Esequie premature. “Poscia, più che ‘l “terror”, poté ‘l digiuno; di Roberto Volterri.

Esequie premature.

Poscia, più che ‘l “terror”, poté ‘l digiuno;

 

di Roberto Volterri

 

Che il conte Ugolino e il buon Alighieri abbiano pietà di me e della infinitesimale parafrasi adottata come titolo di queste pagine!

Dante, accompagnato da Virgilio, nel nono cerchio dell’Inferno, nella la zona ghiacciata del Cocito dove sono puniti i traditori della patria, vede Il Conte Ugolino della Gherardesca addentare al capo l’Arcivescovo Ruggieri degli Ubaldini.

D’altra parte, il risvegliarsi nell’avello, senza la possibilità di muoversi, di chiamare aiuto, di cercare di aprire la bara nella sventurata vittima di premature esequie, cosa può suscitare se non un disperatissimo terrore?

Uno dei tanti dispositivi inventati per cercare di salvare qualche sfortunato individuo vittima delle temutissime esequie premature.

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Bara di sicurezza per evitare, chissà come, di rimanere imprigionati nell’avello in caso di esequie “premature”. Forse era possibile svitare il coperchio agendo dall’interno…

Kashubia, regione etno-storica ubicata nel nord dell’attuale Polonia.

Da queste parti dovrebbe avuto inizio la credenza nel “Nachezeher”, nel “non morto” che masticherebbe nella sua ultima dimora.

In mancanza d’altro si accontenterebbe … di ciò che trova a portata di bocca.

Sempre secondo la credenza popolare, il Nachzezher si rinforzerebbe, uscirebbe dalla tomba per cercare nei dintorni altre cose da mangiare per attaccare i viventi e assorbire anche da essi le energie necessarie alla sua innaturale “sopravvivenza”.

il Nachzehrer viene visto come un vero e proprio non-morto incompleto, un essere non più umano e ancora non del tutto ‘Vampiro’.

Egli ‘vivrebbe’ in una sorta di perenne torpore, all’interno della sua tomba, continuando a masticare incessantemente il proprio sudario, ma anche parti del suo corpo, le mani, le labbra.

Poiché anche nell’inesistente regno dei non-morti ‘necessità fa virtù’, il nostro affamato Vampiro cercherebbe di variare il vitto succhiando il sangue, il fluido vitale, l’energia dagli esseri umani che si trovino disgraziatamente vicini alla sua tomba. ‘Rifocillatosi’ abbastanza emetterebbe un grido per forza di cose… inumano che dovrebbe servire da monito per chi osi minacciare la sua non-esistenza.

Porfiria Il sepolto vivo

“Il sepolto vivo” (1854) di Antoine Wiertz (1806–1865). Un fortunatissimo caso di esequie premature… finite bene! Non comunissimo evento raffigurato su tela dall’artista belga.

Tutto ciò avrebbe dato origine a strane e improbabili leggende sui morti di ‘buon appetito’ di cui sono piene le tradizioni popolari di ogni tempo e contrada, come testimonierebbe una introvabile e strana pubblicazione di Philippus Rohr, stampata a Lipsia nel 1679, intitolata appunto “Dissertatio historico-philosophica de masticatione mortuorum in tumulis […]”.

Inoltre, il dottor Matteo Borrini, antropologo forense e indagatore sulla presunta “vampira di Venezia”, aggiunge…

“… Altra fondamentale caratteristica che è alla base del termine Vampiro era la presenza nel ventre rigonfio del cadavere di sangue liquido che fuoriusciva quando si trafiggeva il non-morto con una spada o con il più classico paletto, prova delle scorrerie ematofaghe del vampiro…”

Il dottor Matteo Borrini, antropologo forense ed esperto dei misteri della Tanatologia.

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Il ben noto testo di Philippus Rohr sui ben poco lauti pranzi che i “vampiri”, i “non-morti” avrebbero consumato nelle loro tombe.

Naturalmente apparvero subito ponderosi tomi tra i quali spiccava il citato dottissimo studio di Philip Rohr, in cui egli afferma senza alcuna perplessità che il ‘vampiro’, il Nachzehrer, masticando il suo sudario provoca terrificanti rumori, del tutto simili a grugniti.

