Il mistero del “Pifferaio Magico” di Hamelin
Luci ed ombre sulle Crociate dei bambini…
di Roberto Volterri
“…Ed in quell’anno avvenne il viaggio degli stupidi bambini…”,
troviamo scritto in un’antica cronaca nota come l’Ellenhardi Argentinensis Annales.
Ad essa fa subito eco un’altra cronaca dell’epoca, gli Annales Maurimonasterienses che sottolinea come…
“L’anno precedente se ne andarono i bambini, intenzionati a traversare il mare a piedi asciutti…”.
Ma cosa avvenne effettivamente a metà del secondo decennio dell’Anno del Signore 1212 e poco oltre?
Apparentemente avvennero almeno tre distinti eventi – due dei quali noti come la ‘Crociata dei bambini’ – insieme a strane vicende che mostrano distinte sfaccettature, distinti ‘protagonisti’, diversi, misteriosi, tragici epiloghi.
In quell’anno avvennero curiose vicende aventi come protagonisti due veri pastorelli e un “Pastore di anime”, papa Innocenzo III, preoccupato che i nemici della sua Chiesa potessero spodestarlo come sembrava avvenisse in Terra Santa dove, nel 1187 i Musulmani si erano impossessati di importanti reliquie della “Vera Croce” su cui era morto il Cristo.

- Papa Innocenzo III (al secolo Lotario dei conti di Segni, nato a Gavignano, oggi in provincia di Roma, il 22 febbraio 1161 e morto a Perugia il 16 luglio 1216), in un affresco del 1215 circa, Monastero di San Benedetto, Subiaco

2. Sembra che i Musulmani si fossero davvero impossessati delle reliquie della Vera Croce…

3. In una chiesa di Milano sono raffigurati questi tre pastorelli… alla conquista della Terra Santa.
Un qualsiasi giorno di Giugno dell’Anno del Signore 1212.
Un umile pastorello di nome Stefano, nato nel villaggio di Cloyes, non lontano da Vendôme, annuncia a tutti di avere avuto una mistica visione: il Cristo in persona gli sarebbe apparso sotto le vesti di un umile pellegrino e dopo avere celebrato con lui quasi una sorta di mistica ‘Comunione’ – in realtà avrebbe solo diviso con lui un boccone di pane – gli avrebbe affidato la delicatissima missione di consegnare alcune lettere a Filippo II Augusto, re di Francia.

4. Filippo II Augusto, Re di Francia, al quale lo strano pastorello Stefano avrebbe dovuto consegnare un ‘messaggio’ avuto direttamente… dal Cristo!
Quasi come una ‘Giovanna d’Arco’ ante litteram, quasi come un ‘Pifferaio Magico di Hamelin’ – che fra poco incontreremo – Stefano si dirige alla volta di Parigi seguito da una moltitudine di fanciulli irresistibilmente attratti dalla veemenza con cui il giovane canta “ Signore Gesù Cristo, rendici la Santa Croce!”.
Una chiara supplica al Trascendente per poter liberare la Terra Santa, Gerusalemme in particolare, dal ‘Feroce Saladino’ che l’ha conquistata un quarto di secolo prima.

5. Frah – al- Din, il Feroce Saladino, al Museo Militare Egiziano, al Cairo

6. In una ottocentesca stampa, Stefano conduce la “sua” Crociata dei bambini.
Risaliamo ora il “fiume del tempo” e torniamo al “mistico” Stefano e alla sua Crociata dei bambini…
Il ‘mistico’ Stefano
“… Un certo fanciullino, che era fanciullo per età ma di costumi perversi… affascina così centinaia di altri suoi coetanei i quali dopo averlo visto e udito, lo seguivano e… come infatuati da un influsso diabolico, abbandonati i padri e le madri, le nutrici e tutti gli amici, andavano cantando allo stesso modo del loro pedagogo…”.
Ci riferisce l’annalista Matthieu Paris nella Chronica Malora.
A nulla valgono, infatti, le minacce e le suppliche dei genitori dei fanciulli.
Questi ultimi, mentre “… il loro maestro veniva messo su un carro adornato di palli – una sorta di mantello di lana – stipato di guardie del corpo…”, si dirigono verso il Mar Mediterraneo, volendo attraversarlo a piedi, convinti che, come davanti agli ebrei in fuga dall’Egitto, anche per loro, anime innocenti, il buon Dio avrebbe spalancato le acque!
Forse il momento è favorevole a tale impresa poiché proprio nella Francia del Nord, regione da cui questa strana, anomala ‘crociata’ prende il via, è molto diffuso il culto dei Santi Innocenti, cioè dei neonati trucidati dodici secoli prima da Erode il Grande durante la celebre strage, già nel XII secolo accettata come realmente avvenuta e ricordata dalla liturgia cattolica il 28 Dicembre.

