Sermoneta (LT): dopo anni di restauro torna al suo antico splendore la chiesa di San Michele Arcangelo

Dopo anni di lavori, traguardo raggiunto per l’Amministrazione Comunale, che ha fortemente voluto il recupero della chiesa più antica di Sermoneta, che oggi diventa sala espositiva e sala conferenze, i cui lavori sono stati finanziati dalla Regione con quota parte del Comune. Tanti anni di chiusura al pubblico, di polemiche per i ritardi dei lavori – dovuti soprattutto alle continue scoperte che venivano fatte nel cantiere, come gli affreschi che riemergevano inaspettatamente da sotto gli intonaci recenti – ma oggi Sermoneta può essere fiera del lavoro svolto.


Sabato 15 dicembre, a partire dalle ore 10.30 la chiesa di San Michele Arcangelo sarà  riaperta al pubblico dopo i lavori di consolidamento e restauro architettonico ed artistico.

Dopo il taglio del nastro, ci sarà una tavola rotonda alla quale interverranno il Sindaco Giovannoli, l’Assessore ai Lavori Pubblici Montechiarello, Claudio Cristallini Dirigente Area Servizi e Strutture culturali della Regione Lazio ed Anna Di Falco, Progettista e Direttore dei lavori, che parlerà del “Restauro e valorizzazione dei luoghi storici di Sermoneta”. A seguire, proiezione del Dvd “Sermoneta, la difesa della città e il Museo delle mura urbane” e gli interventi di Marta Pennacchi (Direttore del complesso monumentale – museo di palazzo Caetani di Cisterna) e Francesca Radiciotti (Impresa Regoli&Radiciotti). Una vera e propria festa per Sermoneta, alla quale sono invitati tutti i cittadini.

San Michele Arcangelo, costruita all’inizio dell’XI secolo sfruttando le rovine di un tempio pagano, è una fra le più antiche chiese del paese. La sua struttura è prettamente riconducibile allo stile romanico e si presenta con una pianta irregolare divisa in tre navate. Anch’essa, però, come le altre chiese di Sermoneta, ha subito nel corso dei secoli continue modifiche, tanto da risultare oggi una fusione di epoche e stili diversi, come dimostrano il portico, il soffitto a crociera e gli archi delle navate, tutti caratterizzati da forme derivanti dall’architettura gotica. Ad abbellire il suo interno trovano posto interessanti affreschi, molti dei quali, i migliori, attribuiti ad anonimi pittori. Gli affreschi sono stati tutti recuperati e sottoposti ad attento restauro. Di notevole interesse l’organo settecentesco, il battistero del 1603 e l’affresco raffigurante la Crocifissione. Dalla navata sinistra si accede, scendendo delle scale, alla cripta dove troviamo affreschi quattrocenteschi.

(Giancarlo Pavat)

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