Il “mistero” del Diluvio Universale. Alla ricerca dell’Arca di Noè… di Roberto Volterri e Gaetano Bosso

 

Il “mistero” del Diluvio Universale.

Alla ricerca dell’Arca di Noè

di Roberto Volterri e Gaetano Bosso

 

“Nel seicentesimo anno della vita di Noè, nel secondo mese, il diciassettesimo giorno del mese, proprio in quel giorno, tutte le sorgenti delle acque degli abissi si aprirono e le cateratte dei cieli si spalancarono. E sulla terra piovve a dirotto per quaranta giorni e quaranta notti.”

(Genesi, 7: 11, 12)

Ma saranno andate proprio cosi quelle lontanissime vicende descritte nella Bibbia?

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“E sulla terra piovve a dirotto per quaranta giorni e quaranta notti.”

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“… tutte le sorgenti delle acque degli abissi si aprirono e le cateratte dei cieli si spalancarono.” 

Secondo alcuni geologi e climatologi dei nostri giorni qualcosa di catastrofico avvenne veramente ma non secondo quanto descritto nei passi biblici.

Ci torneremo in un altro articolo…

Queste pagine sono nate poiché uno degli autori, dal 1996 al 2000, ha passato un lungo periodo a Istanbul, in qualità di Carabiniere in forza presso la sede estiva dell’Ambasciatore italiano in Turchia, residente nel bel Palazzo di Venezia”.

“Palazzo di Venezia” a Istanbul. È la residenza estiva dell’Ambasciatore d’Italia in Turchia. Gaetano Bosso, dell’Arma dei Carabinieri, vi si stabilì per circa quattro anni per la sicurezza dell’Ambasciata e così ebbe occasione di effettuare qualche ricerca “ a tavolino” sull’Arca di Noè…

 

Palazzo di Venezia – Istanbul – Ambasciata d'Italia ad Ankara

Lo splendido interno del “Palazzo di Venezia” a Istanbul.

 

                      

In alto, Gaetano Bosso con un frammento, ora privo delle anse – forse attribuibile ad un “amphoriskos” – rinvenuto come a volte accade anche in terreni oggi non più ricchi di tracce archeologiche. Sotto, un amphoriskos integro.

 

ARCHEOLOGIA PSICHICA A GLASTONBURY di Roberto Volterri.

“Cerca Trova” si legge a Palazzo Vecchio a Firenze su un antico, molto noto, affresco. Roberto Volterri, in Inghilterra, vide una curiosa struttura lignea che copriva “qualcosa”, si ispirò al criptico suggerimento e ovviamente alzò il coperchio trovando un’interessante, antica, pavimentazione lì “nascosta”!

Firenze, Palazzo Vecchio. Giorgio Vasari, “La battaglia di Marciano in Val di Chiana” con il criptico “CercaTrova” 

A suo tempo, sapendo che il Monte Ararat – alto 5137 metri s.l.m., che i Turchi chiamano Ağrı Dağı, dove “si narrava” che esistessero concrete tracce della mitica Arca che sarebbe stata costruita da Noè – Gaetano Bosso iniziò a raccogliere molte informazioni da chi aveva avuto modo di interessarsi a quelle ricerche, anche senza poter approfondire quelle conoscenze con una diretta esperienza sul campo.

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Alcuni Carabinieri del Gruppo Intervento Speciale, nel 1991, durante la cosiddetta Guerra del Golfo.

Ağrı Dağı, ovvero il Monte Ararat su cui si sarebbe arenata la mitica Arca di Noè al termine del cosiddetto Diluvio Universale.

L’Arca di Noè in una stupenda illustrazione dovuta a Paul Gustave Louis Christophe Doré (1832 – 1883). È raffigurata anche la colomba che avrebbe annunciata la fine del Diluvio, la salvezza…

Un certo interesse per l’Archeologia ha inoltre portato Gaetano Bosso a partecipare, insieme a Roberto Volterri, ad alcune ricerche nel territorio di Falerii Veteres, l’attuale Civita Castellana, in area viterbese, a pochi chilometri da Roma e alcuni articoli su tali esplorazioni sono già apparsi, molto di recente, proprio su Il Punto sul Mistero.

Poiché Roberto Volterri non aveva ancora scritto un articolo su ciò che sarebbe accaduto sull’Ararat e su alcune “tracce” che sarebbero state individuate proprio sulla vetta della montagna, insieme hanno collazionato lontane informazioni reperite durante la missione in Turchia, insieme a recenti ricerche sia sul testo biblico sia su ipotesi di carattere scientifico formulate – molto, ma molto virtualmente! – riguardo al “misterioso” Ağrı Dağı, il biblico Ararat.

