Immagine di apertura; Il celebre “Astronauta di Palenque”. Tra le molteplici interpretazioni c’è infatti anche quella che vedrebbe un curioso personaggio all’interno di una struttura “aerodinamica” dalla quale, a destra, fuoriuscirebbero i gas di scarico…
UFO-crash tra le rovine Maya?
Lo strano ‘proiettile’ in pietra di Uxmal
di Roberto Volterri
“…Un cerchio sarà in cielo, la terra brucerà.
Kauil verrà innalzato, sarà innalzato al principio
del tempo che verrà… La terra brucerà in questo Katun…”
(dai libri di Chilam-Balam. XVI-XVII secolo d.C.)
All’alba di un giorno qualunque. IX secolo d.C.
Guardate ! E’ caduto vicino al Tempio!
Ha la coda di fuoco!
Ė un messaggero di Quetzalcoat, il Serpente Piumato!…
…è possibile che questo mio molto immaginario e concitato dialogo si sia effettivamente svolto, forse in lingua nahuatl, tra le umide foreste, tra i misteriosi templi frequentati dalle popolazioni Maya?
Ė possibile che lo strano oggetto in pietra – da me fotografato – a struttura chiaramente ogivale, infisso nel terreno non verticalmente, come una stele, non appoggiato ma con l’inclinazione caratteristica di qualcosa che sarebbe precipitata dall’alto con una precisa traiettoria, sia stato posto lì, dalle antiche popolazioni Maya in ricordo di uno strano oggetto che effettivamente era caduto nei loro territori?
Ho passato gran parte del mese di Maggio 2000 in Messico per presentare, in un Congresso internazionale di Archeometria, una complessa ricerca, mediante Microscopia Elettronica (SEM) e altre sofisticate tecniche di analisi, su antichi reperti punici in oro e argento – oggetto di studio presso i laboratori dell’Università nella quale, per decenni, ho operato come Archeologo – poi per visitare in lungo e in largo i vari siti archeologici dello Yucatan.
Palenque inclusa, ovviamente!
Dopo aver visitato per alcuni giorni Teotihuacan, “La città degli Dei“, dopo essere salito sulla “Piramide della Luna” e su quella del “Sole”, dopo…non essere riuscito, neppure con tentativi di corruzione a base di congrua propina, la mancia locale, a vedere i famosi strati di muscovite (mica) di cui non è chiara né l’origine, né l’uso, sono partito per un avventuroso e faticoso viaggio tra le rovine maya.
2. Immagine sopra; una immagine epica. Il professor Roberto Volterri a Teotihuacan! “La Città degli Dei. Sullo sfondo la “Piramide del Sole”.
3. Immagine sopra; Primo piano – lo merita! – della “Piramide del Sole” con centinaia di turisti affascinati dall’imponente e misteriosa costruzione. Arrivare sulla sommità, in una calda giornata estiva, non è proprio una “passeggiata”. Ma ne vale la pena!
Visitata Yaxchilan e i suoi templi sperduti tra la foresta, dopo alcune ore su una traballante camionetta e oltre un’ora a bordo di una non più rassicurante lancia a motore sul niente affatto rassicurante fiume Usumacinta, ammirati i famosi dipinti di Bonampak (e il caratteristico blu maya, in verità ormai un po’ sbiadito!), avventuratomi tra i templi della più turistica Kabah, mi sono avviato verso Uxmal.
4. Immagine sopra; Il fiume Usumacinta al confine tra Messico e Guatemala. Non è affatto un tranquillo corso d’acqua come apparirebbe…
5. Immagine sopra; I dipinti di Bonampak e il caratteristico “blu maya”.
Il sito archeologico, in ottimo stato di conservazione e con ancora alcune aree da scavare (tra le quali ho ‘vagato’ un po’ alla ricerca di qualche altro ‘strano’ indizio) si trova al chilometro 78 della strada che collega Merida a Campeche
L’edificazione del centro cerimoniale di Uxmal può collocarsi tra il VII e il X secolo d.C., nel periodo aureo della civiltà Maya.
L’area archeologica è costituita da vari templi caratterizzati in gran parte dallo stile architettonico denominato Puuc.
Tra i templi spicca per dimensioni e atipiche caratteristiche la cosiddetta ‘Piramide dello Stregone’.
6. Immagine sopra; La ‘Piramide dello Stregone’, cosi chiamata per una leggenda che narra di un nano nato da un uovo appartenuto una Strega. Il nano affermò che avrebbe costruito un’intera città in una sola notte. Ci sarebbe riuscito e così divenne Sovrano di Uxmal…
La piramide presenta una base ellittica, con spigoli fortemente arrotondati e deve, come accennato, il suo nome ad una antica leggenda locale.
Ma non è di questi aspetti storico-artistici che tratterò in questo articolo dedicato alla ricerca delle testimonianze ‘ufologiche’ nell’antichità. Accennerò invece ad una curiosa struttura in pietra che dovrebbe quantomeno… far pensare.
