colloca tale periodo storico in un’Era glaciale cronologicamente ben distante da esso!

Millennio più, millennio meno, non si può discutere con i misteri della pubblicità…

A chi gli chiede come sia venuto in suo possesso di un così raro esemplare, Hansen risponde che l’ha avuto da un misterioso magnate californiano che si rifiuta categoricamente di far eseguire qualsiasi analisi su quell’unicum che stravolge qualunque conoscenza scientifica sul nostro lontanissimo passato.

Oltre a qualche credulo spettatore, al ‘Mostro’ si interessa anche qualche uomo di scienza: i criptozoologi Bernard Heuvelmans e Ivan Sanderson entrano nel camper di Hansen, gli fanno accendere le lampade poste dietro il blocco di ghiaccio ed esaminano finalmente da vicino il ‘mostruoso’ reperto.

Heuvelmans decide, lì per lì, di denominarlo Homo pongoides’, cioè ‘uomo dall’aspetto di Pongo’ con cui verrebbero catalogati anche i gorilla e gli orangutan.

12. Immagine sopra; Bernard Heuvelmans
13. Immagine sopra; Ivan Sanderson

 

Mentre si creano – e c’era da aspettarselo! – le solite due distinte scuole di pensiero, ovvero la fazione che sostiene, senza prove, il ‘falso’ e quella che, altrettanto senza prove, sostiene l’autenticità della scoperta, inizia la stagione calda, il ghiaccio si scioglie, il Mostro del Minnesota’, scompare e poi ricompare nel ‘circo’ viaggiante di Hansen.

Questi rilascia allora un’altra dichiarazione in cui asserisce di aver ucciso lui stesso il ‘mostro’.

Sicuramente per correre minori rischi rispetto ad una possibile accusa che da un momento all’altro potrebbe piovergli addosso, ovvero quella di aver introdotto clandestinamente negli USA un così strano ‘reperto’.

Comunque, il ‘mostro’ fu esibito da Hansen per ben tre anni, nonostante le critiche e la derisione di cui fu oggetto Heuvelmans accusato di essersi interessato  forse ad un banale manichino in gomma proveniente non dal lontano passato dell’Uomo ma dalla relativamente vicina… Hollywood.

‘Falso’ palese, ammantato di un’aura di ‘mistero’ per far soldi, oppure il Mostro del Minnesota era veramente un ‘fossile vivente’ – ovviamente, almeno fino al colpo di fucile che l’aveva trasformato in una rarità da circo – sopravvissuto fino ai nostri giorni dalla lontana Preistoria.

Oppure poteva essere frutto di una ‘impossibile’ ibridazione tra un essere umano e una scimmia antropoide?

Nel primo caso, una ‘razionale’ spiegazione comparve su un numero del World Journal Tribune in cui lo stesso Heuvelmans ricordava che esso sarebbe potuto arrivare dal Vietnam tramite una delle bare destinate alle migliaia di soldati periti in quella sanguinosa guerra e che giungevano in continuazione negli USA.

Forse non a caso giunse a tale conclusione, avendo saputo che lo stesso Hansen era stato militare in Vietnam.

D’altra parte nell’entroterra asiatico, Vietnam compreso, testimonianze attendibili parlano di uomini villosi’, chiamati almass o almasty oppure ksy-gyik, a seconda dell’area geografica ove vengono avvistati.

14-15 Immagini sopra e sotto; No, non è un parente stretto del defunto ‘Mostro del Minnesota’! Questo “sarebbe” il cosiddetto S”asquatch”, conosciuto anche come “Bigfoot”, che “abiterebbe” in alcune foreste del Nord America. Si tratta di alcuni frame del celebre filmino 8 mm girato nell’ottobre 1967 da Roger Patterson e Robert Gimlin a Bluff Creek in California (USA). Oggi si ritiene che il filmato sia jn falso.

 

Le caratteristiche somatiche di tali ‘uomini’ corrisponderebbero abbastanza a quella del mostro’ di Hansen: l’altezza è la stessa, hanno braccia lunghissime e gambe corte, sono ricoperti da un pelame bruno-rossiccio e assomiglierebbero abbastanza ad una scimmia antropoide. Se, si narra, non avessero spesso comportamenti quasi ‘umani’…

Uno di questi ‘fossili viventi’ sembra sia stato ben descritto, nel 1914, da uno zoologo russo ma il suo rapporto, stranamente, finì nel vastissimo ‘dimenticatoio della Scienza’.

