Un ricordo di Giorgio COPIZ, di Giancarlo Pavat.

(Immagine di apertura: Giancarlo Pavat assieme a Giorgio Copiz mentre illustra la mostra sulle proprie scoperte archeoastronomiche a Palazzo Caetani a Fondi il 10 novembre 2012).

Giorgio Copiz ci ha lasciati.

Scrivo queste righe sull’onda delle emozoni suscitate da questa triste notizia, conunicatami dalla figlia Annalisa.

Quando, tanto tempo fa, cominciai ad interessarmi agli enigmi delle costruzioni in opera poligonale del nostro Paese, mi imbattei nei lavori di Giorgio COPIZ e rimasi colpito dalla sua straordinaria scoperta. Ovvero la dimostrazione dell’applicazione concreta, materiale,  sul territorio del Basso Lazio, del principio alchemico nonché auspicio del “Padrenostro”. “Come in Cielo e cosi in Terra”. Coloro che ci avevano preceduto migliaia e migliaia di anni fa, avevano voluto riportare sulla Terra ciò che vedevano nel firmamento notturno. E con incredibile precisione e sagacia. Più approfondivo la tematica, seguendo convegni,  leggendo libri e articoli, e più mi rendevo conto dell’importanza rivoluzionaria della geniale intuizione di COPIZ. 

Poi, ad un certo punto, per motivi personali e professionali, ebbi l’occasione di vedere di persona i suggestivi siti megalitici del Basso Lazio.

(Immagine sopra: Marzo 1991, Giancarlo Pavat per la prima volta sulle Mura Megalitiche di Alatri).

Al tempo in cui conobbi colei che poi è diventata mia moglie,  ebbi modo di visitare la città ciclopica di Alatri, inCiociaria(fu proprio Sonia a portarmici quando seppe del mio interesse per determinati argomenti).

Rimasi a bocca aperta davanti alla Porta Maggiore, a quella Minore,  alle muraglie della Civita (o Acropoli) e mentre osservavo quel luogo magico ed unico, mi ritornarono in mente gli scritti di Giorgio COPIZ. I mitici Pelasgi,  le città Saturnie…… Un mondo incredibile si schiudeva davanti a me.

Come gia detto su questo sito, Giorgio COPIZ è  stato un geniale precursore. Parlo’ di archeoastronomia in Italia quando non esisteva nemmeno ancora il termine.

Quando l’amico Roberto Bauval (che abbiamo avuto l’onore e il piacere di ospitare a Ceccano  al nostro PREMIO NAZIONALE CRONACHE DEL MISTERO del 2016) e Adriano Gilbert pubblicarono nel 1994 “Il Mistero di Orione”, in cui presentavano al Mondo la straordinaria scoperta della corrispondenza della tre Piramidi della piana di Giza in Egitto con le stelle della “Cintura di Orione”, già anni e anni prima COPIZ aveva spiegato come le località del Basso Lazio e dell’Italia centrale che ospitavano arcaiche muraglie ciclopiche, tracciavano le figure di dei, semidei, animali e mostri che gli uomini antichi individuato nel Cielo notturno. 

Quei puntini splendenti che rendevano i cieli e le notti meno cupe, che lasciavano intuire che non tutto finisse su questa Terra, che spingevano l’Uomo ad alzare lo sguardo dalle miserie terrene,  erano stati riprodotti tra le colline,  montagne, vallate e promontori di una porzione d’Italia e su distanze enormemente più grandi di quelle della celebre piana egiziana. Eppure Giorgio COPIZ subi’ l’ostracismo di quella parte di Cultura ufficiale che non è capace di guardare aldilà del proprio naso, ancorata a vecchi schemi e logiche trite e ritrite. Come il Venerabile Jorge de “Il nome della rosa”, per il quale non vi è alcun progresso nella Conoscenza ma solo una mera ricapitolazione.

(Immagine sopra: Giorgio Copiz illustra la propria scoperta davanti alle telecamere di “Voyager”, sull’Acropoli megalitica di Alatri, l’8 ottobre 2009)

Ma Giorgio COPIZ tirò dritto per la sua strada. Generoso e scrupoloso professionista che tanto stava facendo per il territorio della Ciociaria, e ricercatore serio e mai sopra le righe. Questo fu l’Uomo che, tempo dopo quella mia prima visita ad Alatri,  ebbi l’onore e il piacere di conoscere di persona. Partecipando assieme a lui (e ad altri grandi ricercatori del Mistero come il professor Giulio Magli del Politecnico di Milano), alle riprese, nel 2009, delle puntate dedicata ai Misteri di Alatri del programma “Voyager” di Rai2 di Roberto Giacobbo.  

(Immagine sopra: due “giganti” della ricerca del Mistero. Giorgio Copiz e Roberto Giacobbo ad Alatri il 10 ottobre 2009, durante le riprese del programma “Voyager”).

Fu una esperienza unica, ascoltare Giorgio COPIZ  mentre, davanti alle telecamere,  spiegava la sua scoperta. Alla faccia dei suoi detrattori. Lo videro e ascoltarono milioni di persone 

Da quella fantastica avventura con la troupe di “Voyager”, io e COPIZ rimanemmo in contatto,  scambiandoci idee e progetti.  Nel 2012 eccoci entrambi relatori (assieme a studiosi straordinari come il professor Italo Bidditu e il professor Lorenzo Quilici) a Fondi (LT) al convegno “Pelagos”, organizzato dalla figlia, la dottoressa Annalisa Copiz.

(Immagine sopra: il tavolo dei relatori del Convegno “Pelagos”. Da sx Giorgio Copiz,  Lorenzo Quilici,  Italo Biddittu e Giancarlo.Pavat. In piedi la moderatrice Annalisa Copiz)

(Immagine sopra: Sonia Palombo, Giancarlo Pavat,  Giorgio Copiz e Paolo Ruggeri a Palazzo Caetani a Fondi per il convegno “Pelagos” Il 10 novembre 2012)

Due anni dopo, nel dicembre del 2014, alla I edizione del PREMIO NAZIONALE CRONACHE DEL MISTERO,  agli Altipiani di Arcinazzo,  io e gli altri organizzatori decidemmo di onorare la sua straordinaria carriera di ricercatore conferendogli il riconoscimento nazionale con la seguente motivazione:

Ma purtroppo Giorgio COPIZ non poté essere con noi, in quella splendida giornata, assieme a tantissimi scrittori, studiosi,  ricercatori e appassionati del Mistero. Venne la figlia Annalisa a ritirare la targa. Capimmo che Giorgio COPIZ non stava bene.

Ma ogni volta che, con questo sito, abbiamo organizzato  un evento legato al Mistero lui era sempre nei nostri pensieri. Soprattutto quando l’argomento erano le Mura Megalitiche e l’archeoastronomia. Ricordo che parlammo di lui, a tavola con Robert Bauval, a margine dell’edizione 2016 del PREMIO NAZIONALE CRONACHE DEL MISTERO.

Ci mancava già allora e ora ci mancherà ancora di più.

Ma ho la certezza che di lui non rimarranno solo i ricordi (anche personali) dell’Uomo, e la sua incredibile scoperta, ma pure qualcos’altro. La strada della ricerca della Conoscenza e della Verità che lui ci ha tracciato. Una strada che sta a noi percorrere ricordandolo sempre. Una strada che porta diritta alle Stelle.

Ciao Giorgio. 

  • In basso: alcuni degli allineamenti archeoastronomici scoperti da Giorgio COPIZ. 

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