Il “misterioso” Maripara di Formello A due passi da Roma, una strana statua… di Roberto Volterri

Il “misterioso” Maripara di Formello

A due passi da Roma, una strana statua…

di Roberto Volterri

Sì, appena “fuori porta”, immerso nel verde del Parco di Veio, c’è l’ameno paese di Formello e qui, nel Museo dell’Agro Veientano, fa bella mostra di se una curiosa “statua “parlante”, da tempo immemore denominata “Maripara”.

All’autore di questo articolo è apparso interessante iniziare una ricerca su questo “Pasquino” paesano, su questa statua non conosciutissima, dove in tempi non lontani, qualcuno, di soppiatto, affiggeva mordaci rime contro – si fa per dire… – il parroco, il Sindaco, il Maresciallo dei Carabinieri, insomma, contro… tutti!

Così, avendo la possibilità di fare ricerche d’archivio nella documentazione conservata presso il Comune del paese, intrapresi un interessante, curioso, istruttivo “viaggio” a ritroso nel tempo.

dopo l'immagine

1. La statua del Maripara – integra… — in un foto di molto oltre mezzo secolo fa. A destra Bruno Sbardella, allora Sindaco del paese.

Un “viaggio”, dicevo, che è apparso sin da subito difficile perché del formellese Maripara” ben poco riuscivo a trovare, salvo le poche, utilissime ma didascaliche osservazioni fatte nel corso degli anni da chi si era occupato dell’archeologia nell’Agro Veientano e in particolare di ciò che gravitava intorno alla famiglia Chigi.

Poi, piano piano, sono emerse testimonianze orali, ricordi da tempo sepolti veramente nei labirinti della memoria, negli archivi comunali, nelle antiche Delibere Consigliari ed allora… un po’ più di luce è apparsa all’orizzonte e, finalmente, questo breve articolo – che tutto vuole apparire tranne che esaustivo! – ha preso vita e ha fatto nascere un ben documentato libro sull’argomento.

L’autore di queste pagine si augura che lo stile volutamente “non accademico” ma “colloquiale” di questo articolo contribuisca a non annoiare (più di tanto…) il lettore e invece dia lo spunto affinché il “Maripara” di questo graziosissimo paese trovi più ampio spazio nella vita culturale del paese, nella memoria delle locali Istituzioni, nei ricordi dei cittadini che hanno la possibilità di dargli una rapida, magari incuriosita, occhiata lì, nel Palazzo Chigi dove egli, solingo, da anni riposa. Ma anche dei cittadini dell’Urbs aeterna, di Roma che è veramente “ a due passi” da Formello.

2. L’antico paese di Formello – poco più di un quarto d’ora dal centro di Roma! – ospita la statua del “Maripara” e quella definita “Imperatore”, utilizzate in passato come “Grilli Parlanti” che avevano lo scopo di contestare il Sindaco, il parroco, le guardie, un po’ tutti…

undefined

3. Il Cardinale Flavio Chigi (1631-1693), cultore di studi umanistici e promotore di scavi archeologici nella campagna romana che fecero emergere alcune belle statue, tra le quali anche il “Maripara”

No, ripeto, non è stato facile.

Non è stato affatto semplice reperire in tempi relativamente brevi dettagliate notizie, inedite immagini, testimonianze dirette e indirette sulle vicende che hanno accompagnato il “Maripara” di Formello a partire da quei lontani giorni in cui da un terreno di quello che oggi definiamo “Parco di Veio” emersero alcune statue a seguito della campagna di scavi – definiamola così – promossa dal cardinale Flavio Chigi (1631 – 1693), evidentemente appassionato cultore di studi di carattere umanistico.

Flavio Chigi fu Prefetto della Sacra Congregazione della Salute, Prefetto presso il Tribunale dell’Apostolica Segnatura di Giustizia, Bibliotecario di Santa Romana Chiesa e Prefetto presso la Sacra Congregazione dei Confini dello Stato della Chiesa.