L’ipotesi della ibridazione appare invece, dal punto di vista della genetica, ‘impossibile’ poiché mentre l’essere umano possiede quarantasei cromosomi, la scimmia ne ha ben quarantotto. Mai dire mai, però, poiché sembra che nella Russia degli anni Trenta e successivamente anche in USA e Cina, qualche ben riuscito esperimento abbia avuto luogo.

Per non parlare del caso della ragazza, figlia di un girovago, che nel 1897 “avrebbe” dato alla luce un feto con caratteristiche ‘mostruose’, una sorta di ibrido tra la ragazza e uno degli scimpanzé che il girovago esibiva nell’improvvisato circo viaggiante…

Al giorno d’oggi si sono perse le tracce del ‘mostro surgelato’, per cui si possono formulare solo banali congetture, magari basate anche su testimonianze storiche risalenti ad un lontano passato, a Plutarco  e alle sue ‘Vite parallele’.

16. Immagine sopra; Sullo strano ”Mostro del Minnesota” Bernard Heuvelmans pubblicò un libro datando il villoso personaggio addirittura al periodo Neanderthaliano, ovvero al Paleolitico Medio, tra 200.000 e 400.000 anni fa. Un po’ troppo…

 

Plutarco, nel trattare della vita di Silla, riferisce che nell’anno 84 d.C., nei pressi della città di Durazzo, attuale Albania…

 

… Vi fu catturato, si dice, un satiro addormentato: era simile a quelli rappresentati dagli scultori e dai pittori.

Fu condotto davanti a Silla, il quale gli fece chiedere chi egli fosse da diversi interpreti; senza rispondere nulla di intelligibile, egli fece udire a gran fatica una voce rozza, a metà tra il nitrito del cavallo e il belato del caprone. Silla inorridì e se ne allontanò come da uno spettacolo empio…”.

 

Forse il ‘mai dire mai’ costituisce veramente una terza, forse percorribile ipotesi…

 

E poiché siamo in tema di falsi ‘uomini preistorici’ – nel loro ‘piccolo’, quasi dei ‘mostri’ – vorrei concludere con un clamoroso falso della metà del XIX secolo.

           

Il “Mostro di pietra di Cardiff”

 

Di mostruoso, veramente, aveva solo l’altezza… e la credulità dei soliti, paganti, spettatori che a tutti i costi volevano credere nel ‘meraviglioso’, nell’esistenza dei ‘giganti’ di cui parla anche la Bibbia.

E se lo dice la Bibbia…

16 ottobre 1869. Cardiff, nei pressi di Syracuse, Stato di New York (USA).

Il badile di alcuni operai che stanno scavando un pozzo, a poco meno di un metro dalla superficie, cozzano contro un grosso piede umano pietrificato.

Incuriositi e con la prospettiva di una ricompensa per il contributo che stavano dando alla Scienza, si affrettano a mettere allo scoperto il corpo di un essere ‘mostruosamente’ grande, poiché era alto almeno tre metri e mezzo.

Alleluia! Alleluia!

Finalmente ciò che sta scritto nella Bibbia riguardo ai Nephilim si è avverato!

La fama del ‘gigante fossile’ si spande a macchia d’olio e accontenta un po’ tutti: da chi improvvisamente ricorda di una leggenda locale in base alla quale una stirpe di uomini di pietra aveva un tempo abitato la valle, a chi non aveva mai avuto dubbi su una interpretazione ‘alla lettera’ di ogni passo veterotestamentario.

 

Un altro intraprendente aspirante Mister  Barnum’ si affretta ad innalzare un improvvisato tendone per coprire lo scavo e impedire così la gratuita visione di quella ‘mostruosa’ meraviglia.

Il prezzo per vederla è di cinquanta centesimi di Dollaro, ma con centinaia di visitatori nei giorni feriali e anche migliaia nei giorni festivi Newell diviene subito ricco e – ormai si sente  di diritto un ‘impresario circense’ – cede per 30.000 dollari tre quarti dei suoi ‘diritti’ acquisiti sul ‘mostro’.