Torniamo al Genesi e all’Arca che Noè fu incaricato di costruire…

“Costruisci un’arca di legno resinoso. Nell’arca dovrai fare degli scompartimenti, e dovrai coprirla di catrame dentro e fuori. 

La farai così: lunga 300 cubiti, larga 50 cubiti e alta 30 cubiti.

A un cubito da dove comincia il tetto, farai una finestra per la luce. Metterai la porta d’ingresso da un lato, e farai un piano inferiore, un secondo piano e un terzo piano.”

(Genesi 6: 14, 16)

In una illustrazione del 1493, alcune fasi della costruzione dell’Arca secondo le istruzioni di Noè, raffigurato sulla destra.Costruisci un’arca di legno resinoso…”

Successivamente…

“Il Signore disse a Noè: “ Entra nell’arca tu con tutta la tua famiglia, perché ti ho visto giusto dinanzi a me in questa generazione.

D’ogni animale mondo prendine con te sette paia, il maschio e la sua femmina; degli animali che non sono mondi un paio, il maschio e la sua femmina.

Anche degli uccelli mondi del cielo, sette paia, maschio e femmina, per conservarne in vita la razza su tutta la terra.

Perché tra sette giorni farò piovere sulla terra per quaranta giorni e quaranta notti; sterminerò dalla terra ogni essere che ho fatto».

Noè fece quanto il Signore gli aveva comandato.”

“D’ogni animale mondo prendine con te sette paia, il maschio e la sua femmina; degli animali che non sono mondi un paio, il maschio e la sua femmina”. Dipinto di Aurelio Luini (1530-1592). Chiesa di San Maurizio (Milano).

Ma cosa sarebbe stato identificato sul Monte Ararat?

Qualche strana “impronta” rocciosa che, forse, è corsa in aiuto della Pareidolia, ben nota tendenza del cervello degli esseri umani a “vedere” strutture, oggetti noti, in forme casuali delle nuvole ma anche del terreno…

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17 Giugno 1949, fotografia, scattata da un aereo USA, di quella che viene definita soltanto “anomalia” presente sul Monte Ararat. Era veramente ciò che restava dell’Arca di Noè?

Arca di Noè, gli archeologi confermano: «L'impronta della barca trovata in Turchia ha la stessa età»

La curiosa struttura del terreno, di forma ovoidale individuata nel 1959.

Altra immagine di una strana struttura del terreno scoperta nel 1959 dal cartografo turco Ilhan Durupinar durante una ricognizione aerea nella Turchia orientale, di forma ovoidale, direi quasi “fluidodinamica” simile a quello di una grande barca destinata a navigare, a spostarsi tra i flutti dell’immane Diluvio. Si trova a 29 chilometri a sud della vetta del Monte Ararat. Però i geologi la definiscono soltanto “Sinclinale a doppia immersione”…

Ma l’Arca non avrebbe avuta nessuna necessità di spostarsi molto sulle acque, poichè avrebbe avuto soltanto il compito di galleggiare e, scomparse le acque, portare in salvo gli esseri viventi destinati a perpetuare le specie umane e animali.

Foto giovanile del cartografo turco Ilhan Durupinar e sotto alcune strutture lignee rinvenute sull’Ararat che hanno fatto ancora pensare all’Arca di Noè descritta nel Genesi…

L'arca in Noah, il film di Aronokski nei cinema italiani il 10 aprile.

Naturalmente anche il cinema si è interessato all’Arca di Noè, come nel 2014 con Russel Crowe nella parte del profeta biblico. Si noti che la forma dell’Arca non ricorda quella di una grande “barca”, non dovendo navigare tra i flutti ma solo galleggiare fino al termine del Diluvio…

Naturalmente sono sorte varie altre ipotesi sulla misteriosa “Arca di Noè” ma ne tratteremo in un altro articolo…

Amazon.com: Il Diluvio (1999 Italian Hardback Edition): William Ryan, Walter Pitman: ספרים Archeologia dell'introvabile. Insoliti itinerari tra i misteri della storia - Foto 1 di 1

Sopra un libro recente che cerca di descrivere scientificamente ciò che sarebbe accaduto molti millenni fa in Turchia, nella vasta area geografica fin qui descritta. Sotto, un libro di Roberto Volterri su molte “introvabili” testimonianze storiche e archeologiche.

Appena dopo le imminenti festività pasquali sarà finalmente disponibile!

Nu-ți face griji, vin!

Noua carte “De la amurg până în zori: Marea carte a vampirilor” va fi lansată în curând…

(Roberto Volterri e Gaetano Bosso).
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