Da Sonnino (LT) a Supino (FR), il Mistero della N INVERSA.

Tra le diverse, enigmatiche e, in alcuni casi uniche, simbologie presenti a Supino (FR), i partecipanti all’ITINERARIO DEL MISTERO di Venerdi 14 giugno 2019 (che si snoderà,  non a caso, tra i suggestivi vicoli, le ripide scalinate e le pittoresche piazzette dell’antico borgo adagiato su un versante dei Monti Lepini) avranno la ventura e il privilegio di ammirare una chiave di volta con la scritta INRI che reca una particolarità; la N (che dovrebbe essere l’iniziale di NAZARENUS) è stata scolpita in maniera INVERSA! Tanto si è scritto a proposito dei possibili significati simbolici di questa N INVERSA, che sarebbe certamente riduttivo attribuire ad errori degli antichi scalpellini.  Tanto e spesso a sproposito.

Ma venerdì 14 giugno, all’evento organizzato a Supino dai ragazzi di “ViviCiociaria – Itinarrando”, (in collaborazione con il Mistery Team del nostro sito), certamente ne parlerà in maniera puntuale e approfondita Giancarlo Pavat.

Ma, intanto, per stuzzicare l’appetito, si propone questo interessante articolo scritto dal nostro Direttore Responsabile Orazio Vignola, proposito di altre N Inverse. Presenti, in questo caso, su una lapide commemorativa conservata in una chiesa sconsacrata di Sonnino (LT).

(Immagine in basso: la chiave di volta con la scritta INRI che reca una N inversa, visibile a Supino – foto G Pavat 2019)

IL MISTERO DELLE N INVERSE

DI SONNINO

 

di Orazio Vignola

 in collaborazione con Giancarlo Pavat

Sulla controfacciata della ex Chiesa di San Marco di Sonnino (LT) vi è apposta una lapide il cui testo elenca le famiglie che dal 1400, anno di costruzione da parte di Andrea Mancini, si presero cura di essa fino alla restaurazione avvenuta nel 1729. Sembrerebbe una semplice lapide, se non fosse che per i “dettagli” che vi si trovano all’interno del testo. Ebbene compaiono ben 3 “N” inverse. Di cosa si tratta?

(Immagine sopra: l’ex chiesa di San Marco a Sonnino – foto Pavat 2016)

Questo simbolo non è proprio di facile interpretazione, o meglio non ne ha una specifica. Vederla scolpita o raffigurata nelle varie opere nelle quali è stata individuata può far pensare ad un errore dello scrivano o dello scalpellino ma, visto che le varie opere erano comunque commissionate, difficilmente un artista poteva permettersi di sbagliare.

Vi sono vari dipinti raffiguranti la Crocifissione che presentano la “N” inversa all’interno del cartiglio apposto sulla croce con l’iscrizione “INRI – Iesus Nazarenus Rex Iudaeorum” (Gesù Nazareno Re dei Giudei).

Ebbene, qualcuno ritiene che la “N” inversa su tali dipinti sia stata fatta apporre dai Templari perché quando nell’ottobre del 1307 Filippo il Bello Re di Francia diede inizio alla loro persecuzione, durante gli interrogatori effettuati dalla Santa Inquisizione, una delle confessioni ricevute fu che essi durante i loro rituali di iniziazione, sputavano 3 volte sul crocifisso.


(Immagine sopra: la lapide nell’ex chiesa di San Marco a Sonnino – foto G Pavat 2016)

Quindi la “N” inversa negherebbe la Resurrezione di Cristo.

Ovviamente non ci sono prove di questa “bizzarra” ipotesi, basti solo immaginare i metodi che adottava la Santa inquisizione per interrogare i condannati.

Considerando che la lettera “N” sia nell’alfabeto latino che in quello moderno si trova al centro, si può supporre che ponendola in maniera inversa, non si vuole “negare”, ma piuttosto sottolineare la centralità, quindi l’importanza dell’opera che si rappresenta.

(Immagini sotto: alcune delle N Inverse della lapide nell’ex chiesa di San Marco – foto G Pavat 2016)

A proposito di centralità della “N”, se consideriamo il famoso quadrato magico del SATOR, si nota che essa si pone proprio al centro, divenendo così CENTRO MAGICO.

Anche in due carte dei Tarocchi Marsigliesi è presente la “N” inversa. Esse sono “la ruota della fortuna” e l’appeso. Nella ruota della fortuna che costituisce uno dei 22 arcani maggiori dei Tarocchi; quello contrassegnato dal numero x (10); va subito notata la scritta di fondo; infatti “Ruota” è scritto “roux” (rosso) anziché “roue” (ruota). Il rosso è il colore della passione, della rosa, dell’amore, quindi la X posta al posto della e mette in risalto il centro e la N inversa sicuramente ne sottolinea l’importanza.

