Gennaio del 2004. Sul Corriere della sera appare un articolo che parla di un presunto ‘cucciolo di Drago’, conservato in un vaso di vetro pieno di Aldeide formica e rinvenuto “[…] sotto un cumulo di roba vecchia da un certo David Hart, nipote di Frederick Hart, un tempo facchino del Museo di Storia Naturale di Londra”.
2. Immagine sopra; Allistair Mitchell eccentrico e fantasioso”scopritore” del cucciolo di un Drago… inesistente. Alistair Mitchell mostra, ben soddisfatto, il suo ‘cucciolo recuperato da Frederick Hart, Drago immerso in un liquido che, forse, non era neppure Formaldeide.
Un certo David Hart lo avrebbe scoperto in un garage dell’Oxfordshire insieme ad una scatola di metallo contenente una sorta di ‘pergamena’ databile alla fine del XIX secolo – espediente che fa sempre ‘colpo’ – scritta in tedesco, in cui si precisa che il ‘drago’ è stato rispedito al mittente dal Natural History Museum di Londra per essere distrutto, forse perché ‘non in sintonia’ con le conoscenze scientifiche dell’epoca.
Un facchino del Museo, se ne sarebbe impossessato e il nipote, oltre un secolo più tardi, avrebbe reso pubblica la scoperta.
Subito la notizia appare su quasi tutti gli altri giornali e infatti si apprende che il drago ‘tascabile’…
“[…] era stato inviato al prestigioso istituto della Capitale da un gruppo di scienziati tedeschi attorno al 1890, quando era fortissima la rivalità tra i due Paesi. Tuttavia, il Museo di Londra pensò che si trattasse di uno stratagemma per mettere alla berlina il Regno Unito di fronte alla comunità scientifica mondiale e stabilì che quel piccolo di drago non era altro che un pupazzetto. Così, il barattolo con la Formaldeide ed il suo contenuto venne dato ad Hart e con il passare degli anni finì in uno scatolone nella collezione di cimeli di famiglia”.
La calunnia, si sa, è un venticello, ma anche le misure sembra lo siano poiché sui quotidiani nostrani gli originari 30 pollici, ovvero 76 centimetri – la reale altezza del ‘cucciolo’ – diventano subito 30 centimetri ‘abbassando’ il preziosissimo ‘reperto’ di quasi mezzo metro!
3. Immagine sopra; Un bel primo piano del Drago che non è mai esistito
4-5. Immagini sopra; Naturalmente anche i giornali italiani e stranieri si impossessarono della strabiliante notizia, accennando anche a biopsie e ad altre scientifiche ricerche per stabilirne il DNA. Di plastica!
Qualcuno ‘abbocca’, qualcuno ‘rivende’ in TV la strepitosa notizia, parecchi la mettono subito in dubbio.
E ben fanno poiché dopo un po’ si fa vivo tale Alistair Mitchell, aspirante scrittore che con un investimento di poche sterline di Formaldeide, un capiente vaso di vetro, un bel po’ di fantasia e altrettanta faccia tosta, tenta di lanciare un suo romanzo.
Il simpatico ‘furbastro’ mostra infatti orgogliosamente il “suo” cucciolo recuperato da un certo Frederick Hart, un Drago immerso in un liquido che, forse, non era neppure Formaldeide ma semplice Alcool.
E le cose gli vanno a gonfie vele poiché firma ben presto un contratto con la casa Editrice inglese Waterstone’s per un romanzo in cui – ma per puro caso, ovviamente! – compare anche… un Drago.
In realtà il falso Drago è stato realizzato da abilissimi artisti della ‘Crawley Creatures’, specializza nel costruire realistici modelli di Dinosauri per documentari scientifici e film ambienti nella Preistoria.
6. Immagine sopra; Allistair Mitchell con il suo libro sul Drago “sotto spirito”.
7. Immagine sopra; Anche il mondo dei giocattoli e dintorni approfitta dell’occasione e mette in vendita un Drago alato sotto acqua del rubinetto. L’alcool costa troppo e la Formaldeide è pericolosa!
8. Immagine sopra; Qualche fondato sospetto si indirizzò, giustamente, verso la ‘Crawley Creatures’ specializzata nella realizzazione di animali e mostri… inesistenti!
