Scoperte nuove Simbologie a S. Giovanni in Silvamatrice, di O. Vignola.

 

(Immagine di apertura: i resti della chiesa di San Giovanni in Silvamatrice -foto O Vignola)

NUOVI SIMBOLI SCOPERTI A SAN GIOVANNI IN SILVAMATRICE NELLA VALLE DELL’AMASENO.

di Orazio Vignola.

Quello del 14 aprile sembrava uno di quei pomeriggi piovosi che inducono a rimanere a casa, magari sdraiati sul divano a guardare la TV. Ma non è stato così.   È stato decisamente diverso, visto che ho pensato di fare un giro fra i vicoli di Roccasecca dei Volsci in provincia di Latina, alla ricerca di simboli interessanti.

E il tempo che ci ha accompagnato è stato decisamente clemente, come se il sole fosse stato curioso di conoscere le nuove scoperte.

È stato davvero interessante poter ritrovare fra le vie del paese chiavi di volta con sopra rappresentate uova cosmogoniche; in una in particolare vi è scolpito al di sotto una sorta di Sole invictus; una faccina apotropaica; e un golgota in bassorilievo molto particolare. Di tutto ciò che è stato da noi individuato però ne  parleremo più dettagliatamente in un prossimo futuro.

(Immagine sopra: il Segno del Golgota inciso sull’intonaco delle pareti interne di San Giovanni in Silvamatrice ).

Ciò che mi interessa mettere in risalto in questo articolo è una meraviglia che io avevo avuto modo di conoscere solo grazie al libro “Nel Segno di Valcento” di Giancarlo Pavat. Si tratta della chiesa di SAN GIOVANNI IN SILVAMATRICE NELLA VALLE del fiume Amaseno.

Ma andiamo per gradi.

Arrivato in macchina nelle campagne di Villa Santo Stefano (FR) e parcheggiatala presso il trivio di Contrada San Giovanni, imbocco una stradina sterrata che percorro quasi sino al termine.

Stando al libro Giancarlo Pavat dovrei guardare davanti a me, ma io non vedo nulla. Ciò che scorgo è solo un accumulo di rovi che avvolge un ammasso di ruderi. Eppure si tratta proprio di essa, della chiesa che tutti hanno dimenticato, ma non il Tempo.

Mi avvicino e mi trovo subito davanti all’ingresso.

Già da qui si scorgono i primi segni che fanno di San Giovanni in Silvamatrice, un luogo di culto molto frequentato nel corso dei secoli, fin dalla sua costruzione.

Questo lo si deduce dalla presenza sugli stipiti delle porte di croci; alcune graffite dai fedeli o dai pellegrini in forma di devozione, altre hanno una forma particolare, sono Croci a coda di rondine.

(Immagine sopra: Croci a coda di rondine.

Questo simbolo era stato adottato dai Cavalieri dell’Ospedale di San Giovanni a Gerusalemme  conosciuti oggi con il nome di Cavalieri di Malta. Se non ricordo male,  è stato proprio Giancarlo Pavat nel suo libro “Nel Segno di Valcento” a parlare per primo della presenza dei Cavalieri Giovanniti presso San Giovanni in Silvamatrice.  

Un altro simbolo molto evidente è un Golgota sormontato da una Croce di Lorena.

Non è mia intenzione narrare la storia che avvolge la chiesa, né descriverne le caratteristiche architettoniche; tutto ciò è spiegato benissimo nel capitolo 10 del libro “Nel Segno di Valcento” di Giancarlo Pavat. Voglio solo aggiungere un’ulteriore scoperta che ho avuto la fortuna di effettuare.

Nella Cappella Boccanappi, entrando, sulla parete di sinistra, sono venuti fuori tre strati di intonaco. In quello più esterno vi sono tracce appena visibili degli antichi affreschi, e una “Vescica piscis” con la f igura di Cristo aureolato al centro. Nel secondo strato, il distacco dell’intonaco ha portato alla luce un “NODO DI SALOMONE”. Simbolo che indica l’unione tra le cose del cielo e quelle della terra.

(Immagine sopra: Orazio Vignola indica il Nodo di Salomone da lui scoperto a San Giovanni in Silvamatrice )

Una scoperta davvero interessante di un simbolo sacro che si va ad aggiungere agli altri presenti nella chiesa e che rende sempre più probabile la teoria della presenza in questo luogo di un ordine monastico-cavalleresco. Ceryamenre i Giovanniti come ipotizzato e dimostrato da Pavat. E i Templari? La certezza non ci può essere, ma tutti questi simboli nello stesso luogo non possono considerarsi una coincidenza.

Mentre ci si allontanava dalla chiesa,  ho capito la funzione di tanti arbusti e rovi: proteggere un pezzo di storia, e far ritrovare a noi appassionati nel corso del tempo, segni e simboli di un passato .

(Orazio Vignola)

(Immagine in basso; il Nodo di Salomone nella chiesa diruta di San Giovanni  Silvamatrice 

• Le foto sono di Orazio Vignola.

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