7. La strage degli Innocenti voluta da Erode il Grande descritta nel Vangelo secondo Matteo 2,1 -16.
In tale data, i bambini vengono autorizzati ad eleggere, tra di loro, un vescovo, l’Episcopus puerorum, a rivestirlo della Mitra e della Stola e a portarlo in processione accompagnato dal rullare di piccoli tamburi.
Il Vescovo dei bambini può celebrare Messa e la sua carica dura, ad ogni effetto, per l’intero giornata.
L’intraprendente Stefano ha quindi terreno facile nel trovare migliaia di coetanei, suggestionati dalle sue parole e dall’incoscienza caratteristica di quell’età, pronti a riversarsi nell’immensa processione verso la Città Santa.

8. Edizione del 1671 del testo che stabiliva anche i “poteri” del “Vescovo dei bambini”.

9. I fanciulli capitanati dall’intraprendente Stefano partono per la strana ‘Crociata’ che mai li vide giungere in Terra Santa.
Questo strano fenomeno di ‘isterismo adolescenziale’ collettivo – che dai contemporanei viene considerato quasi come frutto dei voleri del Demonio anziché del Salvatore – vede i fanciulli fuggire di casa “…rompendo le serrature e le pareti…”, è in realtà il frutto di una cultura radicata saldamente in tutta Europa del tempo.
Però la sorte avversa non consente loro di raggiungere l’agognata mèta, la Terra Santa…
Filippo II Augusto si rifiuta di riceverli e così il povero Stefano, giunto a Marsiglia con i suoi compagni, incontra due personaggi ben poco raccomandabili e senza scrupoli, tali Guglielmo Porco ed Ugo Fer, Vicario di Marsiglia, i quali si offrono – ovviamente… per la Gloria del Signore – di trasportarli in nave gratis fino a Gerusalemme.
“…Riempirono con essi sette grandi navi. Dopo due giorni di navigazione due delle navi vennero colte da una tempesta e naufragarono (…). I traditori condussero le rimanenti cinque navi a Bugia e ad Alessandria e colà vendettero tutti i bambini ai principi dei saraceni e ai mercanti.”
Forse pentiti, questi inaffidabili personaggi si sarebbero uniti alla rivolta dei Musulmani di Sicilia, capeggiata da Ibn’ Abbād, finendo però impiccati per ordine di Federico II di Svevia.
O, almeno, ci racconta così un cronista dell’epoca, tale Alberico delle Tre Fontane, ponendo tristemente la parola fine a questo primo, tragico ma curioso episodio.
Altre antiche cronache narrano che, diciotto anni più tardi, Federico II incontrasse settecento di loro, nei pressi di Alessandria d’Egitto, non più bambini ma uomini fatti.
Il ‘mistico’ Nikolaus
Germania, Anno del Signore 1212.
Praticamente nello stesso tempo, qualcosa di analogo sembra stia avvenendo tra alcuni giovanissimi tedeschi…
“…I bambini, giunti da tutte le città e i villaggi della Germania, come se fossero stati ispirati da Dio, si riunirono in alcuni luoghi e, raggruppati in torme, intrapresero il cammino verso Gerusalemme… Il duce e capo di questo viaggio era un certo Nikolaus, un bambino di Colonia, che portava sopra di sé un segno quasi di croce, avente la forma della lettera Thau e che doveva significare la sua santità…”
… troviamo infatti scritto in un’altra antica cronaca nota come Gesta Treverorum – raccolta di dati storici curata dall’Abbazia di Treviri.

