NELLA TERRA DEI GIGANTI. LA SAGA DELLA PRIMA GENTE a Vallecorsa; di Alessandra Nardoni.

La professoressa Alessandra Nardoni ci ha regalato non soltanto un report dell’interessantissima presentazione de “NELLA TERRA DEI GIGANTI.  LA SAGA DELLA PRIMA GENTE” di Giancarlo Pavat e Massimo Ruspandini, ma una vera e propria recensione e  interpretazione del romanzo.
La professoressa, da par suo, è andata a leggere tra le righe e oltre le righe. Come tantissime opere letterarie anche ” NELLA TERRA DEI GIGANTI” ha diverse chiavi di lettura. Alcune essoteriche ed altre esoteriche, nel senso etimologico dei termini. E la professoressa Nardoni le ha individuate e lette tutte. E complimenti per questo. E anche grazie per tutto ciò.
(La Redazione).

 

Il pubblico convenuto in via Borgo a Vallecorsa (FR) per la presentazione del romanzo NELLA TERRA DEI GIGANTI. LA SAGA DELLA PRIMA GENTE (Foto Giancarlo Pavat)

 

“Nella Terra dei Giganti.

La Saga della Prima Gente”

di Giancarlo Pavat e Massimo Ruspandini

a Vallecorsa,  18 settembre 2026

 

di Alessandra Nardoni

Venerdì 18, in una fresca serata settembrina, è approdato anche a Vallecorsa, il libro “Nella Terra dei Giganti”. La Saga della Prima Gente di Giancarlo Pavat e Massimo Ruspandini.

La presentazione è stata ospitata in Via Borgo, uno dei luoghi più emblematici, legato ai disastrosi fatti della Seconda Guerra Mondiale che non solo hanno distrutto i luoghi ma, come se non bastasse, hanno devastato la dignità della popolazione di Vallecorsa, soprattutto donne, superando così ogni limite.

L’evento, inserito nel 2° Festival della Restanza, era molto atteso e il pubblico ha dimostrato una particolare attenzione, dall’inizio alla fine della presentazione.

Da sx; Giancarlo Pavat, Alessandra Nardoni, Massimo Ruspandini, il sindaco di Vallecorsa Anelio Ferracci e il delegato alla Cultura Giandrea Cipolla.

Tra il pubblico, il Sindaco Anelio Ferracci, il vicesindaco Elio Iacovacci, il delegato alla Cultura Giandrea Cipolla, altri amministratori di Vallecorsa e il Consigliere Regionale Maura Daniele.

Ad accompagnare gli autori nella presentazione, la prof.ssa Alessandra Nardoni.

E’ stato un incontro molto interessante, un dialogo avvincente e stimolante, oltre che piacevole, che ha messo a proprio agio tutti, pubblico compreso.

Fin da subito e durante tutta la presentazione, si è respirata un’atmosfera, per così dire, conviviale, rilassata, cordiale e amichevole, nonostante gli argomenti trattati siano stati per nulla ordinari e consueti, e questo anche grazie alle indiscusse competenze dei due autori, ciascuno nella propria specificità: l’uno, Massimo Ruspandini, una vita dedicata alla politica, l’altro, Giancarlo Pavat, una vita dedicata alla passione per la ricerca storica, le simbologie e i misteri della storia.

Da sx; Giancarlo Pavat, Alessandra Nardoni e Massimo Ruspandini, durante la presentazione NELLA TERRA DEI GIGANTI. LA SAGA DELLA PRIMA GENTE a Vallecorsa (FR).

 

“Nella Terra dei Giganti” è annoverato come fantasy storico, un genere letterario, per dirla in maniera molto semplice, che unisce i fatti reali e la storia dei luoghi con il mistero e la leggenda.

Come la maggior parte dei romanzi fantasy, “Nella Terra dei Giganti” è molto particolare, non semplice e non banale: le 572 pagine sono dense di fatti e misteri.

La presentazione di NELLA TERRA DEI GIGANTI. LA SAGA DELLA PRIMA GENTE in via Borgo a Vallecorsa (FR).