Ad Uxmal, infatti, davanti ad uno dei templi più belli, in prossimità del cosiddetto Palazzo del Governatore, all’interno di una piccola e bassa recinzione in mattoni e pietre, ho fotografato il curioso reperto illustrato in queste pagine.
7. Immagine sopra; Non potevo non fotografare questo strano “oggetto” con struttura apparentemente aerodinamica, esattamente così ritrovato negli scavi archeologici a Uxmal. Ma cos’è realmente?
8. Immagine sopra; Vicino all’oggetto della immagine precedente c’è questa epigrafe in pietra che illustra come sia stato rinvenuto l’oggetto stesso.
Non è, come si potrebbe credere, caduto dalla sua originaria posizione verticale, sembra sia stato sempre così, come ho potuto verificare interpellando anche alcune guide locali.
Si tratta di un cilindro in pietra, con un diametro di poco più di sessanta centimetri, con la punta palesemente tronco-conica, quasi ogivale, riportante quelli che appaiono essere degli sbiaditissimi glifi maya.
Sta lì, quasi passa inosservato, dato che i turisti, quelli meno…’curiosi’ vagano con il naso all’insù, ammirando i templi, le ripide scalinate, il curioso campo per il gioco della ‘pelota’ e tutto quanto ancora offre la visita a questi meravigliosi siti archeologici Maya.
Sta lì da molto, molto tempo, a testimoniare qualche particolare, anomalo evento?
A testimoniare, forse, che qualcosa cadde dal cielo, tra i templi e la foresta e penetrò nel terreno proprio in quella curiosa posizione, inclinato, nella posizione in cui oggi possiamo osservare il reperto in pietra posto da qualche sacerdote Maya a perenne ricordo di un fenomeno ‘divino’ ?
Chissà ?
Ma ho voluto accennare – seppur brevemente – a questo reperto, perché nel corso delle mie peregrinazioni archeologiche in Messico ho trovato altri ‘curiosi’ oggetti che mi hanno suggerito una correlazione con l’ipotetico UFO-crash di Uxmal.
Non me ne vogliano gli Ufologi di strettissima osservanza se – molto sommessamente – mi sono permesso di definire così una testimonianza archeologica che, verosimilmente, potrebbe interpretarsi anche con una chiave di lettura meno ‘eretica’, più ortodossa, ma che, al momento… mi sfugge !
Spostiamoci di molti chilometri che, così come li ho percorsi mi sono sembrati veramente moltissimi!
Gli altri reperti ‘strani’ giacciono infatti, accatastati l’uno sull’altro, in un altro piccolo recinto del sito archeologico di Chichèn-Itzà.
La cittadina sacra delle popolazioni Itzaès, denominata Chichèn-Itzà in lingua Maya ossia il Pozzo Sacro degli Itzaès – è situata a 120 chilometri ad est di Merida, capitale dello stato messicano dello Yucatan.
9. Immagine sopra; “El Castillo”. La stupenda piramide di Chichèn-Itzà. La “Discesa del Serpente Piumato”, durante gli Equinozi di primavera e autunno…
Qui gli Itzaès arrivarono, provenendo da Petèn, nel Guatemala, tra il 435 e il 455 d.C., anni corrispondenti al periodo maya di ‘Katùn 6 Ahau’, abitarono il territorio fino al 692 d.C. e poi lo abbandonarono, per tornarvi, però, non molto tempo dopo, formando alleanze con altre popolazioni locali.
La pace durò fino al 1204 d.C., anno in cui Hunac Ceel, governatore di Mayapan, ruppe il patto e attaccò Chichen-Itzà, conquistò la città e fece sì che tutti gli abitanti abbandonassero definitivamente quei territori.
Ho riportato queste brevi informazioni unicamente per inquadrare dal punto di vista storico e geografico il sito archeologico nel quale ho fotografato – a pochi metri di distanza dalla Piramide ‘El Castillo’ – degli strani manufatti in pietra, a forma chiaramente ogivale, accatastati a decine in un piccolo recinto.
Ovviamente l’Archeologia ufficiale – non sapendo fare di meglio – li ha già catalogati come ‘simboli fallici’ (c’era da aspettarselo !) e li ha posti nel recinto suddetto in attesa di trovare una razionale collocazione a dei reperti che hanno l’unico torto di richiamare alla mente ben altre… aerodinamiche morfologie.
10. Immagine sopra; A poca distanza dalla Piramide ‘El Castillo’ ci sono questi curiosi oggetti in pietra con una morfologia, diciamo così, “aerodinamica”. Per l'”Archeologia Ufficiale ” nient’altro che banali “simboli fallici”.
In realtà, la prima cosa che richiamano alla mente è la forma di un proiettile, di un… razzo ! Anche se di piccole dimensioni.
Possiamo ipotizzare che anche a Chichèn-Itzà furono osservate delle strutture di forma aerodinamica, ogivale, che poi furono scolpite nella pietra ad eterno ricordo di qualche avvenimento fuori dell’ordinario?
Possiamo correlare questi reperti all’altro oggetto infisso obliquamente nel sito archeologico di Uxmal?
Sono solo miei “pindarici voli”?
