Una meravigliosa sorpresa! Supino e le sue enigmatiche Simbologie protagonisti dell’Itinerario del Mistero

(Una suggestiva Immagine dell’Itinerario del Mistero di venerdì 14 giugno a Supino. Giancarlo Pavat illumina con una torcia elettrica uno dei simboli più misteriosi rinvenuti a Supino. Tra i partecipanti si riconoscono l’artista e grafico Cesare Pigliacelli e il nostro Direttore Responsabile Orazio Vignola – foto Donato Lupo)

Chi l’avrebbe mai detto? È stato il commento di alcuni abitanti di Supino che hanno partecipato all’ITINERARIO DEL MISTERO svoltosi venerdì sera proprio nel suggestivo borgo dei Monti Lepini.  Il riferimento era, ovviamente,  al vero e proprio tesoro di Simbologie che Giancarlo Pavat ha illustrato lungo il percorso tra vicoli,  stradine,  scalinate, androne e piazzette.  L’evento, organizzato come sempre dai ragazzi e ragazze di “ViviCiociaria-Itinarrando” guidati dal presidente Alex Vigliani,con il n ostro sito come partner, si è dimostrato una occasione straordinaria per scoprire una Supino diversa, sconosciuta, ma decisamente affascinante, non solo per coloro che vi sono convenuti da diverse località (anche della provincia di Latina e di Roma), ma per i suoi stessi abitanti. Tra il pubblico c’erano pure l’assessore al comune di Supino Anna Iacobucci, la dottoressa Felicia Cerroni di Giuliano di Roma, il noto grafico e  artista Cesare Pigliacelli,  e il regista Donato Lupo (a proposito, non dimenticate che domenica 26 giugno, alle ore 19.30, si canale 14 del digutale terrestre , Supernova Tv, andrà in onda la prima puntata di SIMBOLIKA)

(Immagine sopra: Giancarlo Pavat sotto l’arco di “Porta del Supporto” illustra un graffito riproducendo il “Segno del Golgota”. Sotto il graffito del “Segno del Golgota”, un simbolo utilizzato anche dai Cavalieri Templari – foto Donato Lupo)

Sino a venerdì 14 giugno 2019, agli appassionati del Mistero e delle simbologie, Supino era nota solo per il magnifico  (ma poco valorizzato) Portale Massonico dell’antico Palazzo di Giovanni Bavari, in piazza Umberto I.

Ne aveva già dettagliatamente parlato il dottor Giacinto Mariotti nel suo libro “Massoneria in Ciociaria” (Bastogi 2012) e veniva indicato (sebbene con qualche errore di interpretazione dei simboli) da un tabellone turistico posto proprio nella stessa piazzetta. 

 (Immagine sopra: il Fiore a 8 petali presente su una chiave di volta al civico 3 di via XXIV maggio. Sotto la Colomba inserita nella chiave di volta antropomorfa su un portale nella medesima via – foto Donato Lupo)

Ma ora, grazie a “ViviCiociaria – Itinarrando”, al nostro sito e, soprattutto, a Giancarlo Pavat, è emersa una realtà inaspettata e intrigante. L’intero centro storico del paese, arroccato sulle falde Lepiniche, è letteralmente costellato da enigmatiche simbologie,  alcune rarissime per non dire uniche.

Lo stesso Pavat, che ormai da più di 30 anni porta avanti questi studi e ricerche, ha confermato di non aver mai visto altrove alcuni di questi simboli. Uno in particolare è attualmente oggetto di studio e analisi di diversi ricercatori a livello nazionale,  su esplicito invito di Pavat, proprio per comprendere di cosa si tratta e scioglierne l’ermetico messaggio. 

(Immagine sopra: Giancarlo Pavat e Orazio Vignola a Supino – foto Donato Lupo)

Tornando all’ITINERARIO DEL MISTERO, si è cominciato con due interessanti simboli presenti su altrettanti portali in pietra in via XXIV maggio.  Un volatile in picchiato scolpito al centro di una chiave di volta antropomorfa con la data 1762. L’uccello è stato identificato con una COLOMBA che rappresenta lo SPIRITO SANTO. Qundi un simbolo di protezione, un auspicio di benedizione divina sulla casa e i suoi abitanti.

Ha sicuramente le medesime funzioni apotropaiche anche il FIORE A 8 PETALI finemente scolpito,  quasi cesellato, sul secondo portale al civico 3 di via XXIV Maggio.  Giancarlo Pavat ha spiegato che tutti i simboli in cui ricorre il numero 8 si rifanno alle profonde valenze esoteriche del PRINCIPIO OTTONARIO.  

