IL MIRACOLO DELLA MADONNA DELLA NEVE. CHE COSA ACCADDE DAVVERO A ROMA IL 5 AGOSTO DELL’ANNO DEL SIGNORE 358? di Roberto Volterri

IL MIRACOLO DELLA MADONNA DELLA NEVE.

CHE COSA ACCADDE DAVVERO A ROMA IL 5 AGOSTO DELL’ANNO DEL SIGNORE 358?

di Roberto Volterri

Una misteriosa “nevicata” a Roma, d’estate…

Un affermato pittore, molti secoli dopo la metà del IV secolo, leggendo uno scritto di un domenicano, Fra’ Bartolomeo, Legato papale e Priore del Convento di San Lorenzo a Trento, decide di immortalare uno stranissimo evento accaduto in piena estate a Roma: una nevicata che ricopre di una consistente coltre bianca una vasta porzione di terreno sul Colle Esquilino.

Quel pittore era Masolino da Panicale, il suo suggestivo dipinto è ora conservato a Napoli nel Museo di Capodimonte e ciò che esso raffigura ha fatto versare fiumi di parole non solo a cultori di Storia dell’Arte ma anche a studiosi convinti che quella “neve” era qualcosa di ben altro e che a Roma nevica molto, ma molto raramente e certamente non in pieno Agosto!

Parola di chi scrive queste note, nell’Urbs aeterna da sempre…

1. Masolino da Panicale, “Fondazione di Santa Maria Maggiore”, dipinto tra il 1423 e il 1428, facente parte di un trittico noto anche come “Il Miracolo della Madonna della Neve”. Napoli, Museo di Capodimonte. Papa Liberio traccia sulla “neve” il perimetro di quella che sarà la basilica di Santa Maria Maggiore.

Di Tommaso di Cristoforo Fini, detto Masolino, nato nel 1383, abbiamo le prime notizie certe solo intorno al 1423 quando, ormai in età matura, si iscrive alla Corporazione dei Medici e degli Speziali, di cui facevano parte anche i pittori dato che trattavano materie chimiche, cioè i pigmenti con cui fabbricavano i colori. Fu dal Vasari definito uno dei più bravi rinettatori – cioè pulitori e cesellatori delle formelle in bronzo usate nelle fusioni artistiche – al servizio del Ghiberti. Iniziò a dipingere nel 1402, a Firenze, e, sempre a Firenze, ricompare, ormai quarantenne, dopo aver viaggiato a lungo e aver soggiornato, secondo il Vasari, anche a Roma. Dove, forse, ebbe notizia proprio di quel “miracolo” che sei anni dopo dipinse per il Trittico della Madonna della Neve, insieme a Tommaso di Ser Giovanni di Monte Cassai, più noto come Masaccio, e al meno illustre Paolo Schiavo.

2. Particolare della “neve” che sarebbe caduta dalle “nuvole” il 5 agosto dell’anno 358. Neve ad Agosto, a Roma?

“Come avrebbe potuto un Masolino da Panicale – si chiede l’amico dottor Pinotti nel suo Angeli, Dei, Astronavi (Oscar Mondadori,1996 ) –  descrivere l’avvistamento di UFO e la relativa caduta di “bambagia silicea” (sì, proprio la “neve”! N.d.A.) su Roma in un’epoca in cui tutto ciò che si scostava dal “conosciuto” era considerato stregoneria o miracolo?”. Indubbiamente, il modo migliore, più scevro da “pericoli”… e roghi era proprio quello adottato da vari artisti dell’epoca (intendiamo il XV secolo e poco oltre), inquadrando il tutto in una dimensione mistica, religiosa.

Cosa può aver letto o sentito narrare, il nostro Masolino riguardo a quell’impossibile nevicata estiva avvenuta in una notte di Agosto di molti secoli prima, come ci tramanda Bartolomeo da Trento nel suo Liber epilogorum in gesta sanctorum e che indusse Papa Liberio, nella seconda metà del IV secolo,  a tracciare il perimetro dell’area su cui poi fu edificata la basilica di Santa Maria Maggiore?