 17. Immagine sopra; Il recupero del cosiddetto “Mostro di pietra di Cardiff”

 

Così, il 5 novembre del 1869 inizia una tournée che mostra a mezza America quella meraviglia di gigantesco Mostro di pietra’, mentre ci si accapiglia scientificamente  (o quasi) tra chi sostiene che si tratta di una statua scolpita da un misterioso gesuita due secoli e mezzo prima (aleggiava forse la fama del gesuita Athanasius Kircher, 1602 – 1680?) e chi fa notare, al contrario, la presenza di umanissimi pori sulla ‘pelle’ del gigante.

Forse perché non è periodo estivo – notoriamente scarsissimo di notizie serie ma sovrabbondante di eccezionali ‘meraviglie’ tra Scienza, superstizione, fede e credulità – il quotidiano New Herald denigra la scoperta e afferma che si tratta di una statua scolpita un anno prima da un canadese.

Non è vero ma ci si avvicina rapidamente alla verità…

18-19. Immagini sopra e sotto; Il cosiddetto “Gigante di Cardiff”. Quando venne accertato che si trattava di una “bufala”, venne comunque riseppellito rispettosamente e pure ironicamente.

Finalmente la ‘Scienza ufficiale’ si degna di esaminare il ‘mostro venuto dai passi biblici’ e un paleontologo dell’Università di Yale, tale Othniel Charle Marsh, sentenzia :

Si tratta di una beffa di origine recentissima!”.

20. Immagine sopra; Il celebre paleontologo Othniel Charlie Marsh: ”Si tratta di una beffa di origine recentissima!”.

 

 

Evidentemente non tutte le ossa, se c’erano, stanno al posto giusto!

E gli fece eco anche tal dottor John Bynton, convinto fin dall’inizio che al massimo, può trattarsi di una statua realizzata qualche secolo prima. Nulla di più.

Però non è la Scienza a svelare l’inganno ma qualche curioso investigatore: indagini sui più recenti movimenti di Newell svelano infatti un suo traffico di danaro con suo cognato, George Hull, per la fornitura di una pesante cassa di ferro, mentre uno strano acquisto di quest’ultimo consistente in una tonnellata e mezzo di… gesso da una cava di Fort Dodge, nello stato dello Iowa comincia a far maggior luce sulla vicenda.

Anche due tagliapietre del posto contribuiscono a gettare letteralmente nel fango la scoperta del mostro di Cardiff’ confessando di aver scolpito la gigantesca statua su ordine di mister Hull e di aver praticato le migliaia di forellini che dovevano far sembrare naturale la ‘pelle’ del gigante.

Newell cede e ammette di aver speso ben 2.600 dollari per far realizzare il meraviglioso reperto. Ė la fine…

E invece no!

Si fa vivo addirittura proprio Mister Phineas Taylor Barnum in persona, il Re dei circhi e delle meraviglie (vere o presunte) e offre 60.000 dollari per l’affitto del ‘mostro’.

Newell non cede e Barnum… provvede da sé facendone fare una copia in legno che riscuote immenso successo.

Potenza dell’infinita credulità umana!

21. Immagine sopra; Il Circo Barnum…vera e propria “Fabbrica dei mostri” inesistenti (o quasi).

 

Dopo un’ennesima tournè a Boston nel 1870 , il mostro di Cardiff’ viene mandato in pensione fino ai primi del 1900 per venir poi mostrato in occasione di fiere.

Ci fu anche un ironico funerale ma oggi ‘riposa’ presso il Museo degli Agricoltori della cittadina di Cooperstown, nello Stato di New York, al centro di un villaggio che riproduce, più o meno, quello di Cardiff dove… vide la luce.

(Roberto Volterri)

 22. Immagine sopra; L’ultima triste “dimora” del “Gigante di pietra di Cardiff” nel Museo degli Agricoltori della cittadina di Cooperstown.

 – Se non altrimenti specificato, le immagini sono state fornite dall’autore. 

23-24. Immagini sopra e sotto; Qualche “suggerimento” per i più volenterosi.

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