Professoresse e ricercatrici universitarie olandesi alla scoperta dei Misteri e della Storia di Ceccano (FR).

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(Dall’Olanda a Ceccano in 500 Fiat!!!)

Che la fama di Ceccano (FR) come scrigno di enigmi e segreti abbia oltrepassato i confini non solo provinciali e regionali ma persino nazionali, ormai deve essere considerato un fatto assodato. Le ricerche e scoperte degli ultimi sei-sette mesi, avvenute sia ad opera di ricercatori locali che di livello nazionale, hanno acceso l’interesse per Ceccano ed il territorio circostante che nel Medio Evo fece parte della potente omonima “Contea”. Curiosi, appassionati, ricercatori ne docenti universitari si stanno informando e documentando (recandosi molto spesso direttamente sul posto) sui misteri e sulla storia del capoluogo comitale dei Ceccanesi. Una vera e propria “Terra Incognita” in cui si sono recentemente avventurate anche due ricercatrici e scrittrici (nonché docenti universitarie) olandesi. Si tratta di Selma SEVENHUIJSEN e Agnes G. VAN DE BEEK, entrambe di Amsterdam.

Selma SEVENHUIJSEN non è nuova a viaggi, soggiorni (anche lunghi) e ricerche nel nostro Paese. Parla molto bene la nostra lingua e ha addirittura scritto alcuni libri in italiano. Pertanto, approfittando dell’arrivo della Primavera ha deciso di recarsi, a bordo di una Fiat 500 rossa targata Neederland, a Ceccano (e ad Alatri, dove hanno visitato l’affresco del Cristo nel Labirinto e l’Acropoli megalitica assieme a Giancarlo PAVAT, Marco DI DONATO e il presidente dell’Archeo Club Giancarlo ROSSI) per vedere con i propri occhi i monumenti ed enigmi di cui aveva appreso l’esistenza dal web.

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(Immagine sopra: Selma SEVENHUIJSEN, Marco DI DONATO, Agnes G. VAN DE BEEK e Giancarlo ROSSI davanti alla Porta Maggiore dell’Acropoli di Alatri – foto G. Pavat)

A Ceccano, le due professoresse olandesi sono state accolte da ricercatori e scopritori protagonisti delle avvincenti novità degli ultimi tempi.

Dopo i calorosi saluti e lo scambio di libri e pubblicazioni con i ricercatori italiani, le studiose olandesi hanno visitato assieme allo scrittore Giancarlo PAVAT ed allo scopritore ingegner Roberto ADINOLFI l’ormai famoso sito con i “megaliti” e il grande masso a forma di volto umano barbuto , ormai noto come il “Vichingo” o il “Guardiano”.

Selma SEVENHUIJSEN e Agnes G. VAN DE BEEK sono rimaste molto colpite da quello che secondo loro si tratta davvero di un manufatto e non di una curiosa creazione della Natura. Ma non solo il “Vichingo” ha suscitato meraviglia. Agnes G. VAN DE BEEK ha definito il sito una vera e propria “Stonehenge italiana”. Tanto che hanno garantito che informeranno e coinvolgeranno altri ricercatori olandesi e italiani.

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(Immagine sopra: Selma SEVENHUIJSEN, Roberto ADINOLFI e Agnes G. VAN DE BEEK ed il monolite del “Vichingo” – foto G. Pavat).

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(Selma SEVENHUIJSEN, Roberto ADINOLFI e Agnes G. VAN DE BEEK nel sito megalitico di Ceccano – foto G Pavat)

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(Immagine sopra: Selma SEVENHUIJSEN, Giancarlo PAVAT e Agnes G. VAN DE BEEK nel sito megalitico di Ceccano – foto Adinolfi).

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(Immagine sopra: Il ricercatore Roberto ADINOLFI ed un altra delle rocce antropomorfe di Ceccano – foto G. Pavat)

Le ricercatrici hanno scattato numerose foto ed hanno effettuato alcuni rilievi per studiare le energie telluriche presenti nel sito.

A seguire dopo aver apprezzato la cucina ciociara in una trattoria tipica di Ceccano, Selma SEVENHUIJSEN e Agnes G. VAN DE BEEK hanno visitato la chiesa di San Nicola e il Castello dei Conti di Ceccano guidate da Andrea SELVINI dell’Associazione “Cultores Artium”.

LA REDAZIONE.

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(Agnes G. VAN DE BEEK e Selma SEVENHUIJSEN in visita al castello dei Conti di Ceccano – foto G. Pavat)

 

 

 

 

 

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