L’itinerario è proseguito lungo via Roma, soffermandosi ora davanti a portali molto antichi, come quello che reca la data 1506, oppure con possibili messaggi esoterici come quello di Palazzo Foglietta.

(Immagine sopra: il Portale principale di Palazzo Foglietta al civico 9 di via Roma, con decorazioni fitomorfe, testa di leone e conchiglia – foto Donato Lupo)

Oppure presso chiavi di volta con TRIGRAMMI CRISTICI, GIGLI ARALDICI, SIMBOLI MARIANI o finestre rinascimentali con suggestivi CALICI e FIORI A 4 PETALI che ricordano la ROSA  CAMUNA. 

 (Immagini sopra e sotto: Trigrammi Cristici su chiavi di volta in via Roma a Supino – foto Donato Lupo)

(Immagine sopra: Giancarlo Pavat a Porta del Supporto. In basso il Giglio araldico al civico. 30 di via Roma – foto Donato Lupo)

I partecipanti all’ITINERARIO DEL MISTERO sono poi passati sotto lo sguardo del MASCHERONE APOTROPAICO che vigila sul grandioso PORTALE DI VICOLO ALTO.

(Immagine sopra: il Mascherone murato sopra il.portale d’ingresso a Vicolo Alto – foto Donato Lupo)

Entrati in VICOLO ALTO hanno avuto lodo di scoprire la particolare decorazione del primo portale sulla sinistra. Una sorta di albero che graficamente  ricorda il SACRO FRASSINO della mitologia norrena: YGGDRASILL, l’ALBERO COSMICO. Che, di fatto, rappresenta l’AXIS MUNDI.

(Immagine sopra: disegno riproducente una antica raffigurazione di Yggdrasill. Sotto: lo strano simbolo sulla chiave di volta di un portale al civico 1  di Vicolo Alto a Supino. La somiglianza è sorprendente. – foto Donato Lupo)

(Immagine sopra: una moderna rappresentazione di Yggdrasill)

Dal Portale di Vicolo Alto al grande arco di PORTA DEL SUPPORTO, sul quale qualcuno,  tanto tempo fa, ha inciso il simbolo del SEGNO DEL GOLGOTA. Ovvero una CROCE LATINA che sormonta una sorta di collinetta che rappresenta il MONTE CALVARIO, il GOLGOTA appunto. Il luogo della Crocifissione di Gesu’. Un simbolo utilizzato nel Medio Evo e caduto in disuso nei secoli successivi.  Un simbolo sacro, sorta di “marcatore del territorio” utilizzato anche dai Templari. 

(Immagine sopra: una delle tante croci incise sui piedritti dei portali di Supino. – foto Donato Lupo)

Lasciata via Roma,  non senza aver dato un’occhiata alle numerose croci incise sui piedritti dei portali di antichi palazzi,  il gruppo sempre più affascinato ed emozionato per quanto stava scoprendo si è inerpicato lungo i vicoli delle zona più antica di Supino. E anche qui le sorprese non sono mancate. 

(Immagine sopra: l’insolita CROCE che Giancarlo Pavat ha identificato come quella SIMBOLO DELL’ORDINE MONASTICO-CAVALLERESCO D’AVIZ – foto Donato Lupo

Una chiave di volta con la data 1777 è decorata da una CROCE DALL’INCONSUETA FOGGIA. Potrebbe ricordare la cosiddetta CROCE CATARA ma in realtà sì tratta dello stemma di un poco noto in Italia, ORDINE MONASTICO CAVALLERESCO PORTOGHESE, molto affine a quello dei Templari. Quest’ordine,  inizialmente costituito da cavalieri laici, nacque nel 1147 con il compito di combattere i Mori nella Penisola iberica.

(Immagine sopra: la CROCE D’AVIZ in un disegno tratto da un vecchio libro di araldica. Sotto la CROCE D’AVIZ tratta da Wikipedia).

Questi Cavalieri non prendevano i voti religiosi ma nel 1166, re Alfonso I impose l’osservanza della Regola Cistercense. 

Nel 1214 liberarono dai Musulmani la città di AVIZ  (oggi Avis in Portogallo) e vi posero il quartier generale dell’Ordine, prendendo pure il nome da quello della città. Due anni dopo, papa Innocenzo III riconobbe ufficialmente l’Ordine di Aviz come ORDINE MONASTICO CAVALLERESCO DI SAN BENEDETTO D’AVIZ.