10. L’antica cronaca del 1836 nota come Gesta Treverorum
Non a caso la croce era quella cosiddetta ‘decussata’, ovvero senza la parte terminale, poiché la lettera greca Thau rappresentava anche il ‘segno’ che, in terra ebraica, era stato tracciato sugli stipiti delle porte di casa con il sangue di agnello (simbolo di innocenza) per scampare alla piaga della morte dei primogeniti decretata da Erode il Grande quando…
“ Erode accortosi che i Magi si erano presi gioco di lui, s’infuriò e mandò
ad uccidere tutti i bambini di Betlemme e del suo territorio dai due anni
in giù, corrispondenti al tempo su cui era stato informato dai Magi…”
(Matteo, 2, 16-18)
E Nikolaus, come gli ebrei, era stato visitato da un angelo che gli aveva ordinato d’intraprendere la crociata…
Insomma, quasi in un apocalittico scenario, migliaia di bambini, di tutte le età (Jacopo da Varagine narra che i più nobili erano stati costretti dai genitori ad essere almeno accompagnati dalle nutrici!) e della più varia estrazione sociale si dirigono verso i territori alpini, accompagnati da inni sacri, mentre strada facendo ad essi si aggiungono giovani chierici, madri con neonati in braccio, mendicanti…
Ma un tragico destino accomuna le due ‘crociate’.
Come abbiamo appena visto, la ‘crociata’ dei fanciulli francesi viene dispersa dalla furia degli elementi e dall’umana bestialità, mentre la ‘crociata’ degli adolescenti tedeschi riesce effettivamente a superare i valichi delle Alpi, ma viene decimata dal freddo, dalla fame e dall’inesperienza, poiché moltissimi fanciulli cadono nei crepacci che qua e là si aprono sotto i loro piedi.
Partiti in oltre ventimila si riducono ben presto a poco più di settemila.
“… Un tal fanciullo tedesco, di nome Nicola, a causa di un
pellegrinaggio, e con lui una gran moltitudine di pellegrini,
oltre settemila… “
scrive infatti Ogerio Pane, un cronista genovese dell’epoca.
Sembra infatti che una parte di essi sia giunta fino a Genova il 25 di agosto, dove Nikolaus sostiene di poter attraversare il mare… senza navi.
Forse un altro criptico riferimento all’episodio veterotestamentario dell’attraversamento del Mar Rosso (in realtà il Mare delle Canne…) da parte di Mosè, in fuga con il suo popolo dall’Egitto.
Nella città ligure Nikolaus e i suoi ‘fedeli’, davanti al mare, iniziano ad invocare l’Onnipotente affinché crei per essi un varco che consenta di raggiungere la Terra Santa… a piedi asciutti.
Ma neanche la fede cieca per l’Altissimo può far nulla, né quest’ultimo si sogna di sovvertire più di tanto le leggi della Natura per accontentare – nonostante le lodevolissime intenzioni – una moltitudine di eccitati ragazzi.
Man mano si verificano le prime disillusioni seguite a ruota da inevitabili defezioni di gran parte dei ‘crociati’.
Tornare indietro?
Praticamente impossibile data la stanchezza accumulata e le difficoltà già incontrate. Proseguire con mezzi meno ‘miracolosi’ è l’unica soluzione praticabile.
Nikolaus noleggia due navi ma le cronache dell’epoca non ci dicono nulla riguardo a quali porti li vedono sbarcare. Quel che si sa è che gran parte dei fanciulli vagano miseramente per la Penisola, affamati, e cadono preda di loschi personaggi ai quali non sembra vero di potersi impadronire di manovalanza ‘a costo zero’ o di giovani fanciulle da avviare alla ‘professione più vecchia del mondo’.
Qualcuno riesce a tornare in Germania, qualcuno muore nella più nera miseria e non trova neppure un’anima pia che voglia dargli degna sepoltura.
Altre fonti – gli Annali di Marbach, ad esempio – sostengono che una parte dei ‘crociati’ avrebbe raggiunto l’Urbs aeterna dove si sarebbero finalmente accorti che la loro era una missione non solo impossibile ma del tutto priva di senso.
In altre cronache dell’epoca si afferma infine che una parte degli sprovveduti fanciulli avrebbe raggiunta Brindisi dove avrebbero tentato di imbarcarsi per Gerusalemme, ma sarebbero stati fermati dal locale Vescovo sempre più convinto che il padre del ‘mistico’ Nikolaus avesse addirittura venduto i pellegrini ai Saraceni!

