Il “mistero” delle gigantesche Sfere di pietra… di Roberto Volterri e Gaetano Bosso e con la collaborazione di Giancarlo Pavat

Il “mistero” delle gigantesche Sfere di pietra.

Le Sfere in Costa Rica, in Bosnia e, non lontano da noi. 

E due strane “Figure Volanti Non Identificate”.

 

di Roberto Volterri e Gaetano Bosso

e con la collaborazione di Giancarlo Pavat

 

Petrosfere in Costa Rica

su l’orlo ch’è di pietra e ‘l sabbion serra…

(Dante, Inferno, XVII, v. 24)

 

di Roberto Volterri e Gaetano Bosso

 

 

Πέτρα σφαῖρα, ovvero Petrosfera è una qualunque struttura sferoidale composta… da pietra.

Di notevoli dimensioni ne sono state trovate non poche, qua e la su questo interessante ma, a volte, veramente strano pianeta.

Alcuni anni fa chi scrive si interessò per un po’ di tempo a quelle del Costa Rica, incuriosito dal fatto che tali sfere, spesso molto grandi, sembrano perfette, forse originate – come vorrebbe la teoria ufficiale – partendo dal cosiddetto Gabbro”, nome della località toscana, vicina a Livorno, dove stava facendo ricerche il geologo Christian Leopold von Buch.

dopo l'immagineIl professor Samuel Lothrop, l’archeologo di Harvard che iniziò a studiare le pietre del Costa Rica negli anni 1939 e 1940 quando la United Fruit Company le mise in risalto mentre stava ripulendo la giungla.

In pratica, il Gabbro è una roccia magmatica intrusiva molto simile al Basalto.

Basalto che nella “Scala di Mohs”, relativa alle durezze dei materiali, presenta un valore prossimo o di poco superiore a “sei”, considerando che “dieci”, il valore massimo, è riservato al durissimo Diamante

L'angolo della Geologia: Il Basalto

In alto il Gabbro, roccia abbastanza dura, simile al Basalto, nella foto sottostante.

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Durezze di vari materiali nella Scala di Mohs. Il durissimo Basalto occupa più o meno un posto di poco inferiore al Quarzo.

Termine delle forse “noiose” considerazioni di carattere prettamente geologico per evidenziare la certamente non facile lavorazione delle grandi Sfere di pietra!

Intorno agli Anni Trenta del secolo scorso professor Samuel Lothrop sostenne infatti che le sfere costaricane fossero state scolpite in un periodo compreso tra il 600 e il 1000 d.C. martellandole con altre pietre e poi lucidandole con la sabbia. 

Sembra facile a dirsi ma infinitamente più complicato a farsi…

Il mistero delle sfere di pietra precolombiane del Costa Rica « Visit Costa Rica

La maggior parte delle sfere del Costa Rica, che arrivano a pesare anche 15 tonnellate, si trovano anche sulla Isla del Caño e sono chiamate semplicemente “las bolas”.

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In alto, una grande e perfetta sfera di pietra nel cortile del Museo Nazionale della Costa Rica.  Foto sottostante, a Pesaro, in Italia è l’unica bellissima sfera di grandi dimensioni, opera dello scultore Arnaldo Pomodoro.

 

Una gigantesca sfera trovata in Costa Rica ancora nel terreno. L’area superiore più scura era la zona esposta, per lunghissimo tempo, agli agenti, atmosferici.

 

Le grandi Petrosfere in Bosnia

che mi sembiava pietra di diamante…
(Dante, Purgatorio, IX, v. 105)

 

Gaetano Bosso, che i lettori ce “Il Punto sul Mistero” hanno già incontrato più volte a proposito di alcune ricerche a Civita Castellana, l’antica Falerii Veteres, alcuni anni fa è stato a lungo in Bosnia, nell’Arma dei Carabinieri, in basi militari tra Butmir, Mostar e Bania Luka.