Ma molto altro ancora…

Verso la seconda metà del XVII secolo Flavio Chigi elegge il paese di Formello a sua residenza privilegiata, dimorando nel bel palazzo che da lui prende il nome e, nei periodi estivi, anche a Villa Versaglia ch oggi, purtroppo, necessita di consistenti interventi di recupero…

Versaglia a Formello

4. Villa Chigi Versaglia, la piccola Versailles di Formello ora, purtroppo, in “non eccellenti” condizioni…

Versaglia

5. La bella torre colombaia” costituiva l’ingresso della villa. All’interno c’era anche una cappella con dipinti di Giovan Angelo Canini, dedicata a San Francesco di Sales. Per ulteriori, utilissime, notizie di queste zone a pochissimi chilometri da Roma suggerirei un’occhiata anche al sito https://campagnanoedintorni.it/villa-chigi-versaglia-a-formello/

Ma lo spunto che ha dato l’avvio a questa ricerca è stato l’accostamento tra la statua del “Maripara” e le sei “Statue parlanti”, Pasquino in primis, che fungevano da lapidei, quasi innocui ma non per questo meno efficaci, “Grilli Parlanti” di una tardo cinquecentesca Roma in cui ad ogni piè sospinto nasceva l’occasione per criticare questa o quella decisione del Papa, l’inefficienza del locale Prefetto, le angherie del potente politico di turno.

Insomma delle piccole o grandi prepotenze di quella che da sempre viene definita “Casta”.

A parte varie testimonianze raccolte tra le persone più anziane di Formello qualcuno ricordava infatti che, similmente a quanto avveniva a Roma tra “Pasquino” e “Marforio” o “Lucrezia”, il “Maripara” e l’”Imperatore” ricevevano e “si scambiavano” messaggi di protesta , come si può leggere anche sul sito web della Pro Loco di Formello (www.prolocoformello.org)

La curiosa statua appare – mi sia ancora concesso un ultimo pindarico “volo”! – come una “vivente Cornucopia”, un indiscutibile simbolo di abbondanza, di fecondità, di vita…

Ma anche – e fra poco vedremo il perché – una sorta di simpatica “Statua parlante” analoga a quelle ben più note statue che fecero venire il sangue amaro alla Roma dei “potenti” del XVI secolo. E anche dopo…

Chi curò la sistemazione del “Maripara” sulla piazza antistante la porta di Formello?

Da dove proveniva il barbuto, rozzo ed irsuto Priapo figlio di Afrodite, la dea della bellezza, e di Dioniso?

Qualche utile notizia si può trovare negli archivi formellesi e io proèrio lì ho “scavato” per rintracciare ogni possibile informazione che fosse in grado di farmi ricostruire le vicende che hanno accompagnato fino ai nostri giorni il “Maripara”…

La statua, databile nel 150 – 175 d.C. ca. scrive la dottoressa Iefke J. van Kampen, Direttrice del Museo dell’Agro Veientanoconsiderando la sua grandezza, originariamente probabilmente raffigurava una statua di culto e dovrebbe provenire da un tempio ionico sul pianoro di Veio (forse da collegare al toponimo Campetti), frutto degli scavi del periodo 1661- 1669 del Cardinale, descritti da Pietro Santi Bartoli. La prima di una coppia di Dij degli Orti portava frutti come segno di fertilità, simboleggiata anche dalla connotazione sessuale maschile e femminile. La statua è stata oggetto di restauri seicenteschi probabilmente da attribuire a Baldassarre Mari – e così sappiamo finalmente chi ha messo mano alle prime cure, ”di pronto soccorso”, alle statue! – come testimonia la descrizione degli interventi pagati il 19 novembre 1662, la quale calza alla perfezione quanto oggi conservato e quanto mancante, con le grappe degli interventi dell’epoca come testimonianza…”.

“La statua del Maripara è per Formello quello che la statua di Pasquino era per Roma – dove la “Congrega degli Arguti” lasciava “messaggi” sull’attualità del giorno. I sacrofanesi nel passato chiamavano i formellesi “I grilli parlanti” per i tanti grilli che cantavano nella campagna circostante. E come grilli parlanti con la Maripara di Formello si firmavano i “Pasquino” di allora.”.

