Serial killers “faccia d’angelo”. BABY KILLERS 666 …di Roberto Volterri

Babykiller - song and lyrics by Devourment | SpotifyImmagine di apertura; Per esorcizzare (?) o per diffondere l’attualità del pericoloso fenomeno giovanile, in vendita vengono diffuse “demoniache” t-shirt, si spera non per aspiranti Baby killer…

 

PER GLI ARGOMENTI TRATTATI SI CONSIGLIA LA LETTURA AD UN PUBBLCO ADULTO.

 

Serial killers “faccia d’angelo”.

BABY KILLERS 666

di Roberto Volterri

 

Ogni volta che accendiamo l’elettrodomestico parlante di cui, sembra, a meno non si possa fare, quasi ogni giorno ascoltiamo incredibili notizie di aggressioni e omicidi perpetrati da “ultraminorenni”, se così si può dire, che avrebbero terminato da poco la quinta classe delle scuole elementari.

Bande di dodicenni, guidati da un “capo” che ha forse un anno di più, aggrediscono loro coetanei, a volte armati di coltelli a serramanico il cui uso lascia presagire vere e proprie tragedie.

Sono i “Baby killers”, “pargoli” tra i nove e i quattordici anni, frutto forse di un eccessivamente diffuso malessere sia ambientale che psicologico, nato probabilmente oltreoceano ma poi purtroppo diffusosi rapidamente nel nostro (ex) Bel Paese.

Chi coltiva a fondo interessi di carattere psicologico, in tutto ciò vede una pericolosissima rivolta interiore in cui i bambini esternano pericolosamente la loro acredine verso le figure genitoriali, aggredendo, con impulsi spontanei e del tutto incontrollabili, i loro coetanei nei quali “proietterebbero” la parte negativa del loro essere.

Partendo da molto lontano, come non ricordare l’undicenne Jesse Harding Pomeroy, venuto al mondo a Charlestown, Massachusetts da Thomas Jesse Pomeroy e Ruth Ann Snowman, il 29 Novembre del 1859, il quale, tra il 1871 e il 1872, torturò e mutilò una decina di bambini e, non ancora soddisfatto, ne uccise due.

dopo l'immagine2. Immagine sopra; Foto post mortem del piccolo Horace Millen, di soli quattro anni, rapito e poi ucciso e forse decapitato dal baby killer Jesse Harding Pomeroy.

Recluso in un riformatorio, si comportò talmente bene che gli “esperti” dell’epoca lo giudicarono guarito e lo fecero uscire per buona condotta. Come a volte avviene, la “buona condotta” era soltanto frutto di un ben congeniato piano del baby killer il quale rapì altri due bambini e li uccise, infierendo anche sui loro corpi.

Era il lontano Massachusetts di metà Ottocento e Jesse Pomeroy detiene il poco invidiabile “primo premio” di condannato per omicidio nella storia di quello stato USA.

dopo l'immagine3. Immagine sopra; Katie Mary Curran, una delle piccole vittime, in una foto post mortem.

dopo l'immagine4. Immagine sopra; Jesse Harding Pomeroy, poco più che undicenne e l’avviso di una taglia di 500 dollari per chi fosse in grado di fornire notizie della piccola Katie Mary Curran scomparsa.

 

In sostanza, Jesse Harding Pomeroy provava intenso piacere quando alloggetto della sua violenza provocava intenso dolore.

Portava le sue giovanissime vittime in un posto nascosto, dove le molestava sessualmente e le torturava, facendogli dei tagli con un coltello.

Dapprima rinchiuso in Riformatorio, dopo due anni di interiore rabbia, da perfido torturatore si trasformò in Baby killer.

Jesse però non fu condannato a morte.

Ottenne l’ergastolo e morì in prigione nel 1932, all’età di 71 anni.

dopo l'immagine Making a Monster: Jesse Pomeroy, the Boy Murderer of 1870s Boston (English Edition)5-6. Immagini sopra; L’ex baby serial killer Jesse Pomeroy in tarda età, autore di una decina di rapimenti, torture e uccisioni di alcuni suoi coetanei di pochissimi anni. Sulle sue efferate imprese, nel 2017, fu pubblicato il libro “Making a Monster: Jesse Pomeroy, the Boy Murderer of 1870s Boston”.ù

Proseguiamo?

A metà degli anni Cinquanta del secolo scorso fece parlare di se anche il quattordicenne Graham Young, aspirante genio della Chimica e sperimentatore su un gran numero di veleni per vedere, come recitava una divertente canzone di Enzo Jannacci, “l’effetto che fa!”.

dopo l'immagine7-8. Immagini sopra; Il simpatico e sorridente Baby killer Graham Young più o meno all’età in cui iniziò a sperimentare gli effetti dei veleni aggiunti a innocentissime tazze di tea. A destra in età matura.