Gli fa subito eco Michael Ranfitus, qualche decennio più tardi, il quale avanza una teoria un po’ più ‘razionale’, affermando che eventuali rumori provenienti dalle tombe possano ascriversi a ratti in cerca di cibo e, successivamente, causa di ulteriore diffusione delle epidemie.

Porfiria De masticatione

Un’altra rarissima pubblicazione del 1725, di Michael Ranfitus sui casi “accertati” di individui tragicamente risvegliatisi nella tomba a causa di esequie “premature”.

Mortuus non mordet! Forse…

Ma come spiegare alcuni casi in cui sembra proprio che il cosiddetto non-morto non abbia subito i naturali processi putrefattivi?

Il dottor Borrini e vari testi di Tanatologia ci aiutano precisando che i corpi descritti come ‘non decomposti’ si trovavano in realtà in una fase intermedia del processo, definito ‘stadio enfisematoso’, che inizia pochissimi giorni dopo la morte in ambiente caldo, un po’più tardi in ambiente freddo. In pratica, l’Idrogeno solforato generato da batteri anaerobi gasogeni si diffonde nell’intestino, sotto la cute, nelle cavità interne e nei visceri, gonfiando il cadavere che assume così un aspetto quasi gigantesco.

Accenno soltanto ad un fenomeno molto simile a proposito del “Vampiro” di Breslau…

“… trovarono il corpo intero e non intaccato dal disfacimento, ma gonfio come un tamburo […]. Inoltre, se forato, il ventre del cadavere lascia uscire dei liquami che possono essere interpretati come il ‘pasto del non-morto’…”

La pressione esercitata dai gas provoca anche lo spostamento del sangue – un fenomeno definito circolazione post mortem passiva con conseguente… sanguinamento delle ferite e altri fenomeni che possono far pensare alla presenza di un individuo ‘vivo’, ad un ‘vampiro’.

Anche questa circostanza appare identica a quella emersa durante la ricognizione sul corpo del “vampiro“ Cuntius, “… Apre e chiude gli occhi, afferra oggetti che vengono posti nelle sue mani e quando gli incidono una gamba “… il sangue esce così fresco come quello dei viventi…”.

Spesso i “vampiri” mancano di originalità e imitano i loro predecessori! Ma continuiamo con le acute osservazioni del Borrini…

“Per inciso, sono proprio tali gas – l’idrogeno solforato, molto infiammabile, a dare origine ai cosiddetti fuochi fatui che tanto terrore hanno causato in chi si è trovato di notte nelle vicinanze di un cimitero…

Nello stadio enfisematoso, il fenomeno dell’epidermolisi causa anche una sorta di ‘scollamento’ della cute delle mani e dei piedi, facendo credere che sotto si sia generata una pelle ‘nuova’ e che siano ricresciute le unghie…”

Nel defunto, durante lo stadio enfisematoso, il fenomeno dell’epidermolisi causa anche una sorta di ‘scollamento’ della cute delle mani e dei piedi…

Strano fenomeno del tutto analogo a quello che abbiamo già descritto a proposito del calzolaio di Breslau “La pelle dei piedi era sfaldata, e ne era cresciuta un’altra…”

“… Borrini demolisce anche le teorie di Rohr in base alle quali il non-morto potrebbe sul serio mangiare il proprio sudario “… Anche l’idea che il Nachzehrer stesse masticando il proprio sudario nasce da reali constatazioni, interpretate però senza le necessarie conoscenze medico-legali: i gas che fuoriescono dal cadavere possono infatti inumidire il tessuto, che sprofonda così nella bocca e qui deteriorarsi e bucarsi per l’azione dei liquidi corporei…”

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Chiuderei, per ora, per “tirarci su di morale” –diciamo ironicamente così – con un’affascinante immagine di un “Vampiro di una volta”…

Tutti gli esperti scrivono sulle strane abitudini di noi Vampiri, ma non sanno come, nel corso dei secoli, ci siamo organizzati! Ho qui anche una rarissima bottiglia del XVIII secolo piena del liquido rosso della vita, del gruppo Rh-null, il “sangue d’oro”, il più raro in assoluto perché caratterizzato dalla totale assenza di antigeni nel sistema Rh!

(Roberto Volterri)

 

quindi … 

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