The “Dracula’s Chivito” … di Roberto Volterri

The “Dracula’s Chivito”

di Roberto Volterri

Forse Bram Stoker non ne sarebbe molto fiero, ma il suo “Dracula” è oggi anche il nome di un panino che più imbottito di così non si può ed è considerato quasi il piatto nazionale e più venduto in Uruguay!

1. Un Dracula affamatissimo! Ma solo del rosso “fluido della vita”…

Ė il celebre “Dracula’s Chivito che – non ancora celebre per ragioni di carattere astronomico – è stato inventato da un fantasioso, molto creativo ristoratore di Punta del Est, in Uruguay.

Era il lontano 1944 e Antonio Carbonaro, di origine italiana, proprietario di El Mejillón, ristorante del luogo, una sera si trovo nella situazione di accontentare ad ogni costo una turista, capitata lì per caso, desiderosa di rifocillarsi con un “chivo”, ovvero una bistecca di carne di capretto.

Capita! “I clienti hanno sempre ragione!”, recita un antico detto nell’ambito del commercio, ma il nostro Antonio, proprio quella sera non era in grado di accontentare la gentile sua cliente e allora dette ampio sfogo alla sua fantasia.

Lì per lì, preparò un panino con pane ben tostato, imbottito con quel che a quell’ora “passava il convento”.

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2-3. Il fantasioso Antonio Carbonaro davanti al suo ristorante El Mejillón, con un suo collaboratore, ai tempi della sua appetitosa e fortunatissima invenzione.

Il creativo chef di altri tempi racimolò soltanto del buon burro, alcune fette di prosciutto e quel che rimaneva di bistecche di manzo che da quelle parti si chiamava “churrasco”.

Sarà stata l’ora, sarà stato l’impellente desiderio di placare i “morsi della fame” ma alla cliente il “churrasco”, non proprio DOC, piacque molto!

La squadra vincente non si cambia” – così, solo per restare ancora nell’ambito di detti popolari… – e allora Carbonaro non cambiò la ricetta e, forse con suo iniziale stupore, iniziò a vendere centinaia di “chivitos” ogni giorno!

Poi l’umana fantasia contribuì ad apportare qualche variazione sul tema riguardo alla iniziale composizione degli ingredienti.

Aggiungi oggi, aggiungi domani, adesso il “Chivito”, oltre al solito pane tostato, contiene l’originaria carne di manzo, prosciutto cotto, mozzarella, pancetta, una foglia di lattuga, fette di pomodori, uova sode, olive e un po’ di Maionese che non guasta mai.

I soliti “incontentabili”, spesso, chiedono di aggiungere anche peperoni rossi già grigliati, piselli, cetrioli e barbabietole. E chi più ne ha più ne metta!

4. una recente versione dello “stokeriano” Dracula in un momento in cui egli medita sulla sua ematica colazione quotidiana

5. Un nostrano appassionato del “Dracula’s chivito”. De gustibus non est disputandum!

Divertente aneddoto, ma cosa ha a che fare con il “nostro” Dracula alle cui immaginarie vicende lo scrittore irlandese Bram Stoker ha dedicato un romanzo che ancor oggi fa parlare di se in quasi ogni ambito, dalla narrativa, al cinema, fino all’arte culinaria?

Dobbiamo salire in alto, molto in alto, diciamo a mille anni luce dalla Terra, chilometro più, chilometro meno!

Da quelle parti il telescopio spaziale Hubble ha fotografato proprio il “Dracula’s chivito”, ovvero il più grande disco protoplanetario fino ad oggi osservato.

6. Il telescopio spaziale Hubble

L’immenso “corpo celeste” è esteso per ben 650 miliardi di chilometri e mostra una struttura estremamente caotica, scura, con una zona interna che appare di diverso “appetitoso” colore.

7. Il “Dracula’s chivito”, disco protoplanetario, quasi un immenso sistema planetario in formazione. Due immaginifici astronomi di buon appetito hanno esclamato che assomiglia ad un immenso hamburgher, o meglio proprio ad un uruguayano Chivito!

Ma perchè Dracula’s chivito?

Perché è stato individuato da ricercatori dello Smithsonian Astrophysical Observatory, uno dei quali proviene dalla tenebrosa Transilvania dove sarebbe nato Vlad III di Valacchia, da Bram Stoker promosso a Dracula, il Vampiro per antonomasia, mentre l’altro astronomo è uruguayano il cui “piatto nazionale” sembra sia diventato proprio il Chivito.

 

8-9. Un tipico, appetitoso, “Chivito uruguaiano” allettante ma ben poco “ipocalorico”

 

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10. … e dopo ‘l pasto ha più fame che pria … (Dante, Inferno, I, v. 99).

(Roberto Volterri).

 

Tutte le immagini.sono state fornite dall’autore. 

 

 

 

 

 

Copertina del nuovo libro di Roberto Volterri, Giancarlo Pavat, Dino Coppola, Alessio D’Antonio e in collaborazione con Alessandro Middei;

“Dal Tramonto all’Alba. Il Grande Libro dei Vampiri”,

 

Prossimamente a  Gennaio 2026

 

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2 commenti:

  1. Roberto Volterri

    Gentile Paolo, innanzitutto la ringrazio per le sue parole, da me molto apprezzate.
    Da molti decenni, spinto da inguaribile curiosità, ho cercato di indagare quasi a 360°, in tutti i campi dove ci fosse qualche “anomalia”, qualche difformità tra ciò che conosciamo e ciò che non si colloca facilmente nell’ambito delle nostre esperienze.
    In ambito universitario la ricerca nel campo dell’applicazione di una complessa strumentazione (Microscopia Elettronica a Scansione e altre tecniche) su reperti archeologici – come facilmente lei intuirà… – per molti decenni si è svolta sotto l’egida della cosiddetta “stretta osservanza”. Però, parallelamente, in ambito personale, fin dal lontanissimo 1976 mi sono occupato di aree culturali “di frontiera”, pubblicando molti libri per suggerire ad altri sperimentatori come realizzare semplici apparecchi elettronici. Nacquero così “Psicotronica”, “Enigma Uomo”, “Alla ricerca del pensiero” fino al cinquantaduesimo libro “Dal Tramonto all’Alba”, la cui uscita è stata appositamente evidenziata negli articoli appositamente pubblicati (e altri usciranno in questi giorni, si “rassegni“!).
    Una doverosa precisazione: mi muovo abbastanza bene in vari, non facilissimi, ambiti culturali ma, mi creda, mi sarebbe estremamente più semplice dissertare sul “Principio di indeterminazione di Heisenberg” che capire a fondo le regole del misterioso “fuori gioco” nello “sport più bello e famoso del mondo”, il Calcio. Per non parlare delle mille difficoltà che incontro nel preparare due uova sode!
    Se vuole, ci invii un suo articolo che ponga un altro “Punto sui mille “Misteri” che ci circondano. Anche Giancarlo Pavat, ne sono certo, lo apprezzerà.
    Cordiali saluti!

    Roberto Volterri

  2. ilpuntosulmistero

    Bellissimo articolo. Continua la scorpacciata di vampiri d capisco il.motivo. Ma non.conoscevo la storia del panino uruguaiano. Grande capacità del professore di spaziare in campi diversi.
    Paolo

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