Ceccano (FR)- Altri misteri emergono dal Castello dei Conti……..un Cristo con sei dita!

Il Crocifisso del castello dei Conti di Ceccano

Il Crocifisso del castello dei Conti di Ceccano

LO STRANO CASO DEL CRISTO CON SEI DITA NEL CASTELLO DEI CONTI DI CECCANO.

        di Giancarlo Pavat

 

Le ricerche relative ai misteri ed alle curiosità storiche, artistiche, iconografiche e simbologiche presenti nel Castello dei Conti di Ceccano e nel centro storico dell’omonima cittadina ciociara, ormai da alcuni mesi stanno vedendo impegnati diversi studiosi di fama nazionale e internazionale, provenienti da diverse parti d’Italia (tra cui Adriano Forgione, Tommaso Pellegrini, Giulio Coluzzi, Giancarlo Marovelli, Giuseppe Fort) . Un vero e proprio “Dream Team del Mistero” di cui questo sito si è già occupato.

Grazie a questo “Team” di ricercatori la cittadina in provincia di Frosinone sta assurgendo ad un ruolo di tutto rilievo nel panorama dei misteri ed enigmi che, come è noto, vanta decine di migliaia di appassionati. Considerazione che può far ben sperare per un futuro sviluppo anche economico legato a quello che, già a suo tempo, ebbi modo di definire “Turismo del Mistero”.

Alcuni membri del "Dream Team del Mistero" davanti all'ingresso del castello dei Conti di Ceccano - FR. Da sx: Tommaso Pellegrini, Adriano Forgione, Giancarlo Pavat e Giulio Coluzzi

Alcuni membri del “Dream Team del Mistero” davanti all’ingresso del castello dei Conti di Ceccano – FR. Da sx: Tommaso Pellegrini, Adriano Forgione, Giancarlo Pavat e Giulio Coluzzi

Da sx il Sindaco di Ceccano dott. Roberto Caligiore assieme a Giancarlo Pavat e Roberto Adinolfi nel Castello dei Conti

Da sx il Sindaco di Ceccano dott. Roberto Caligiore assieme a Giancarlo Pavat e Roberto Adinolfi nel Castello dei Conti

In particolare stanno tornando alla luce diversi simboli incisi, scolpiti, graffiti nell’antico maniero dei Conti di Ceccano e sui muri degli edifici del centro storico.

Il Mastio del castello dei Conti di Ceccano

Il Mastio del castello dei Conti di Ceccano

Ad esempio nelle caratteristiche viuzze attorno al castello sono stati scoperti ben due conci di pietra recanti due Spirali (una, molto consunta, individuata proprio dal “Dream Team” durante la visita di domenica 29 novembre 2015; l’altra, perfettamente visibile e scolpita con rara maestria, è stata rinvenuta dal ricercatore ceccanese Mario Tiberia).

La "Spirale" scoperta nel centro storico di Ceccano dal ricercatore Mario Tiberia - foto G. Pavat

La “Spirale” scoperta nel centro storico di Ceccano dal ricercatore Mario Tiberia – foto G. Pavat

Ma in questa sede desidero portare all’attenzione dei lettori un affresco presente all’interno del maniero, che reca un particolare a prima vista sconcertante, simile a quello di cui mi sono già occupato a proposito della chiesetta dei SS. Sebastiano e Rocco a Acuto (FR).

Ovvero un caso di Esadattilia!

L’Esadattilia è una malformazione che colpisce gli esseri umani e che consiste nella crescita di un dito in più nelle mani o nei piedi. Secondo i medici e gli scienziati è un fenomeno che viene generato dalla “mutazione” del patrimonio genetico che è capace di creare dei cambiamenti morfologici nell’individuo. Le mutazioni possono essere sia spontanee che indotte da agenti mutageni fisici (come ad esempio le radiazioni nucleari), chimici o biologici (come determinati virus).

