Immagine di apertura; la petroliera non sta galleggiando nell’aria! Ma si tratta del fenomeno ottico noto come “Fata Morgana” che si può verificare nello Stretto di Messina. Ha origine quando i raggi di luce vengono modificati, diciamo “incurvati”, nel passaggio attraverso strati d’aria a temperature diverse.
Quei misteriosi uomini volanti…
Creature angeliche, allucinazioni o…’Unidentified Flying Men’?
di Roberto Volterri
“…Ad Atria fu avvistata un’ara in cielo,
attorno alla quale esseri dall’aspetto umano,
con vesti bianche, compivano evoluzioni…”
(Tito Livio, Ab Urbe condita libri)
Atria, anno 214 prima dell’Era Volgare.
… Guardate! Il cielo si apre!
Ė un altare !Ė un segno divino!
Lassù !Guardate, sono uomini vestiti di bianco!
Volano come uccelli ! Scendono tra noi, fuggiamo…
…e infatti i più fuggirono, alcuni attesero inginocchiati, alcuni, molto tempo dopo ricordarono l’evento alle generazioni successive.
Tra di essi, Tito Livio nel suo ‘Ab Urbe condita libri’ e dopo di lui Giulio Ossequente.
2. Immagine sopra;, Tito Livio nel suo “Ab Urbe condita libri” descrive strani eventi che all’epoca non trovavano una razionale spiegazione. In parte neppure oggi…
3. Immagine in basso; edizione moderna de “Il libro dei Prodigi” di Giulio Ossequente.
Chi, o cosa, erano gli esseri che volteggiavano intorno ad una strana struttura identificata – dati i tempi – come un’ara, nei cieli dell’antica Atria (oggi Adria), una volta importante porto etrusco, non distante dall’attuale Rovigo, sul mare che da essa ha preso il nome?
Un’allucinazione? Un’improbabile illusione ottica simile alla ‘Fata Morgana’ ben nota a chi abita in prossimità dello Stretto di Messina?
Oppure…un IR II?
Già molti secoli prima, sotto altri cieli, tra genti molto diverse, qualcuno alzò gli occhi al cielo e vide che “…di mezzo ad esso c’era la somiglianza di quattro creature viventi, e questo era il loro aspetto: avevano la somiglianza dell’uomo terreno. E ciascuna aveva quattro facce, e ciascuna d’esse quattro ali…”.
Ebbene sì: è ancora il ‘nostro’ Ezechiele che ci descrive la sua celeberrima ‘visione’.
Ma fu soltanto una mistica ‘visione’, una sorta di ‘allucinazione’ o fu…qualcosa di ben più concreto
“…E sotto le loro ali, ai loro quattro lati, c’erano mani d’uomo…Le loro ali si congiungevano l’una all’altra. Non si voltavano quando andavano: andavano ciascuna diritto avanti a sé…”.
4. Immagine; “Non si voltavano quando andavano: andavano ciascuna diritto avanti a sé…”.
Sembra quasi di poter vedere in questa descrizione – fatta da un uomo di un’altra epoca, di un’altra cultura, non dimentichiamolo ! – il sistema di propulsione e di direzione di un apparato comandato manualmente, mediante la spinta di piccoli ‘razzi’ per lo spostamento individuale degli esseri che pilotavano… la ‘mistica visione’.
Fantasie? Può darsi, non dovrei avere difficoltà ad ammetterlo se della ‘mistica visione’ ci venisse data un ‘lettura’ più ortodossa, più ‘razionale’, ma soprattutto …più convincente!
5. Immagine sopra; Una lettura’ più ‘razionale’, ma soprattutto abbastanza convincente l’ha esposta Josef Blumrich, dapprima in forza al Marshall Space Flight Center in Huntsville, Madison County, poi in Alabama per il progetto relativo al vettore Saturn V. Insomma non il “dilettante della Domenica”!
