Conoscenze perdute. SLIPSKÅROR. LE ENIGMATICHE SCANALATURE SULLE ROCCE DI GOTLAND; di Giancarlo Pavat

Immagine di apertura: tramonto sul sito archeologico di Leistu rojr a Gotland – foto G. Pavat 2012

 

2. Immagine in basso; cartina dell’isola di Gotland con indicata la posizione della Norrlanda kyrka.

CONOSCENZE PERDUTE.

SLIPSKÅROR.

LE ENIGMATICHE SCANALATURE SULLE ROCCE DI GOTLAND

di Giancarlo Pavat

 

A poca distanza dalla costa orientale dell’isola di Gotland, nel Baltico, esattamente a 57°30′ 5″ di latitudine N, sorge la chiesa di Norrlanda.

Come diverse chiese dell’isola baltica svedese, anch’essa risale al XIII secolo anche se sorge sulle fondamenta di una chiesa romanica ancora più antica. Di questo edificio è sopravvissuto soltanto il campanile che svolgeva pure funzioni di torre di avvistamento. 

Infatti, come tante altre chiese medievali gotelandesi, la Norrlanda kyrka era fortificata per difendersi dalle scorrerie dei famigerati pirati del Baltico contro cui si batterono a lungo i Cavalieri Teutonici.

3. Immagine sopra: Norrlanda kyrka a Gotland – fonte Wikipedia.

 

Nel territorio che circonda la chiesa si rintracciano molte testimonianze di epoche precedenti. Come il grande tumulo sepolcrale di Bjärs hög, risalente all’Età del Bronzo, oppure le “stensträngar.

Queat’ultime sono strutture presenti oltre a Gotland anche sull’isola di Öland e nell’Östergötland e nell’Uppland, regioni della Svezia continentale. Di fatto sono una sorta di recinti di pietre a secco di diverse dimensioni, anche piuttosto grandi, che costituiscono un piccolo enigma. In quanto non si sa esattamente che cosa siano e a che cosa servissero.

Forse erano aree sacre in cui praticare ancestrali culti dimenticati oppure avevano funzioni più banali come delimitare proprietà delle diverse comunità isolane.

4. Immagine sopra: le “Stensträngar” nei dintorni di Norrlanda a Gotland – foto G Pavat 2012

5. Immagine sotto: “Stensträngar” nell’ Uppland nella Svezia continentale – fonte Wikipedia

 

Ma l’elemento forse più caratteristico e misterioso che è possibile vedere presso la Norrlanda kyrka, sono le Stenar med sliprännor(o più semplicemente “slipskåror”), termine traducibile dallo svedese come “Pietre con scanalature da erosione”.

Si tratta di massi o rocce su cui si notano strane, perfette, profonde scanalature, soprattutto verticali ma a volte pure orizzontali.

 6. Immagine sopra: la grande Pietra di Sanda al Gotland Fornsal di Visby – foto G Pavat 2012

 

Una di queste scanalature è perfettamente visibile nella parte inferiore destra della grande “Pietra di Sanda”, una delle “Bildstenar” esposte al “Gotlands Fornsal” di Visby, che con i suoi 3, 30 metri di altezza è la più grande di tutte le antiche pietre istoriate finora rinvenute sia a Gotland che in tutto il Baltico.

Nel corso del tempo questi misteriosi solchi hanno dato vita a diverse credenze tra le popolazioni baltiche.

Infatti sembrano davvero artificiali, ma vista la difficoltà di incidere in quel modo rocce durissime come il granito (ma alcune sono di calcare), si pensò che non potessero che essere opera di creature sovrumane.

Oltre che a Norrlanda, le ho viste anche nei pressi della cittadina portuale di Ronehamn, ed effettivamente a prima vista l’impressione è stata proprio quella che non fossero naturali.

7. Immagine sopra: slipskåror presso Ronehamn – foto G Pavat 2012

 

Anche in Italia e in particolare nel Basso Lazio, abbiamo qualcosa di simile. Sulle colonne della Cattedrale di Terracina (LT) si vedono, appunto, delle strane fenditure, simili a sinistre unghiate. Si tratta senza ombra di dubbio di difetti naturali della pietra, tra l’altro visibili su molti monumenti. Rimanendo in provincia di Latina, a Sezze si notano sulla parete esterna dell’abside del Duomo di Santa Maria.

Mentre a Fondi si trovano sia sulla facciata della chiesa di Santa Maria Assunta (del tardo XV secolo), che su una colonna in granito murata alla base del campanile del Duomo del XII secolo.

