I MISTERI DI SONNINO: il Mistery Team riscopre lo straordinario “affresco dei Santi” tornato alla luce negli anni ’20 all’interno di una abitazione privata.

Non solo nuovi misteri a Sonnino. L’antichissimo borgo sta suscitando un grande interesse e curiosità  in diversi ricercatori, anche a seguito dell’Itinerario del Mistero del 29 ottobre dello scorso anno, organizzato da “Vivi Ciociaria” con la partecipazione di Giancarlo Pavat e del nostro Mistery Team. Ma proprio a cagione di tutto ciò, stanno ritornando alla luce altri enigmi, già noti ma poi scivolati nell’oblio. E’ il caso di un affresco medievale, localmente noto come “dei Santi”, che ha la particolarità di trovarsi all’interno di un appartamento privato ubicato nel centro storico del paese.

Tra l’altro si tratta di un altro piccolo scoop del nostro sito. Infatti, a parte la citazione su una pubblicazione di uno scrittore locale,  Gaspare Ventre, per quanto ne sappiamo, siamo i primi a proporre al pubblico,  le fotografie di questa opera d’arte.  E ringraziamo la signora Grazia Bono e la sua Famiglia per averci gentilmente permesso di vedere e fotografare l’affresco.

2 - foto A Pacchiarotti

(Immagine in alto: Mario Tiberia, Giancarlo Pavat e Grazia Bono davanti all’affresco “dei Santi”- foto Angela Pacchiarotti)

IL MISTERY TEAM TORNA A SONNINO ALLA RISCOPERTA DI UNO STRAORDINARIO  AFFRESCO MEDIEVALE

di Angela Pacchiarotti

Il ricercatore internazionale Giancarlo Pavat ed il suo collaboratore Mario Tiberia, in compagnia della sottoscritta, questa volta si sono recati in un’abitazione privata nel centro storico di Sonnino (LT) dove dal 1920 a seguito della caduta di un sottile strato d’intonaco è emerso un’interessante affresco di epoca medievale.

L’abitazione dove è costudito l’affresco appartiene alla famiglia Bono. La signora Grazia Bono, un’insegnante, ci ha mostrato l’opera, ora ubicata al termine di una gradinata al secondo piano dell’abitazione.

Ad una prima analisi l’affresco presenta segni di ossidazioni, la signora Bono ha raccontato che in passato per conservare l’affresco veniva utilizzato un panno unto con dell’olio, forse questo ne è stata la causa.

Pavat e Tiberia hanno iniziato un’analisi più dettagliata. A destra abbiamo una Maria Lactans, cioè una Madonna che allatta Gesù Bambino, al centro, Pavat  ha identificato la santa con corona, palma del martirio ed una ruota, come  Santa Caterina d’Alessandria. All’estrema sinistra l’unico uomo: che dal bastone pastorale si identifica come un Vescovo. Chi sia è un mistero da svelare.

3 Maria lactans - foto A Pacchiarotti

(Immagine sopra: Maria Lactans – foto A. Pacchiarotti)

5 Giancarlo Pavat illustra l'affresco - foto M Tiberia

(Immagine sopra: Pavat illustra le proprie ipotesi sull’identificazione dei santi dell’affresco – foto Mario Tiberia)

La Madonna presenta nell’aureola con quella che sembrerebbe una scritta, purtroppo quelle che appaiono come  lettere sono chiare; è da decodificare, ed anche questo è un’aspetto iconografico insolito.

L’affresco come abbiamo già scritto è noto dal 1920, alla sua scoperta molti iniziarono a fermarsi in preghiera passando per quel vicolo, poi nel tempo è scomparsa quest’abitudine. Dell’affresco parla lo scrittore-poeta locale Gaspare Ventre in una sua raccolta “Vento lassa caccosa”.

10 Volto della Madonna - foto M Tiberia

(Immagine in alto: il Volto della madonna . Immagine in basso: Gesù Bambino – foto Mario Tiberia)

6 - Gesù Bambino - foto M Tiberia

La Sovrintendenza dei Beni Culturali ne conosce l’esistenza, ma evidentemente non c’è un interesse nel restaurarlo oppure una volontà di custodirlo diversamente. Dopo un’attenta analisi visiva, si passa ad una strutturale, l’affresco è stato realizzato su un blocco di pietra, all’interno di una chiesa, così uscendo dall’abitazione troviamo l’esatta entrata di questa ipotetica chiesa,  guarda caso nel gradino dell’entrata le tracce di quella che potrebbe essere una Triplice Cinta.

L’affresco era posizionato nel lato destro rispetto l’entrata dell’edificio originale, possiamo ipotizzare che tutte le pareti fossero affrescate, anche perchè una Madonna del latte è iconograficamente posta sempre al centro, abbiamo poi due figure alla sinistra, manca completamente la parte destra, la signora Bono nei ricordi tramandati dal padre parla di un mandorlo fiorito, ma resterebbe sembre un elemento estraneo a questo tipo di composizione, dove invece immaginiamo magari altre due figure di santi.

4 Testa S Caterina d'Alessandria - foto A Pacchiarotti(Immagine sopra: il volto di Santa Caterina d’Alessandria – foto Angela Pacchiarotti)

11 S Caterina d'Alessandria - foto M Tiberia

(Immagine in alto; Santa Caterina d’Alessandria e, immagine in basso; la ruota della tortura, attributo iconografico della Santa – foto G. Pavat)

8 la ruota di s Caterina d'Alessandra - foto G Pavat

9 Testa del Vescovo - foto G Pavat(Immagine sopra: Volto virile identificato come quello di un Vescovo – foto G. Pavat)

Presto Giancarlo Pavat ed il Mistery Team ci daranno una lettura più approfondita dell’opera, anche questa verrà inserita nel libro scritto a più mani dallo stesso Pavat ed altri ricercatori sui Misteri di Sonnino, ecco questo è un mistero che svelo subito, tutto il lavoro di ricerca verrà messo su carta al più presto.

(Angela Pacchiarotti)

 

1 - foto A Pacchiarotti

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One Comment:

  1. ilpuntosulmistero

    Complimenti ai ricercatori del Team del Mistero ed in particolare a Giancarlo Pavat. Noi di questo territorio gli dobbiamo molto.
    Antonella.

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