I dentisti delle caverne… nell’antica Roma, in terra Etrusca, all’ombra delle Piramidi, nel Medioevo… di Roberto Volterri e Gaetano Bosso

I DENTISTI DELLE CAVERNE…

nell’antica Roma, in terra Etrusca, all’ombra delle Piramidi, nel Medioevo.

 

di Roberto Volterri e Gaetano Bosso

 

non vedi tu ch’e’ digrignan li denti…

(Dante, Inferno, XXI, v. 131)

 

Fin dal Paleolitico, l’“età della pietra antica”, circa 14.000 anni fa, nella regione Veneto, è stato rinvenuto un dente cariato e “curato” raschiando le parti deteriorate mediante una selce affilata.

Più o meno così si potrebbe essere svolta una “riunione di famiglia” nel periodo Paleolitico (da 2,5 milioni di anni fa fino al 10.000 a.C.)

Sopra; Così poteva apparire un nostro lontano progenitore – forse un “homo neanderthaliensis”, verosimilmente del Paleolitico medio – animato da “buone intenzioni”, probabilmente durante un’avventura di caccia. In basso; un dente cariato “curato” ben 14.000 anni fa.

Ma 5.000 anni più tardi, nel Neolitico, in Pakistan, nel sito archeologico di Mehrgart sono stati rinvenuti denti cariati e “curati” e puliti mediante le solite selci ben appuntite.

Senza anestesia ovviamente!

A Lonche (Slovenia, 6.500 anni fa) un molare presenta una cavità otturata con cera d’api, forse il più antico caso noto di cura e otturazioni odontoiatriche in un lontano passato.

A Masseria Candelaro, in provincia di Foggia, in una necropoli del VI-IV millennio a.C. ricerche sul microbiota dentale hanno rivelato una progressiva diffusione di agenti patogeni correlabili alla dieta agricola, con progressivo aumento delle carie e del tartaro.

Nell’antica Roma per sbiancare i denti si consultava il Liber XI di Plinio il Vecchio

e si usava… l’urina umana a causa del suo contenuto di ammoniaca poichè i batteri presenti nell’urea trasformano il liquido in ammoniaca (NH3) che ha notevole potere sbiancante.

Per tale sua proprietà, essa veniva usata anche per sbiancare le toghe dei Senatori!

Senatori dell’antica Roma con le loro candide toghe. Sbiancate dai fullones con l’urina.

Non sappiamo con certezza se – nella cura dei denti – sussistessero problemi di non graditissimi afrori, ma in tal caso si ricorreva ad un “dentifricium” contenente corna  di cervo macinate e conchiglie ridotte in polvere, il tutto mescolato con miele e solo qualche goccia dell’indispensabile urina.

dopo l'immagine

Gaius Plinius Secundus, detto Plinio il Vecchio, deceduto il 24 Ottobre del 79 d.C. durante l’eruzione del Vesuvio.

D’altra parte – pur con il massimo rispetto per l’illustre Plinio seniore – sappiamo che egli era fermamente convinto che l’uomo, i maiali e le capre possedessero un maggior numero di denti rispetto al gentil sesso. Chissà perché…

Nel suo Liber XXV Plinio sosteneva anche che per combattere stomatiti e gengiviti bastava inalare i vapori dei semi di Giusquiamo posti su carboni ardenti.

Se tali vapori fossero risultati sgraditi, un risciacquo orale con un liquido ottenuto facendo bollire parti di Verbena officinalis in vino o aceto avrebbe risolto subito il problema.

Sopra; Verbena officinalis e, sotto, semi di Giusquiamo bianco. Nell’antica Roma considerati “efficacissimi” rimedi odontoiatrici.

Un dente sembrava traballasse?

Niente paura! Strofinare sulle gengive la solita, “efficacissima” polvere di corna di cervo allontanava di sicuro la necessità di ricorrere al medicus o al chirurgus di turno.

Almeno per un po’ di tempo…

Come accade ai nostri giorni, anche all’epoca di Plinio il Vecchio erano suggerite diverse soluzioni per migliorare (?) lo splendore dei denti.

Sicuramente, voi indagatori dei “misteri”, nella dispensa avete conservate una testa di lupo, una di topo e una di lepre!

Non gettatele via ma mettetele sul fuoco e mescolatele con gusci di uovo ben polverizzati e – perché no? – anche un po’ di pietra pomice che offre sempre un discreto effetto abrasivo. Forse troppo…

Naturalmente il tutto usando uno spazzolino di legno o un rametto adatto allo scopo!

Ma il grande Plinio seniore suggeriva anche una “sicura” soluzione per il mal di denti. Mescolate un po’ di latte di capra con cuori di rana ben cotti nell’olio insieme a una manciata di lombrichi con l’indispensabile cenere della testa di una volpe.

Strofinate il disgustoso intruglio sui denti e il dolore passerà sicuramente!

