COMMENTO SULLA SCOPERTA DEL SITO MEGALITICO DI CECCANO di Marco La Rosa

La scoperta di un sito megalitico effettuata a Ceccano (FR) da Roberto Adinolfi, sta suscitando molto interesse tra i nostri lettori,  tra gli appassionati della tematica e  pure tra ricercatori di vaglia. Infatti stiamo ricevendo numerosi commenti e pareri. Alcuni si possono leggere in calce all’articolo di Giancarlo Pavat che per primo ha dato la notizia;  altri sono arrivati al nostro indirizzo e-mail e per renderli pubblici aspettiamo l’autorizzazione da parte degli scriventi.  Tra i primi a contattarci per esporre il proprio parere in merito è stato il ricercatore parmense Marco La Rosa.

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Marco La Rosa

 

La Rosa è uno studioso di antiche civiltà e in oltre venticinque anni di ricerche, ha raccolto, studiato e divulgato scoperte scientifiche, archeologiche e della conoscenza in generale. Ha scritto molti articoli sulle maggiori riviste del settore e diversi libri; tra cui “L’Uomo Kosmico”  (Editore: OmPhi Labs 2014) con cui ha vinto il PREMIO NAZIONALE CRONACHE DEL MISTERO 2014.  Quest’anno ha pubblicato “Il Risveglio del Caduceo Dormiente. la vera genesi dell’Homo sapiens” (Editore: OmPhi Labs).

Pubblichiamo volentieri il  contributo di Marco La Rosa, che ringraziamo,  rinnovando l’invito a fare altrettanto ed inviarci i propri pareri e commenti a tutti coloro che ci seguono e sono appassionati dei misteri dei Megaliti e del Megalitismo.

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Il monolite di Ceccano soprannominato “il Vichingo” – foto R. Adinolfi

 

COMMENTO SULLA SCOPERTA DEL SITO MEGALITICO DI CECCANO

di Marco La Rosa.

Ritengo molto interessante la scoperta fatta da Roberto Adinolfi a Ceccano in Ciociaria. Dalle prime fotografie a mio parere è più di un’ipotesi “visiva” quella dell’artificialità del posizionamento umano dei menhir.

Naturalmente, come in molti siti megalitici, è probabile che le “pedras fittas” di maggiori dimensioni siano di origine naturale ma con il successivo allineamento artificiale delle minori. Non è comunque cosa insolita che questa zona abbia ospitato fin dall’epoca preistorica il  megalitismo, anzi a mio parere, molto di queste culture è ancora celato.

La cultura megalitica è stata presente per lungo tempo in  terre limitrofe, infatti molto importanti e conosciuti sono i siti di Alatri e Ferentino in provincia di Frosinone, Norba e San Felice Circeo in provincia di Latina.

Ma del resto tutta l’Europa da nord a sud compreso il mediterraneo e scendendo poi verso l’Africa ci offre testimonianze di questo tipo che, via via si arricchiscono di nuove scoperte che allargano geograficamente i territori ricchi di  vestigia se non identiche, davvero molto simili, facendoci presupporre un’origine comune di insondabile antichità.

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I megaliti del sito di Ceccano – foto G. Pavat

Non è quindi cosa strana od infrequente che luoghi conosciuti e relativamente vicini a centri abitati, siano oggetto di scoperte straordinarie ma, al contrario,  la dice lunga sulla qualità della cultura storica e proto-storica che permea l’attuale società.

Del resto, tutto il mondo è paese. Io stesso alla fine dell’Agosto scorso mi trovavo sull’isola di Malta per un tour dei numerosi siti megalitici (vedi  Il Giornale dei Misteri n.  521 – Novembre 2015: “Malta e la sua misteriosa preistoria”) e proprio sull’isola minore di Gozo, mentre cercavamo le tracce più antiche delle famose “cart-ruts” (solchi di carro),  in un territorio semideserto, ci siamo imbattuti in un suggestivo “Dolmen” o “Tolmen”, tipico tumulo preistorico ed in taluni casi anche altare divinatorio e sacrificale.

Ho scoperto poi che tale sito, era virtualmente sconosciuto all’Hermitage Malta, ma non ai pastori che ancora oggi conducono gli ovini al pascolo in questa zona.

Le vere grandi scoperte non avvengono per caso, ma sono guidate dalla passione, dalla continua ricerca della verità e dall’amore per le nostre radici che si fondano nel territorio in cui viviamo.

Menhir di Ceccano - foto R Adinolfi

Uno dei menhir del sito di Ceccano – foto R. Adinolfi

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Un commento:

  1. Concordo l’esperto. Per me sono opera dell’Uomo.
    Miki.

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