I contenuti sono tantissimi e molto interessanti: non c’è solo la storia, l’arte e l’archeologia dei nostri territori, ma ci sono anche molti riferimenti alla letteratura (si fa cenno alla Divina Commedia e al Parsifal di Wolfram von Eschenbach) e molti riferimenti alla scienza o alla pseudoscienza e all’ufologia (si parla del Black Knight, il Cavaliere Nero); tutti argomenti che sono di stimolo per recuperare conoscenze magari archiviate nei meandri della memoria ma anche per fare delle ricerche e acquisirne di nuove. Ovviamente tutto abilmente “condito” con il mistero e la leggenda.

Il pubblico convenuto in via Borgo a Vallecorsa (FR) per la presentazione del romanzo NELLA TERRA DEI GIGANTI. LA SAGA DELLA PRIMA GENTE.

Particolarmente avvincente è la struttura narrativa a “scatole cinesi” che caratterizza tutta la Prima Parte del romanzo e che richiama esempi importanti della letteratura: uno per tutti, Il nome della rosa di Umberto Eco.

Nel libro “Nella Terra dei Giganti” c’è “un gioco di scatole temporali”, che si mostra essere stata una scelta narrativa molto intelligente.

La storia principale, che fa da cornice, è la ricerca del “codice segreto” Clavicula Adami e dei segreti che porta con sé E poi iniziano le scatole temporali; tre sono le principali:

  • una prima scatola temporale è Anagni, tardo inverno del 1297

  • una seconda scatola temporale è Madonna dell’Auricola. Primavera del 1944

  • una terza scatola temporale è a noi più vicina Un giorno di un anno all’inizio del secondo decennio del XXI secolo che si svolge in più luoghi: primo tra tutti Alatri, ma poi anche Ceccano, Frosinone, San Donato Val di Comino…

Questo schema, o modulo, si ripete più o meno fisso per 4 o 5 volte in tutta la Prima Parte del romanzo, con la caratteristica che ogni scatola temporale si sviluppa secondo strati concentrici, dove ogni livello narrativo amplia il precedente, descrivendo nuove vicende e nuovi misteri.

 

Molto interessante è anche lo stile narrativo che verso la fine del libro si avvicina a un giallo o a un thriller per passare poi a pagine ricche di misticismo. Indubbiamente questo dinamismo stilistico rende il romanzo ancora più affascinante.

L’intervento del sindaco di Vallecorsa (FR) Anelio Ferracci .

Giancarlo Pavat e Massimo Ruspandini hanno avviato la collaborazione letteraria, che è sfociata poi nel libro “Nella Terra dei Giganti”, circa dieci anni fa, un po’ per caso, mettendo in campo percorsi ed esperienze professionali decisamente diverse, ma ritrovandosi in una intenzione comune, o almeno in quella che appare la più evidente, ai più (non essendo la sola).

Massimo Ruspandini, ciociaro di origine, e Giancarlo Pavat, triestino ma ciociaro di adozione, hanno voluto rendere manifesta la carta d’identità della nostra Terra di Ciociaria, parlando della singolare eredità archeologica delle mura ciclopiche di Alatri, che è uno degli esempi meglio conservati di architettura megalitica in Italia, o anche dello straordinario patrimonio artistico di Madonna dell’Auricola ad Amaseno, passando per Anagni, la Città dei Papi.

Per meglio riuscire nell’intento di far conoscere l’identità della terra di Ciociaria, i due Autori hanno scelto il fantasy storico e hanno unito la storia e i luoghi reali al mistero e alla leggenda.

E’ stata una scelta quanto mai azzeccata e intelligente perché consente a chi legge di entrare empaticamente nei “mondi” che hanno voluto raccontare, tanto da sentirsi immersi completamente nelle diverse storie, dall’inizio alla fine (se si fosse trattato di un saggio certamente non sarebbe la stessa cosa).

Come elemento leggendario da unire alla storia e ai luoghi reali, i due Autori hanno escogitato un Codice segreto Clavicula Adami. “Chiave di Adamo” che, nel romanzo, è appartenuto prima a Celestino V e poi a Bonifacio VIII, il quale lo tiene accuratamente nascosto nel Palazzo Papale di Anagni, dove realmente risiedeva nel “tardo inverno del 1297”.

