I viaggi astrali su Marte di Helen Smith; di Giovanni Pellegrino.

 

Hélène Smith, pseudonimo di Catherine-Elise Müller (Martigny 9 dicembre 1861 – Ginevra 10 giugno 1929).

 

I viaggi astrali su Marte di Helen Smith.

di Giovanni  Pellegrino

 

Helen Smith sostiene di aver effettuato molti viaggi astrali sul pianeta Marte utilizzando le sue capacità medianiche.
Dobbiamo dire che nei racconti della medium svizzera troviamo una interessante descrizione del pianeta Marte e dei suoi abitanti.

Il pianeta Marte nell’immaginazione di scrittori e visionari (Elaborazione con IA di Giancarlo Pavat).

Marte era per i teosofi uno dei pianeti su cui doveva continuare il processo di reincarnazione di tutta l’umanità nell’evoluzione spirituale verso la Perfezione.

Helen Smith incontra su Marte per primo Astanè definito dalla donna svizzera un uomo illustre.
Astanè usa i suoi poteri magici per entrare in rapporto con la medium attraverso  lo spazio e il tempo .
Helen è influenzata particolarmente dalle concezioni della teosofia che era condizionata da una logica evolutiva che prendeva in prestito dalla teoria darwiniana.
Infiniti cicli di reincarnazione mutuali dal buddismo si fondevano con le istanze del moderno positivismo della scienza ufficiale di fine 800 .

Ma in che modo Helen descrive il pianeta Marte?

Secondo la medium è un mondo attraente e più progredito della Terra in cui circolano avveniristiche carrozze senza ruote ne cavalli .

Helen oltre a descrivere il pianeta Marte nei minimi particolari sostenne di essere anche in grado di parlare la lingua marziana.

Flournoy lo psicologo dell’università di Ginevra che studiò il linguaggio marziano utilizzato da Helen durante le sedute medianiche sostenne che tale lingua presunta marziana era stata partorita dalla sensitiva grazie a una elaborazione inconscia che gli prendeva in un certo modo l’infanzia delle lingue considerati dal punto di vista evolutivo.
Tuttavia altri studiosi non sono d’accordo con Flournoy .
Tali studiosi sostengono che una lingua strutturata come il marziano con una grafia codificata e tutto sommato coerente desinenze verbali sostantivi e aggettivi provvisti di genere maschile e femminile numero singolare e plurale verbi regolarmente coniugati e altro ancora non può essere una elaborazione inconscia.

Inoltre dal marziano ultra-marziano e uraniano spuntano di tanto in tanto elementi tratti da lingue orientali se non sempre dal Sanscrito.

Molti studiosi fanno notare che Helen aveva un forte interesse per le lingue e non a caso cosa ben insolita per una commessa dell’800 prendeva regolarmente lezioni di inglese e tedesco.
Altri studiosi che hanno preso in considerazione la lingua marziana di Helen hanno fatto osservare che tale lingua è un po’ incoerente e pasticciata cosa che non deve sorprendere più di tanto dato che Helen parlava il marziano in trans.
Ora dedicheremo un po’ di spazio alle visioni extraterrestri della medium svizzera.

Ma come cominciarono queste visioni del pianeta Marte provenienti da Helen ?

Tutto inizia senza preavviso quando in una seduta del 28 ottobre 1894 la medium conosce una vedova che da poco aveva perduto il figlio .
Naturalmente tale vedova sperava che la medium le potesse dare qualche messaggio del figlio.
Il mese successivo dopo le consuete crisi di nausea e la sensazione di galleggiamento Helen vede una stella che cresce sino a sovrastare la casa in cui avviene la seduta.

Ella disse di vedere tre pianeti cosicché chiese al tavolino dove mai si trovava e questo rispose: “Su Marte“.
La medium vide veicoli senza ruote né cavalli che scivolavano veloci seminando scintille .
Inoltre sui tetti delle case zampillavano giochi d’acqua .
Helen vide che all’interno di un abitazione c’era una bellissima culla che al posto della tendina aveva un angelo metallico ad ali aperte.
C’è da dire che i marziani non differivano nell’aspetto dai terrestri salvo che erano vestiti in maniera unisex con ampi pantaloni e una blusa molto stretta In vita richiamata all’orientale .

Il 2 febbraio 1896 durante una trans medianica Helen parlò a lungo con una donna che voleva farla salire a bordo di una piccola e strana carrozza come al solito senza ruote e cavalli .
Helen si innervosì perché la donna che prima le si era rivolta in francese parlò poi una lingua incomprensibile .
Poi la medium si rese conto che la lingua sconosciuta utilizzata dalla donna era proprio la lingua marziana .
Di lì a poco nel corso della seduta medianica anche Helen cominciò a parlare la lingua marziana .
Dopo ciò la medium cominciò a mimare gesti di cortesia marziana ampi e complessi movimenti con le mani e le dita accompagnati da inchini di riverenza di vario tipo.

La medium poi cominciò a sospirare fra i singhiozzi e infine si addormentò profondamente pronunciando parole in lingua marziana .
Flournoy che assisteva alla seduta medianica la invitò con gentilezza a parlare francese ma ella infastidita da tale richiesta continuò a parlare in lingua marziana.

Poi il 5 settembre 1896 Helen si alzò alle 03.15 del mattino preoccupata dal fatto che stava scoppiando un temporale .
La medium si sedette in fondo al letto e improvvisamente ebbe la visione di un paesaggio certamente strano pieno di personaggi particolari.

