JOHANNES FEMINA. IL PAPA DONNA TRA STORIA E LEGGENDA. 2^ parte; di Alessandra Filiaci

JOHANNES FEMINA.

IL PAPA DONNA TRA STORIA E LEGGENDA.

(Seconda parte)

di Alessandra Filiaci

1. Stendhal in un dipinto di Olof Johan Södermark (1790 – 1848). (Fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Stendhal)

Stendhal si interroga.

I resoconti di due viaggiatori.

La misteriosa Papessa restò ancora a lungo al centro di opposte opinioni e di ponderate riflessioni. Stendhal (pseudonimo dello scrittore francese Henri Beyle; 1783-1842), che vi accennò in Passeggiate romane, rimarcò che nei secoli IX e X Roma fu lacerata dalle fazioni e il disordine fu al culmine, aggiungendo che i Papi non erano peggiori dei prìncipi loro contemporanei, e, dopo avere rilevato che alcuni Pontefici erano saliti al soglio di Pietro molto giovani, si domandava: <<C’è molta differenza tra il volto di un giovane uomo di diciotto anni e quello di certe donne con un carattere ardito e deciso tanto necessario per aspirare al papato?>>.

Lo scrittore francese, inoltre, notava che Anastasio detto il Bibliotecario, contemporaneo della Papessa, ne scrisse la storia, anche se in molti dei suoi manoscritti questa pagina scandalosa era stata omessa dai cronisti. <<Ma è stato provato migliaia di volte che costoro avevano l’usanza di sopprimere tutto ciò che ritenevano contrario agli interessi di Roma>>.

2. Giacomo Brogi (1822 – 1881): “Siena – La cattedrale” (numero di catalogo: 6850) (Fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Duomo_di_Siena)

Tra le prove a favore della storicità della Papessa sono stati annoverati i resoconti di due viaggiatori stranieri che vennero in Italia l’uno nel XVI e l’altro nel XVII secolo. Il primo, un uomo inglese che visitò il Duomo di Siena nel 1564, scrisse di essersi stupito di vedere tra i busti dei Papi posti all’interno della parte superiore della chiesa, e precisamente fra quelli di Gregorio IV e Adriano II, la testa della Papessa Giovanna, con tanto di iscrizione che la nominava. Costui, tornato in Inghilterra, fece delle ricerche e trovò conforme la collocazione del papato di Giovanna fra Leone IV e Benedetto III, perciò Giovanna altri non poteva che essere Giovanni VIII. Il secondo, un francese, scrisse di avere notato il busto della Papessa e di avere annotato la seguente iscrizione latina, trascritta da padre Mobillon:Adpositum statue nomen fuit Joannes VIII, femina de Anglia”, aggiungendo che sotto il pontificato di Clemente VIII, nel 1601, furono modificati i tratti del volto della Papessa per raffigurare un Papa Zaccaria, il cui nome fu messo a lato.

Ritratto di Papa Leone IV (790 – 855). (Fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Papa_Leone_IV)

Alla ricerca di indizi.

Se a tutte queste informazioni ne aggiungiamo altre che oggi possono essere facilmente reperite nel web, ci si rende conto che sul nostro misterioso personaggio, che attirò la mia attenzione molti anni fa per via di alcune ricerche alle quali mi stavo dedicando, sono stati versati fiumi d’inchiostro.

Dalle informazioni raccolte, mi feci l’idea che la leggenda del Papa donna si reggeva su pochi elementi e che di non secondaria importanza erano i luoghi nei quali i più antichi cronisti avevano vissuto e scritto su di lei e l’area di diffusione dei primi racconti, che si erano nel tempo arricchiti di alcuni particolari. Il primo elemento: il nome Giovanni.

Nell’elenco cronologico dei Pontefici si contano numerosi Giovanni:

il primo nel VI secolo, l’ultimo nel XX: Giovanni XXIII; non vi figurano Giovanni XVI, antipapa tra il 997 e il 998, e Giovanni XX, mai esistito se non sulla base di alcuni computi errati, perciò si passa da Giovanni XIX a Giovanni XXI; proprio tale discontinuità nella numerazione secondo alcuni autori proverebbe l’esistenza della Papessa Giovanna.