Consiglierei comunque un’attenta e ‘aperta’ lettura di alcuni passi veterotestamentari quali Esodo XIII,21-22 oppure Daniele X,5-6 , oppure…
“cercate gente, cercate”!
Proseguiamo.
Girovagando per le sterminate sale del Museo del Louvre, in una estate del secolo scorso, ho notato e fotografato un interessante dipinto di Andrea Mantegna (1431-1506).
L’opera, intitolata “Minerva chassant le vices des Jardin de la Vertu” (1502) mostra in alto a destra un’immagine – ma sì, usiamo pure il termine ‘visione’ – che avrebbe fatto la gioia di Giulio Ossequente e di Corrado Lycostene.
Si notano tre personaggi alloggiati (non saprei quale altro termine usare, in questi casi !) all’interno di una nuvola circolare : uno di essi tiene in mano un lungo cilindro del quale non è semplice intuire l’uso.
6. Immagine sopra; “Minerva chassant le vices des Jardin de la Vertu” (1502)
La nuvola è molto simile, se vogliamo, a quella raffigurata ne ‘L’Annunciazione’ del coevo Carlo Crivelli…
7. Immagine sopra; Particolare de “L’Annunciazione” di Carlo Crivelli. Cosa intendeva raffigurare con la nuvola “toroidale” da cui emerge un sottile raggio luminoso che colpisce con estrema precisione il capo della Madonna?
8. Immagine sopra; Il bellissimo dipinto “L’Annunciazione” di Carlo Crivelli.
Sia ben chiaro non intendo affatto dire che il Mantegna abbia visto qualcosa: è solo appena plausibile che abbia letto di qualcosa e che abbia inteso rappresentare in chiave allegorica, come di consueto, qualcosa che assomiglia molto all’episodio citato da Tito Livio e a tante altre… allegoriche visioni.
Oppure il tutto è solo frutto della sua artistica fantasia.
Ciò che importa è che quel che sto scrivendo da un po’ di tempo a questa parte induca altri curiosi lettori a girovagare – con gli appunti di Guglielmo di Occam in tasca! – per pinacoteche e per musei, a vedere con occhio diverso alcune opere d’arte e a raffrontare alcuni strani particolari con quanto oggi si conosce della ricerca in campo ufologico.
9. Immagine sopra: Guglielmo di Occam sostenitore del sano “Principio dell’economia delle cause”, ovvero un principio metodologico che suggerisce di scegliere una soluzione più semplice tra più soluzioni egualmente valide, ma più complesse, di un qualsiasi problema.
Rimaniamo ancora nel campo della pittura per prendere in considerazione un altro bel dipinto su opere… sospette.
Ad esempio, Antonio De Bellis nella sua opera “Adorazione dei pastori”, 1650 ca., conservata a Madrid presso il Museo Nacional del Prado,
Nel dipinto, oltre alla consueta ‘Natività’, è visibile in alto a sinistra un angelo, un “messaggero”, che vola.
10. Immagine; Antonio De Bellis, Adorazione dei pastori, 1650 ca., Madrid, Museo Nacional del Prado.
In realtà è solito angelo, munito delle solite ali che volteggia sopra le teste della Vergine e di due pastori forse impauriti ma sicuramente stupiti.
Ebbene, ripeto, è questo del genere di dipinti nei quali cercare “elementi sospetti”.
L’autore intendeva effettivamente rappresentare l’aggelws ossia il consueto messaggero celeste, l’Angelo?
O aveva in mente qualcosa di diverso?
E concludiamo questo brevissimo excursus artistico con un altro dipinto conservato al Louvre (una vera miniera per noi curiosi!), l’ennesima “Annunciazione”, opera di Carlo Baccesco, pittore milanese della fine del XVI secolo.
Nel quadro si nota, questa volta in evidenza, un angelo tradizionale, ben munito di ali, ma che plana verso un’impaurita Vergine su un inconsueto… disco dorato!
Forse le ali si erano mostrate… aerodinamicamente insufficienti al volo ?
