
Agharti, Shambhala, dentro la Terra Cava c’è di tutto, anche i Dischi Volanti!
Ecco le prove … che non abbiamo
Che ci sia ciascun lo dice, dove sia nessun lo sa…
di Roberto Volterri
Edward Bulwer-Lytton nel 1871, pubblicò Il libro “The Coming Race”, (“La Razza che verrà”), in cui viene narrata la storia di un viaggiatore che scende in una miniera dove scopre una civiltà evoluta e pacifica che vive sottoterra, i Vril-ya che utilizzano il Vril, misteriosa forza che consente di distruggere ogni cosa, ma anche di guarire e persino di volare.
Una curiosità per chi volesse approfondire l’argomento: dal libro ha preso nome e ispirazione anche il film di fantascienza “Iron Sky – La battaglia continua” uscito nel 2019.
La Società del Vril appariva nettamente “femminista” poiché le donne sarebbero state più grandi e forti degli uomini e, soprattutto, sarebbero state loro a scegliere i compagni per perpetuare la razza.
Non ultimo, i Vril avrebbero mirato a conquistare tutto il nostro pianeta e a sterminare l’umanità intera.

Il libro dello storico inglese Christopher Hale “La crociata di Himmler. La spedizione nazista in Tibet nel 1938” (edizione italiana Garzanti), che ha tolto dalla leggenda le spedizioni scientifiche della Germania nazista in Asia centrale (in particolare quelle di Ernst Schafer), inserendole nel corretto contesto storico e rivelandone i veri scopi.

L’esploratore e biologo tededco Ernst Schäfer (Colonia, 14 marzo 1910 – Bad Bevensen, 21 luglio 1992). (Fonte Bundesarchiv Deutschland). Partecipò a due spedizioni scientifiche in Cina e Tibet occidentale (1931-32 e 1934) organizzate dall’americano Brooke Dolan II per l’Accademia di Scienze Naturali di Filadelfia. Ma è famoso soprattutto per la “Spedizione SS in Tiber” del 1938-39, da lui organizzata e guidata. La spedizione multidisciplinare tedesca fu patrocinata ufficialmente dell’Ahnenerbe, l’organizzatore di ricerche archeologiche e storiche fondata e guidato dal capo delle SS Heinrich Himmler. Obiettivo di Himmler era quello di cercare le origini della “Razza ariana”, ma la spedizione di Schäfer (che si era iscritto al Partito Nazionalsocialulista per opportunità di carriera) fu davvero scientifica, raccogliendo una grande mole di dati botanici, zoologici ed etnografici (tra cui oltre 3.000 pelli di uccelli, sementi e circa 40.000 fotografie, testimonianza irripetibile della vita del Tibet libero, prima dell’invasione e occupazione da parte della Cina comunista. Occupazione che dura tutt’o
Tutto ciò non può non ricordarci il regime nazista che inviò alcune spedizioni in Tibet alla ricerca della Terra Cava e di Agharti probabilmente per allearsi con i cosiddetti “Superiori Sconosciuti“, razza aliena con cui volevano entrare in contatto mediante sedicenti strane, medium, le Vril Maiden quali l’affascinante Maria Orsitch dai lunghissimi capelli.
Secondo una discutibile narrazione, Maria Orsitsch sarebbe nata a Vienna il 31 ottobre 1895 da padre croato e madre viennese. Si sarebbe poi trasferita a Monaco di Baviera, entrando in contatto con circoli esoterici legati alla Società Thule.

Secondo queste donne, i capelli lunghi avrebbero facilitato i contatti medianici.
Sempre secondo fonti difficilmente verificabili – altrimenti, che “mistero” sarebbe? – Maria Orsitch e tutto il suo gruppo sarebbe scomparso nel Marzo del 1945 lasciando una lettera indirizzata alla Società del Vril che si concludeva con l’enigmatica frase “Niemand bleibt hier“, ovvero “Nessuno resta qui”…
L’autore di queste note confessa di aver conosciuta, a Roma, un’affascinante donna “volitiva”, eccessivamente “volitiva” e con la “mania del controllo” – studiosa di argomenti di carattere esoterico, in primis l’Astrologia – la quale amava curare la sua lunghissima chioma probabilmente convinta di poter così “dominare” le persone che frequentava…