Chi scrive ha continuato a cercare in manoscritti, in cronache del tempo, più precisi indizi sugli avvenimenti, sugli “avvistamenti”, che dettero spunto a vari artisti per produrre opere pittoriche… in odor di UFO: limitiamoci per ora, ad analizzare l’opera di Masolino, sia con l’occhio dello studioso del passato, sia – come avvenuto nel libro I.F.O. Oggetti Volanti Identificati? – con la “lente informatica” fornitaci dall’onnipresente Computer e dai sofisticati programmi d’analisi di immagine.

La neve – nel dipinto oggetto del nostro studio e ben visibile presso il Museo di Capodimonte (Napoli) – cade da una nuvola allungata, quasi sigariforme (non ne ho il coraggio, ma se lo avessi la definirei… astronave madre) sotto e dietro la quale sono visibili delle nuvole più piccole, ben delineate nei loro contorni come – evidenzia ancora Roberto Pinotti… e io con lui – la maggior parte dei dischi diurni muniti di cupola.

Sarebbe interessante comparare – soprattutto ricorrendo alle citate tecniche d’analisi di immagine – alcune di queste “nuvole” del Masolino con alcune fotografie di “dischi diurni”, come, per esempio, quella scattata a Firenze nel 1954, mentre altra neve, o meglio, bambagia silicea, cadeva su questa città. Mi sono limitato in queste poche pagine a  eseguire un raffronto con una delle ben note foto di un altro disco diurno, scattate il 5 giugno 1955 nel cielo di Namur (Belgio).

3. Foto di un Oggetto Volante Non Identificato scattata il 5 giugno 1955 nel cielo di Namur (Belgio).

4. “Nuvola” – quella all’estrema destra del dipinto, vicina al cornicione dell’edificio – che più assomiglia ad un “Oggetto Volante (non) Identificato”, insomma… ad un UFO discoidale.

5-6. Filamenti bianchi simili a “neve” caduti in varie circostanze da strani Oggetti Volanti non Identificati. Qualcosa di simile accadde alle ore 15.27 di mercoledì 27 ottobre 1954 mentre si giocava la partita di calcio Fiorentina-Pistoiese, sospesa per un certo tempo poiché tutti gli spettatori osservavano le evoluzioni di strani dischi da cui cadeva una bambagia bianca che, analizzata dal professor Giovanni Canneri presso l’Istituto di Chimica Analitica dell’Università di Firenze, risultò composta da Boro, Silicio, Calcio e Magnesio.

7. Ore 15.27 di mercoledì 27 ottobre 1954 mentre si giocava la partita di calcio Fiorentina-Pistoiese strani oggetti discoidali evoluivano in cielo lasciando cadere quella che poi è stata denominata “bambagia silicea”. Forse la stessa sostanza che cadde a Roma in un lontanissimo agosto del 358 d.C.

Torniamo però al titolo di questo breve articolo, di questo nostro incontro con le testimonianze, alcune indiscutibili, altre… un po’ meno, di una realtà probabilmente “aliena”.

Perché intitolare in modo direi provocatorio, questo approccio allo studio di tutte quelle antiche testimonianze, lasciateci con l’intenzione di inviare un messaggio ai posteri o lasciateci  unicamente come frutto dello sbalordimento, della meraviglia di chi aveva osservato qualcosa ben al di là della comune, quotidiana esperienza?

Perché  “La Scienza è Verità. Non lasciatevi ingannare… dai fatti !” è il primo comandamento del famoso Decalogo dello Sperimentatore che non manca, o non dovrebbe mancare, in qualsiasi laboratorio di ricerca degno di questo nome!

E, infatti, non mancava nel mio studio presso l’Università ove, come archeologo, mi sono per anni occupato, tra l’altro, di “archeometallurgia”, cioè di analisi su reperti metallici mediante sofisticate tecniche come la Microscopia Elettronica a Scansione, la Microanalisi a Dispersione di Energia e altre… piacevolezze del genere!

