Il “Diluvio universale”?
Oppure lo scontro tra due immensi abissi?
di Roberto Volterri e Gaetano Bosso
che mugghia come fa mar per tempesta…
(Dante, Inferno, V, XXIX)

1. “Nell’anno seicentesimo della vita di Noè, nel secondo mese, il diciassette del mese, proprio in quello stesso giorno, eruppero tutte le sorgenti del grande abisso e le cateratte del cielo si aprirono. Il diluvio durò sulla terra quaranta giorni…”. Ma forse non andò proprio cosi…
“… abbiamo trovato che la struttura rocciosa del fondale del Bosforo, oggi coperta da sedimenti fino a 20 metri sotto il livello del mare, ha proprio una profondità di circa 100 metri e risulta tagliata da profonde gole che sembrano prodotte da un rapido scorrimento d’acqua. […] inoltre, abbiamo individuato una superficie alluvionale a una profondità di circa 150 metri, ne abbiamo raccolto alcuni campioni sedimentari ed abbiamo potuto dimostrare che i sedimenti al di sotto della superficie erano tipicamente d’acqua dolce, e quelli al di sopra erano di acqua salata. Tutto sembrava portare alla conclusione che a quell’epoca il Mar Nero fosse stato inondato dal Mar Mediterraneo. Abbiamo analizzato anche conchiglie e fossili per datare l’inondazione: 5.600 anni prima di Cristo.”
Così ha scritto Walter Pitman, geofisica del Lamont-Doherty Earth Observatory in una ricerca effettuata insieme a William Ryan intitolata “An abrupt drowning of the Black Sea shelf “, pubblicata nell’aprile 1997 su Marine Geology.
In sostanza, durante qualche riunione con altri ricercatori interessati al biblico Diluvio Universale – tra i quali John Frederick Dewey, Maria Cita, Ken Shu – si discusse sulla possibilità che alla fine dell’ultima glaciazione, ovvero tra 20.000 e 4.000 anni fa, il notevole innalzamento del livello di alcuni mari, giunto fino a circa 120 metri, avesse superato qualche circostante struttura del terreno e si fosse riversato in un bacino non eccessivamente lontano…
“Alcuni di loro avevano da poco scoperto che cinque milioni di anni fa il Mar Mediterraneo si era completamente prosciugato, e si inondò successivamente in modo catastrofico.
Durante una conversazione, Dewey ci domandò se questo evento potesse essere all’origine della leggenda sul Diluvio Universale.
Naturalmente ci mettemmo a ridere, perché cinque milioni di anni fa non c’erano uomini che avrebbero potuto raccontarlo!
Ma cominciammo a discutere se un evento simile, cioè l’allagamento di un bacino prosciugato a causa di un incremento del livello del mare, fosse potuto accadere alla fine dell’ultima glaciazione, fra 20.000 e 4.000 anni fa. In questo periodo il livello del mare crebbe di circa 120 metri, ed è possibile che ci fosse qualche bacino marginale che si era prosciugato, e che il mare avesse potuto superare qualche passaggio e inondarlo.”
In pratica, i due scienziati mostravano anche le prove da loro ottenute riguardo ad una immensa inondazione avvenuta attraverso quello che oggi chiamiamo Stretto del Bosforo, area geografica dove, per inciso, è stato anche il Brigadiere dei Carabinieri Gaetano Bosso che i lettori de “Il Punto sul Mistero” già ben conoscono per alcuni recenti articoli di archeologia.