Interessato da molto tempo anche ad alcune delle “stranezze” che fanno parte del vastissimo universo delle nostre conoscenze, Bosso aveva avuto modo di leggere di una curiosa raffigurazione religiosa nel non lontanissimo Monastero di Visoki Decani, in Kosovo.

In dettaglio ci torneremo fra qualche pagina…

Il Brigadiere Gaetano Bosso, nella seconda metà del 2005, in Bosnia durante una ricognizione di routine. Molto prima – sfogliando dei libri e poi parlando con gente del posto – era venuto a conoscenza che in un’area non troppo lontana, nel Kosovo, nel Monastero di Visoki Decani, in basso, c’erano alcuni affreschi che fanno pensare…

Ma, in tempi molto più a noi vicini Bosso ha sentito parlare di una grande, pesantissima, sfera di pietra rinvenuta in Bosnia nel Marzo del 2016 presso il villaggio di Podubravlje, non lontano dalla cittadina di Zavidovići

La grande sfera pesa circa 30 tonnellate!

Un ricercatore locale, l’ingegnere bosniaco  Semir  (Sam) Osmanagic – certamente non ben visto dalla Scienza ufficiale – sostiene che la gigantesca sfera dimostrerebbe l’esistenza di una civiltà sconosciuta, con una tecnologia avanzata, vissuta oltre 15.000 anni fa.

 

Gaetano Bosso esamina una riproduzione di una delle gigantesche sfere che sono state scoperte in Bosnia dove era stato anni fa durante la sua permanenza sul luogo come militare dei Carabinieri.

 

Nella zona intorno a Zavidovići sono state trovate decine di queste sfere.

Naturalmente la Geologia sostiene che queste stranissime sfere costituiscano concrezioni naturali, compatte masse rocciose che si sarebbero formate in tempi estremamente lunghi a seguito di una deposizione di minerali di Ferro e di Calcio intorno ad un originario nucleo che avrebbe dovuto essere a struttura sferoidale.

Più esattamente, si tratterebbe di accumuli di Carbonato di Calcio (CaCO3, forse Solfuro ferroso (FeS) e Ossido di Ferro (FeO oppure Fe2O3) trasportati da naturali flussi di acqua, ruscelli, fiumi, e poi depositatisi in strati concentrici durante il Paleocene, tra 66 e 56 milioni di anni fa.

Cinquanta enormi sfere di pietra con un diametro variante da 50 centimetri fino ad oltre due metri, pesanti anche 7 tonnellate sono state trovate anche sulla spiaggia di Koekohe, vicino a Moeraki, in Nuova Zelanda.

Sulla spiaggia di Koekohe, nel sud della Nuova Zelanda, si possono ammirare queste gigantesche sfere, da 50 cm fino a 2 metri di diametro, che attirano ogni anno un sacco di turisti:  

Grandi sfere di pietra rinvenute in Nuova Zelanda.. In quella a destra, spaccata, si nota bene il nucleo di colore più scuro.

D’altra parte, Madre Natura, senza alcun intervento “esterno”, nell’Irlanda del Nord è riuscita a creare questa stupenda Grotta di Fingal, con centinaia di colonne di basalto esagonali.

 

“Un mito moderno. Le cose che si vedono in cielo” non lontano dalla… Bosnia

 
Ivi mi parve in una visione…

(Dante, Purgatorio, XV, v, 85)

Molti anni fa, Gaetano Bosso, militare in Bosnia, ebbe modo di notare, su un libro, due strane raffigurazioni in un ambito prettamente religioso visibili nel non lontanissimo Kosovo, nel Monastero di Visoki Decani. Raffigurazioni che lo avevano incuriosito e che ancor oggi non trovano una definitiva, razionale spiegazione. Salvo non ricorrere anche all’ambito Ufologico…

Per correttezza è necessario ricordare che questo sito si è già occupato di quelle raffigurazioni artistiche con un articolo di Giancarlo Pavat che, invece, ha cercato proprio una spiegazione razionale nell’ambito della storia dell’Arte… che potrete leggere o rileggere cliccando il seguente link…

Visoki Decani: Ufo ante litteram tra i capolavori della Cultura Serbo-ortodossa da proteggere in Kosovo?

