La Contea del Mistero: Sfere e luci misteriose ed altri curiosi megaliti a Ceccano (FR)

manufatti

(Foto sopra: alcuni blocchi che sembrano artificiali)

Ha suscitato notevole interesse la segnalazione di una sfera luminosa avvistata in periferia della cittadina di Ceccano (dalle parti di via Fabrateria Vetus) e pervenuta alcuni giorni fa al nostro sito da parte di un lettore di Frosinone (di cui per questioni di privacy non abbiamo voluto divulgare il nome). Uno degli aspetti più interessanti riguarda il fatto che l’area in cui si sarebbe verificato l’enigmatico avvistamento è da tempo attenzionata dai ricercatori del “Dream Team del Mistero” (che da mesi si stanno occupando di diversi misteri e curiosità dell’antica Fabrateria Vetus) in quanto il giovane ricercatore ceccanese Daniele MASSA vi ha individuato alcuni megaliti che sembrerebbero di origine Non naturale.

Ovviamente la presenza di notevoli formazioni rocciose in una zona palesemente contraddistinta da un forte carsismo possono spiegarsi da sole e non devono essere per forza collegate all’avvistamento della sfera.

Ma giova ricordare come in altre zone della nostra Penisola ( e non solo) caratterizzate da particolarità geologiche sono state avvistate queste sfere di luce. Ad esempio sull’Appennino Tosco-emiliano da diverso tempo ricercatori e scienziati (tra cui Nicola TOSI) stanno monitorando questi fenomeni sottoponendo a rigorosi riscontri basati su evidenze confermate dalla Scienza. Che questi fenomeni siano reali non vi è alcun dubbio. Che cosa siano è, ovviamente, un altro discorso. Si veda il sito http://www.projectuap-italia.org/; relativo, appunto, al “Project UAP”. Dove UAP sta per Unidentified Aerial Phenomena; “Fenomeni arerei non identificati”.

In questi ultimi anni, molti ricercatori e studiosi di fenomeni aerei sconosciuti hanno adottato una nuova terminologia che rispecchia un pensiero razionale, basato su metodiche di ricerca strumentale per poter spiegare in modo tecnico una particolare fenomenologia che si sta manifestando in varie zone del mondo: UAP Unidentified Aerial Phenomena. Importanti enti di ricerca internazionali si interessano ai presunti casi di UAP, tra cui il francese GEIPAN (Groupement d’Etude et d’Information sur les Phénomènes Aérospatiaux non-Identifiés), il NARCAP (National Aviation Reporting Center on Anomalous Phenomena), il Project HESSDALEN e il CIPH (Comitato Italiano Progetto Hessdalen), utilizzando metodologie scientifiche per lo studio di eventuali dati ricavati.

Il Project UAP-Italia è un progetto di ricerca ideato da Nicola Tosi del CENTRO RICERCHE APPENNINO MODENESE, il quale da diversi anni si dedica settimanalmente al monitoraggio di alcune zone degli Appennini di particolare interesse, dove periodicamente avvengono fenomeni luminosi anomali in bassa atmosfera. Con le proprie forze e le proprie metodologie di ricerca ha dato vita ad un “database operativo”, cercando di divulgare un pensiero tecnico per lo studio sul campo di questi fenomeni e nel contempo ampliando la “rete” di ricerca in altre zone d’Italia.

Il termine UAP quindi assume un valore d’indagine scientifico/strumentale nel contesto di quei fenomeni classificati come presunti UFO” (dall’home page del sito www.projectuap-italia.org;).

Ovviamente non vogliamo assolutamente affermare che quanto riferito dal nostro lettore sia riconducibile a ciò che viene studiato dal “Project UAP”. Sono necessari ulteriori (se possibile) riscontri e magari altre testimonianze e documentazioni video o fotografiche.

Com’è tradizione del nostro sito, vogliamo informare, aprire un dibattito, porre domande e quesiti e cercare riposte senza abbracciare tesi o idee preconcette. Pertanto invitiamo ancora una volta chi ci segue a segnalare qualsiasi elemento inconsueto o strano, riferibile alle colline circostanti la città di Ceccano ( e non solo a quel sito, ovviamente).

