STREGONERIA.
La strana storia di Taddeo Pernei di Anagni (FR)
di Guglielmo Viti
Dubito che esista un lettore anagnino o no che conosca la storia di Taddeo Pernei, infatti non è una storia che si racconta durante le visite guidate nella Città dei Papi ma credo che valga la pena leggerla a tempo perso ma con curiosa attenzione.
Anagni metà del 1600, in una piccola casa costruita al di sotto delle mura ernico-romane in località Piscina, nel luogo chiamato Orto Grande, lì dove nel 1820 la famiglia Bacchetti proveniente da Artena costruirà il suo magnifico palazzo, vive Taddeo Pernei.
1. Immagine sopra; Palazzo Bacchetti ad Anagni (FR).
Il Palazzo Bacchetti ingloberà tra le sue mura sia l’antica chiesa di Sant’Anastasia sia parte dei resti delle antiche Terme.
2. Immagine sopra; i resti delle antiche Terme romane in una stampa d’epoca.
La famiglia Pernei proveniva da Filettino, nobile e ricca famiglia che ebbe fra i suoi membri personaggi illustri nella storia cittadina come Sante che lasciò parte della sua ricca eredità alle monache Clarisse e ad altri.
I Pernei acquistarono il gruppo di case che esisteva accanto alla chiesa di Sant’Anastasia di fronte al maestoso Palazzo Conti e che, come detto, fu inglobato nel Palazzo Bacchetti.
Taddeo, però, viveva in una casa indipendente al di sotto delle mura e questo a riprova del suo carattere “difficile”.
Il consiglio Comunale di Anagni era governato da dodici famiglie nobili “Di codeste dodici famiglie taluna era di antica origine anagnina, e stabilita da lunga serie di secoli in Anagni, tale altra era venuta da poco tempo ma per lustro e decoro era fra le prime famiglie. Desse in seguito vennero denominate LE DODICI STELLE DI ANAGNI”
(P. Zappasodi, “Anagni attraverso i secoli“).
Taddeo faceva parte dell’opposizione, posizione particolarmente difficile all’epoca, ma lui sapeva farsi valere.
Durante la seduta del Consiglio Comunale del 1 Dicembre 1675, il nostro, a differenza di altre volte, si presenta per votare.
La partecipazione dei cittadini era particolarmente numerosa, se ne contavano cento, perché la seduta aveva come ordine del giorno l’elezione dei quattro deputati dei rioni che dovevano poi eleggere i magistrati che avrebbero governato la città per il biennio successivo.
I Magistrati o Consoli amministravano la giustizia, mantenevano l’ordine pubblico, guidavano le forze armate in guerra e gestivano le finanze cittadine, e questo nel più antico Palazzo della Ragione (o Palazzo d’Iseo) del mondo ad Anagni.
3. Immagine sopra; Palazzo d’Iseo sede dell’Amministrazione Comunale
Ricordo che, allora, il voto era consentito a individui di sesso maschile, di età superiore a vent’anni e di agiate condizioni economiche.
Uno dei conservatori, ovvero uno dei membri del governo civico, Prospero Spinelli, cominciò ad agitarsi perché riteneva, a ragione, che la presenza del clerico (rappresentante laico del clero spesso in opposizione ) Pernei era dovuta alla volontà di esercitare pressioni per determinare l’esito del voto e chiese che venisse espulso dall’aula.
Taddeo scattò ed urlò che lui era cittadino di Anagni, che pagava le tasse ed aveva il diritto di stare in aula.
Si passò alla votazione per la richiesta dello Spinelli ed il consiglio decretò che Taddeo Pernei poteva stare in aula.
Ma il carattere del Pernei era talmente “vivace” che presto gli procurò seri danni.
In un’altra riunione del Consiglio, Taddeo, proprio per dimostrare che non le mandava a dire, si scagliò contro alcuni rappresentante delle nobili famiglie anagnine, Lelio Lauri e Giovan Battista Conti, rei di voler approvare una spesa che lui riteneva eccessiva, e li offese dicendo che sebbene iscritti fra le dodici famiglie nobili, in realtà nobili non erano, e proseguì con offese non riportate.
Bastava poco per trovarsi nei guai quando si accusava di illecito chi governava, e, o si era accusati di essere pazzi o si veniva arrestati punto e basta e la pena sarebbe stata durissima, non come oggi !
Il Preside della Provincia e della Congregazione della Santa Consulta, ovvero l’autorità ecclesiastica che sola aveva giurisdizione su un Clerico, ordinò che Taddeo Pernei fosse catturato e condotto in carcere ma, il nostro, si rifugiò nella Cattedrale, luogo in cui i criminali non potevano essere arrestati, e ne uscì solo dopo aver accettato di non accedere più al Consiglio senza la preventiva autorizzazione del Preside della Congregazione, era il 11 Aprile 1709.
Ma, si sa, i potenti non dimenticano e Taddeo Pernei era, si, riuscito ad evitare il carcere ed il manicomio, ma non riuscì ad evitare un’altra accusa incredibile: quella di STREGONERIA.
Taddeo fu, infatti processato dal Tribunale della Santa Inquisizione “perché con taluni gatti faceva pratiche misteriose e diaboliche”.
4. Immagine sopra; Un gatto nero sul sagrato dell’Eremo di Sant’Antonio Abate a Ferentino (FR). (Foto Giancarlo Pavat).
Tradizione vuole che il Tribunale della Santa Inquisizione fosse allestito per l’occasione nella Badia della Gloria ad Anagni.
5. Immagine sopra; La Badia della Gloria ad Anagni (FR).
Anagni è la città sacra per eccellenza da sempre e, da sempre, al divino si associa la magia, l’arte divinatoria, la stregoneria e, sembrò logico che uno stregone praticasse arti magiche in combutta con il diavolo, niente di più normale.
6. Immagine sopra; un inquietante ma assolutamente innocuo Gatto (foto Martina Ceppi).
Quindi, immaginiamo che sarà bastata la denuncia di un qualche disperato al soldo delle potenti famiglie offese, a far scattare la denuncia ed il processo.
Altra curiosità, questa, che arricchisce la nostra storia; sappiamo che i gatti vengono sempre associati alle streghe, soprattutto quelli neri, perché si credeva che fossero portatori di poteri malefici, strumenti operativi delle fattucchiere.
7. Immagine sopra; una strega con il proprio gatto nero.
Mai ho letto di stregoni con i gatti, chi sa quali strani eventi, quali curiosi e inspiegabili fatti, furono all’origine della fantasiosa ed originale diceria che portò alla denuncia e a Taddeo in tribunale.
Fortunatamente per lui, Taddeo Pernei morì prima di scontare la pena del rogo , nel 1713.
La famiglia Pernei si estinse nel 1722, ma già nel 1712 i suoi beni erano stati confiscati e passati agli Ambrosi ed ai Tomasi.
La Casa di Taddeo passò poi alla famiglia Ciprani e fu restaurata nel 1898 da Raffaele Ciprani.
Comunque, ancora oggi, qualcuno giura di aver sentito, passando sotto Palazzo Bacchetti uno strano miagolio di… gatti….
(Guglielmo Viti)
–Se non altrimenti specificato, le immagini sono state fornite dall’autore.
