 

“La Crocifissione di Cristo” nel Monastero di Visoki Decani, in Kosovo. Osservate le due immagini in alto a destra e a sinistra…

   

Particolari delle due strane raffigurazioni visibili negli angoli, in alto a destra e a sinistra, del dipinto “La Crocifissione di Cristo”, opera, commissionata nel XIV secolo dal re serbo Stefan Uroš III, più noto come Stefan Decanski. Si distinguono due figure enigmatiche che ricordano Oggetti Volanti Non Identificati…

   

Dettagli del notissimo dipinto, della seconda metà del XV secolo, “Madonna con Bambino e San Giovannino” conservato a Firenze, Palazzo Vecchio, Loggiato di Saturno, Sala di Ercole. Uno strano oggetto molto luminoso evoluisce in cielo, osservato da un uomo in compagnia del suo cane che abbaia. I cani, di solito, non abbaiano ad “entità spirituali” ma ad oggetti reali, concreti…

 

Il professor Roberto Volterri, qualche tempo fa, nel suo Studio all’Università a Roma, con alcune note raffigurazioni di opere pittoriche “in odor di UFO”. A destra un suo libro su questi argomenti.

Esistono due possibilità:

o siamo soli nell’Universo o non lo siamo.

Entrambe sono ugualmente terrificanti.”

(Arthur Charles Clarke, autore del romanzo2001 Odissea nello spazio”)

 

(Roberto Volterri e Gaetano Bosso)

 

La collinetta di Sant’Agata dei Goti che alcuni studiosi ritengono di natura artificiale.

LE “STRANE” SFERE DI PIETRA DI SANT’AGATA DEI GOTI (BN)

 

di Giancarlo Pavat 

 

Nel 2017, da aprile a luglio, dovetti frequentare un corso di aggiornamento professionale a Bari, e ogni fine settimana ritornavo a casa da mia moglie Sonia. Pertanto, ebbi modo di percorrere , diverse volte la SS 372 “Telesina”. La prendevo dopo essere uscito al casello della A1 di Caianello e la lasciavo a Benevento, ove riprendevo l’autostrada che mi portava in Puglia.

Circa 35 chilometri dopo aver rimboccato la “Telesina”, si incontra una indicazione di uscita per Sant’Agata dei Goti (BN). Ovviamente conoscevo benissimo la bella  località campana e i sui (veri o presunti) misteri. Un giorno decisi di ritagliarmi una piccola gita e uscì a quello svincolo e dopo alcuni chilometri raggiunsi ila cittadina dalle antichissime origini, probabilmente sannite, posta alle falde occidentali del Monte Taburno. Una volta arrivato notai subito stagliarsi all’orizzonte l’inconfondibile sagoma della collinetta che, a cagione della sua apparente regolarità geometrica, è stata e viene ritenuta di origini artificiali. Si tratta della famosa (o famigerata) “Piramide di Sant’Agata dei Goti”.

Giancarlo Pavat a Sant’Agata dei Goti (BN) nel 2017.

Nel 2008, lo studioso Leonardo Benedetto Romano osservando la collina “Ariella” presso, appunto, il centro abitato di Sant’Agata dei Goti, notò che aveva una forma troppo regolare, troppo geometrica. Tanto da convincersi che quella collina fosse in realtà opera dell’uomo, in pratica che si trattasse di una piramide.

Ovviamente l’ipotesi nasceva anche dalle suggestioni suscitate dalle cosiddette quattro Piramidi di Visoko in Bosnia Erzegovina, con le quali Romano trovò diverse somiglianze. Per chi non conoscesse la vicenda delle Piramidi di Visoko, sarà necessario un breve riepilogo. Nel 2005 l’ingegnere bosniaco Semir (Sam) Osmanagich annunciò al Mondo di aver scoperto, nella provincia di Visoko, quattro enormi piramidi.