L’Ordine di Aviz con l’omonima Croce di colore verde cucita sui mantelli, continuo’ a combattere l’Islam fino alla definitiva liberazione della Penisola Iberica. Nel XVI secolo  divenne un Ordine nazionale portoghese legandosi alla Corona Lusitana, per poi essere secolarizzato e trasformato in semplice seppur prestigiosa decorazione nazionale portoghese nel 1789.

La data sulla chiave di volta a Supino è 1777. Quindi…. Forse in quell’edificio ha abitato un Cavaliere d’Aviz trasferitosi per ignoti motivI nel Basso Lazio.

Solo eventuali nuove e fortunosamente scoperte potranno far luce su questo piccolo enigma storico Supinese.

(Immagine sopra: i ruderi, recentemente riportati alla luce, della chiesa di “Santopaolo” – foto G Pavat 2019)

(Immagine sopra: il.misterioso simbolo che, secondo Giancarlo Pavat, potrebbe essere una Clessidra – foto Pavat 2010. In basso: lo stesso simbolo nell’elaborazione di Dino Coppola)

Ma le emozioni e sorprese non erano finite. Infatti, i partecipanti all’ITINERARIO DEL MISTERO dovevano ancora fare conoscenza con quelli che, con tutta probabilità,  sono i Simboli più misteriosi visibili a Supino. Sotto un’arcata, o meglio una loggia,  in via della Liberta’,  inciso su un concio murato sulla parete di un cadente edificio probabilmente medievale, si trova un SIMBOLO TALMENTE RARO E MISTERIOSO  che diversi studiosi soarsi per l’Italia si stanno lambiccando il cervello per capire di cosa si tratti. A qualcuno è sembrato un CALICE (e il pensiero  è subito volato al SANTO GRAAL), ad altri un PESCE capovolto, oppure addirittura l’ELICA del DNA (difficile pensarlo, se il graffito è medievale). Giancarlo Pavat ha spiegato che lui ritiene che possa essere una CLESSIDRA inscritta in un CERCHIO che forse rappresenta l’UROBORO, il serpente che si morde la coda. La CLESSIDRA rappresenta l’inesorabile  trascorrere del Tempo e la caducità delle cose umane. Mentre l’UROBORO rimanda alla ciclicità di tutte le cose,  quindi all’Immortalità.

(Immagine sopra: la Clessidra circondata dall’Uroboro  – per gentile concessione della ENDECA PRODUZIONI TELEVISIVE) 

(Immagine sopra: il misterioso simbolo fotografato da Donato Lupo)

Proseguendo nell’esplorazione dell’antico centro storico si è infine arrivati davanti al Portale con la chiave di volta che cerca la scittà INRI con.la N capovolta. Sull’inquietante mistero della N INVERSA si rimanda all’articolo scritto per questo sito dal.nostro Direttore Responsabile Orazio Vignola in collaborazione con Giancarlo Pavat. 

(Immagine sopra: la chiave di volta con la scritta INRI che reca una N inversa – foto Donato Lupo)

Alla fine, dopo altre CROCI POTENZIATE e SEGNI DEL GOLGOTA incisi su portali, l’ITINERARIO DEL MISTERO si è concluso in piazza Umberto I con la lunga disamina di Giancarlo Pavat sulle simbologie presenti sul PORTALE MASSONICO di PALAZZO BAVARI.

(Immagini sopra e sotto: il Portale Massonico di Palazzo Bavari e il.particolare con i simboli massonici della Squadra e Compasso e il blasone di Giovanni Bavari – foto G Pavat 2017)

Rimandando ai prossimi (già promessi) articoli di Giancarlo Pavat per un approfondimento dei vari simboli (soprattutto quelli rari) supinesi, non resta che sancire il successo dell’ITINERARIO DEL MISTERO a Supino, auspicando che, quanto prima, le misteriose simbologie possano essere valorizzate anche al fine di far convenire nel Paese lepino gli appassionati e i turisti del Mistero. Occasione irripetibile per un possibile rilancio,  anche economico, di Supino.

E appuntamento a tutti alle prossime iniziative di “ViviCiociaria-Itinarrando”.

(LA REDAZIONE)

Si ringrazia Giancarlo Pavat (sopra,  in piazza Umberto I a Supino – foto ViviCiociaria) per il materiale testologico sulle simbologie supinesi e Donato Lupo per le foto scattate la sera di venerdì 14 giugno 2019.

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