(https://www.archeoares.it/musei/formello/museo-dellagro-veientano/)

marip piazza palm 2 ok

6-7. In alto,  il “Maripara” – da tempo privato della sua più vistosa “caratteristica”… – fino al 1914 faceva bella mostra di sé in Piazza Donato Palmieri, all’epoca Piazza Nazionale. Sotto, disegno attribuito a Carlo Fontana, degli anni 1666- 1668, in cui si intravede, indicato dalla freccia, il “Maripara”.

mar dipinto formellofreccia

dopo l'immagine

8. Il “Maripara” all’ingresso del paese di Formello, nella piazza ora dedicata al pittore Donato Palmieri, ai primi del Novecento

I Chigi a Formello. Il feudo, la storia e l'arte. Catalogo della mostra (Formello, 24 novembre-31 dicembre 2009)

9-10. Sempre ai primi del Novecento, osservando il “Maripara” in primo piano, appare chiaro – come risulterebbe anche da mie indagini in merito – che il Priapo non potesse più vantarsi della sua principale “caratteristica” virile. Immagine successiva, il Catalogo della Mostra tenutasi a Formello nel 2009.

Ciò che ho scritto qualche rigo fa, ovviamente, echeggia quanto ho avuto occasione di leggere nel Catalogo della Mostra “I Chigi a Formello. Il feudo, la storia e l’arte” tenutasi a Roma alcuni anni fa…

“La statua del Priapo a grandezza naturale, una delle due statue “simbolo” di Formello tanto da aver dato il soprannome di ‘maripare’ alle donne di Formello, fin dagli anni del Cardinale Chigi era posta all’ingresso del Borgo”.

Ipse dixit dunque!

Ma perché “Grilli Parlanti” nella più positiva accezione del termine, ovviamente?

Perché il Grillo Parlante, immaginario personaggio dell’indimenticabile “Le avventure di Pinocchio” di Collodi, ammonisce il poco avveduto, presuntuoso, impertinente, sfrontato e forse anche un po’ arrogante burattino, impersonando così la voce della coscienza, della saggezza delle persone di buon senso. A volte stanche di sopportare la prepotenza e l’altezzosità di personaggi nei confronti dei quali Madre Natura sia stata molto parca nel distribuire neuroni e ancor più distratta nel collegare le loro evanescenti sinapsi…

Grilli Parlanti”, quindi, nell’accezione che gli abitanti del vicino paese di una Sacrofano d’altri tempi chiamavano qualunque abitante di Formello, non solo a causa dei tanti simpatici ortotteri che “cantavano” nella campagna circostante (anche in quella di Sacrofano, supponiamo!), ma come “voce interiore” del popolo che avrebbe voluto portare i “potenti” a riflettere sul loro arrogante operato. Sia il “potente” rappresentato dal Papa, sia esso identificato nel regnante di turno o dal Capo della locale Gendarmeria.

Senza remora alcuna!

Per scrivere un mio libro, da cui ho preso spunti per questo articolo, si è reso necessario “intervistare” molti personaggi della vita formellese depositari, a vario titolo, di informazioni difficilmente rintracciabili nell’esigua letteratura sulla statua di Priapo – ma sì, l’itifallico “Maripara” del paese! – che apparve “oscena” agli occhi dei placidi abitanti di una Formello di fine Seicento. Turbando i sonni e agitando i sogni degli ingenui paesani e delle operose paesane.

Ovviamente per ragioni “molto diverse”, da caso a caso…

Forse un po’ più semplice è stato il reperimento di dettagli e fotografie relative al restauro più recente, eseguito dall’ottimo artigiano Pietro Bassanelli il quale mi ha molto gentilmente ricevuto e mi ha fornito precisi dati sulle fasi della ricostruzioni di alcune parti mancanti della statua, oltre a fotografie da lui stesso eseguite durante ogni fase del restauro.

Al più che cortese Bassanelli ero arrivato tramite l’artista formellese Vinicio Prizia, autore sia di un bel dipinto raffigurante il “Maripara” sia della testa in gesso da apporre sulla statua divenuta acefala in qualche fase della sua complessa storia. La testa in gesso non venne a suo tempo opportunamente utilizzata ed è ora irreperibile mentre il dipinto sosta da tempo in qualche magazzino comunale…

Altre interessanti notizie le hanno fornite Giancarlo Venanzi che si occupò del primo restauro del “Maripara” nei primissimi anni Sessanta, l’argutissimo Valentino Lancianese – per alcune divertenti “mariparate” – e Maurizio Rapagnani, responsabile della conservazione degli antichi documenti formellesi, in particolare per la consultazione di alcuni significative Delibere Consigliari del XVII secolo.