Alla fine dell’Ottocento, per vari e forse”misteriosi” motivi, erano molto di moda capelli lunghissimi…

Altre, indubbiamente affascinanti, Vril-Damen
Consultando antichi testi, la medium Maria Orsitch avrebbe ricavate specifiche tecniche e schemi costruttivi per la realizzazione di “macchine volanti” a propulsione Vril, ovvero i fantomatici progetti per i dischi volanti Haunebu ampiamente citati nella letteratura cosiddetta “complottistica”.
Come quasi tutte le “leggende” anche il mito degli Haunebu aveva qualche reale base di partenza poiché, quando il conflitto stava quasi terminando, gli scienziati tedeschi stavano studiando mezzi volanti del tutto rivoluzionari – come ad esempio l’Ala Volante Horten Ho 229 – ispiratori del progetto Avro Canada VZ-9-AV Avrocar, programma aeronautico sperimentale nato nel periodo della Guerra Fredda volto a realizzare un velivolo a decollo e atterraggio verticale a forma di disco volante. Purtroppo fallito…
Un AVROCAR che stenta a decollare… (Fonte USAF). L’AVRO CANADA VZ-9-AV AVROCAR fu un progetto segreto del periodo della Guerra Fredda sviluppato dall’azienda canadese AVRO AIRCRAFT LTD ma commissionato dall’USAF (United States Air Force).
In realtà, fin dai primi Anni Trenta molti progettisti tedeschi, fra i quali i fratelli Reimar e Walter Horten, stavano studiando come modificare la struttura delle ali degli aerei rimuovendo tutte le superfici “non necessarie”, mirando a ridurre il più possibile l’attrito con l’aria.
Quindi una configurazione ad Ala Volante avrebbe permesso di costruire aerei con ali più corte, più robuste evitando l’attrito causato dalla fusoliera.

Un primo, un po’ rudimentale Ho 229 V3 conservato presso il National Air and Space Museum’s.
Horten Ho 229. Così sarebbe apparsa l’ala volante progettata dagli scienziati tedeschi…
Questi misteriosi velivoli, a volte definiti Hauneburg-Geräte, erano stati classificati in funzione delle loro possibili prestazioni.
Così sarebbe esistito l’Haunebu I, con un diametro di circa 13 metri, utilizzante un motore “ a propulsione “elettrogravitazionale”, definito anche Tachyonator Thule, dotato di misteriosi “cannoni sperimentali”.
Schema costruttivo, “autenticamente falso”, di un disco volante della serie Haunebu.
Abbandoniamo ora i fantomatici Dischi Volanti e accennerei, molto brevemente, al tema dei viaggi in Tibet, in qualche modo correlato al mistero della Terra Cava…
Heinrich Himmler, uno dei più importanti gerarchi nazisti e leader dell’Ahnenerbe ovvero l’Eredità tedesca degli Antenati – Società di studi per la preistoria dello Spirito, nel 1937 organizzò e parzialmente finanziò una spedizione in Tibet nel 1938 (quella di Ernst Schäfer) e una nel 1939 (quella di Heinrich Harrer).
Heinrich Himmler (1900 –1945)
L’obiettivo era verificare la teoria di Hans Friedrich Karl Günther, secondo cui gli antichi Ariani provenivano dall’Himalaya e successivamente avrebbero conquistate India, Cina e Giappone.
Secondo questa teoria, anche Gautama Buddha sarebbe stato un ariano particolarmente illuminato…

Hans Friedrich Karl Günther (1891 –1968)

“Mi dispiace cari signori dell’Ahnenerbe, ma i Superiori Sconosciuti sono andati in Pausa Pranzo da 12.000 anni! Ripassate domani…”
Uno dei sostenitori delle strane teorie, Walter Wust, trovò persino analogie tra le dottrine di Buddha e quelle di Adolf Hitler.
Non a caso i Nazisti scelsero come loro emblema la svastica, simbolo appartenente in origine alla cultura buddhista.
La spedizione mirava anche a cercare il leggendario regno sotterraneo di Agarthi, ritenuto governato da saggi rappresentanti della razza ariana.
Heinrich Harrer, uno degli esploratori nella spedizione del 1939, scrisse in seguito un libro autobiografico sulla sua avventura in Tibet dal quale venne tratto il soggetto del film “Sette anni in Tibet” (1997) con Brad Pitt. Da non perdere…
Heinrich Harrer.
“Sette anni in Tibet”, il libro.

Wewelsburg, 1939. Rapporto finale Tibet Expedition “Keine Spuren von Agharti-nur Kloster, Yaks, kalter Wind”, risultato finale; NULL Nessuna traccia di Shambhala, però il tè al burro di yak era molto buono!
Il sinistro castello di Wewelsburg.
Per terminare, poiché il Tibet è un po’ lontano, due-righe-due sui possibili ingressi per raggiungere più facilmente Agharti e la Terra Cava, di cui ho già trattato ampiamente in un altro articolo.
Varie leggende suggerirebbero anche luoghi del nostro Bel Paese, quali il Monte Musinè, il Monte Epomeo a Ischia e l’Isola Bisentina sul Lago di Bolsena.
Sperando non siano particolarmente affollate…
Non se ne può più! Uno arriva fino in capo al mondo per fare più che serie ricerche sulla Terra Cava e trova più traffico che a Roma o a Milano nell’ora di punta!
Finalmente trovato l’ingresso della Terra Cava! Oppure delle misteriose città sotterranee di Derinkuyu e Kaymakli che potevano ospitare da 3.000 a 50.000 persone…
Derinkuyu, si trova nella regione della Cappadocia, in Turchia.
Derinkuyu poteva ospitare fino a 20.000 persone e comprendeva abitazioni, stalle, cantine, chiese. Ė molto famosa per il suo ampio complesso di abitazioni sotterranee scavate nella roccia vulcanica e si estende per otto livelli sotto terra, fino ad una profondità di circa 85 metri.
Infine, un paio di “ricerche facili facili” da fare nel nostro Bel Paese…
Il Musinè, piccolo monte che si trova a pochi chilometri da Torino, all’ingresso della Val di Susa, oppure…
… il Lago di Bolsena, l’Isola Bisentina
Ordine del giorno della riunione di condominio al livello — 3000: rumori notturni, gestione parcheggio Pterodattili, quota illuminazione con Cristalli Quantici, manutenzione tunnel Nord e perdite acqua casa Prof. Van Helsing a livello — 4000. Varie ed eventuali.
(Roberto Volterri)
Due intrepidi e riconoscibilissimi esploratori… pensando di entrare nell’Emissario del Lago di Nemi, si sono ritrovati nella Terra Cava….
Per conoscere anche il mondo di alcuni “misteri” che ci circondano…
Leggendo il libro A FIL DI SPADA. SEGRETI MISTERI E LEGGENDE DELLE ARMI BIANCHE conoscerete la “SCIABOLA DEL “SABRAGE” per brindare degnamente (da veri “Zorro”!) a Capodanno e non solo.
Saprete tutto della mitica clava dell’altrettanto mitico GIGANTE DI ERICE in Sicilia….
Vi trasformerete in veri detective sulle tracce delle SPADE ROMANE, VICHINGHE e TEMPLARI rinvenute in America.
Brividi di terrore scorreranno lungo le vostre schiene alla ricerca della SPADA SANGUINANTE DI ATTILA, che potrebbe essere appartenuta anche al Conte Dracula, ben noto ai lettori di “Dal Tramonto all’Alba. Il Grande Libro dei Vampiri”
spada che, forse, è nascosta in qualche castello della Transilvania.
E, per rimanere in argomento, si parlerà pure dei Pugnali (di puro frassino!) usati per eliminare facilmente ogni creatura demoniaca che, si dice, aggredisca persone vive per succhiarne il sangue…
E INOLTRE… PER SCOPRIRE QUALCHE ULTERIORE TEORIA SULLA TERRA CAVA, NON RIMANE CHE LEGGERE….

“NELLA TERRA DEI GIGANTI.
LA SAGA DELLA PRIMA GENTE”
IL ROMANZO RIVELAZIONE (MA POI..È DAVVERO SOLO UN ROMANZO?)
DI GIANCARLO PAVAT E MASSIMO RUSPANDINI (Idrovolante edizioni).







