Un piccolo “Grand Tour”… rosso shocking
di Roberto Volterri
Facemmo adunque più lungo viaggio…
(Dante, Inferno, XXXI, v. 82)
Come ben sanno i lettori affascinati dal misterioso mondo dei Vampiri, il cosiddetto “Grand Tour” consisteva in un lungo viaggio nell’Europa continentale effettuato dai ricchi rampolli dell’aristocrazia di un tempo che fu.
Ebbe grande successo, per chi se lo poteva permettere, a partire dal XVIII secolo poiché era destinato ad espandere gli orizzonti culturali dei giovani “figli di papà” dell’epoca e, di solito, consisteva nel partire e ritornare nella stessa città dopo avere esplorato le bellezze naturali, storiche e… muliebri di buona parte del continente europeo.

Un vero Grand Tour ottocentesco alla ricerca delle bellezze naturali e della Storia.
Il Grand Tour poteva durare da pochi mesi fino a svariati anni ma destinazione finale era comunemente l’Italia, o più raramente la Grecia, ambedue ricche di testimonianze archeologiche e artistiche di notevole importanza.
Durante il Tour, infatti, i giovani imparavano a conoscere la politica, l’arte, la cultura, e le antiche vestigia dei paesi visitati e i più fortunati tra i rampolli potevano anche acquistare, secondo le loro possibilità, importanti opere d’arte e d’antiquariato, oltre a visitare le rovine di Roma, di Pompei ed Ercolano scoperte da poco tempo.
I tempi sono cambiati e al giorno d’oggi i “fortunati rampolli” preferiscono visitare New York, Londra o la Svezia, non tanto alla ricerca di nuovi stimoli culturali, ma attratti da altri “stimoli” più caratteristici della loro età.

Libro che ricorda e descrive i veri Grand Tour di una volta.
Oppure, semplicemente perché al Liceo o all’Università hanno fatto indigestione di greco, di latino, di Storia dell’arte e di tutto ciò che avrebbe dovuto far di loro persone colte, raffinate e pronte ad affrontare una società che, malauguratamente, di tali aspetti della Conoscenza spesso non sa che farsene!
Poiché probabilmente avete l’intenzione di conoscere il mondo della Transilvania per conoscere meglio le località in cui visse veramente Vlad III Tepeş o quelle descritte da Bram Stoker nel suo immortale romanzo “Dracula”, queste poche pagine vi saranno senz’altro utili.

La prima dedizione, del 1897, dell’immortale “Dracula” di Bram Stoker. Qui in versione policroma per “insopprimibili esigenze artistiche” dell’autore di queste scarne note…
Qualche anno fa ho avuto occasione di visitare la Romania per una mia partecipazione ad un Congresso Internazionale di Metallurgia tenutosi nella bella cittadina di Brasov.
Ma, dato che stavo proprio in una delle città dove Vlad III mostrò, senza remora alcuna, la sua crudeltà impalando decine o centinaia di individui poco… “allineati” con il suo modo di vedere la vita e i rapporti umani, con due colleghi dell’Università “rassegnati” a visitare i “castelli di Dracula”, presi una macchina a nolo e ci avventurammo per le non agevolissime strade dell’interessante e suggestivo Paese dell’Europa orientale.

Vlad III Tepeṣ durante il pranzo assisteva compiaciuto all’impalamento dei suoi nemici.
Debbo dire che ne è valsa veramente la “pena”!
La vera “pena” è stata però quella di percorrere – per andare soltanto da una cittadina all’altra – un centinaio di chilometri in mezza giornata, stante la quasi totale assenza di autostrade o almeno di strade statali o provinciali degne di questo nome.
Ma sono passati anni e amici rumeni mi dicono che ora la situazione è ora molto migliorata!
La Romania, i Carpazi, la campagna e i piccoli paesi, in autunno sono incantevoli e, basse temperature a parte, vale sul serio la “pena” di visitarli.
Magari con i libri “Odissee di sangue” e “Tenebre rosso shocking” nella valigia di pelle “alla Jonathan Harker”!

“Tenebre rosso shocking”, per trascorrere ‘serenamente’ qualche ora…
Iniziamo insieme quindi il nostro, vostro, piccolo Grand Tour!
Suggerirei di prendere in considerazione la Romania studiando un itinerario ad hoc, un itinerario che possa farvi visitare, con una certa logica, i castelli di Dracula – o almeno quelli che egli avrebbe abitato – e le località dove ebbe modo di mettere in mostra tutta l’assenza del suo spirito ben poco… “francescano”!
Poiché quasi certamente siete sbarcati all’aeroporto di Bucarest, dove affittammo un’automobile a nolo per poter esplorare la Transilvania e dintorni, potreste subito raggiungere il lago di Snagov, a circa trenta chilometri dalla capitale rumena, dove, in un incantevole isolotto, c’è quella che viene interpretata come la tomba di Vlad III Tepeş.

