Dino Coppola commenta l’analisi del simbolismo della “Casa delle Bisse” di Giancarlo Pavat

IL SIMBOLISMO ESOTERICO DEL GRUPPO SCULTOREO DELLA CASA DELLE BISSE A TRIESTE.

DINO COPPOLA COMMENTA L’INTERPRETAZIONE DI GIANCARLO PAVAT 

Per il curioso cacciatore di simbologie, il centro di Trieste è una vera miniera d’oro. Decisamente interessanti sono quelle che caratterizzano un Palazzo che si apre al civico 15 di via San Lazzaro, al civico 15, noto con il curioso nome di “Casa delle Bisse”. Straordinario è il gruppo scultoreo che sovrasta il portone d’ingresso. È composto da tre aquile intente a dilaniare un serpente che, a sua volta, tenta di mangiare un pomo.

Si tratta di un’opera d’arte profondamente simbolica. Su questo sito abbiamo potuto leggere l’acuta interpretazione fatta da Giancarlo Pavat. Colpito da questo gruppo scultoreo e dalla “lettura” fatta da Pavat (grazie al quale ho avuto modo di conoscere questo palazzo) ho steso queste righe di commento.

A mio parere, l’interpretazione del gruppo scultoreo con le tre aquile e il serpente, fatta da Pavat, è geniale, fatta eccezione per il globo. Non mi convince troppo questo pomo-globo e la sua opposizione rispetto agli altri elementi dell’opera. Nel senso che, se io porto qualcosa e la voglio donare al mondo (come, secondo Pavat, stanno facendo le aquile), la appoggio sopra.

Quindi il globo dovrebbe trovarsi sotto il serpente e dovrebbe essere molto più grande. Anzi, un serpente che avvolge con le proprie spire il mondo avrebbe rafforzato anche l’interpretazione essoterica dell’opera, quella di allegoria della vittoria contro Napoleone. Quindi trovo poco congrue sia la posizione del globo che le sue ridotte dimensioni. E ciò mi fa venir e in mente alcuni quesiti; perché è staccato? Siamo certi che sia coevo del resto dell’opera e che non sia stato posizionato successivamente? 

Se ciò corrispondesse alla realtà, ovvero se la presenza del globo non ci fosse stata nel progetto iniziale del committente, allora l’interpretazione di Giancarlo Pavat sta in piedi ancora meglio. Nel senso che il messaggio esoterico del gruppo scultoreo è completo già con le sole tre aquile che portano il serpente. Mentre, a mio parere, l’interpretazione può apparire “disturbata” da quel “puntare” il piccolo globo da parte del rettile. 

Se osserviamo la rappresentazione plastica del corpo del Serpente, notiamo che non ci sono segni degli artigli e del becco dei rapaci, non c’è traccia di lacerazione o modificazione della carne. E viste le dimensioni dell’animale, l’artefice non avrebbe avuto alcuna difficolta a realizzare questi dettagli. Tutto ciò credo che non faccia altro che confermare quanto scritto da Pavat, ovvero che il Serpente viene portato in volo dalle aquile. L’aggiunto successiva del pomo-globo modifica la composizione dell’opera e va proprio ad indicare come il rettile stia puntando la preda e che le aquile l’hanno fermato. Quindi cambia il senso e il significato. Credo che l’aggiunta potrebbe essere stata intenzionale al fine di dissimulare il vero significato del gruppo scultoreo di via San Lazzaro; ovvero quello recante il messaggio tanto ben illustrato e spiegato da Giancarlo Pavat.

(Dino Coppola)

Le foto del gruppo scultoreo della “Casa delle Bisse” sono di Francesco Pavat.

 (Immagine sopra: Dino Coppola)

Dino COPPOLA

Nativo della provincia di Salerno, da tempo si dedica alla ricerca su tematiche storiche focalizzandosi sugli aspetti meno noti e più enigmatici. In questa attività, svolta sia a livello nazionale che europeo (anche grazie al fatto che parla correntemente quattro lingue convoglia la propria curiosità e il senso critico di tutto ciò che viene divulgato, nonché le esperienze personali raccolte durante il suo lungo soggiorno in Germania e in altri Paesi Europei.

La sua conoscenza di diverse lingue, soprattutto quella tedesca e inglese, gli consente di attingere a fonti bibliografiche che spesso non sono disponibili in lingua italiana. Tale bagaglio linguistico viene da lui utilizzato per coniugare, all’interno dei suoi contributi, sia aspetti storici sia aspetti linguistici, fornendo spesso sorprendenti interpretazioni.

 

Tra i diversi articoli che Dino Coppola ha svritto per  www.ilpuntosulmistero.it, da segnalare quelli in cui ha analizzato il mascherone di Palazzo Gizzi a Ceccano (FR), quello del “Mammoccio Martini” a Castro dei Volsci  (FR) e quello della “Scimmia” di Porta di Tocco a Sonnino (LT).

 

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