La notizia era davvero clamorosa. Se fosse stata confermata, la scoperta avrebbe cambiato la storia del genere umano. Anche perché le 4 strutture sarebbero state le Piramidi più grandi del pianeta.

Già….”avrebbe”…..”sarebbero”….il condizionale è d’obbligo. Anzi…era.

Infatti, dopo ulteriori riscontri e scavi archeologici, da parte della Comunità Scientifica internazionale, non emersero prove a sostegno delle tesi di Osmanagich. Anzi. Venne dimostrato che le 4 colline erano proprio ciò che si era sempre pensato. Ovvero colline, semplici naturali colline anche se dalla forma decisamente curiosa.

Nonostante ciò Semir (Sam) Osmanagich continua a battersi per convincere il Mondo della realtà della sua scoperta.

Probabilmente qualcosa di simile è successo anche per la presunta “Piramide” di Sant’Agata dei Goti. Quando Leonardo Benedetto Romano annunciò ai media la propria scoperta, l’Archeologia Ufficiale rispose (manco a dirlo) con sarcasmo, per usare un eufemismo. Ad oggi non si è trovata (ma nemmeno cercata da parte di chi ne avrebbe l’onere ) alcuna prova che quella collina sia artificiale.

Personalmente, nell’occasione della mia breve visita a Sant’Agata dei Goti, non ebbi tempo per arrampicarmici sopra ma devo ammettere, nonostante il mio proverbiale scetticismo, che qualche dubbio mi è sorto, eccome.

Ma Sant’Agata è nota tra gli appassionati del Mistero anche per un’altra curiosità, che alcuni ricercatori “di confine” ritengono collegata alla presunta “Piramide”.

In giro per le campagne santagatesi sono state scoperte diverse sfere di pietra che sembrano davvero opera di esseri intelligenti.

Una sfera di pietra di Sant’Agata dei Goti (BN)

Tra l’altro, sfere di pietra di diverse dimensioni sono state trovate anche presso le 4 famigerate colline bosniache. Nel 2016, sempre Osmanagich ha trovato una grande sfera di oltre 1 metro e mezzo di diametro nella foresta di Podubravlje.

Se ne sono trovate persino nel sito della cosiddetta “ziggurat” di Monte Accodi in Sardegna. In quest’ultimo caso, però non vi è alcun dubbio che si tratti di opera dell’uomo.

Ma si sa che Madre Natura è capace di creare cose straordinarie, tra cui sfere perfette, che spesso traggono in inganno non solo il grande pubblico ma pur eminenti studiosi. E l’elenco sarebbe davvero lungo.

Generalmente si tratta di fenomeni di concrezione attorno ad un nucleo di altra natura, ad esempio una conchiglia.

Gli esempi sparsi sul Pianeta si contano a decine e decine. Possiamo citare le “Moeraki Boulders” delle spiagge della Nuova Zelanda. Si tratta di grandi sfere formate da concrezioni di calcite del Paleocene. Oppure quelle della “Valle di Torysh” nella regione del Mangystau in Kazakistan (Asia Centrale). O ancora, quelle piuttosto celebri del Nevada e dell’Arizona (USA). Molto più piccole di quelle nominate poc’anzi, sono formate da ematite e vengono chiamate “Moqui Marbles”. La particolarità risiede nel fatto che da tempi immemori rivestono un ruolo particolare nelle credenze e nella sacralità dei Nativi americani. In particolare gli sciamani degli Hopi le utilizzavano per curare diverse malattie ma pure per entrare in contatto con esseri di altri piani esistenziali o con i propri antenati.

Alcuni “Moeraki Boulders” della Nuova Zelanda (https://www.newzealand.com)

Alcune sfere di pietra della “Valle di Torysh” nella regione del Mangystau in Kazakistan (https://www.advantour.com/it/kazakistan/mangystau/torysh.htm)

 

Quindi, è assai probabile (anzi, in assenza di elementi contrari, è decisamente certo) che pure le sfere di pietra di Sant’Agata dei Goti siano naturali.