2-3. Sopra e successiva. Gaetano Bosso – ovviamente qui non in terra “tra Oriente e Occidente” ma in area molto più vicina! – ha messo a punto il Metal Detector per qualche futura ricerca…

I due geologi hanno dimostrato che in epoca glaciale lo scioglimento di immense quantità di ghiaccio avrebbe invaso sia il Mar Nero che il Mar Caspio, trasformandoli in una vastissima distesa d’acqua dolce (salinità bassissima) a discapito del livello del mare (salinità circa 37 grammi/litro) che si era abbassato.
Le acque dolci dei laghi si sarebbero poi riversate nel Mar Egeo.
Infine, ritiratisi i ghiacciai, tutti i fiumi che si riversavano nel Mar Nero trovarono diverse destinazioni verso il Mar del Nord mentre il livello del Mar Nero, a causa dell’inevitabile evaporazione, si abbassava.

4. Secondo l’ipotesi Ryan-Pitman, l’espandersi del Mar Nero ai nostri giorni dopo il “Diluvio” o meglio ciò che sarebbe avvenuto a partire dal 5.600 a.C, area interna più scura.
In definitiva, in un periodo intorno all’anno 5.600 a.C. – altre fonti riportano 7150 a.C. o intorno all’8500 a.C. – le acque del Mediterraneo esondarono oltre il Bosforo ingrandendo quello che prima era il Mar Nero alterando irreversibilmente il contenuto salino e mostrando sul fondale… “profonde gole che sembrano prodotte da un rapido scorrimento d’acqua…”
Naturalmente altri studiosi sostengono che fu il Mar Nero a riversarsi nel Mediterraneo, e in modo non catastrofico!
Ma non c’è da sorprendersi poichè questo avviene quasi sempre nel mondo della Scienza…
5. “… eruppero tutte le sorgenti del grande abisso e le cateratte del cielo si aprirono…”.
Genesi 7,1

6. “…profonde gole che sembrano prodotte da un rapido scorrimento d’acqua…”
Potremmo aggiungere che Robert Ballard, ben conosciuto esploratore oceanografico, ha condotto ricerche nel Mar Nero rinvenendo molte prove sulla presenza di un’antica inondazione preistorica, ipotizzando quindi una più che possibile correlazione con il mito del Diluvio Universale.
Durante le sue ricerche sono state infatti individuate indizi che suggeriscono un rapido innalzamento del livello delle acque, quali strutture umane sommerse a circa cento metri di profondità, conchiglie, valli fluviali da tempo immemore sommerse e strutture chiaramente frutto di presenze antropiche, ricerche poi descritte nel libro “L’esplorazione degli oceani. Dalla scoperta del Titanic alla teoria del diluvio universale“.

7-8. Non avendo avuta la possibilità di esplorare… l’area del Bosforo, Roberto Volterri si è consolato dedicandosi a lungo all’archeologia subacquea rinvenendo in Sardegna, nelle acque di Porto Ottioliu, anche questo grande Dolium alto circa due metri (a sinistra). Ma, insieme a Giancarlo Pavat e altri membri del gruppo “Mistery Team” de IlPuntosulMistero, di recente, ha percorso per due volte (quattro contando l’andata e il ritorno) anche il lungo, non facile, cunicolo ipogeo dell’emissario del Lago di Nemi.

9. L’immagine della Spedizione del “Mistery Team” del 25 luglio 2020, nell’Emissario del Lago di Nemi. Al centro si riconosce il professor Roberto Volterri, all’estrema destra, Giancarlo Pavat (Foto Marisa D’Annibale).
Quei lontani eventi di molti millenni di anni fa sono veramente andati così sono veramente andati così?
Il Bosforo, ponte tra Oriente e Occidente.
E Atlantide…
Il Bosforo è uno stretto di circa 30 Km che separa l’Occidente, tutta l’Europa, dall’Oriente, l’Asia, dividendo letteralmente tra due continenti anche la bella città di Istanbul, l’antica Costantinopoli fondata dell’imperatore Costantino nel 330 d.C. sulle rovine di Bisanzio.
In pratica, il Bosforo è un vero e proprio ponte tra diverse culture, tradizioni e vicende storiche.
E tra le vicende storiche sulle quali da tempo immemore si narrano infinite ipotesi non poteva mancare anche Atlantide e la sua repentina e sconvolgente scomparsa.
“Davanti a quella foce che viene chiamata, come dite, Colonne d’Eracle, c’era un’isola. Tale isola, poi, era più grande della Libia e dell’Asia messe insieme, e a coloro che procedevano da essa si offriva un passaggio alle altre isole, e dalle isole a tutto il continente che stava dalla parte opposta, intorno a quello che è veramente mare… In tempi successivi, però essendosi verificati terribili terremoti e diluvi, nel corso di un giorno e di una notte, tutto il complesso dei vostri guerrieri di colpo sprofondò sotto terra, e l’Isola di Atlantide, allo stesso modo sommersa dal mare, scomparve.”