11. Immagine sopra; Carlo Baccesco, Annunciazione”, fine del XVI secolo.
O, forse, il Baccesco aveva letto in antiche, apocrife cronache qualche poco ortodossa descrizione, o interpretazione, dell’evento e lo aveva rappresentato come il suo vissuto culturale , la sua vena artistica gli suggeriva ?
Ripeto, non mi sogno affatto di sostenere tesi ufologiche per quanto riguarda i dipinti descritti: mi limito, al massimo ad avanzare sommesse ipotesi e a rinnovare l’invito a cercare, osservare, dedurre, ipotizzare cum grano salis la possibilità che spesso nelle opere d’arte siano stati inseriti elementi non ortodossi.
Particolari elementi che, interpretati in un’ottica più moderna, più tecnologica evitando di ricorrere a suggestivi ma fuorvianti voli pindarici, potrebbero fare nuova luce sulla possibilità che questo nostro piccolo pianeta sia stato visitato, sin dai tempi più remoti, da… qualcuno.
Completiamo questo excursus artistico con un bel dipinto di Pietro di Cristoforo Vanucci, più noto come ‘Perugino‘ ( 1445-1523), intitolato “Combattimento tra Amore e Castità” (1505).
In esso è ben visibile un Mercurio ben munito dei consueti calzari alati e degli altri accessori necessari al volo.
12. Immagine sopra; ‘Perugino’ ( 1445-1523),“Combattimento tra Amore e Castità” (1505).
13. Immagine sopra; Mercurio ben munito dei suoi consueti “calzari alati”.
Non cercherò certamente anche in questo dipinto riferimenti ufologici.
L’ho menzionato unicamente – non mi stancherò di ripeterlo, a scanso di equivoci! – per mettere ancora una volta in luce quale sia il tipo di dipinti sui quali soffermare la vostra attenzione.
In un quadro, in un affresco, in un’opera d’arte in genere cercheremo infatti tutti quegli elementi che non rientrino negli schemi generali dell’iconologia religiosa.
Nei quali, ad esempio, oltre al Sole e alla Luna compaiano altri corpi luminosi in cielo, oppure nei quali un personaggio in primo piano volga lo sguardo in una direzione sospetta, o in dipinti in cui compaiano personaggi, come le creature celesti fin qui esaminate, che presentino delle spiccate atipicità morfologiche o strutturali rispetto alla consueta iconografia.
Quali – in un Angelo – la mancanza delle consuete ali o la presenza di ausili apparentemente tecnologici.
Capisco benissimo che così facendo si corra seriamente il rischio di vedere ovunque quel che …non c’è affatto !
Ma è un rischio da correre per procedere, passo dopo passo, verso una più ampia visione delle eventuali esperienze di carattere ufologico vissute da qualcuno in periodi storici nei quali nessun Oggetto Volante, identificato o meno… volava.
Veniamo a giorni a noi più vicini.
“Un mito moderno. Le cose che si vedono in cielo”
Tra il novembre 1966 e la fine dell’anno successivo i cieli di una certa area degli Stati Uniti, tra gli stati dell’Ohio e della Virginia, ma anche aree limitrofe, furono, ad esempio, teatro di stranissimi avvistamenti di quello che potremmo definire Unidentified Flying Man ma che sui giornali venne denominato ‘Uomo falena’.
In base alle testimonianze, la strana creatura avrebbe presentato aspetto antropomorfo, altezza un po’ superiore a ”…quella di un uomo di buona taglia…”, privo di braccia ma mostrante la parte superiore del corpo molto larga, gambe “umane”, testa priva di collo munita di occhi “…di colore rosso brillante…”, ma dotata – soprattutto – di… uno splendido paio di ali!
Cosa pensare di così strane testimonianze?
Sfrenate fantasie da onnipresente ‘leggenda metropolitana’
14-15. Immagini sopra e sotto; Alcuni libri sugli argomenti oggetto di questo articolo e sulle leggende metropolitane in genere.