E’ per questo che gli Autori hanno scelto di aprire il libro con un incipit dirompente, un ANTEFATTO che riporta una data e un fatto storico ben precisi: “Anagni. Tarda mattinata del 7 settembre 1303”, la data del famoso schiaffo di Anagni, cioè la cattura e la prigionia di papa Bonifacio VIII, alla quale, nel romanzo, fa seguito il ritrovamento del Codice segreto da parte di due Templari che hanno ricevuto l’ordine dal Gran Maestro Jacques de Molay di recuperare il Codice Clavicula Adami e di nasconderlo “in una chiesetta su una montagna nella Valle del fiume Amaseno, ai confini del Patrimonium Sancti Petri, lo stato della Chiesa”, che si scopre essere la chiesa di Madonna dell’Auricola ad Amaseno.

L’intervento del delegato alla Cultura Giandrea Cipolla.

L’illustrazione dei capitoli “Madonna dell’Auricola. Primavera del 1944” ha particolarmente ammaliato il pubblico sia perché sono stati descritte, con dovizia di particolari, alcune delle opere che affrescano l’interno della chiesa, scoprendole anche ricche di enigmi storici e di simbolismo (e non tutti, per non dire nessuno, ne erano a conoscenza), sia perché è stato spiegato che l’Anhenerbe, l’associazione fondata dal capo delle SS Himmler (1935) nella Germania nazista per la ricerca di oggetti magici che avrebbero assicurato al III Reich il potere per vincere la guerra, tanto da organizzare spedizioni archeologiche internazionali in Tibet e nel Nord Europa, ha effettivamente condotto delle ricerche anche nella chiesa di Madonna dell’Auricola, ad Amaseno.

Il contesto storico è la primavera del 1944, periodo a noi tristemente noto, durante il quale le truppe tedesche hanno occupato la Ciociaria meridionale per bloccare l’avanzata degli Alleati (con la così detta linea Gustav) che sarà poi sfondata dagli Alleati nel maggio del 1944, il 18 maggio, dopo la sanguinosa battaglia di Cassino.

Altrettanto coinvolgente è stata la descrizione sull’origine, quella vera e quella leggendaria, delle imponenti mura megalitiche della Città di Alatri.

Qui i fatti si svolgono in un tempo a noi più vicino “Un giorno di un anno all’inizio del secondo decennio del XXI secolo”.

Da notare il gioco misterioso che aleggia già nel titolo!!! (tradotto, siamo negli anni dal 2011 al 2020).

Nel libro, le vicende raccontate, ricchissime di intrighi e misteri, si svolgono in particolare sull’Acropoli di Alatri (la Civita) e le imponenti mura che la circondano diventano il fulcro del racconto: le mura nascondono o proteggono un accesso speciale, l’accesso alla Terra Cava della Prima Gente.

Il pubblico ha apprezzato molto “i mondi” raccontati e ha avuto modo di giudicare ben riuscito il proposito dichiarato dagli Autori di far conoscere l’identità della Terra di Ciociaria unendo la storia dei luoghi al mistero e alla leggenda.

Nel corso della interessantissima conversazione, è stato evidenziato, e con una certa forza passionale che, nonostante la prossimità territoriale dei luoghi raccontati, non tutti conoscono le loro bellezze o, peggio, che molti, pur conoscendole, non le apprezzano come si dovrebbe.

La Terra di Ciociaria, insomma, è un’area geografica troppo spesso considerata una cenerentola dall’immaginario collettivo, e non solo; forse è una Terra un po’ trascurata.

La Terra di Ciociaria, invece, è una terra che merita la Restanza (giusto per stare nel tema del Festival), cioè la scelta attiva e consapevole di sentirsi ancorati alla propria terra (rimanere nella propria terra, o tornarci) ma con impegni importanti: custodirla, curarla, rivitalizzarla e migliorarla.

Restanza implica quindi impegno.

E la Terra di Ciociaria merita impegno.

Ma ciò che è stato ancora più interessante, emozionante, o addirittura commovente, è un altro livello interpretativo che offre il libro “Nella Terra dei Giganti”: uno straordinario e inaspettato “mondo” mistico, che ha letteralmente entusiasmato il pubblico.