Scorrendo ancora l’elenco non si trovano periodi di sede vacante di oltre due anni nei secoli, indicati da vari cronisti, in cui la Papessa avrebbe retto la Chiesa di Roma.

Diversi studiosi sostengono che una prova della non esistenza della Papessa Giovanna è che essa non figura tra i ritratti dei Papi della Basilica di San Paolo fuori le mura in Roma, né nel Liber Pontificalis, al cui riguardo, in particolare, Cathopedia, l’enciclopedia cattolica riporta l’informazione che essendo esso stato <<redatto da ufficiali inferiori della corte papale, sono state setacciate le fonti degli autori alla ricerca di segni di pregiudizio, soppressione e falsificazione. Ne sono state trovate, senza però che il materiale sia stato invalidato come fonte storica per la biografia dei pontefici. (…) A partire dall’inizio del VII secolo (all’incirca all’epoca del pontificato di Onorio I) le voci sono contemporanee, aggiunte poco dopo la morte di ogni papa, e anche se riflettono gli orientamenti dell’autore, sono quantomeno ragionevolmente accurate>>.

Alla voce “Elenco dei Papi” si legge un’altra interessante informazione, circa la fonte utilizzata sia per l’elenco sia per i luoghi di nascita e le datazioni degli anni di pontificato: l’Annuario Pontificio del 2008 (Libreria Editrice Vaticana),

<<la cui intestazione recita:

I Sommi Pontefici Romani secondo la cronotassi del Liber Pontificalis e delle sue fonti (con le correzioni opportune secondo i risultati della scienza storica fino ad oggi)”. Una nota in basso alla pagina aggiunge: “Per i primi due secoli gli anni di inizio e fine dei pontificati non sono sicuri. Anche in seguito, fino alla metà del secolo XII, restano dubbi sul giorno e sul mese”>>.

Secondo la storia ufficiale, peraltro, non vi sono dubbi sul successore di Papa Leone IV, che viene indicato nel cardinale presbitero di San Callisto che prese il nome di Benedetto III, eletto, il clero in perfetto accordo con la nobiltà ed il popolo, alla morte del predecessore, avvenuta il 17 luglio 855. Egli poté essere consacrato soltanto il 29 settembre di quello stesso anno (e resse la cattedra di Pietro fino alla morte, nell’858), dopo che fu fallito il tentativo di contrapporgli un antipapa nella persona di Anastasio, uno degli ecclesiastici più colti del IX secolo ed oltremodo ambizioso, che fu scomunicato da un concilio tenutosi a Roma nell’850, condanna confermata nel sinodo dell’853.

Non è possibile qui prendere in esame per intero la vita di Anastasio, ma trattandosi di una figura a mio avviso oltremodo interessante si può però ricordare quanto segue. Anastasio, dopo essere divenuto segretario particolare di Niccolò I, fu riammesso al sacerdozio il giorno della consacrazione di Papa Adriano II (14 dicembre 867) ed immediatamente dopo nominato bibliotecario della Chiesa di Roma, il funzionario che – si legge nel Dizionario Biografico degli italiani (1961; vol. 3; voce: ANASTASIO Bibliotecario) – oltre ad attendere al lavoro di cancelleria, era responsabile della conservazione degli atti dei concilii, dei registri delle lettere e, in genere, dei libri che costituivano la biblioteca del Papa.

Allo spregiudicato Anastasio, scrittore, apprezzato traduttore dal greco e diplomatico, che era stato papa o meglio antipapa in Roma soltanto per qualche giorno con il nome di Anastasio III prima che Benedetto III fosse reintegrato nella sua dignità, per molto tempo fu attribuita la redazione del Liber Pontificalis fino alla biografia di Niccolò I inclusa, ma la critica più recente ha convalidato come sua, almeno in parte, soltanto quella biografia.

La sua Chronographia tripertita e i suoi Collectanea, opere composte tra l’871 e l’874, fornirono materiale a Giovanni Immonide per la composizione della sua enciclopedia storico-ecclesiastica; egli fu uno dei personaggi di maggiore rilevanza culturale presso la Curia pontificia nella seconda metà del sec. IX e la sua produzione letteraria è stata inquadrata in un progetto di rinnovamento e di rafforzamento politico del papato promosso in particolare da Giovanni VIII.

