“Falerii Veteres”, Civita Castellana e la sua abbandonata chiesetta romanica del XIII secolo.
…Roberto Volterri e Gaetano Bosso
“Versum Solem Orientem”, l’orientamento delle chiese.
È questo un terzo articolo dedicato a testimonianze storico-archeologiche visitabili a pochi chilometri dall’Urbs aeterna, nella bella cittadina di Civita Castellana, ma anche ad un approccio ai criteri in base ai quali le chiese dovrebbero essere orientate rispetto ai “punti cardinali”.
In queste pagine, faremo una breve ricognizione presso la chiesetta di Santa Susanna che, abbandonata da molti decenni, si può raggiungere – non senza qualche difficoltà – in località Borghetto, al Km 54 della via Flaminia, a breve distanza dalla cittadina.

La chiesa oggi appare così. Un tempo fu addirittura utilizzata come stalla e gli afrori di quelle lontane “tracce” ancora sono presenti…
Purtroppo non abbiamo potuto reperire un’accuratissima documentazione sulla costruzione della chiesa e del convento francescano ad essa collegato, ma siamo abbastanza sicuri del fatto che essa sia sorta nel 1230 e – con qualche incertezza – pare venisse conosciuta come Santa Maria de Communi. Oppure puoi esserci stata una fusione sul nome di due distinte chiese…
Nel 1447 il complesso risulta da tempo dedicato a Santa Susanna, nel 1506 viene ricordato come unico convento esistente a Civita Castellana e tra il 1557 e il 1571 ospita i Cappuccini di San Francesco provenienti da Roma
In documenti del 1610 e del 1613 risulta disabitato e in quelli del 1617 è inserito tra le “Ecclesie ex Civitate“, a testimonianza che il il convento era ormai in disuso. Successivamente, nel 1729 è definitivamente ricordato come “ecclesia S. Susanna in fundo Mense episcopalis sub cura eiusdem societatis“.
Fino qualche decennio fa nel giorno del Lunedì di Pasqua gran parte dei cittadini del luogo si riuniva in quell’ameno luogo, partecipava alla Messa e poi si rilassava lungo i prati circostanti.
Insomma, l’antica chiesetta “viveva” e faceva vivere lunghi momenti di tranquillità ai
“Civitonici”, come oggi vengono chiamati gli abitanti di quella che in tempi ormai
molto lontani aveva il nome di Falerii Veteres.

La chiesa di Santa Susanna, molti anni fa ma non ancora ricoperta da erbacce.
Versus Solem Orientem
Da sempre, possiamo dire, le chiese cristiane e non solo avrebbero dovuto essere orientate secondo un asse Est-Ovest in ossequio al criterio Versus Solem Orientem.
Il Cristo, o in generale la “Salvezza”, poteva essere rappresentato come Sol justitiae, Sol salutis o, in un ambito più prettamente pagano, Sol Invictus.
Come ben sapeva l’imperatore Costantino che fino al suo ultimo respiro rimase pagano… in incognito e devoto al Sol Invictus.
Però proprio a lui dobbiamo la Domenica (dies Solis) come giorno di riposo dal lavoro settimanale!

Recto e verso di una moneta del 316 – 317 d.C. con l’effige dell’Imperatore Costantino e, sul rovescio, “Soli Invicto Comito”.
Gli edifici religiosi di matrice cristiana avrebbero dovuto rispettare un ben preciso orientamento in modo che la loro planimetria, vista dall’alto, avrebbe simboleggiato la Croce su cui si era immolato il Redentore o, in ambito pagano, la vittoria della “Luce sulle Tenebre”.
Il Papa Mago Gerberto d’Aurillac – Silvestro II – dette un suo personale contributo nello stigmatizzare la necessità di dare proprio tale orientazione alle chiese cristiane. Ma non sempre le cose andarono come prescritto…

Gerberto di Aurillac (945 – 1003), Papa Silvestro II noto anche come Papa Mago a causa di qualche suo interesse culturale quasi “in odor di zolfo”…
Nell’Anno del Signore 999, colui il quale assunse il ruolo di capo spirituale della Cristianità con il nome di Silvestro II, oltre a curar le anime dell’immenso gregge di fedeli a lui affidati, si dedicò a “misteriose” ricerche nel campo delle scienze fisiche, giungendo – almeno così vuole una “leggenda” ben radicata – a costruire una sorta di Golem meccanico che lo avrebbe consigliato nelle sue decisioni, nei momenti più cruciali della sua missione. Dopo essersi dedicato agli studi sui classici dell’antichità Gerberto fuggì in Spagna ormai divenuta un colto e raffinatissimo avamposto della cultura islamica, dove prosperavano studi sulla botanica, la farmacologia, la medicina e la “mistica araba” conosciuta anche come tasawwuf, volta anche a esperienze di contatto con “realtà trascendenti”.
Forse, a volte, anche in “odor di zolfo”…
Torniamo al più tranquillizzante – ma ricco di qualche incongruenza – “orientamento delle chiese”.
Ad esempio, ma solo per citare due illustri esempi, a Roma l’abside è orientato verso Ovest sia in San Pietro sia in San Giovanni in Laterano.
Un errore? Un caso? Una scelta?
Alcune chiese cristiane, inoltre, le troviamo ancor oggi rivolte a Nord anche per avere una più razionale illuminazione durante le funzioni religiose del mattino.
Oppure secondo un asse SO-NE per ottimizzare il riscaldamento dell’edificio, come ebbe a dimostrare nel 1939 il professor Gaetano Vinaccia.
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Il professor Gaetano Vinaccia (1889 – 1971) nel 1939 pubblicò il suo studio “Il corso del Sole in urbanistica ed edilizia” in cui illustrò il suo “Principio di orientamento asse equisolare” affermando che secondo lui le chiese dovevano essere orientate come illustrato nel disegno a sinistra.
A Civita Castellana, dopo aver personalmente constatato il degrado raggiunto dall’antica chiesetta di Santa Susanna, abbiamo voluto verificare anche come essa sia orientata, ricorrendo ad una comunissima Bussola, ma anche utilizzando Google Earth.