Vlad III Tepeş in uno dei ritratti più noti, quello esposto nel Castello di Ambras in Tirolo.
Snagov
Raggiungere la piccola isola non è stato facilissimo, ma poiché chi scrive è profondamente convinto che la distanza tra due punti della terra è inversamente proporzionale alla lunghezza della… lingua, chiedendo ora qua e ora là, stante la totale assenza di validi cartelli turistici e anche perché il “navigatore”, forse intimorito da ciò che supponeva avremmo visto, si rifiutava categoricamente di trovare la destinazione impostata, alla fine siamo giunti alla meta.
Ma solo grazie al gentile cliente di una pompa di benzina che è riuscito ad indicarmi, carta e penna alla mano (altro che “Gps”!), come arrivare alle rive del lago dove sarebbe stato possibile “salpare” per l’isola.
Distante poco più di… cento metri dalla terraferma!

L’incantevole isolotto nel lago di Snagov, a pochi chilometri da Bucarest, Qui, come si è ampiamente illustrato nei due Volumi “Dal Tramonto all’Alba. Il Grande Libro dei Vampiri”, si ritiene ci sia quella che potrebbe esser la vera tomba di “Dracula”.

Il monastero ortodosso situato sull’isolotto di Snagov. All’interno c’è una lapide che celerebbe quelli che furono considerati i mortali resti dei Vlad III l’Impalatore
Infatti, per incrementare l’afflusso turistico durante la stagione estiva, alcuni operai stavano costruendo un ponte, ora terminato, che avrebbe dovuto sostituire la classica barchetta presa a nolo. Dietro versamento di cospicua mancia il “direttore dei lavori”, novello “Caron dimonio”, ci ha traghettati sull’isolotto e, dopo circa un’ora, ci è venuto a riprendere. Potenza di qualche decina di Euro, apprezzati ben di più dei locali “Lei”!

Da questo punto del lago, qualche anno fa, “salparono” avventurosamente, su una traballante barchetta, chi scrive queste pagine insieme al collega professor Montanari e all’ingegner Donnini per un doveroso saluto all’ultima dimora (si dice…) di Vlad III Tepeş, Dracula.
Oggi, sullo stesso punto, c’è questo piccolo ponte in ferro – ben poco “vampiresco” – necessario a raggiungere l’isolotto dove si trova la tomba attribuita a “Dracula”. Al centro dell’isolotto, il monastero.

Roberto Volterri sull’isolotto di Snagov accanto all’ultima “dimora” di Vlad III Tepeṣ, il “Dracula” di Bram Stoker.
Proseguiamo…
Brasov e dintorni
Come ho accennato all’inizio di queste note, a Brasov si svolgeva il Congresso Internazionale di Metallurgia e da Brasov siamo partiti (trecce d’aglio, regolamentari paletti di frassino e ammennicoli vari nel portabagagli…) per il giro che ci ha condotti a visitare gran parte, se non tutti, i castelli di “Dracula”.
Lasciata Brasov, lungo la principale strada di montagna in direzione sud-ovest è possibile vedere anche le rovine del castello di Konigstein. In questo luogo Dracula cadde in un’imboscata e, nel 1462, fu arrestato, per tradimento, da Matthias Corvinus, Re d’Ungheria.
Non lontanissimo c’è il suggestivo castello di Bran, saltuariamente usato da Vlad III per difendere la vicina Brasov. Appare molto ben tenuto – forse troppo! – e sembra fosse in vendita per “soli” 140 milioni di dollari!
A Ovest di Brasov verso Sibiu si trova la Chiesa Evangelista, un tempo cattolica, dove Mihnea il Cattivo (figlio di “Dracula”) venne assassinato e sepolto. La sua tomba, ma è solo una curiosa “stranezza”, è vicina a quella di un nobile transilvano dal nome Valentin Franck von Frankenstein…

Minhea il Cattivo (figlio di tanto padre!)

Valentin Franck von Frankenstein che nulla, però, ha a che vedere con le vicende di cui vi state interessando, Ė solo un curioso riferimento al ben noto romanzo di Mary Shelley e a quelle strane vicende descritte da Roberto Volterri nel saggio “Il laboratorio del Dr. Frankenstein” (Eremon Edizioni).
Sibiu
In realtà a poco a che fare con le vicende di Vlad III, ma mica vorreste davvero ripartire dalla Romania senza averla visitata?
Non sto qui a raccontarvi che il suo nome deriva da Sibi, suo fondatore, né che venne registrata per la prima volta in un documento vaticano del 1191, con il nome di Cibinium. Neppure vi tedierò con la notizia che nel 1551 C9nrad Haas, ingegnere militare austriaco, vi svolse i primi esperimenti sui razzi, scrivendo anche un ponderoso testo in cui studiava la possibilità di creare delle armi partendo dalle caratteristiche dei fuochi artificiali.
No, non farò nulla di tutto questo e vi lascio il piacere di scoprire da soli tutte le bellezze della città!