Papa Giovanni VIII, in una illustrazione di Artaud de Montor (1772-1849). (Fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Papa_Giovanni_VIII)

 

    Sopra e sotto. Locandine del film sulla Papessa Giovanna del 1972. (Fonte: https://www.cinemedioevo.net/Film/cine_papessa.htm)

 

Papi corrotti e donne di potere.

A questo punto nella mente di chi legge potrà nascere, o rafforzarsi, il dubbio se la Papessa sia stata volutamente cancellata dalla storia, o se, invece, la sua storia si trasformò in una leggenda per mano di redattori che la alimentarono tramandandola senza discernimento, senza preoccuparsi di verificare le fonti, o, piuttosto, aggiungendo, modificando, rimuovendo ad hoc, per interessi personali e motivi di opportunità.

È stato ipotizzato che sia stata la vita di alcuni pontefici ritenuti indegni a far nascere, in qualche mente ingegnosa e maliziosa, l’idea di creare una Papessa, che già per il fatto di essere una donna era considerata immeritevole di essere eletta Papa, simbolo della Chiesa corrotta. Secondo alcuni, la leggenda di Giovanna potrebbe essere nata al tempo di Giovanni VIII, il quale sarebbe stato chiamato Papessa per la sua supposta debolezza verso i Bizantini, appellativo che taluni, maliziosamente, hanno azzardato che gli fosse stato attribuito, invece, dall’essere egli un conclamato sodomita.

Secondo altri, il tragico racconto del parto della papessa Giovanna, che moriva dopo avere dato alla luce il figlio del peccato, potrebbe celare il ricordo del decesso, in conseguenza del parto, di una delle amanti di Giovanni XII. D’altra parte, il popolo romano designava per abitudine “papesse” le concubine papali, o presunte tali, di maggiore spicco ed influenza nelle corti pontificie.

Un elemento non di second’ordine è proprio il ruolo di alcune donne nella società del Medioevo, le quali seppero esercitare il potere in modo indiretto, gestendo grandi patrimoni e influenzando gli uomini della propria famiglia. È possibile, come propose L. De Mas Latrie (Tesoro di Cronologia, di Storia e di Geografia; Parigi 1889), che anche la Chiesa del IX secolo come quella del decimo sia stata afflitta da qualche spregiudicata Marozia?

In una figura dei Tarocchi una traccia da seguire?

È noto che una lunga tradizione collega la figura dei Tarocchi chiamata in italiano “La Papessa”, in francese: “La Papesse”, alla Papessa Giovanna. Di questa figura esistono diverse varianti iconografiche ed una in particolare ha suscitato l’interesse della studiosa Gertrude Moakley, autrice del saggio “The Tarot Cards painted by Bonifacio Bembo for the Visconti-Sforza Family: An Iconographic and Historical Study” (New York Public Library, 1966).

La Papessa - Film (2009) - MYmovies.it

Locandina del film “La Papessa” del 2009. (Fonte: https://www.mymovies.it/film/2009/lapapessa/)

Alcuni studiosi ritengono che la figura della “Papessa” dei Tarocchi Pierpont Morgan (XV secolo) possa essere stata ispirata dall’iconografia di Santa Chiara d’Assisi e delle Clarisse, mentre secondo la Moakley essa è da collegarsi a Suora Maifreda Visconti Pirovano, vissuta nel sec. XIII, nominata “Papessa” della setta eretica lombarda dei “Guglielmiti”.

Forse fu la figura di una potente monaca, una badessa, una donna che si distinse all’interno di un movimento ereticale, la fonte d’ispirazione per chi pose le basi della leggenda del Papa donna?

Oppure possiamo trovare negli archivi del passato una figura muliebre che al pari della Nostra trovò consono travestirsi da uomo?