Pazienza per quel po’ di mal di stomaco che potrebbe sopravvenire come collaterale effetto indesiderato…

Ma, si sa bene che “A mali estremi, estremi rimedi!”. Se le cure odontoiatriche non avevano prodotto risultati apprezzabili non rimaneva altra soluzione che l’estrazione del dente cariato con mezzi ben poco “soft”!

riprese ‘l teschio misero co’denti…

Dante, Inferno, XXXIII, v.77

In terra etrusca e all’ombra delle piramidi come se la cavavano con il “mal di denti”?

In Etruria…

Gaetano Bosso ha collaborato con Roberto Volterri ad alcune ricerche in loco e indica il teschio del Museo di Civita Castellana in cui si vede chiaramente la protesi d’Oro della seguente foto…

Nel Museo Archeologico di Civita Castellana, area etrusca, è conservato un teschio datato tra VII e VI secolo a.C. L’uomo possedeva una protesi odontoiatrica formata da quattro anelli d’Oro mentre un quinto anello costituiva una sorta di “ponte” realizzato di un “dentista” di ventisei secoli fa!

All’ombra delle Piramidi…

Sopra; all’ombra delle Piramidi così fu creato un “ponte” che ridette uno smagliante sorriso a qualche importante personaggio egizio.

In basso; i due fori praticati sull’osso mascellare di una mummia sono stati interpretati come testimonianza di un trattamento per un ascesso dentale.

Hesy-Ra, definito “Capo dei dentisti e dei medici”. Un vero “Primario” insomma…

Nel Medioevo…

uno immaginario studio dentistico nel medio evo

In alto, in epoca medievale non c’era molto da stare allegri quando si avvicinava il “dentista”! In basso, un antico documento che illustra i segreti di un’implantologia d’altri tempi…

Al di là d i uno “smagliante sorriso”, per concludere “in bellezza”, ecco una brevissima pausa fotografica, unicamente per illustrare il concetto di bellezza muliebre, femminile, in un lontanissimo passato…

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In alto; una bella ma strana statuetta trovata a Mehrgarh, risalente a III millennio a.C., ora esposta presso il Museo Guimet, a Parigi,. In basso; una ridondante “Venere steatopigia”, con tratti sessuali molto pronunciati, da alcuni studiosi rappresentanti le forme fisiche a quei tempi maggiormente apprezzate. Secondo altre correnti di pensiero esse avrebbero un valore religioso, magico, correlato al culto della fecondità.

 

(Roberto Volterri e Gaetano Bosso)

HAI PAURA DEI VAMPIRI?

ALLORA NON LEGGERE QUESTI LIBRI

… E TU…LO STAI LEGGENDO QUESTO LIBRO?

 

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3 commenti:

  1. Millevoj Irene

    Buongiorno, mi è arrivato il vostro libro. Bellissimo. Tutto a colori. Ricchissimo di illustrazione. Complimenti. Non vedo l’ora che facciate uscire il secondo volume.
    Irene Milleboj

  2. ilpuntosulmistero

    Gentilissima Signora Irene Millevoj, lei neppure immagina con quale piacere chi ora le scrive, insieme, agli altri autori, ha letto la sua lettera! E di tutto ciò la ringraziamo.

    I due volumi “Dal Tramonto all’Alba. Il Grande libro dei Vampiri” – oserei definirli una sorta di Enciclopedia a tutto campo su ogni cosa sia stata scritta (o soltanto“ mormorata”…) sui “Revenants”, sui “Non Morti”, sul “rosso fluido della Vita” – costituiscono una vera e propria “summa” degli argomenti che piacciono a noi, a lei e spero anche a molti altri lettori de “Il Punto sul Mistero” e che hanno letto uno dei libri più famosi, longevi e più ripubblicati dal lontano 1897, dando “immortalità” (mi pare proprio un’ottima occasione per usare questo termine!) al romanzo di Bram Stoker e creando un mito universale che ha esercitata grande influenza archetipica anche in ambito teatrale e cinematografico.

    “Dracula” ha il merito di aver trasformato le varie sfaccettature del Folklore europeo (anche dell’area slava, dell’Istria…) in una universale icona dell’horror sia in ambito narrativo che culturale, fungendo anche da “specchio” – con buona pace dei Vampiri che non li amano – delle “vittoriane” ansie verso il “diverso” e le “angustie” correlate all’emancipazione femminile e alla sessualità alquanto repressa tipica di quei tempi…

    Infine, la figura del Conte Dracula – nei moltissimi adattamenti teatrali e cinematografici – si è definitivamente trasformata dall’archetipo del “male assoluto” in una figura tormentata e romantica alla quale è quasi impossibile non affezionarsi.

    Come è accaduto a lei e a chi scrive, da lunghissimianni a questa parte…

    I due corposi Volumi sono definitivamente in stampa e, entro pochissimi giorni, saranno in vendita su Amazon.

    Roberto Volterri

  3. ilpuntosulmistero

    Buonasera, non riesco a trovare questi libri nelle librerie o on line. Potreste gentilmente indicare dove posso acquistarlo? Grazie.
    Irene Millevoj

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