Ella raccontò che si trovava sulla riva di un bel lago marziano di colore rosa blu sul quale c’era un ponte giallo di materiale trasparente costituito di canne d’organo.

 

Una raffigurazione del presunto pianeta Marte secondo le visioni e i racconti della medium svizzera. (Elaborazione con IA di Giancarlo Pavat).

 

Il suolo marziano era di color rosa pesca e le donne presenti sul luogo indossavano cappelli piattti simili a stoviglie da tavola.
Su tale ponte stava in piedi un uomo scuro di pelle ovvero Astanè che assunse il ruolo di accompagnatore di Helen sul pianeta Marte.

Nella seduta del 2 novembre 1896 Helen Smith si trovava in trance medianica ,all’improvviso ella incominciò a parlare e disse di trovarsi su Marte .
Su tale pianeta ella udì persone parlare in lingua marziana riuscendo a capire tutto quello che i marziani dicevano .
Sempre in tale seduta medianica Helen vide e descrisse da fuori la casa di Astanè  poi piante con foglie  : Suolo montagne muri rossi ( il colore tipico di Marte) e poi piante con foglie color porpora .

La casa di Astanè aveva finestre provviste di stipiti a forma di tromba colorati di rosso scuro nonché finestre con tende turchesi e un insolito tetto giallo.
Astanè si fece avanti ed appariva come un uomo di pelle gialla tutto vestito di bianco.
A loro volta le case intorno erano dipinte in molti e contrastanti colori mentre le tende erano di un blu acceso .
Sempre in tale seduta medianica Helen vide e descrisse un’altra scenografia marziana ovvero color giallo lago verde rive colorate di grigio .
Alti campanili gialli svettavano dotati di angoli e di cime ornati di sfere rosa e blu .
le colline intorno erano rose mentre nella vegetazione simile a quella terrestre predominava il verde .
Gli edifici avevano spigoli e pennacchi rossi mentre le tende alle finestre erano turchine.
Sui tetti campeggiavano guglie gialle e si scorgevano anche bellissime merlature rosse.

 

 

Altra raffigurazione del presunto pianeta Marte secondo le visioni e i racconti della medium svizzera. (Elaborazione con IA di Giancarlo Pavat).

In questo scenario si aggiravano marziani che indossavano larghi cappelli bianchi e abiti rossi o scuri .
All’accompagnatore di Helen, Astanè si affiancava spesso una bestiola antipatica e molto dispettosa che incuteva paura ad Helen .
Agli occhi della medium comparivano anche orrende bestie acquatiche simili a enormi lumache che Astanè pescava con lenze di ferro nella seduta medianica del 28 novembre 1897 si manifestò il consueto alone rosso che introduceva le visioni marziane. 

 

Il “vero” pianeta Marte visto con il telescopio “Hubble” (Archivio IlPuntodelMistero).

La medium svizzera vide in quell’occasione una strada del pianeta Marte illuminata da lampioni murati sugli edifici.
All’interno di una casa Helen vide un ampia e bellissima sala quadrata assai illuminata adorna di piante bellissime .
Nel salone si aggiravano moltissimi alieni vestiti alla marziana belle ragazze dalle lunghe trecce che ricadevano sulla schiena con una farfalla rosa sulla testa .

I marziani andavano a mangiare e Helen notò che i piatti sulla tavola erano quadrati ed inoltre che i calici sembravano tazze da the .
Un cameriere portava in tavola in un grande vassoio un animale debitamente cucinato che somigliava a un gatto .
La visione del pranzo marziano s’interruppe bruscamente anche se Helen fece in tempo a vedere Astanè fare gli onori di casa tagliare l’arrosto per i suoi ospiti .
Come interpretare i viaggi astrali su Marte di Helen Smith alla luce della teosofia e dell’atmosfera sociale esistente a Ginevra a fine 800?

Dobbiamo dire che la teosofia sosteneva che il cammino verso la perfezione spirituale dovesse proseguire su altri pianeti del sistema solare. Secondo una logica pseudo darwiniana.
D’altra parte Helen Smith era interessata alla teosofia .
Ma cosa dire della lingua marziana utilizzata da Helen in alcune delle sue sedute medianiche?
Flournoy fa giustamente notare che il marziano di Helen era una vera e propria lingua fatta di suoni nettamente articolati di parole ben definite e dotate di un significato stabile e costante come avviene nelle lingue terrestri.
Inoltre Flournoy mette in evidenza che a volte nel marziano utilizzato dalla medium una stessa lettera esprime più suoni o allo stesso suono corrispondevano grafie diverse .
A dire il vero questo accade anche in alcune lingue terrestri basti pensare alla lingua inglese .
Infine lo psicologo ginevrino faceva notare che l’intonazione con la quale la medium pronunciava le parole in lingua marziana non era la stessa delle lingue europee a cui siamo abituati .
Flournoy parlava di un tono alto come quello della lingua cinese .
Si tratta della tendenza comune a varie lingue orientali a essere tonali alzare cioè toni alti e bassi che si alternano per realizzare differenze di significato delle parole che noi europei affidiamo ai suoni in quanto tali e non all’intonazione .
Concludiamo il nostro discorso mettendo in evidenza che la lingua marziana utilizzata da Helen era anche dotata di una grammatica dotata di senso .

                                                         

(Prof. Giovanni Pellegrino).

Il cratere Gale sul “Pianeta Rosso”. Nulla di più lontano dalla visioni della medium svizzera (Archivio IlPuntodelMistero).
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