La risposta è: sì, possiamo trovarla: Sant’Eugenia, vergine martire romana del III secolo. E non è la sola. Sant’Eugenia, in particolare, è la protagonista di varie leggende, che la vedono travestirsi da uomo ed entrare in un monastero, celando abilmente la sua vera identità e distinguendosi per una condotta di vita esemplare, tanto da meritare di essere eletta abate.

Attirata l’attenzione di una nobile di nome Melanzia e rifiutate energicamente le avances della donna, attirandosi le ire di lei e la conseguente denuncia per molestie sessuali, Eugenio/Eugenia alla fine deve rivelare di essere una donna. Intorno all’anno 1000, il letterato anglosassone Aelfric of Eynsham scrive la Vita di Sant’Eugenia, opera che riconduce alla tradizione agiografica orientale della cosiddetta monachoparthenia, ossia della vergine che si traveste da monaco.

Riprendiamo in esame la “Papessa” dei Tarocchi e i racconti che facevano di Giovanna una peccatrice e una strega. Alphonse-Louis Constant, meglio conosciuto come Éliphas Lévi (1810-1875) dedicò il primo capitolo del Libro V della sua Histoire de la Magie (1860) ai preti e ai papi accusati di magia, e in questo fece cenno alla pretesa papessa Giovanna, parlando di una leggenda scandalosa e piuttosto apocrifa che i protestanti avevano tratto da cronisti che egli reputò non essere seri, tra i quali il Platina, <<scandaloso cronista del papato>>, che <<ripete le calunnie contro Silvestro II>> di Martino Polono, il quale le aveva tratte da un certo Galfrido e da un cronista di nome Gervasio.

Non è certamente una novità che personaggi di rilievo per motivi diversi ritenuti detestabili, odiati, ‘scomodi’ siano stati messi all’indice, che sia stata creata intorno a loro una leggenda ‘nera’. Possiamo essere certi che la Papessa sia soltanto un personaggio favoloso perché non compare nell’elenco dei successori di Pietro?

O non vi compare perché donna, e, dunque, qualcuno manipolò a bella posta la cronologia dei Papi? Lasciamo ai lettori di trarre le prime conclusioni, in attesa di altre, recenti, rivelazioni.

Martino Polono in una miniatura del XVI secolo. (Fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Martino_Polono)

La soluzione al mistero?

Nel 2018 altri tasselli si aggiungono al mosaico: l’egittologo ed archeologo Michael E. Habicht, Senior Research Fellow alla Flinders University di Adelaide, Australia, annuncia al mondo che è possibile dimostrare l’esistenza del Papa donna.

Le prove?

Documenti scritti e monete, sulle quali in particolare focalizzeremo l’attenzione.

La Papessa Giovanna in una xilografia tratta dal De plurimis claris selectisque mulieribus (1497) di Jacobus Philippus Forestus. (Fonte: https://www.angelfire.com/space/tarot/papessa.html)

Queste monete, denari coniati dallo Stato Pontificio nel IX secolo (come rilevato da Habicht, fu il Papa Leone III, che incoronò Carlo Magno nel giorno di Natale dell’800, ad adottare il denaro franco – d’argento – come moneta dello Stato Pontificio), sono dette “combinate”, poiché recano incisi il monogramma del Papa e il nome dell’Imperatore coevo, il monogramma imperiale o quello della città di Roma.

Le monete del tempo non mostrano alcun anno e quindi possono essere classificate soltanto sulla base dello stile, del monogramma papale e della combinazione Papa-Imperatore.

I Papi che avevano lo stesso nome dovevano avere, e avevano, ciascuno un monogramma diverso.

Orbene, non tutte le monete assegnate dai numismatici a Papa Giovanni VIII regnante tra l’872 e l’882 sono uguali: un tipo di moneta presenta un monogramma papale diverso, un diverso stile, che permette di datarlo agli anni ‘50 del IX secolo; inoltre, invece della combinazione con l’Imperatore Carlo II il Calvo (823-877), troviamo la “strana” combinazione con l’Imperatore Ludovico II (822/825-875).

Habicht scrive:

<<Poiché molti numismatici non credono nella reale esistenza della Papessa, sono costretti ad attribuire queste monete al successivo Papa Giovanni VIII, indipendentemente dallo stile degli anni ’50 dell’800 e dalle differenze nel monogramma rispetto al vero monogramma di Giovanni VIII.