L’altra carta che presenta la “N” inversa sempre nei tarocchi di Marsiglia è “Le Pendu” (l’appeso) che rappresenta il XII (12). In essa è raffigurato un uomo appeso a testa in giù per un piede, con le mani legate dietro la schiena. Questa era una delle forme di tortura usate nel Medioevo. La cosa strana però è che nei tarocchi l’appeso ha un volto che non sembra mostrare sofferenza, anzi appare piuttosto tranquillo sereno, assumendo una posizione che si potrebbe definire iniziatica. Da notare la posizione delle braccia dietro la schiena, formano una x, ancora l’importanza del centro.  La presenza della N inversa nella carta ne sottolinea il valore, soprattutto se si considera il fatto che a seconda di come la si guarda il suo significato cambia.

 Questo è il testo della lapide (in neretto nel N inverse) presente sulla controfacciata della ex chiesa di S Marco:

ECCLESIAM HANC DE JURE PATRONATUS

NOBILIUM FAMILIARIUM MANCINI ET

MAGISTRIS DIVO MARCO DICATAM AB

ANDREA MANCINI I.U.D. AEDIFICATAM

 ANNO MCCCC DEINDE AB ILL.MIS. DD

CAMILLO MANCINI ET DEODATO DE MAGISTRI

VEN: CO(F)RATERNITATI ANIMARU(M) PUR

GANTIVM AD EFFECTVM EXERCENDI SA

CRAS FVNCTIONES IN PERPETVVM CON

CESSAM. DUX FORTVNATVS, DE ANTE

DICTA FAM(ILIA) MANCINI IN PREFATA CON

FR. TE ASSISTENS PIIS ELEMOSINIS REDD

ITIBVSQUE CONFRATERITATES RESTAVRAVIT

DE ANNO M:D:CCXXVIIII

Traducibile in:

QUESTA CHIESA PATRONATO DI DIRITTO DELLE NOBILI FAMIGLIE MANCINI E DE MAGISTRIS FU DEDICAT AL DIVO (SANTO) MARCO DA ANDREA MANCINI I.U.D. (che dovrebbe stare per ILLUSTRISSIMO UOMO DEVOTO) EDIFICATA NELL’ANNO 1400 SUCCESSIVAMENTE DA PARTE DEGLI ILLUSTRISSIMI DD (DOMINI ovvero SIGNORI) CAMILLO MANCINI E DEODATO DE MAGISTRIS (è stata) CONCESSA IN PERPETUO ALLA VENEREBILE CONFRATERNITA DELLE ANIME PURGANTI AL FINE DI ESERCITARE LE SACRE FUNZIONI. IL DUCE FORTUNATO DELLA PREDETTA FAMIGLIA MANCINI ASSISTENTE DELLA CONFRATERNITA CON PIE ELEMOSINE E REDDITI LA FECE RESTURARE NELL’ANNO 1729.

 (Traduzione di Giancarlo Pavat).

(Immagine sopra: la lapide nell’ex chiesa di San Marco, con evidenziate le N Inverse – foto G Pavat 2016)

A proposito dell’anno ci troviamo di fronte ad un errore (errore?) dello scalpellino. Infatti sembrerebbe che prima abbia inciso MDCCLLVIII e poi si sia corretto con MDCCXXVIII.

Marino Bono nel suo libro sulla storia della Famiglia Mancini ”Sonnino e la nobile Famiglia Mancini Anni 1360-2003”, cade clamorosamente in errore riportando la data MDCCXXXVIII, ovvero 1738. Dove abbia visto la terza X sulla lapide lo sa solo lui (tra l’altro il testo da lui riportato è sbagliato anche in altri punti, tanto che sembra che non abbia visto la lapide originale). Mentre non vi è dubbio che ci siano quattro I dopo il numero romano cinque V.

In ogni caso dopo che Famiglia Mancini ebbe lasciato Sonnino, la Confraternita dovette cercare con difficoltà di gestirsi da sola. Nel 1837 a predicare l’ottavario dei morti giunsero i Missionari del Preziosissimo Sangue ovvero i confratelli di Gaspare del Bufalo. E questo spiega la presenza a Sonnino di diverse immagini sacre della Madonna del Preziosissimo Sangue. L’attività della Confraternita continuerà nella chiesa di S. Marco fino al 1940. Successivamente la chiesa è stata abbandonata e sconsacrata. Nel 2003 si sono conclusi i lavori di restauro.

Secondo una mia ipotesi, per quanto riguarda l’errore della data, potrebbe essere che l’autore abbia voluto sostituirla di proposito mettendo delle X al posto delle L. Quindi torna in gioco la X simbolo del centro. Lo scalpellino o il suo committente, con una N inversa e con la X ha voluto imprimere nella pietra quello che per gli esoterici è fonte di vita: la centralità dell’amore.

(Orazio Vignola)

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