Sibiu, una delle più belle città della Romania. Con i “vampiri” e con “Dracula” ha poco a che fare ma vale veramente la pena di visitarla!
Hundedoara
Partite da Sibiu e dirigetevi dapprima verso Ovest e poi verso Sud.
Il vostro “navigatore” vi sarà di aiuto per raggiungere la località di Hundedoara, nei pressi della cittadina di Deva, ove sorge il castello di Jànos Hunyadi e dove Dracula, ovvero Vlad III Tepeṣ, l’Impalatore, soggiornò forse come prigioniero, forse per addestrarsi a diventare cavaliere volto alla difesa della cristianità (si fa per dire!).
Da quelle parti troverete anche il castello di Radu Gorj menzionato nel romanzo di Jules Verne “Il castello dei Carpazi“.
Forse ispirò Stoker per la descrizione del castello di “Dracula”.

Il castello di Hundeodara, probabile prigione, per breve tempo, di Vlad III Tepeṣ. Forse ispirò Jules Verne per il suo romanzo “Il castello dei Carpazi”.
Prima di raggiungere la vostra meta troverete varie fabbriche dismesse. Ormai è archeologia industriale…
Non curatevene e arrivate al castello, affascinante e tetro come ben si conviene ad un castello per “vampiri”! Qui sono state girate anche alcune scene dei film “Van Helsing” e “Bloodrayne”.

Un’immagine tratta dal romanzo di Verne “Il castello dei Carpazi” forse ispirato al castello di Hundeodara.

Locandina del film “Bloodrayne” alcune scene del quale sono state girate proprio nel castello che potreste visitare.
Borgo Pass
Ad est di Bistrița, sul valico denominato Psul Tihua, si attraversa il pittoresco Passo Borgo (Borgo Prund).
Qui, secondo Stoker, Johnahtan Harker incontrò la prima volta Dracula, ma al di là della finzione letteraria, qui gli Hunyadi e, forse anche qualche avo di Vlad Tepeş ebbero dimora.
Al Passo Tihuta è stato costruito il nuovissimo Hotel, in stile falso gotico, denominato ovviamente “Dracula Castle“.
Gli unici edifici autentici sono le rovine dei castelli di Rodna e Bethlen.

Il nuovissimo Hotel, in stile “ autenticamente falso gotico”, denominato ovviamente “Dracula“.

Uno scorcio di Borgo Pass, località dove Bram Stoker ha ambientato parte delle vicende descritte nel suo romanzo “Dracula”. In realtà non appare storicamente dimostrato che Vlad III vi abbia mai abitato.

Uno scorcio di Bistrița, Nel romanzo “Dracula”, il protagonista Jonathan Harker alloggia a Bistrița, all’Albergo “Goldenkron”. All’epoca in cui Stoker scrisse il suo capolavoro a Bistrița non esisteva alcun albergo con questo nome. Oggi aperto con ovvi scopi turistici.
Nelle trattorie della parte vecchia della città è ancora possibile assaggiare ottima carne condita con cipolla e paprika, ovvero la “Ciorba”. Per qualche minuto potrete così sentirvi nei panni dell’agente immobiliare Jonathan Harker, una delle prime “vittime” del “Dracula” immaginato da Bram Stoker!
Molto bene! Certo che ora non rischiereste di perdervi nella foreste della Transilvania, né che vi si possa fermare l’automobile in uno dei “sinistri” villaggi che l’autore di questo incompleto “piccolo Grand Tour” ha attraversato insieme ai suoi due compagni di “vampiresche” avventure, mi riprometto di descrivere, prossimamente, anche un breve Grand Tour “vampiresco” nell’Inghilterra dove Stoker ha ambientato parte delle vicende del suo immortale “Dracula”…
Nel frattempo, per completare il “viaggio” date un’occhiata anche al link…
https://www.ilpuntosulmistero.it/?s=il+nido+del+vampiro

Se avete brillantemente superate tutte le difficoltà che la forse non completa rete viaria romena offre a voi esploratori del “mistero”, a voi indagatori – tra il fantastico e il reale – dei miti legati al vampirismo, potreste festeggiare in questa pizzeria di Sighisoara (chissà perché ’dedicata’ a San Gennaro, forse perché di sangue se ne intende…), a pochi metri dalla casa natale di Vlad III Tepeş, l’Impalatore per antonomasia!

“Interroghiamo… interroghiamo… Roxana e Iasmina su “I Compiti per l’Eternità” che vi ho abbondantemente illustrati!”
“Ma, professor Drak-Ull, soltanto ieri ci ha spiegati i “misteri” dei Chirotteri, dei neri Pipistrelli che tanto assomigliano a certi suoi stretti parenti e ancora ci terrorizzano nei nostri sogni!”
(Roberto Volterri)
SONO FINALMENTE ORDINABILI
ON LINE SIA
IL 1° CHE IL 2° VOLUME DE
DAL TRAMONTO ALL’ALBA.
IL GRANDE LIBRO DEI VAMPIRI
DI
ROBERTO VOLTERRI, GIANCARLO PAVAT,
DINO COPPOLA, ALESSIO D’ANTONIO
E IN COLLABORAZIONE CON
ALESSANDRO MIDDEI