Nel 2017 ebbi modo di vederne una di queste sfere, che faceva bella mostra di se in un giardino privato. Mi fermai ad osservarla e notai che, poco distante, sempre all’interno del giardino, un anziano signore stava annaffiando alcuni cespugli di fiori. Gli chiesi se potevo fotografare la sfera e dove l’avesse trovata. Non avanzò obiezioni purché non inquadrassi l’abitazione, inoltre riferì di averla rinvenuta proprio in quel giardino durante alcuni scavi per sistemarlo. Anzi, disse di averne trovate altre di diverse dimensioni ma che nel corso del tempo le ha regalate ad amici e curiosi.

La sfera in questione non aveva di certo le dimensioni di quelle del Costa Rica o della Bosnia di cui ci parlano in questo articolo Roberto Volterri e Gaetano Bosso, credo che avesse circa 1 metro di diametro.

Comunque ha certamente suscitato la mia curiosità. Posso dire, però, in tutta onestà, di averne viste di simili (ma non così perfettamente sferiche) anche sulle pendici del Monte Siserno, nel territorio comunale di Giuliano di Roma che, nonostante il nome, si trova in provincia di Frosinone. Sia chiaro. Nessuno le ha mai messe in relazione a possibili antichissime civiltà scomparse. Sono senza ombra di dubbio assolutamente naturali, prodotte dai fenomeni plutonici dell’antichissimo vulcano locale, la cui attività faceva parte del cosiddetto vulcanismo ernico risalente a circa 700.000 anni fa.

Le sfere di roccia vulcanica visibili nelle campagne di Giuliano di Roma (FR) – (Foto G. Pavat)

 

Tornando a Sant’Agata dei Goti, in ogni caso, per quanto ne so, le sfere di pietra santagatesi non hanno ancora trovato una spiegazione razionale univoca e condivisa da tutti i ricercatori.

Ma ad alimentare la fantasia dei cosiddetti “complottisti” ha contribuito la diffusione della notizia che, negli anni ’50, sulla “collina piramidale” di Sant’Agata dei Goti, era stata aperta una cava. Ma che, dopo pochissimo tempo, venne chiusa e abbandonata per sempre, senza alcun motivo apparente. Si è detto e scritto di tutto. Dalla imprevista scoperta della prova di una antichissima e avanzatissima civiltà scomparsa, o, parimenti, la prova dell’esistenza degli extraterrestri e tanto altro ancora.

Tutto molto suggestivo e inquietante ma di prove, o almeno indizi, neanche l’ombra.

Una sfera di pietra e, sullo sfondo, la presunta “Piramide di Sant’Agata dei Goti” (BN). (Disegno di Giancarlo Pavat 2022)

Per concludere, va ricordato che, qualche anno dopo, in Campania, vennero individuate altre due possibili piramidi. A Caiazzo (CE) e Moiano (BN).

Ho visto personalmente quella di Caiazzo e devo ammettere che, effettivamente, è davvero impressionante. Sembra di trovarsi davvero davanti a una struttura piramidale opera di creature intelligenti. Forse perché sorge isolata in mezzo ad una pianura.

Ma pure in questi due ultimi casi, per quanto mi è dato da sapere, non c’è alcun elemento oggettivo perché si possano ritenere artificiali. Anzi. Tutti gli elementi oggettivi concorrono nel dimostrare il contrario.

Però, un aspetto reale e decisamente interessante c’è davvero. Si tratta della presenza sulla collina piramidale di ampi tratti di Mura Megalitiche attribuite agli Osci insediati in quell’area attorno al II millennio a.C..

(Giancarlo Pavat)

 

 

MANCA DAVVERO POCO…..

“Dal Tramonto all’Alba.

Il Grande Libro dei Vampiri”

 

 

..…anche Athena, dea della Sapienza legge…

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