In definitiva, durante le ricerche d’archivio, durante i contatti con i cortesissimi paesani, durante le mille telefonate e gli appuntamenti ai quali mi sono recato spesso … mi sono divertito moltissimo.

E questo, per ora, è più che sufficiente! In fin dei conti… “civis romanus sum”!

Il “Maripara” e qualche suo “fratello”

Ed ora un breve excursus – una sorta di archeologico “book fotografico” – su altre immagini relative a “Priapi-Maripara”, abbastanza simili alla statua di Formello, e a raffigurazioni del solo “Priapo” senza altri dettagli iconografici che lo farebbero assomigliare alla “vivente” Cornucopia formellese.

Il “Maripara” formellese ha una discreta compagnia qua e là per il mondo…

Ad esempio, presso i Musei Vaticani è visibile una statua del tutto simile a quella di Formello, forse un po’ più ricca di frutti che sembrano essere sorretti dalla mano sinistra mentre la destra è mutila.

Anche il panneggio del vestito e l’acconciatura dei capelli sembrano seguire canoni stilistici un po’ più elaborati ma nel complesso essa può messere considerata degna parente stretto del “nostro” Maripara.

dopo l'immagine

11. In alto, il “Maripara-Priapo” conservato presso i Musei Vaticani. Sotto, Il Priapo conservato nel Museo Archeologico di Sousse (Tunisia).

dopo l'immagine

12. A Sousse, in Tunisia, presso il locale Museo Archeologico esiste anche un altro “Maripara” che, per sua fortuna, non ha subito l’onta di venire evirato da qualche benpensante del posto, anche se la statua è acefala.

Il panneggio del vestito appare più elaborato dei precedenti e l’offerta di fiori e frutti sembra opera di uno scalpellino particolarmente attento ai dettagli…

Spostiamoci ad Efeso e anche lì troviamo un “Maripara” acefalo ma nel pieno esercizio della sua esuberanza e delle sue “funzioni” poiché anche per lui la dea Fortuna ha posato, “ove” necessario, il suo benevolo sguardo affinché la caratteristica itifallica rimanesse… al suo posto.

La statua si trova in ciò che rimane di un antichissimo postribolo ed è stata recuperata in un pozzo posto nelle vicinanze.

Priapus Ephesus Museum

13. Il Priapo di Efeso, salvo particolari, abbastanza simile a quello di Formello

A Bracciano, nel castello Odescalchi esisteva una statua bronzea – non ne conosco le dimensioni… – di un PriapoMaripara” che mostra con orgoglio l’abbondanza del suo cesto di frutti e l’abbondanza delle sue prerogative itifalliche.

Ricerche effettuate presso il castello Odescalchi non hanno però prodotto significative informazioni per individuare dove oggi sia custodito.

 

PRIAPO BERNINI OKOK 14-15. In alto, il “clone” del “Maripara” berniniano ancora visibile presso la Galleria Borghese. Sotto, l’originale conservato presso il Metropolitan Museum di New York.

dopo l'immagine

Termina qui il mio e vostro breve viaggio “cartaceo” tra statue che in tempi andati hanno di certo rivestito importanza sia dal punto di vista artistico che da quello simbologico e che molti anni fa – a Formello – fecero il verso alla più nota statua del “Pasquino” di Roma…

Ora non resta che fare un salto in paese, visitare il documentatissimo Museo dell’Agro Veientano, vicino a cui è ben visibile il “Maripara”, arrivare fino al Santuario del Sorbo e visitare anche le bellezze paesaggistiche di questo angolo a pochissimi minuti dalla meravigliosa Urbs aeterna.

dopo l'immagine 16. Il libro che ha inteso dare una più ampia visibilità alla statua del “Maripara” di Formello. In basso la più nota statua di ”Pasquino” rinvenuta durante gli scavi per lavori a Palazzo Orsini, oggi denominato Palazzo Braschi, datata al III secolo a.C.

(Roberto Volterri)

 

“DAL TRAMONTO ALL’ALBA

IL GRANDE LIBRO DEI VAMPIRI”

VOLUME 1 E 2

ORMAI CI SIAMO…..

IL NUOVO LIBRO DI ROBERTO VOLTERRI, GIANCARLO PAVAT, DINO COPPOLA, ALESSIO D’ANTONIO

E IN COLLABORAZIONE CON ALESSANDRO MIDDEI.

Spread the love

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *