UN RICORDO DI MARCO LA ROSA E GIORGIO PATTERA
<<All’inizio eravamo immortali, eravamo con gli dei, eravamo.come gli dei…poi tutto cambiò e fummo scacciati dall’Eden, diventando deboli e mortali…>>
Nelle scorse settimane sono venuti a mancare non soltanto due grandi ricercatori del Mistero e degnissime persone ma soprattutto due amici. Giorgio Pattera e Marco La Rosa.
Marco La Rosa
Giorgio Pattera
La notizia è arrivata come un colpo di maglio devastante. Incredulità, dolore, vicinanza a coloro che questi due amici (lo erano pure tra di loro, tra l’altro entrambi parmensi) hanno lasciato.
Ma pure una certezza.
Aver goduto del privilegio di averli conosciuti e di aver condiviso ipotesi, tesi, ricerche ma pure conferenze e convegni.
Certo, la distanza geografica (loro in Emilia Romagna e comunque in Italia settentrionale, io a Roma e nel Lazio meridionale) non ha certamente permesso di vederci come avremmo voluto. Ma quelle volte che ciò si è verificato, è stato sufficiente affinché lpotessi comprendere il valore d Giorgio e Marco. Sia come studiosi e ricercatori che come uomini. Pur provenendo da esperienze professionali diverse.
Giorgio Pattera nel dicembre 2014 ad Arcinazzo Romano dove vinse il PREMIO NAZIONALE CRONACHE DEL MISTERO per le sue ricerche sull’Esobiologia.
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Ricercatore presso l’Istituto di Microbiologia dell’Ospedale “Agostino Gemelli” di Roma, nonché giornalista e studioso di esobiologia e socio fondatore dell’associazione parmense “Galileo” (Centro Culturale di Ricetche Esobiologiche) di cui fu anche vicepresidente, Giorgio Pattera; giornalista, scrittore di successo (il suo saggio “L’uomo cosmico. Teoria di una evoluzione non riconosciuta“, OmPhi lab 2014, vinse IL PREMIO NAZIONALE CRONACHE DEL MISTERO), Marco La Rosa.
Giorgio Pattera e Marco La Rosa. Eccoli assieme ad un evento organizzato da noi de IlPuntosulMistero.
Ebbi modo di conoscere Marco molti anni fa, perché mi contattò per avere ulteriori dettagli su alcune mie ricerche,, di cui poi scrisse in diversi articoli. E da quel momento iniziò un fruttuoso rapporto di scambio di dati, notizie e informazioni su diverse tematiche del Mistero.
Arcinazzo Romano (Roma). 6 dicembre 2014. Marco La Rosa (a dx) riceve dalle mani di Giancarlo Pavat il PREMIO NAZIONALE CRONACHE DEL MISTERO per il libro “L’uomo cosmico. Teoria di una evoluzione non riconosciuta” (OmPhi lab 2014).
Fu grazie a Marco che conobbi Giorgio Pattera e mi invitarono a un Convegno da loro organizzato nel 2014 a Vetralla.i888n provincia di Viterbo, così come loro due vennero ad eventi organizzati da noi de IlPuntosulMistero.
Entrambi seguivano con attenzione e interesse le nostre ricerche. Non a caso, Marco fu il primo a dare notizia in un suo articolo su “Il Giornale dei Misteri“ della clamorosa scoperta nelle campagne di Ceccano, in Ciociaria, della scultura megalitica nota come “Il Guardiano” da parte dell’ingegner Roberto Adinolfi . Per non parlare degli articoli,, sempre precisi, documentati, e generatori di sani dubbi,. e intriganti quesiti, che scrisse per IlPuntosulMistero.
Mi piace ricordare quando nel 2019, Marco, sapendo che stavo completando il mio libro sui Labirinti d’Italia, si arrampico’ sul campanile della chiesa parnense di Sant’Andrea in Antognano per poter fotografare il labirinto pavimentale che decorava il sagrato. Dopo essere riuscito a districarsi tra gigantesche ragnatele e il guano dei piccioni, scattò diverse splendide foto. Che terrò sempre come un caro ricordo.
Marco La Rosa
Ma quella di dare una mano agli amici non era l’unica delle caratteristiche principali di Marco (e pure di Giorgio) era la libertà di pensiero. Anche andando contro il politicamente corretto e il pensiero massificante e globalizzante.
Una volta, in occasione di un evento organizzato da noi de IlPuntosulMistero, un noto scienziato che conoscevo da anni e che avevamo invitato mi chiamò dicendo che era rimasto sconvolto perché tra gli ospiti c’era uno che aveva scritto dei libri in cui proponeva teorie alternative a quella darwiniana dell’evoluzione. L’autore era ovviamente Marco La Rosa. Replicai che noi eravamo (e siamo) per la libertà di opinione e di pensiero e che non avevamo (e non abbiamo) preconcetti. Il mio amico scienziato, ribadendo che, invece, NON si dovesse concedere la parola a chi esprimesse teorie NON scientifiche, mi diede un aut aut. O lui o Marco. Pur rimanendo rammaricato e deluso, non ebbi dubbi.
Alla fine Marco intervenne al nostro convegno, mentre lo scienziato (intollerante e oscurantista) decise di rimanersene a casa. Certamente non l’abbiamo rimpianto e non ci è sicuramente mancato.
Mentre ci mancheranno tanto Giorgio e Marco.
Ho voluto iniziare questo piccolo loro ricordo, citando l’incipit del libro che avevano scritto a quattro mani ; “Il Principio dell’immortalità”. Ecco ….ora, mi piace pensarli immersi nella luce immensa dell’Immortalità , a continuare a fare le loro ricerche.
Ciao Giorgio, ciao Marco.













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