Viene presto organizzata una squadra di uomini di Scienza e anche di esperti di trucchi cinematografici. No si sa mai…
Ne fanno parte il professor Angelo Capparoni, Presidente dell’Accademia di Storia dell’Arte Sanitaria e il dottor Renato Grilletto del Laboratorio di Antropologia fisica del Dipartimento di Biologia animale e dell’Uomo dell’Università di Torino.
9. Immagine sopra; Il professor Renato Grilletto
Al gruppo si unisce anche Franco Tassi, fondatore del gruppo Criptozoologia Italia che dal 1986 si occupa della ricerca di animali misteriosi.
10-11. Immagini sopra e sotto; Franco Tassi Criptozoologo e un suo libro .
Partecipa alle indagini il professor Alberto Bravo, docente di Grafologia peritale giudiziaria all’Università degli studi di Urbino e Sergio Stivaletti, realizzatore di effetti speciali cinematografici, insieme a Giuseppe Calabrò, chimico esperto in carta e inchiostri ed esperto di documenti antichi.
12-13. Immagini sopra; Sergio Stivaletti, realizzatore di effetti speciali cinematografici e Alberto Bravo, docente di Grafologia peritale giudiziaria.
Proprio la perizia grafica sembra deporre subito a favore del falso poichè il documento sembra macchiato con inchiostro di colore azzurro, cosa questa che sarebbe caratteristica di documenti redatti in epoca più tarda di quella del documento a disposizione.
14. Immagine sopra; L’amico Roberto Giacobbo, nel Febbraio del 2004 presenta il “Drago” nella sua trasmissione “Voyager”. Unitamente alle perizie effettuate da esperti in vari settori, si giunge alla ovvia conclusione che si trattava di un banale falso!
15-16. Immagini sopra e sotto; Finalmente sono state catturate ‘sirene’ DOC! Naturalmente non è così che stanno le cose. In alto si tratta di un cosiddetto ‘Dugongo’, mammifero dell’ordine dei Sirenidi, nella foto malamente truccato da essere umano. In basso, un’altra non ben riuscita “sirena”.
Avete visto come spesso sia facile ingannare anche autorevoli uomini di scienza e chiunque aneli a ’toccare con mano’, a possedere, a collezionare anomalie di cui Madre Natura si compiace?
Confessatelo! Siete anche voi tentati di creare qualche falso ‘mostro’, magari un ‘Drago’ piccolo, piccolo, partendo da un innocuo pesce dei nostri mari?
In un prossimo articolo vedrò di venirvi incontro…
(Roberto Volterri)
– Le immagini sono state fornite dall’autore
“Tutto” (o quasi) sui Draghi…
LIBRI DI ROBERTO VOLTERRI

























Cerco di rispondere cumulativamente ai lettori Paolo Rendinara e Gennaro Sinici.
Innanzitutto sono contento che l’argomento “Draghi” continui a riscuotere un certo interesse tra i lettori de “Il Punto sul Mistero” anche se la letteratura prettamente scientifica sull’argomento è estremamente rara, salvo qualche interessante testo sulla sempre più affascinante Criptozoologia.
Troverei alquanto difficile stabilire – non in base all’avvincente finzione letteraria ma rivolgendomi alla letteratura storica, scientifica – che “… il Mostro affrontato da Beowulf non è un Drago ma un Lindhorn, serpente delle leggende scandinave, alato e sputante fuoco”.
Direi che queste ultime caratteristiche sembrano accumunarlo a quasi tutti i “Draghi” di ogni tempo e Paese, forse anche allo “Jormungard” che, sempre nella finzione letteraria, sarebbe stato affrontato dal dio Thor. Tra i miei inconsueti interessi mi sono interessato anche di “Angelologia”, ovvero all’analisi, dello studio delle “entità spirituali” che comunemente definiamo “Angeli”, sotto diversi nomi presenti da sempre nella storia, dalla cultura assiro-babilonese a quella giudaica e naturalmente in quella cristiana. Anche se Tommaso d’Aquino si prese l’incarico della loro “classificazione”, ancor oggi insegnata, insieme alla “Demonologia” per i futuri esorcisti.