8. Roberto Volterri nel suo studio all’Università, con alle spalle un buon numero di immagini riguardanti curiosi oggetti che in un lontano passato forse evoluivano nei nostri cieli e che furono immortalati da alcuni celebri pittori. Compreso Masolino da Panicale e il suo strano dipinto…

Perché, pur avendo infinita stima per gli aspetti più “scientifici” della “Conoscenza” in senso lato, pur apprezzando oltremodo il cosiddetto “metodo galileiano”, pur avendo fiducia “quasi” cieca nella Dea Ragione, ogni tanto – da molto, molto tempo! – mi pongo qualche sano dubbio…

E se ci fosse veramente qualcosa di vero nei ripetuti avvistamenti di Oggetti Volanti Non Identificati, ossia i “famigerati” UFO ?

E se  inconsuete rappresentazioni pittoriche, qua e là da me rintracciate  o scoperte da altri… “illusi” come chi scrive queste note, fossero veramente la testimonianza – queste sì al di là di ogni sospetto! – che nei secoli, o addirittura nei millenni passati, qualcosa  costruito da mani aliene ha solcato i cieli di questo “quasi insignificante” terzo pianeta, posto ai margini di una Galassia – suvvia, non di “prima grandezza”! – sperduta in un Universo senza fine?

E allora i dubbi si moltiplicano, le perplessità sulle verità scientifiche rivelate si estendono a dismisura e affiora, più impellente che mai, il desiderio di “diffondere” tali sani Dubbi, di combattere alcune Certezze, di cercare di fare – e di far fare – un  altro piccolo passo verso l’affascinante ipotesi che oggi si fa fatica a ritenere ancora tale, per la quale non saremmo soli nell’Universo, ma ogni tanto, ai giorni nostri come ieri, qualcuno… viene a farci visita.

Per concludere questo brevissimo approccio alle ricerche su tracce di presenze “aliene” in un lontano passato, in tempi non sospetti, vorrei solo riportare anche l’immagine di un celeberrimo dipinto conservato a Firenze, Palazzo Vecchio, Sala di Ercole, Loggiato di Saturno,  in cui un pastore – insieme al suo cane che… abbaia! – osserva un curioso oggetto discoidale, molto luminoso, mentre evoluisce in cielo. Un altro pastore – da chi scrive evidenziato con un diffuso software per il trattamento di immagini – osserva, seduto insieme alle sue pecore – ciò che in cielo avviene…

9. Particolare di un dipinto attribuito a Sebastiano Mainardi (1460 – 1513), ma anche ad altri pittori tra i quali Jacopo del Sellaio conservato a Firenze, in cui è raffigurato un oggetto discoidale osservato da due pastori e un cane che ad esso abbaia. Cos’era l’oggetto evoluente in un cielo mai attraversato da “oggetti” costruiti da mano umana?

10-11. Sopra, l’altro osservatore seduto tra le sue pecore e sotto l’oggetto, molto luminoso, osservato dai due uomini e dal cane… che abbaia a qualcosa di concreto, non ad un’entità astratta!

 

Chi ha scritto queste pagine, insieme a Giancarlo Pavat e Alessandro Middei, da tempo sta mettendo a punto la stesura di un libro in cui saranno illustrate molte opere d’arte del passato ove alcuni artisti hanno inseriti “particolari” che possono essere giustificati sia da chi si occupa seriamente di Storia dell’Arte e di Simbologia, ma lasciano anche ampio spazio a chi – pur rispettando il pensiero altrui – desidera analizzare degli elementi che appaiono molto anacronistici, forse alla mente dell’artista suggeriti da “qualcosa” che era stato veramente osservato, qualcosa che evoluiva nei cieli in cui nulla realizzato da mano umana si era mai allontanato dalla superficie del pianeta.

“Esistono due possibilità: o siamo soli nell’universo o non lo siamo. Entrambe sono ugualmente terrificanti.”

(Arthur Charles Clarke (1917 – 2008), scienziato al quale dobbiamo anche il celebre film “2001, Odissea nello spazio”, tratto dal suo racconto “La Sentinella”)

(Roberto Volterri)

12. E ora come faccio a convincere tutta questa gente che ad Agosto, a Roma, non può nevicare ma che ho soltanto lasciato aperto uno sportello del motore della mia Navicella Spaziale a Energia Quantistica?

LEGGERE FA SEMPRE BENE…..

SONO FINALMENTE ORDINABILI

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ROBERTO VOLTERRI, GIANCARLO PAVAT,

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