Esadattilia nel Crocifisso del Castello dei Conti di Ceccano

Esadattilia nel Crocifisso del Castello dei Conti di Ceccano

Esadattilia nel Crocifisso del Castello dei Conti di Ceccano

Esadattilia nel Crocifisso del Castello dei Conti di Ceccano

Il caso di Esadattilia nel Castello di Ceccano è visibile nella sala più grande tra quelle che vengono generalmente mostrate ai turisti nel percorso di visita. In realtà si tratta della vecchia cappella del carcere (il castello venne trasformato in luogo di detenzione dai Colonna nel XVI secolo ed è rimasto in uso sino al 1973) che attualmente viene di frequente utilizzata per eventi e cerimonie comunali. In questa sala si possono vedere due affreschi decisamente interessanti. Uno raffigura la Madonna di Pompei; il secondo una Crocifissione. Per una più approfondita disamina si rinvia al bell’articolo dell’amico e ricercatore Giulio Coluzzi, leggibile al seguente link http://www.angolohermes.com/Luoghi/Lazio/Ceccano/Castello.html;

I dipinti sono stati eseguiti dai detenuti alla fine dell’Ottocento” spiega Coluzzima quasi certamente essi si sono basati su affreschi preesistenti, di probabile origine medievale”.

Copertina del libro "Fino all'ultimo Labirinto"

Copertina del libro “Fino all’ultimo Labirinto”

In questa sede ci interessa il secondo affresco, ovvero quello con Cristo crocifisso. Si tratta di un Crocifisso indiscutibilmente particolare. Gesù ha gli occhi aperti, quindi è vivo, proprio come nel celeberrimo “Volto Santo “ di Lucca (per il quale si rimanda al libro Fino all’ultimo Labirinto” di Pavat, Marovelli, Consolandi Pascucci e Ponzo; 2013), ed inoltre la sua mano sinistra presenta sei dita!

Il "Volto Santo "della cattedrale di S. Martino a Lucca - disegno di G. Marovelli

Il “Volto Santo “della cattedrale di S. Martino a Lucca – disegno di G. Marovelli

Probabilmente anche la mano a destra aveva sei dita ma non è più possibile verificarlo in quanto in quel punto l’affresco presenta una lacuna.

Come ha acutamente sottolineato Giulio Coluzzisarebbe curioso sapere se il dipinto originario presentava gli stessi elementi oppure se è il frutto della reinterpretazione del pittore detenuto”. E questo proprio alla luce del fatto che le sei dita non possono assolutamente essere spiegate come un banale e grossolano errore dell’artefice.

La presenza dell’Esadattilia nell’Arte e nell’Iconografia, sebbene rara (ma non più di tanto come si vedrà tra poco) è certamente e scientemente voluta.

Nel corso della Storia dell’Umanità, il fenomeno dell’Esadattilia ha fatto nascere numerose credenze, superstizioni e leggende. Chi possedeva sei dita (o nelle mani o nei piedi) era additato (scusate il gioco di parole) come un alleato o un “messaggero” del Mondo Occulto. In pratica era ritenuto legato alle forze del Male. Tra il popolino e presso le autorità ecclesiastiche, soprattutto durante il Medio Evo ed in epoca Controriformista, questa malformazione era vista come prova tangibile di pratiche stregonesche o sataniche.

Con questa accezione l’Esadattilia è menzionata nella Bibbia, nell’Antico Testamento, in un passo del “II Libro di Samuele” (21,20): “… vi era un uomo di grande statura che aveva sei dita per ogni mano e sei dita per ogni piede, in tutto ventiquattro; anch’egli discendeva da Rafa. Oltraggiò Israele, ma Gionata, figlio di Simeià, fratello di Davide lo abbatté“.

Quindi, guai a quegli infelici che venivano scoperti essere portatori di questo “marchio”. Nella migliore delle ipotesi venivano semplicemente cacciati come reietti dalla comunità dei cosiddetti “normali”. Nei casi estremi venivano linciati dal popolo o arsi sui roghi allestiti nelle pubbliche piazze a cura dell’autorità secolare a cui erano stati consegnati da quella spirituale. Dopo regolare processo, beninteso, con tanto di verbali in cui si riportavano persino i lamenti e lo strazio durante la tortura.

Alla luce di tutto ciò il lettore si starà certamente chiedendo come sia stato possibile affrescare addirittura Gesù Cristo (e per di più in una cappella) con sei dita.