9. Immagine sopra; L’amore per la Scienza va premiato e Graham Young riuscì a farsi assumere come chimico nei John Hadland Laboratories dove si sperimentava su lenti ad infrarossi utilizzanti anche il Tallio. Elemento chimico particolarmente velenoso…

La Scienza è verità e non bisogna mai farsi influenzare dai “fatti”, così il giovane scienziato invia ai “Campi Elisi” ben tre ignare vittime compresa la sua non adorata matrigna.

Sperimenta oggi, sperimenta domani, nel 1962 Graham Young viene arrestato e condannato a soli sei anni di prigione.

Ma il “fuoco della Scienza” arde ancora nel suo malato animo e, “provando e riprovando”, egli riprende la sperimentazione avvelenando una settantina di ignari individui ma senza farli salire sulla barca del dantesco “Caron Dimonio” poiché, scientificamente, ha diminuito le dosi di veleno.

Anni dopo, forse giudicato guarito dalle sue pericolose turbe giovanili viene assunto come chimico in un grande laboratorio di ricerca.

Dove si utilizzava anche il pericolosissimo Tallio…

Rechiamoci ora nell’India della fine del XX secolo.

Baby killer va bene – diciamo amaramente così – ma almeno in questo caso rasentiamo un sinistro Guinnes dei primati!

Anno Domini 1998. Mushari, sulle carte geografiche è un quasi invisibile paesino dell’India e qui nasce Amarjeet Sada, Baby killer che inizia la sua orribile carriera nel 2006 quando ha appena compiuti soltanto otto anni.

Otto mesi prima era nata una sua sorellina subito da lui odiata forse per ragioni di immotivata gelosia.

10. Immagine sopra; Uno scorcio del paesino indiano in cui nacque Amarjeet Sada, il più giovane Baby killer che si ricordi.

Amarjeet Sada : World's Youngest Serial Killer - SR PAY (True Crime Documentaries) | Podcast on Spotify 11-12. Immagini sopra; A sinistra; lo sguardo torvo di Amarjeet Sada, Baby killer da Guinnes dei primati! A destra, viene mostrata la fotografia di una giovanissima sua vittima,

Pensa e ripensa, l’aspirante Baby killer cerca un’economica soluzione al suo problema: bisogna eliminare ad ogni costo la povera “intrusa”.

Si, ma come raggiungere l’obiettivo?

Si guarda intorno e vede che intorno alla casa ci sono vari mattoni di diverse dimensioni e peso…

Solleva di peso la sorellina che dorme tranquilla nel suo povero giaciglio, la porta nel lembo di prato che circonda la casa e letteralmente la uccide lapidandola con un pesante sasso. Pensando di aver compiuto chissà quale eccezionale impresa rientra in casa e riferisce ai genitori di aver terminato con successo tutti i suoi “compiti a casa”, come forse veramente pensava di aver fatto il piccolo Amarjeet Sada!

L’amore per quell’unico figlio maschio – ben più importante, in quell’ambito, familiare di una figlia femmina – induce a colpevole connivenza i suoi genitori e il corpicino della piccola vittima viene fatto scomparire mentre tutto torna “normale”.

“Normale” per poche settimane poiché l’irrefrenabile istinto omicida del precoce killer si manifesta ancora nei confronti di una sua giovanissima cugina di circa sei anni durante i loro giochi a poca distanza da alcuni mattoni che ispirano irrimediabilmente Amarjeet Sada il quale li usa come li aveva usati la prima volta…

La familiare connivenza incalza e ancora una volta nessuno sa nulla di nulla.

Infine, nel 2007, il “diavolo in corpo” che agita i truci pensieri del giovanissimo indiano gli suggerisce di rapire una bambina di pochi mesi da una sorta di “asilo” in cui era stata portata dalla madre che si doveva recare al lavoro.

La piccola Kushboo perisce brutalmente con il metodo già ben collaudato da Amarjeet Sada.

Questa volta, finalmente la locale Polizia si insospettisce, inizia ad indagare nella famiglia del giovanissimo killer e riesce a fargli confessare, ma solo in cambio di alcuni dolciumi, “Ė lì che l’ho seppellita, l’ho uccisa picchiandola con un mattone e poi l’ho strozzata”.

13. Immagine sopra; The End

Sullo schermo di questo nostro “realisticamente immaginario” “horror movie” compare ora la scritta The End!

(Roberto Volterri)

  • Tutte le immagini sono state fornite dall’autore

 

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E INOLTRE…

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