Nella seconda parte del romanzo, infatti, gli Autori danno vita ad altri personaggi, che assumono un’importanza particolare perché hanno la funzione di “spingere in avanti il racconto”, conducendolo verso una dimensione mistica.

Le protagoniste sono tre normali ragazze di Ceccano dei nostri giorni, Alba, Laura e Giada.

Tutto inizia con l’acquisto “per caso” di un misterioso libro (poi si scoprirà che il caso poco c’entra): non è Alba ad incontrare il libro ma è il libro ad incontrare Alba.

Il misterioso libro racconta di altri due segreti presenti nel Codice Clavicula Adami: si tratta di un particolare calendario e di una Pietra speciale, con poteri straordinari.

La tensione narrativa raggiunge il culmine quando nel cielo che sovrasta lo Stadio di Frosinone succede qualcosa di insolito: compare un misterioso oggetto nero… un’astronave “aliena”… Tutti guardano verso il cielo, tutti cominiano ad urlare e la partita si ferma. Poi l’oggetto scompare.

La partita ricomincia e tutto ritorna alla normalità.

Solo Alba, la ragazza del misterioso libro, pensa di aver capito che sta per accadere qualcosa di irrimediabile. Qualcuno ha attivato la pietra magica, il lapis exillis che a sua volta ha attivato l’astronave “aliena” il Black Knight. La fine dell’Umanità è vicina…

 

E’ necessario invertire il corso degli eventi…ma Alba non sa come fare…

Ed è a questo punto che gli Autori fanno entrare in scena un misterioso personaggio, (di cui non sveliamo l’identità che si scoprirà solo leggendo il libro); diciamo solo che è bello come un angelo e che è un uomo senza tempo, è un uomo che viene dal Passato …da un lontanissimo Passato… Il misterioso personaggio prende sotto la sua ala protettrice le tre ragazze di Ceccano, perché loro sono le “prescelte”, sono loro che possono cambiare il corso degli eventi e il futuro dell’umanità è nelle loro mani. Guidate dal misterioso personaggio, le tre ragazze di Ceccano, le “prescelte”, riescono a trovare l’accesso nelle mura di Alatri ed entrano nella Terra Cava …

Nella Terra dei Giganti … si decide il destino dell’Umanità… E il compito è affidato a tre donne…

Queste ultime pagine del romanzo sono veramente molto toccanti e pregne di significato: il lettore è letteralmente trascinato nel misticismo più profondo. Chi può salvare gli altri oltre che sé stesso?

Lo slancio mistico trova poi l’apice nell’ultima pagina del romanzo, quando a distanza di tempo dalle disavventure, una delle tre ragazze di Ceccano, Alba, mentre passeggia con le due amiche nelle vicinanze della chiesa della Madonna dell’Auricola, si ritrova una Croce Tau nella tasca, sorride e pensa a sua madre che non c’è più…

Ora, la Croce Tau è un finale a sorpresa che il lettore proprio non si aspetta.

La Croce Tau è legata alla cristianità e in particolare a San Francesco d’Assisi, è simbolo del sacrificio di Gesù e della redenzione dell’umanità, nella Bibbia rappresenta il segno della salvezza e della protezione contro il male e oggi simboleggia la pace, l’umiltà…

Allora, è evidente che nelle intenzioni degli Autori c’è anche un sentimento molto profondo…

Quindi, il libro “Nella Terra dei Giganti” non è solo la descrizione dell’identità della nostra Terra di Ciociaria, sebbene proposito nobile e ben riuscito, bensì custodisce un messaggio molto più grande, che travalica la materialità…un messaggio di speranza…

E questo fa la differenza nell’affascinazione del libro.

Ogni libro è un atto di coraggio, “coraggio” nel suo significato letterale che è “agire con il cuore”

Grazie agli Autori per aver dato vita a donne così forti e determinate.

Grazie agli Autori per aver scritto “Nella Terra dei Giganti”, libro che “devi” saper leggere per coglierne anche i significati più profondi.

(Alessandra Nardoni).

 

– Se non altrimenti specificato, le foto sono di Luana Pellegrini.

 

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