Si deve tener presente che l’Esadattilia non sempre e non dappertutto è stata vista come qualcosa di intrinsecamente negativo ed oscuro. Anzi.

Presso diverse Culture, Civiltà e correnti sapienziali la presenza di sei dita o nelle mani o nei piedi, è stata interpretata come peculiare di esseri “segnati” da Dio, sovrumani, dotati di facoltà, capacità e poteri straordinari.

Ed è proprio in questa ottica che ritengo vada interpretato il caso di Esadattilia del Crocifisso del Castello dei Conti di Ceccano.

Affresco con Cristo Benedicente nel Santuario del Crocifisso a Bassiano LT - foto F. Consolandi

Affresco con Cristo Benedicente nel Santuario del Crocifisso a Bassiano LT – foto F. Consolandi

Part. del piede destro del Cristo del Santuario del Crocifisso a Bassiano LT - foto F. Consolandi

Part. del piede destro del Cristo del Santuario del Crocifisso a Bassiano LT – foto F. Consolandi

Chiave di lettura e interpretazione simbolica che vale per diverse opere d’arte e iconografiche in cui si ritrova l’Esadattilia. Il ricercatore e fotografo Fabio Consolandi ha scoperto un caso di Esadattilia in un affresco trecentesco raffigurante Cristo benedicente seduto in trono tra alcuni santi, nel Santuario del Crocefisso a Bassiano (in località Selva Oscura, a circa 3 chilometri dal centro dell’antico borgo dei Monti Lepini), in provincia di Latina. “Il piede destro di Gesù mostra indiscutibilmente sei dita” (da Enigmi esoterici nella chiesa di Acuto” di Giancarlo Pavat – FENIX nr. 57, luglio 2013).

S. Sebastiano con il piede destro con sei dita nella chiesa dei SS. Sebastiano e Rocco ad Acuto FR - foto G. Pavat

S. Sebastiano con il piede destro con sei dita nella chiesa dei SS. Sebastiano e Rocco ad Acuto FR – foto G. Pavat

All’inizio di questo articolo ho fatto cenno ad un altro caso di Esadattilia da me scoperto sempre nel Basso Lazio. Nel registro inferiore dell’affresco absidale della chiesa dei SS. Sebastiano e Rocco ad Acuto (FR) (se non l’avete già fatto andate a scaricarvi gratuitamente da questo sito il mio libro dedicato proprio ai segreti e misteri di questa poco nota chiesetta), si vedono i due santi a cui è intitolata. Nella parte sinistra si trova San Sebastiano legato alla colonna. Ebbene il piede destro ha sei dita!

Un altro caso, se possibile ancora più clamoroso, si trova nella chiesa di San Pietro in Vincoli di Pontechianale a Cuneo, in Piemonte, nel paesino di Maddalena, alle pendici del Monviso. Nell’antico edificio sacro si conservano quattro grandi dipinti che ritraggono i Quattro Evangelisti. Secondo studiosi locali sarebbero ascrivibili al XVII secolo. Gli artefici dei dipinti sarebbero due, ma di uno solo è leggibile la firma nel dipinto che riproduce San Luca: si tratta di Francesco Maria Ravizza. Incredibilmente tutti e quattro i santi possiedono sei dita sia nelle mani che nei piedi.

Essere misterioso con sei dita nella chiesa di Burgusio in Alto Adige - foto G. Pavat

Essere misterioso con sei dita nella chiesa di Burgusio in Alto Adige – foto G. Pavat

In Trentino Alto Adige, presso la chiesa di Burgusio, a 1.262 metri di quota slm, non lontano da Malles Venosta (Mals in tedesco), in provincia di Bolzano, ho visto personalmente una curiosa scultura raffigurante una strana creatura, forse un folletto o altro essere dei boschi, dal cipiglio non certamente benigno, che ha sei dita su entrambe le mani finemente cesellate nella pietra.

"Sposalizio della Vergine" del Perugino. Musée des Beaux-Arts di Caen. Francia

“Sposalizio della Vergine” del Perugino. Musée des Beaux-Arts di Caen. Francia

Ma esistono anche opere d’arte ben più famose che raffigurano casi di Esadattilia.