Voi mi perdonerete, quindi, se trovassi qualche difficoltà a distinguere la vera fisionomia dei primi “Angeli”, non provvisti di ali, caratteristici dei primi secoli dell’Era cristiana, dagli stessi “Angeli” di epoca rinascimentale muniti di ali quali portatori, ovunque, dei messaggi divini e quindi dotati di poteri particolari. Intendo distinguerli dalle loro “caratteristiche fisiche” e non solo dalle loro imprese diffuse dalla letteratura religiosa, molto suggestiva ma forse non molto aderente alla realtà. Al lettore Paolo Rendinara interessato agli Pterodattili “anacronistici” suggerirei caldamente la lettura del recentissimo libro di Giancarlo Pavat “Animali nell’arte che non dovrebbero esserci”. Troverà molte sorprese…
Cordiali saluti ad entrambi!
Roberto Volterri
Salve….sono un appassionato di criptozxologia…leggo sempre con interesse gli articoli del professor Volterti. Una domanda. Le keggende sui draghi, presenti in tutto il mondo, potrebbero avere origine in epoche molto remote a causa dell’avvistamento di pterodattili sopravvissuti al meteorite? Mi risulta che ci sia un dipinto dei nativi americani che raffigura proprio questo dinosauro volante. O è pure questa una fake news?
Grazie e ancora buon lavoro.
Paolo
Buongiorno, sono un appassionato di miti e leggende nordiche. Vorrei evidenziare sicuri errori presenti nella risposta del professor Volterri. Il professore cita il drago ucciso dell’eroe BEOWULF protagonista dell’anonimo romanzo epico sassone dell’8 secolo d.C.., conservato, come dice correttamente il professor Volterri, nel manoscritto COTTON VITELLIUS. Ma il Mostro affrontato da BEOWULF NON È UN DRAGO. Ma un LINDHORN , serpente delle leggende scandinave, alato e sputante fuoco.
Il professor Volterri lo confonde invece con JORMUNGAND ovvero il SERPENTE DI.MIDGARD che combatterà durante il RAGNAROK contro il dio THOR.
Questo solo per la precisione. Grazie.
Gandalf (Gennaro)
Buongiorno, scusa per mio italiano. Volevo dire cgebi draghi sono esistiti. Altrimenti perché sono in leggende di tutto il.mondo? Il drago di Allistair Mitchell hanno fatto per debunking. Come per UFO. Tutto finito. Drago di gomma e nessuno crede più a draghi. Invece ci sono fossili di draghi che archeologi dicono di nuovi dinosaurs.
Ma tutto cover up. In States hanno trovato rocce che sono fossili di pelle di drago.
Diana Everett (UK)
Gentilissima Diana Everett, innanzitutto la ringrazio per averci scritto – ottimamente – nell’italico idioma parlato nel nostro Bel Paese! Poi, venendo al suo quesito, debbo confessarle che mentre la letteratura di ogni tempo e luogo parla di Draghi, pure essendomi occupato di Archeologia per lunghi anni, non mi risulta che siano state rinvenute vestigia di veri e propri esseri mostruosi ai quali lei allude. Insomma un Drago Sputafuoco, l’Hungarian Horntail, direbbe lei, che minacciava Harry Potter con”… le ali ripiegate a metà, i malvagi occhi gialli fissi su di lui, un mostruoso lucertolone dalle squame nere che agitava la coda irta di punte, scavando solchi lunghi un metro nel terreno duro.”
Per rimanere ancora un attimo nel regno dell’avvincente letteratura sui Draghi – che a lei e a me piacciono – anche Thor, dio del tuono, perì a causa del veleno di un mostruoso, lunghissimo Drago. Analogamente, l’eroe Beaowul perse la vita a causa di un Drago, il terribile Serpente Midgard, le cui tracce potrà trovare alla British Library consultando il manoscritto dell’VIII secolo, Cotton Vitellius.
Ė vero, come lei scrive, che molti reperti ossei, di grandi dimensioni ma riconducibili ad animali preistorici sono stati trovati un po’ ovunque, ma nulla che possa farci ritenere che veri e propri Draghi abbiano fatta sul serio compagnia a qualche cavaliere medievale il cui unico passatempo era la caccia a tali fantastici mostri.
Per ora, accontentiamoci del Drago di Komodo, ovvero il Varanus komodoensis, gigantesca lucertola che – forse per un fenomeno di “gigantismo insulare” – con i suoi circa tre metri e 70 chilogrammi di peso, fa bella mostra di se nelle isole indonesiane.
Ci scriva quando vuole!
Roberto Volterri