Torniamo però all’Uomo Falena…
Cosa pensare di questi presunti avvistamenti?
Credervi, ipotizzando la possibilità che i testimoni abbiano, in realtà, avvistato rari esemplari di grossi volatili, forse Grù, come sostenne il Dr Robert Smith, del Dipartimento di Biologia dell’Università del West Virginia?
16. Immagine sopra; Una bella Gru sarus in volo.
17. Immagine sopra; , una delle tante, fantasiose, raffigurazioni dell’Uomo Falena made in USA.
18. Immagine in basso; una tuta da Iron Man, ideata dall’inventore britannico Richard Browning e prodotta da Gravity Industries.
Credervi, ipotizzando la possibilità che i testimoni abbiano, in realtà, avvistato rari esemplari di grossi volatili, forse Grù, come sostenne il Dr Robert Smith, del Dipartimento di Biologia dell’Università del West Virginia?
Oppure credervi ipotizzando che esseri antropomorfi, dei veri e propri ‘ufonauti’ abbiano evoluito nei cieli degli USA muniti di dispositivi per il volo individuale – simili a quelli che potrebbe aver osservato Ezechiele moltissimi secoli prima – scambiati per ‘ali’ da impauriti ed esterrefatti osservatori ?
Non lo sappiamo, ma sappiamo che simili avvistamenti furono effettuati circa vent’anni dopo anche in cieli a noi più prossimi, in Francia, ma anche in Friuli-Venezi Giula e in Umbria.
In realtà gli avvistamenti che sarebbero avvenuti nella cittadina di Voreppe, dipartimento dell’Isere (Francia) il 6 settembre 1998 e presso Città di Castello (Perugia) il 23 agosto dello stesso anno non sembrano far rientrare gli ‘oggetti’ avvistati nella categoria degli ‘uomini volanti’ non presentando gli oggetti stessi struttura rigorosamente antropomorfa, assomigliando più ad un cilindro (Umbria) e ad una sfera ‘piriforme’ (Francia) con ‘appendici’ che ad un vero e proprio umanoide munito di apparato per il volo individuale.
Ciò che sarebbe stato osservato a Claut, nei pressi di Pordenone da alcuni contadini sembrerebbe rientrare invece – in base alle loro testimonianze raccolte all’epoca da Antonio Chiumento, del Centro Ufologico Nazionale – nella categoria suddetta presentando chiare fattezze antropomorfe oltre all’inconsueta capacità di…volare.
Anche qui solo fantasie? Anche qui fu osservato quel che non c’era ma che qualcuno avrebbe creduto di osservare?
Oppure esiste la possibilità che da Oggetti Volanti Non Identificati si stacchino, per osservazioni a più breve raggio… Uomini Volanti Non Identificati?
Perché no?
Cosa concludere? Ovviamente nulla, dato che la ricerca non ha mai fine e che solo piccoli tasselli possono essere aggiunti, pian piano, al complesso campo della ricerca della presenza di entità aliene nei nostri cieli, nella nostra biosfera, nelle testimonianze lasciateci in dipinti, in antiche cronache, in opere dell’umano ingegno da chi ebbe, forse, la fortuna di assistervi personalmente o ancor più, di prendere con esse diretto contatto.
Nonostante l’illuminante, apodittico, parere di illuminanti “comitat
19. Immagine sopra; Naturalmente negli USA al loro Uomo Falena hanno dedicata una suggestiva statua in metallo.
Che abbia avuto ragione il profeta Ezechiele quando, esasperato, ebbe modo di esclamare…
“…Figlio d’uomo, tu abiti in mezzo a una stirpe ribelle, che ha occhi per vedere e non vede, orecchi per udire e non ode…”
(Ezechiele, XII,1 )
(Roberto Volterri)
– Le immagini sono state fornite dall’autore.
I LIBRI DI ROBERTO VOLTERRI





