A sinistra, l’ingresso della chiesa di Santa Susanna a Civita Castellana, rivolto a Sud-Ovest, mentre a destra ciò che resta dell’altare all’estremità Nord-Est dell’abside.

Gaetano Bosso cerca di verificare con una bussola l’orientamento della chiesetta di Santa Susanna. A destra, in base ad una immagine ottenuta dall’archeologo Roberto Volterri con Google Earth sembrerebbe che l’orientamento sia NO-SE.
In epoca medievale – in particolare nelle “Costituzioni Apostoliche” del IV secolo – si affermava che anche la Croce avrebbe dovuto essere rivolta opportunamente, interpretata come simbolo di vittoria del Cristo sulla morte fisica, forse perché si sosteneva che sul monte Calvario la Croce stessa doveva essere rivolta a Ovest affinché fosse visibile dai fedeli che pregavano rivolti a Est per vedere il Sole nascente, simbolo del Cristo, “Sol iustitia et lux mundi”, “Sole della giustizia e luce del mondo”.

Settecentesca edizione delle “Constitutiones Apostolicae” e una suggestiva immagine del simbolo cristiano e del Sole nascente.
Quindi gran parte delle chiese avevano una pianta a forma di croce con l’entrata a Ovest in modo che i fedeli entravano e si avviavano verso l’altare, la Stella dell’Est, il Crocifisso.
Ma dal XVI secolo in poi l’orientamento verso Oriente inizia a decadere…
E, in questa “confusione” sull’orientamento degli edifici religiosi vorremmo concludere con un’altra chiesa abbandonata da molto tempo e da Roberto Volterri esplorata pochi anni fa anche per dar vita ad un libro non a caso intitolato “Gli Stregoni della Musica”.
In cauda venenum: un’altra chiesa abbandonata, un “anomalo orientamento” e lo Spartito del Diavolo…
Ci avviciniamo ora ad una delle tante “eccezioni”, ma in una antica chiesa che di “misteriose” eccezioni ne ha a iosa: la chiesa dove esiste l’unico “Spartito del Diavolo” che chi scrive è riuscito a rintracciare nel nostro Paese già abbastanza ricco di “stranezze”.

Questa strana chiesa a pianta ottagonale è il Santuario della Madonna delle Vigne, molto vicina all’Abbazia di Lucedio, in provincia di Vercelli. Abbandonato e sconsacrato da molto tempo, è noto poiché al suo interno esiste il cosiddetto “Spartito del Diavolo” la cui “sulfurea” armonia cambia radicalmente a seconda di come si inizi a suonarla. A destra il libro di Roberto Volterri dedicato anche allo “Spartito del Diavolo”, nato dopo una sua ampia esplorazione della chiesa e di quegli strani luoghi…

Lo strano “Spartito del Diavolo” raffigurato nella chiesa abbandonata di Madonna delle Vigne.
La chiesa della Madonna delle Vigne – Anatema! Anatema! esclamerebbe ora qualcuno – fu costruita con l’ingresso rivolto a Sud.
O, per la precisione, a Sud-Sud Ovest, come si può verificare anche con Google Earth, considerando però che il Nord geografico, a causa della cosiddetta Declinazione magnetica, si discosta – variando nel tempo e con valori differenti da regione a regione – un po’ dal Nord magnetico indicato dalla bussola.
Ad esempio, circa mezzo secolo fa, in Inghilterra, la differenza ammontava a 10 gradi in direzione Ovest, mentre in Italia era praticamente nulla, quasi come adesso.
Ma non sottilizziamo troppo su questi particolari ben poco in “odor di zolfo”.
L’anomala (ma non troppo…) orientazione della chiesa in un bosco del Vercellese è frutto di un errore o è una ben deliberata scelta?
E qui le leggende “sulfuree” hanno trovato terreno fertilissimo poiché tale disposizione sul terreno – con un po’ di esoterica fantasia – si può considerare come il voler… “capovolgere” la croce!
Con una evidente valenza blasfema.
Le due chiese del Principato di Lucedio, invece, sono orientate secondo l’asse Est/Ovest, da chi scrive verificato sempre con Google Earth.
Però tutto ciò che si mormora sulla “scomunica” di edifici religiosi, di interventi del Papa per arginare qualcosa di indecentemente blasfemo che sarebbe avvenuto nell’area del Principato di Lucedio, riguarda proprio queste chiese e non quella ottagonale della Madonna delle Vigne.
Dunque – parafrasando il titolo di una celebre commedia teatrale di William Shakespeare, “Much Ado about Nothing” – forse anche a Lucedio… molto rumore per nulla?
(Roberto Volterri)
Abbiate fede, sta arrivando, sta arrivando…

Il nuovo libro di Roberto Volterri, Giancarlo Pavat, Dino Coppola e Alessio D’Antonio e in collaborazione con Alessandro Middei
“Dal Tramonto all’Alba. Il Grande Libro dei Vampiri” uscirà entro pochissime settimane…







