LA STORIA DIMENTICATA DELLA COMMENDA DELLA MAGIONE DEI CAVALIERI TEUTONICI A PALERMO

La Chiesa della Commenda della Magione a Palerm

LA STORIA DIMENTICATA DELLA COMMENDA DELLA MAGIONE DEI CAVALIERI TEUTONICI A PALERMO

Monastero dei Cavalieri Teutonici, venne danneggiata dai bombardamenti Alleati, ricostruita nel Dopoguerra, divenne una caserma della Guardia di Finanza, intitolata al Brigadiere Francesco Puglisi.

di Gerardo Severino

A Palermo, in via Teatro Garibaldi, sorge la monumentale struttura detta “della Magione“, ovvero “della Santissima Trinità“, che rappresenta uno dei complessi architettonici più importanti del centro storico cittadino.

La storia della Magione, così antica e gloriosa, risale infatti all’epoca dei fasti normanni mentre, in età più recente, ha interessato anche la Guardia di Finanza che per molti anni ne ha occupato un’ala trasformandola in caserma.

Danneggiata dai bombardamenti alleati, la struttura fu ricostruita nel dopoguerra ed, il 21 aprile 1949, intitolata alla memoria del Brigadiere Francesco Puglisi, Medaglia di Bronzo al Valor Militare, caduto eroicamente il 7 aprile 1941 in Jugoslavia.

Fino al 1959 l’immobile ospitò la Tenenza di “Palermo Magione”, poi soppressa in seguito al riordino dei comandi di Legione, altri reparti come la Stazione navale (1930-1978) e gli alloggi per il personale. Rimasto in uso al Corpo fino alla seconda metà degli anni Ottanta, il complesso venne successivamente restituito al demanio dello Stato.

La Chiesa ed abbazia, dedicate allora alla SS. Trinità, furono fondate intorno al 1150 dal conte Matteo d’Ajello, un patrizio salernitano che era il Gran Cancelliere di Guglielmo I d’Altavilla detto il Malo, Re di Sicilia (1120-1166).

Sia la Chiesa che il monastero furono affidati ai monaci Cistercensi che, proprio in quel contesto storico, erano arrivati a Palermo per ordine del fondatore dell’Ordine, il celebre Bernardo di Chiaravalle, allora ancora vivente.

Alla munificenza del conte Matteo d’Ajello si unì anche la generosità di Re Guglielmo I e di suo figlio Guglielmo II che donarono all’Ordine religioso alcuni casali, il più importante dei quali fu quello denominato “Risalaime” ma anche beni di altra natura come il diritto alle decime nonché alcune giurisdizioni signorili.

Fu proprio grazie alla corte di Palermo che i Cistercensi si allontanarono dalla loro primitiva, quella prevista dalla Carta Charitatis, che oltre alla preghiera prevedeva la semplicità ed il lavoro manuale come la coltivazione dei poderi e l’allevamento di animali domestici.

Il complesso monastico della SS. Trinità rimase ai Cistercensi fino al 18 luglio del 1193 quando, per effetto di un suo privilegio, l’imperatore Enrico VI di Svevia lo tolse ai legittimi possessori per trasferirlo all’Ordine Teutonico del quale lo stesso monarca era membro e protettore.

Nel 1197 convento divenne la casa madre dell’Ordine con il nome di Magione. Enrico VI aveva conquistato la Sicilia alcuni anni dopo la morte di re Guglielmo II, nipote di sua moglie Costanza d’Altavilla, rivendicando il monastero ad un altro normanno re Tancredi Conte di Lecce, cugino del defunto re, che, grazie al cancelliere Matteo d’Ajello, era riuscito a governare dal 1189 al 1193.

Nella Chiesa della Magione, con il consenso del Precettore dei cavalieri teutonici che nel 1216 avevano accolto i domenicani, venne inaugurata una cappella dedicata alla Madonna del Rosario che, secondo alcuni storici, sarebbe stata la prima istituita nel Regno di Sicilia. Anni dopo, quando i Domenicani fondarono i propri conventi, alcuni di essi rimasero alla Magione dove, fra l’altro, erano stati sepolti alcuni compagni di San Domenico.

Come era già accaduto ai tempi dei monaci Cistercensi, il monastero fu arricchito nel tempo di ulteriori donazioni di beni e di privilegi da parte dei vari re di Sicilia. Enrico VI esentò il convento dalle gabelle mentre il figlio Federico II di Svevia, con un suo privilegio dell’aprile 1221, aggiunse in dono la casa e l’ospedale di San Giovanni dei Lebbrosi con annessi tutti i suoi beni.

Cavalieri Teutonici

 

Il complesso della Magione fu governato dai Teutonici per quasi tre secoli, accumulando ingenti ricchezze necessarie per mantenere i confratelli ed aiutare i poveri. Secondo le statistiche dell’epoca, la Magione, nella sola città di Palermo, disponeva di circa200 case, di terreni vastissimi, di un banco di macelleria, di due mulini e di un impianto di irrigazione da cui ricavava notevoli guadagni attraverso il pagamento di un’imposta che veniva richiesto per l’uso.

Durante il mandato del precettore Enrico di Oemester, a causa del malgoverno in cui versava la casa teutonica della Magione, il Precettore Generale dell’Ordine mandò alcuni visitatori in Sicilia al fine di eseguire una verifica sull’amministrazione. Oemester, temendo il duro giudizio dei confratelli, rassegnò le dimissioni nelle mani del Pontefice. Innocenzo VIII le accettò nominando, con propria Bolla del 2 maggio 1492, Precettore Commendatario il Cardinale Rodrigo Borgia che allontanò da Palermo i frati ed i Cavalieri Teutonici rimasti nella Magione.

Eletto Pontefice il Borgia, con il nome di Alessandro VI, venne nominato Precettore Commendatario della Magione il Cardinale Federico Sanseverino che rinunziò alla carica ancor prima di accettarne il possesso.

Scorcio della Commenda della Magione a Palermo

 

Nonostante la ferma opposizione del Gran Magistero dell’Ordine Teutonico, lo stesso Pontefice, nel 1495, nominò Precettore il principe Alfonso d’Aragona, figlio naturale di Ferdinando re d’Aragona e di Sicilia. Al principe aragonese seguirono altri Abati Commendatari fino al Cardinale palermitano Don Antonio Branciforti dei Principi di Scordia, Vescovo di Girgenti (l’odierna Agrigento). Dopo la morte del Branciforti, la Chiesa ed il monastero della Magione furono trasferiti, con Real Dispaccio del 30 maggio 1787, nelle proprietà del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, il più antico fra quelli di origine cristiana, del quale era Gran Maestro lo stesso re di Sicilia, Ferdinando IV di Borbone. Da tale anno fino al 1861, quando la struttura transitò tra i beni requisiti dal nuovo Stato italiano, presso la Chiesa furono celebrate le cerimonie di investitura dei Cavalieri Costantiniani scelti, oltre che per i meriti nei riguardi della Casa reale, anche per la spiccata fede dimostrata.

Scorcio del chiostro della Commenda della Magione a Palermo

Croce Costantiniana

 

Scudo con Croce Teutonica

 

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