10. “… essendosi verificati terribili terremoti e diluvi, nel corso di un giorno e di una notte, tutto il complesso dei vostri guerrieri di colpo sprofondò sotto terra, e l’Isola di Atlantide, allo stesso modo sommersa dal mare, scomparve.”
Così leggiamo nel Timeo e nel Crizia, dialoghi di Platone scritti intorno alla metà del IV secolo a.C.
Confesso che intorno al “Mito di Atlantide” sono nate infinite ipotesi a partire dalla fine del XIX secolo, nel 1882, in seguito alla pubblicazione di un libro di Ignatius Donnelly, “Atlantis: the Antidiluvian World”.
11-12. Sopra. L’edizione italiana del libro di Ignatius Donnelly (foto in basso).

Naturalmente anche il celebre gesuita Athanasius Kircher, un vero “tuttologo” del XVII secolo, non perse l’occasione per mostrare la sua vastissima conoscenza di tutto lo scibile umano.
A volte con qualche nostra inevitabile perplessità…
Così nel suo libro dedicato ad una Geologia che ancora doveva nascere, “Mundus Subterraneus”, Kircher pubblicò un’inconsueta collocazione geografica di quella che il nostro gesuita riteneva essere la scomparsa Atlantide.

13. “Situs Insulae Atlantidis, a mari olim absorpte ex mente Aegyptiorum et Platonis descriptio”, ovvero “Descrizione della posizione dell’isola di Atlantide, un tempo assorbita dal mare, secondo il pensiero degli egiziani e di Platone”. Mappa immaginaria di Atlantide pubblicata ad Amsterdam nel 1665, orientata con il Nord verso il basso, l’Africa a sinistra e l’America a destra.
Però, nei molti libri da me consultati, Atlantide è collocata un po’ ovunque sull’orbe terracqueo.
Ad esempio, nel Settembre del 2000 Robert Ballard, nel Mar Nero, alla profondità di 90 metri, a 12 chilometri dalle coste della Turchia, individuò molti manufatti in pietra e anche ciò che restava di un edificio rettangolare con grandi tavole ben conservate che forse ricoprivano le costruzioni.
Ma Atlantide sarebbe stata individuata anche in una zona che ben conosco, il Circeo.
Questa inconsueta ipotesi di una “Atlantide Tirrenica” – in base alla quale il Circeo, Gaeta e le isole Pontine avrebbero fatto parte di un ampio continente sommerso – fu sostenuta negli Anni Trenta dal medico e ricercatore indipendente Evelino Leonardi.
Nel libro si sostiene anche che le terre emerse di Atlantide avrebbero collegato le attuali regioni di Lazio e Toscana…
14-15. Il libro di Evelino Leonardi in cui il ricercatore sostiene che Atlantide fosse localizzata nei mari antistanti il promontorio del Circeo comprese le Isole Pontine. In basso, uno scorcio dell’affascinante promontorio.

E potrei proseguire a lungo, molto a lungo, con le varie ipotesi riguardo alla vera collocazione geografica di Atlantide, una volta storicamente accertata la sua esistenza storica.
Ma la ricerca delle fonti non sarebbe facile e quindi ne riparleremo in altra occasione…
(Roberto Volterri e Gaetano Bosso)
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