11. Quando i veri Crociati partivano per la Terra Santa lasciavano in patria la famiglia e tutti i loro averi. Che spesso non avevano più occasione di rivedere…

12. Pietro l’Eremita incita le genti a partire per la prima Crociata, quella dei ‘pezzenti’.
E lo strambo Nikolaus, che fine avrebbe fatta?
La versione più accreditata – quasi ‘agiografica’ – lo vede crociato (questa volta sul serio!) mentre combatte ad Akir e nell’assedio di Damietta dove si sarebbe distinto per il valore e il coraggio mostrati.
Tutti i Salmi finiscono in ‘Gloria!’…
Il ‘mistico’ Giacobbe e il ‘Pifferaio magico’…
Francia, Anno del Signore 1251.
Un anziano e misterioso personaggio proveniente dall’Ungheria, tale Giacobbe, riesce a radunare molte migliaia di ragazzi e a convincerli che sarebbero potuti giungere a Gerusalemme in una ‘Santa crociata’ destinata a liberare quei luoghi dagli ‘infedeli’.
In realtà, essi attraversano il territorio francese compiendo un’infinità di misfatti, mettendo a soqquadro le abitazioni degli ebrei, ma non disdegnando affatto di rapinare il clero e i ricchi possidenti cristiani.
Come è da prevedersi anche questa strana, improbabile terza ‘Crociata dei pastorelli’ finisce in un massacro in cui i fanciulli – teppisti ante litteram, in realtà – vengono impiccati dalle truppe dell’esercito francese.
Ė molto probabile che un altro curioso evento – noto come la storia del ‘Pifferaio magico di Hameln’ – abbia preso le mosse da qualcuno degli episodi fin qui narrati, forse proprio dall’ultimo, quello del misterioso Giacobbe.
Vediamo…
“ Nell’anno 1284, il giorno di Giovanni e Paolo, il 26
di Giugno, da un pifferaio vestito di ogni colore
furon sedotti centrotrenta bambini nati ad Hamelin e
furon persi nel luogo dell’esecuzione vicino alle colline”.

13. Il Pifferaio magico di Hameln. Con il passar del tempo i fanciulli irretiti dallo strano individuo – forse l’ungherese Giacobbe della ‘crociata dei pastorelli – vengono trasformati in… topi.
Narrano così ‘antiche cronache’ databili ai primissimi anni del Seicento relative alla città tedesca di Hamelin, ‘cronache’ forse basate su uno scritto del 1440 a cui si era ispirato Jobus Fincelius per la sua opera intitolata De miracolis sui temporis redatta nel 1556. A tali vicende si ispirano in seguito sia Goethe – che gli dedica una poesia e cita i fatti nel suo Faust – sia i celebri fratelli Grimm nella loro opera Saghe germaniche pubblicata nel 1816.

14. Jacob e Wilhelm Grimm, erano letterati, etnologi e linguisti. Sono oggi considerati i fondatori della Germanistica.
Infine, vi si ispira anche il poeta Robert Browning in The Pied Piper, pubblicata nel 1849, pur collocando le vicende in un periodo diverso, nel 1376.
“ Quando raggiunsero il fianco della montagna un meraviglioso portale vi si aprì, come se si fosse creata improvvisamente una caverna: il Pifferaio entrò e i bambini lo seguirono, e quando alla fine tutti furono all’interno la porta nella montagna si chiuse velocemente…”

15. In questa pittura ad olio del 1881 di James Elder Christie, il Pifferaio magico porta via i bambini da Hamelin.

16. Illustrazione da una chiesa di Goslar
17. Su un muro di una casa della cittadina di Hamelin c’è questa iscrizione che così recita: “Anno 1284, nel giorno di San Giovanni e Paolo, il 26 Giugno, un pifferaio con abiti variopinti ha adescato 130 bambini nati in questa città che sono scomparsi al Calvario del Koppen”
Ciò che appare ‘misterioso’ in questa poesia è che Browning colloca l’episodio sulla montagna di Coppenbrügge, ove, in antico, si svolgevano realmente tenebrosi riti pagani.

18. In questi boschi del massiccio dell’Ith, sulla montagna di Coppenbrügge, sarebbero stati celebrati misteriosi, direi sulfurei, riti pagani…
Forse alla base di ogni leggen⁸da c’è veramente un fondo di verità…
(Roberto Volterri)
- Tutte le immagini sono state fornite dall’autore.


Pubblicazioni “rilassanti” sulla triste vicenda del Pifferaio Magico.
I LIBRI DI ROBERTO VOLTERRI