Nel mio libro ho elencato queste monete come prova della reale esistenza del Papa donna.

Una attribuzione supportata da documenti storici, che provano anche Johannes Anglicus. Il pontificato di Giovanna dura dalla fine dell’855/856 fino alla primavera dell’858 d.C.>>.

Papst Johannes und Kaiser Ludwig II.

Denaro col monogramma di Papa Giovanni (Giovanna) al centro, intorno la scritta: SCS PETRUS; sul rovescio il monogramma della città di Roma e il nome dell’imperatore Ludovico (Ludovico II). (Fonte: https://popessjoan.info/en/monogram.html.)

Papst Johannes und Kaiser Karl II. der Kahle

Denaro col monogramma di Papa Giovanni (Giovanni VIII) al centro e intorno il nome dell’imperatore Carlo (Carlo II detto il Calvo); sul rovescio un ritratto maschile e la scritta SCS PETRUS. (Fonte: https://popessjoan.info/en/monogram.html.)

Il Papa Giovanni della “strana” combinazione altri non è, dunque, che Johannes Anglicus, la Papessa Giovanna, Giovanni VIII seguendo l’ordine numerico progressivo dei Pontefici con tale nome (Giovanni VIII regnante tra l’872 e l’882 diventerebbe, perciò, Giovanni IX), la cui realtà storica, secondo lo studioso, divenne insopportabile per la Chiesa Cattolica, tanto da farla scivolare nell’oblio negandone l’esistenza, durante la Controriforma.

Nell’elenco dei Papi ricostruito, il suo pontificato è da collocarsi tra quello di Benedetto III, successore di Leone IV, e quello di Niccolò I.

Se Habicht ha ragione, la Papessa è salvata dalla damnatio memoriae.

(Fine)

(Alessandra Filiaci)

Riferimenti bibliografici.

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  • Bianchi Giovini, A. 1849. Esame critico degli atti e documenti relativi alla favola della papessa Giovanna.

  • Cathopedia, l’enciclopedia cattolica. Voce: Papessa Giovanna. Link: https://it.cathopedia.org/wiki/Papessa_Giovanna. Voce: Liber Pontificalis. Link: https://it.cathopedia.org/wiki/Liber_Pontificalis. Voce: Elenco dei Papi: Link: https://it.cathopedia.org/wiki/Elenco_dei_Papi.

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  • Habicht, M. E. Papstin Johanna. Ein vertuschtes Pontifikat einer Frau oder eine fiktive Legende? Link: https://www.michaelhabicht.info/background-info; Le monete della Papessa. Link: http://www.incontrostoria.it/Monete.htm.

  • Kretschmayr, H. 1934. Enciclopedia Italiana. Voce: Martino Oppaviense o Polono. Link: https://www.treccani.it/enciclopedia/martio-oppaviense-o-polono_%28Enciclopedia-Italiana%29.

  • La papessa Giovanna. I testi della leggenda (1250 – 1500) di Agostino Paravicini Bagliani. Link: https://www.letture.org/la-papessa-giovanna-i-testi-della-leggenda-agostino-paravicini-bagliani.

  • Mendez Filesi, M. La Papessa Maifreda. Indagine sulla Papessa dei Tarocchi Visconti del sec. XV. Link: www.letarot.it/page.aspx?id=272.

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  • Rendina, C. 1994. La papessa Giovanna. Il mistero della donna papa “Meretrice e Strega” tra cronache, novelle e storie diaboliche. Edizioni della Città.

  • Rendina, C. 2005. I Papi. Storia e segreti.2 voll. Newton & Compton editori.

  • Rendina, C. 2012. La vita proibita dei papi. Newton Compton editori.

  • Sciascia, I. 2016. La papessa Giovanna nel Duomo di Siena. Link: https://www.ilcittadinoonline.i/cultura-e-spettacoli/lapapessa-giovanna-nel-duomo-di-siena/.

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  • Vergerio, P.P.. 1557. Historia di papa Giovanni VIII, che fu meretrice e strega.

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