  1. Immagine sopra: Fondi (LT), le famigerate unghiate del diavolo sopra una colonna murata alla base del campanile del Duomo – foto G. Pavat 2008

 

A Itri (sempre in provincia di Latina), ai lati della gradinata che conduce al sagrato della Chiesa di San Michele Arcangelo (XI secolo) svettano due colonne romane con sopra una croce in ferro battuto. La colonna di destra presenta alcune strane fenditure. Secondo una leggenda sarebbero le tracce delle unghiate del Demonio, infuriato per aver fallito nel tentativo di distruggere la chiesa dedicata a Colui che alla Fine di tutti i Tempi lo sconfiggerà definitivamente.

9. Immagine sopra: Itri (LT), la chiesa di San Michele Arcangelo del XI secolo – foto G. Pavat 2006

Una leggenda simile avvolge la chiesa di San Pietro Somaldi a Lucca, in Toscana. Anch’essa presenta esternamente delle strane “unghiate”, inferte sempre dal Diavolo per la rabbia di non essere riuscito a tentare la giovane Gemma Galgani poi santificata.

Anche sul pilastro a destra dell’entrata laterale della chiesa di San Domenico a Ferrara, si notano i medesimi sinistri segni

La differenza sostanziale tra i “graffi” di casa nostra e slipskårorgotelandesi sta nell’assoluta e, apparentemente, inspiegabile precisione di queste ultime. Sembrano per davvero realizzate con qualche macchinario o forma di energia a noi sconosciuti.

Ed infatti, per spiegare le “slipskårornon si è scomodato il “Principe di questo Mondo”, ma, sull’onda dei libri di Erich von Däniken o di Luc Bürgin (giusto per citare qualche nome), si sono tirate in ballo le teorie sugli “Antichi astronauti” o sulle avveniristiche Civiltà scomparse. In pratica le enigmatiche fenditure come quelle della Norrlanda kyrka costituirebbero la prova dell’arrivo durante la Preistoria di visitatori da altri pianeti o dell’esistenza di Atlantide, Mu o Lemuria.

L’esempio forse più noto a livello mondiale di rocce che sembrano davvero lavorate artificialmente non si trova però in Scandinavia e nemmeno in Europa ma nell’America settentrionale.

Si tratta della cosiddetta “Waffle Rockpresso la riva occidentale del Jennings Randolph Lake in Virginia (USA).

10-11. Immagini sopra e sotto: la Waffle Rock” dello Jennings Randolph Lake in Virginia (USA) – fonte www.antikytera.net 28 aprile 2014

Sopra un gigantesco masso risalente a 250 milioni di anni fa e scoperto nel 1984, si nota un ‘intricata rete di motivi geometrici incredibilmente regolari, tanto da essere simili ai segni lasciati dalla griglia utilizzata per cuocere le famose cialde, i waffle, da cui il nome. Nel corso degli anni in molti si sono sbizzarriti nel proporre teorie una più azzardata dell’altra. Si va dalla convinzione che la “Waffle Rock” sia la traccia fossile della pelle di un rettile di immani proporzioni, al fatto che costituisca la prova inoppugnabile di una guerra nucleare avvenuta milioni di anni fa.

Un pezzo della “Waffle Rock” è esposto presso l’Istituto Smithsonian di Storia Naturale di Washington.

In realtà, i geologi ritengono che la roccia sia una formazione geologica assolutamente naturale, sebbene piuttosto rara. Una roccia molto simile si trova sempre negli Stati Uniti, sul lato orientale della “Tea Creek Mountain”, in Pocahontas County, West Virginia.

Comunque, tornando nella Vecchia Europa, nel caso delle “slipskåror gotelandesi, gli appassionati di “Archeologia spaziale”, come la chiamava Peter Kolosimo (1922-1984), sono completamente fuori strada.

12. Immagine sopra: le Stenar med sliprännor presso Norrlanda a Gotland – 2012

 

Le “Stenar med sliprännor”, sono davvero un incredibile (sebbene curioso) risultato e manifestazione della potenza della Natura e niente di più.

I geologi scandinavi hanno infatti accertato che è stata l’immane forza dei ghiacciai preistorici,  unita a millenni di incessante azione di agenti atmosferici, a lasciare quelle incredibili tracce.

E questo dovrebbe invitare sempre alla prudenza prima di gridare ai quattro venti un presunto scoop su prove di Conoscenze perdute relative a tecnologie avanzatissime di antichissime e scomparse Civiltà!

(Giancarlo Pavat)

  1. Immagine sopra: il sito archeologico di Leistu rojr non lontano da Ronehamn a Gotland – foto G. Pavat 2012.

  1. Immagine sopra: Giancarlo Pavat presso misteriosi recinti di pietre (forse le “stensträngar”), sul sito archeologico dell’Età del Bronzo di Leistu rojr non lontano da Ronehamn a Gotland – foto G. Pavat 2012.

 

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