
1. Un “Nachtjägers” tedesco con il prototipo del “Vampiro” montato su un fucile d’assalto “Sturmgewehr 44” (Fonte Wikipedia)
Storia dimenticata della Seconda Guerra Mondiale
IL VAMPIRO DEL FÜHRER
di Giancarlo Pavat
Nel luglio del 2013 io e mia moglie Sonia ci trovavamo in vacanza a Stoccolma e come spesso sono solito fare, una mattina mi misi a dare una occhiata ai quotidiani e ad altre riviste in una grande edicola del centro città. Mi piace vedere quali notizie i media di un determinato paese propongono ai propri cittadini.

2. Sonia Palombo e Giancarlo Pavat davanti al Municipio di Stoccolma al tramonto estivo (Foto G Pavat)

3. A spasso per il centro di Stoccolma…come una qualsiasi cittadina svedese…un modo per imparare a conoscere un popolo (Foto G. Pavat).
Anche da questo si impara a conoscere un popolo. Fui subito attratto dalla copertina, rutilante di immagini a colori, del magazine “Historia”. Si tratta, come si comprende dal nome, di una rivista di divulgazione storica, molto diffusa ed apprezzata in Svezia ed in vendita anche in Norvegia e Finlandia. L’articolo di copertina parlava delle “Wunderwaffen” di Hitler. La sfogliai e notai con una punta di interesse che tra V2, gli aerei “tutt’ala” dei fratelli Horten, sommergibili in grado di navigare in immersione per chissà quanto tempo e tutto il resto del solito armamentario (è proprio il caso di dirlo) nazista, spuntava un piccolo box dal titolo decisamente intrigante. Non parlo la lingua svedese ma a forza di viaggi in Scandinavia ho imparato un certo numero di vocaboli. Quanto basta per riuscire a comprendere che il titolo recitava più o meno così: “Vampiri che possono vedere al buio”. Si parlava di una invenzione fatta dai tedeschi di cui non ricordavo di aver mai sentito parlare.

4. La copertina della rivista svedese di divulgazione storica “Historia” del 2013.
VAMPYREN SOM KUNDE SE I MÖRKER
Genom hela kriget arbetade tyska forskare med att ta fram ett mörkersikte så att det skulle gå att strida även i mörker.
Zielgerät 1229, eller “Vampir”, var ett infrarött mörkersikte som förstärkte det befintliga ljuset och kunde monteras på bade pansarfordon och gevär. Mörkersiktet började användas 1944.
(“Historia” 4 -2013 – “Nazisternas mirakelvapen”)
Quella che segue è la traduzione esatta dell’articoletto.
“Durante la guerra gli scienziati tedeschi stavano lavorando allo sviluppo di un visore notturno in modo che sarebbe stato possibile combattere al buio. “Zielgerät 1229” o “vampiro” era un visore a raggi infrarossi, rafforzato dalla luce ambientale, che poteva venire montato sia su veicoli blindati che su fucili. Prototipi di questi visori notturni sono stati utilizzati nel 1944”.
Ovviamente, visto il mio interesse per le armi segrete e avveniristiche realizzate, progettate o semplicemente “sognate” durante la Seconda Guerra Mondiale (casualmente proprio nel luglio del 2013 era uscito il mio libro “Il Raggio della morte”, scritto assieme a Gerardo Severino, e avente come argomento proprio una misteriosa invenzione realizzata da un giovane finanziere durante gli anni ’30 e ’40) decisi di approfondire la tematica del “Zielgerät 1229”. Spulciando soprattutto riviste e siti internet in lingua inglese, sono, effettivamente, riuscito a saperne qualcosa di più.
Il “Zielgerät 1229” (o ZG 1229), che in molti testi viene chiamato “Vampir” tout court, era davvero un dispositivo ad infrarossi ante litteram, commissionato e sviluppato per conto della Wehrmacht (nome assunto dalle Forze Armate della Germania a partire dal 1935 fino alla resa incondizionata del Terzo Reich il 7 maggio 1945) per il fucile d’assalto “Sturmgewehr 44” (StG 44).

5. Un esemplare di “Zielgerät 1229” (o ZG 1229). (Fonte Wikipedia).
Il “Vampiro” pesava circa 2, 5 chilogrammi, era dotato di una batteria incamiciata in legno di 13,5 kg per la luce, e una seconda batteria generalmente montata all’interno di un contenitore di una maschera antigas per alimentare il convertitore di immagini.
Il tutto era assicurato ad un Tragegestell 1939 (una sorta di telaio). Il proiettore consisteva di una fonte di luce al tungsteno convenzionale lucida attraverso un filtro che consentiva solo la luce infrarossa.
I primi esemplari del “Vampiro” furono testati verso al fine del 1944, ma entrarono in linea di combattimento nel febbraio del 1945 ovvero nelle fasi finali della Seconda Guerra Mondiale nel teatro europeo. Vennero utilizzati dai granatieri noti come Nachtjägers (cacciatori notturni). Non a caso, risulta che diversi veterani, in particolar modo del Fronte orientale, abbiano raccontato di cecchini notturni che sparavano con l’ausilio di particolari torce con enormi traguardi ottici montati sui loro fucili. Sembra che un sistema simile al “Vampiro” sia stato utilizzato anche con la mitragliatrice MG 34 ed MG 42 (Maschinengewehr 34 e 42).

6. Un soldato tedesco in azione sul fronte russo con una mitragliatrice MG 34 (Fonte Bundesarchiv Deutschland)
Quindi il Vampiro del Führer, al contrario di altre “Wunderwaffen” rimaste a livello di progetto teorico o nel mondo della fantasia o nell’ambito di teorie cospirazioniste, venne realmente realizzato ma non riuscì a influire sull’andamento della guerra, ormai segnata per le forze dell’Asse.
(Giancarlo Pavat)
…. e a proposito di Vampiri….
quelli veri!
L’attesissimo nuovo libro di Roberto Volterri, Giancarlo Pavat, Dino Coppola e Alessio D’Antonio,
in collaborazione con Alessandro Middei:
“Dal Tramonto all’Alba.
Il Grande Libro dei Vampiri”.
Prossimamente…a Gennaio 2026.










Bell’articolo. Pavat è un grande nel riportare alla luce storie e episodi storici. Dimenticati forse volutamente. Questa è vera ricerca storica. Continuate così.
Alberto De Luca