Come lo Sposalizio della Vergine” del Perugino, del 1503-1504 circa, conservato al Musée des Beaux-Arts di Caen in Francia. In questo dipinto è San Giuseppe ad avere sei dita al piede destro; mentre un anonima donna che affianca Maria, ne possiede altrettante al piede sinistro.

Per non parlare poi dell’analoga opera di Raffaello realizzata nel 1504 e conservata alla Pinacoteca di Brera a Milano. Anche in questo caso è sempre San Giuseppe ad aver sei dita, ma stavolta al piede sinistro.

Il “Genio urbinate” non è assolutamente nuovo a simili inquietanti particolari nelle proprie opere. Un San Giovannino con sei dita lo si vede nella Belle-Jiardiniere” (1507/1508 oggi conservata al Louvre di Parigi.

"La-Belle-Jardiniere" di Raffaello. Louvre, Parigi. Francia

“La-Belle-Jardiniere” di Raffaello. Louvre, Parigi. Francia

Qualche dubbio lo suscita pure la mano destra di papa Sisto II ritratto nella famosissima pala nota come Madonna Sistina (dipinta tra il 1512 e il 1514 ed esposta alla Gemäldegalerie” di Dresda. Ci sono o non ci sono le sei dita?

Ma torniamo per un momento a Milano, alla Pinacoteca di Brera, vi è esposta un opera di Timoteo Viti; la Vergine e i santi Giovanni Battista e Sebastiano del 1515. Il “Precursore di Cristo” ha sei dita al piede destro.

La "Madonna Sistina" di Raffaello. “Gemäldegalerie” di Dresda. Germania

La “Madonna Sistina” di Raffaello. “Gemäldegalerie” di Dresda. Germania

Prendendo in considerazione epoche più vicine a noi, Fabio Consolandi ha fatto notare che in Spagna, a Barcellona, e precisamente nella “Sagrada Familia”, incompiuto capolavoro dell’architetto Gaudì (Antoni Gaudí i Cornet; nato a Reus il 25 giugno 1852 e morto a Barcellona il 10 giugno 1926). Sulla grandiosa chiesa si ammira un bassorilievo avente come soggetto la tragica La strage degli Innocentidi Lorenzo Matamala. L’artista ha realizzato un legionario romano, armato di tutto punto, che mostra chiari segni di esadattilismo nei piedi. Si vocifera che Matamala si sia ispirato all’anomalia presente negli arti inferiori di un cameriere di Barcellona.

Infine, a semplice titolo di curiosità, vale la pena ricordare che in un monastero buddista tibetano è conservata quella che viene indicata come la mano mummificata di uno Yeti, il celebre “Abominevole Uomo delle Nevi”. Ovviamente si tratta di un abile falso ma per accreditarne la natura misteriosa e non-umana, l’ignoto artefice l’ha realizzata con sei enormi dita!

Concludendo questa rapida carrellata sui casi più noti di Esadattilia, emerge aldilà di ogni ragionevole dubbio che coloro che hanno realizzato queste opere (e soprattutto i committenti…) erano ben consapevoli del messaggio che si voleva veicolare. Un messaggio che affonda le radici nella conoscenza e sapienzialità iniziatica ed esoterica.

Nel caso di Ceccano, appare difficile (ma in via teorica non impossibile) che tale retaggio fosse nelle disponibilità di un comune carcerato (sempre che non fosse tanto “comune”) ottocentesco. Più logico pensare che pure l’affresco della “Crocifissione” sia da annoverare in quella congerie di simbolismi medievali che stanno emergendo in questi ultimi mesi e che sembrano adombrare una storia dei Conti e della stessa contea di Ceccano di cui, al momento, non si è in grado di valutare la vastità e profondità ma che, come ipotizzato dai vari ricercatori che si stanno interessando alla questione, potrebbe davvero sconvolgere il quieto stagno della “Cultura Ufficiale”.

Ingresso del castello dei Conti di Ceccano - foto G. Pavat

Ingresso del castello dei Conti di Ceccano – foto G. Pavat

Nota:

Tutte le foto (tranne quelle altrimenti specificato)  sono di Tommaso Pellegrini, che ringraziamo per la disponibilità nel concederle. 

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