Per il momento pubblichiamo un report ricchissimo di fotografie dei ricercatori che hanno compiuto dei sopralluoghi nell’area ceccanese interessata. Che appare molto interessante e meritevole di essere conosciuta a prescindere di eventuali misteriosi avvistamenti.

LA REDAZIONE.

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(Daniele Massa e Giancarlo Pavat sopra il masso con le presunte “coppelle“)

ALTRI CURIOSI MEGALITI INDIVIDUATI NELLE CAMPAGNE DI CECCANO (FR)

All’interno di una verdeggiante area in mezzo alle colline della campagna ceccanese, grossomodo compresa tra via Fabrateria Vetus, la SS 156 e via Peschieta, sono stati segnalati (da Daniele MASSA NDR) notevoli fenomeni carsici epigei alcuni dei quali ad un primo sguardo sembrerebbero recare traccia di manipolazione umana.

Si tratta di quelli che sembrano menhir, tavolati rocciosi che recano incavi probabilmente scavati da precipitazioni atmosferiche ma che potrebbero essere (il condizionale è d’obbligo) delle “coppelle”. In un caso sembrano disposte a formare una sorta di “Rosa Camuna”.

Coppelle e rosa camuna

Coppelle e rosa camuna - elaborazione

Coppelle e rosa camuna - elaborazione2

(Sopra: le presunte “Coppelle” forse disposte a formare una croce o una “Rosa Camuna”. Il masso su cui si trovano è alto oltre due metri).

Anche in quest’area (come in quella non distante in linea d’aria, caratterizzata dalla presenza del cosiddetto “Vichingo” o “Guardiano”) si notano rocce che evocano ipotesi ed immagini di sculture prodotte da mano intelligente. In particolare un masso che sembra un serpente con tanto di testa sollevata pronta a colpire. Suggestioni, “voli pindarici” della fantasia? Forse.

Adinolfi e muro a secco

Ma che dire allora di tratti di mura (foto sopra con Roberto ADINOLFI)  formati da blocchi lapidei di varie dimensioni. Anche notevoli. Messi in opera senza l’ausilio di malte. Alti in alcuni punti diversi metri e larghi almeno 1,5 metri. Per non parlare di blocchi squadrati e lavorati che sono tornati alla luce durante la vori agricoli o costruzioni di abitazioni.MURA POLIGONALI

(foto in alto e in basso : tratti di mura a secco formate da blocchi anche di notevoli dimensioni).

Muro in opera a secco

testa di serpente

(foto sopra: il curioso affioramento roccioso che sembra una testa e collo di serpente)

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(foto sopra: un altro curioso affioramento roccioso)

Infine nell’area si possono rinvenire a diversi metri di profondità curiosi massi perfettamente sferici. Retaggio di remote e dimenticate civiltà? Almeno in questo caso la risposta è diversa ma non meno interessante. Sono testimonianze del cosiddetto “Vulcanismo Ernico” che nell’area di Ceccano si deve soprattutto all’antichissimo (ed oggi scomparso) vulcano di Giuliano di Roma. In pratica sono “Bombe vulcaniche”. Ovvero materiale lavico espulso dal cono vulcanico che in volo, a contatto con l’aria si è raffreddato prima di toccare il suolo, solidificandosi e prendendo una forma aereodinamica.

bomba vulcanica

(foto sopra e sotto: bombe vulcaniche)

bomba vulcanica2

Insomma, quest’area delle campagne di Ceccano si presenta di notevole interesse, non solo per le ricerche in corso ma pure dal punto di vista naturalistico (infatti ci sono dei percorsi per le escursioni anche in mountain-bike) e paesaggistico.

Assolutamente da scoprire e far conoscere.

(Roberto Adinolfi, Daniele Massa e Giancarlo Pavat).

Opera della Natura oppure dell'Uomo

(foto sopra e sotto : Opera della Natura o dell’Uomo?).

Manufatti o massi naturali

Nota: Tutte le foto sono dell’ing. Roberto ADINOLFI, che ringraziamo per la gentile concessione..

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