Può darsi e, dato che “la Scienza è Verità”, non… “lasciamoci ingannare dai Fatti” (né da troppo ardite supposizioni) e proseguiamo il nostro giro qua e là tra le rovine Maya per ammirare una strana, curiosa scultura in pietra posta nel Parco Naturale e Archeologico ‘La Venta’, raffigurante un individuo che, mani dietro il capo, osserva… il cielo.
11. Con le mani dietro il capo, un tranquillo individuo osserva… il cielo. Perché?
Ė un ‘fannullone’ immortalato in un momento di duro… ozio, oppure la rappresentazione dell’insopprimibile desiderio dell’Uomo di scrutare le profondità del Cosmo alla ricerca di creature a lui ‘simili’?
La scultura, pur nella sua semplicità, promana uno strano fascino, richiamando alla mente la visione di un cielo stellato nel quale l’oscuro personaggio raffigurato cercava (o ricercava ?) tra le stelle, che rendevano meno solitaria la notte della immensa foresta dello Yucatan, un segno, una testimonianza, una prova di non esser solo tra i suoi simili, ma di avere dei ‘fratelli’ nell’immensità dell’Universo.
Ebbene sì, lo ammetto, mi sono fatto prendere la mano da un eccessivo lirismo!
Perciò, per tornare…sulla Terra (si fa per dire!) osserviamo la curiosa maschera rituale, in terracotta, da me fotografata nello stupendo Museo di Antropologia e Storia di Città del Messico.
12. Immagine sopra; Uno strano… casco spaziale munito di oblò? Eccessiva fantasia?
Rappresenta la testa di un animale munito di strane protuberanze, oppure raffigura un…casco spaziale munito di oblò, osservato da qualche oscuro artigiano Maya e poi immortalato nell’argilla cotta affinchè, secoli dopo, qualcuno potesse elucubrare ‘eretiche’ teorie su “le cose che si vedono nel cielo” e sulla “pluralità dei mondi abitati”?
Può essere anche così ma non ne sono del tutto convinto!
Perciò proseguiamo ancora, concludendo questo breve excursus tra le testimonianze della cultura Maya, con un altro… casco spaziale oppure – se volete – con la solita raffigurazione del solito personaggio che “non trovava nulla di meglio da fare che infilarsi in un improbabile costume da… aquila, forse proprio ad imitazione di qualcuno che aveva visto volare davvero!
13. Immagine sopra; Un altro… “casco spaziale”? Sono affetto da una irrefrenabile “Sindrome di Erick von Däniken”, in alternativa a quella del nostro indimenticabile Peter Kolosimo
Ho fotografato la bellissima scultura in terracotta nel Museo del Templo Mayor, a Città del Messico e, al di là della pregevole fattura, al di là degli aspetti prettamente artistici, essa – considerando anche quanto abbiamo fino ad ora visto riguardo ‘atipiche’ testimonianze della cultura Maya – promana un fascino sottile, una particolare suggestione di luoghi e di epoche in cui nulla, costruito da mano umana, solcava l’azzurro dei cieli o illuminava il buio della notte nell’immensa foresta, tra i suggestivi templi e le inquietanti raffigurazione di Quetzalcoatl, il Serpente Piumato.
14-15. Immagini sopra e sotto; A Roma, presso il Museo Nazionale d’Arte Orientale Giuseppe Tucci, in Via Merulana, è possibile vedere statuette giapponesi di epoca Jōmon (10.000 – 300 a.C.) con qualcosa che potrebbe assomigliare ad una sorta di casco di una tuta spaziale…
16. Immagine sopra; Il pilota russo Yuri Gagarin, il primo Cosmonauta a volare nello spazio.
17. Immagine sopra; Una delle tante raffigurazioni del Serpente Piumato.
Accennavo a Quetzalcoatl, il Serpente Piumato, che però… anche lui volava!
18. Immagine sopra; il logo del nuovissimo, delizioso aeroporto di Palenque in Messico. Vi ricorda nulla?
Volava come il ‘nostro’ caro Pacal dato che il logo del nuovissimo, delizioso aeroporto di Palenque è, molto opportunamente, rappresentato proprio dal ben noto Astronauta a bordo del suo anacronistico… veicolo, privato – chissà mai perché! – della parte anteriore della capsula!
Con questa curiosa testimonianza, concluderei per ora il vostro breve viaggio tra le ‘anomalie’ artistiche, tra gli ‘anacronismi’, tra tutto ciò possa avervi fatto meditare ancora un po’ sulle eccessive incerte…’certezze’ del ‘sapere’ istituzionalizzato.
Tra tutto ciò che possa aver contribuito a sostituire queste – a volte improbabili – ‘certezze’ con sani, costruttivi… ‘dubbi’.
(Roberto Volterri)
-Tutte le immagini sono state fornite dal professor Roberto Volterri.
Sopra alcuni libri sugli argomenti che avete incontrati nell’articolo.
....COMUNQUE LEGGERE FA SEMPRE BENE….

































