IL MISTERIOSO SIMBOLO LAPPONE DEL “CUORE DI TRICHECO” al 1° Convegno sui Templari a Ceccano – Venerdì 13 ottobre 2017

 

  

 (Giancarlo Pavat in Finlandia. nell’immagine è in navigazione davanti ad Helsinki – foto S. Palombo 2014) 

 

IL MISTERIOSO SIMBOLO LAPPONE DEL “CUORE DI TRICHECO” NEL CASTELLO DEI CONTI DI CECCANO (FR).

di Giancarlo Pavat

 

Non si parlerà soltanto di Templari e delle simbologie ad essi afferenti, al 1° Convegno nazionale sui Templari a Ceccano, che si terrà VENERDÌ 13 OTTOBRE, alle ore 17.30, presso il Castello dei Conti di Ceccano.

Catalizzerà sicuramente l’interesse del pubblico e degli appassionati anche il misterioso simbolo noto impropriamente come “Swastika lappone” o, più correttamente “Cuore di Tricheco”.

Attorno al 2009 (ma la notizia, tramite diversi articoli sul web è stata diffusa tra il 2010 e il 2012) il team archeo-speleologico “ARGOD” (Associazione di Ricerca del Gargano Operante per la Divulgazione) rinvenne, incisa sullo stipite destro del portale della Chiesa di San Cirillo di Carpino, piccolo centro del Gargano in Puglia, un esemplare del simbolo noto come “Swastika lappone”.

(Sopra: Il simbolo del “Cuore di Tricheco” inciso su un portale al Castello comitale di Ceccano – foto ed elaborazione grafica di G. Pavat)

 

Conosciuto anche come Tursaansydän, o Mursunsydän, cioè “Cuore di Tricheco”, si tratta di un simbolo presente nel Mar Baltico, nella regione della “Fennoscandia” (Scandinavia e Finlandia), utilizzato in particolar modo nella cultura Saami o “Sami”. I “Sàmit” (oppure “Sàpmelas” nella loro lingua che appartiene a ceppo ugrofinnico) sono gli abitanti indigeni delle estreme regioni d’Europa, oltre il Circolo Polare Artico; dalle coste della Norvegia sull’Oceano Atlantico a quelle di Kola sull’Oceano Artico e della Carelia sul Mar Bianco. In Italia li chiamiamo Lapponi. Impropriamente, in quanto con questo nome vanno indicati tutti gli abitanti della Lapponia, non solo quelli di lingua ed etnia Sami. Essendo un popolo essenzialmente pacifico sono privi di unità nazionale, pur avendo una loro storia, lingua, tradizioni e attività peculiari. Il loro territorio, chiamato “Sapmi”, è diviso tra quattro stati; Norvegia, Svezia, Finlandia e Russia. Un tempo nomadi allevatori di renne, hanno rinunciato quasi del tutto al nomadismo negli anni ’50 del XX secolo. In Norvegia, Svezia e Finlandia, i Sami hanno oggi assemblee rappresentative con cui difendono i propri interessi e tutelano e preservano le tradizioni e la propria cultura, anche grazie a scuole, teatri, musei ed altre istituzioni culturali Sami. Pur convertiti al Cristianesimo nel tardo Medio Evo, nella loro cultura sono sopravvissute usanze e credenze legate allo Sciamanesimo, ancora praticato da saggi delle varie tribù. Secondo alcuni ricercatori i Sami sarebbero i diretti discendenti dei mitici Iperborei.

Il Simbolo si compone di quattro sezioni quadrate o quadrangolari che insistono attorno ad un centro.

Di fatto è una particolare forma di Swastika. Simbolo ben presente nella cultura anche finnica come si evince dallo Stendardo del Presidente della Repubblica di Suomi – Finland.

(Immagine in alto: Stendardo del Presidente della Repubblica di Finlandia)

 

Oppure dall’esistenza (spesso affrescata in chiese medievali finniche o svedesi, a fianco del simbolo del “Labirinto baltico”) della cosiddetta “Swastika-Pelta”, molto simile al simbolo della “Rosa Camuna”. Io ne ho vista personalmente una nella chiesa del XIV secolo dedicata alla Madonna a Turku, l’antica capitale medievale della Finlandia (che all’epoca faceva parte del Regno di Svezia).

(Immagine in alto: la cosiddetta “Swastika-Pelta” nella Maarian kirkko ovvero Chiesa di Santa Maria a Turku in Finlandia – foto G Pavat 2014)

La “Swastika lappone” è stata utilizzata per secoli (almeno sino al Settecento) nelle decorazioni di edifici ed oggetti di uso comune o sacro (come i tamburi rituali degli Sciamani) Trattandosi di un Simbolo positivo è ovvia la funzione apotropaica, protettiva contro le Forze del male.

È rarissima (per non dire introvabile) al di fuori delle Regioni del Nord Europa, come confermatomi telefonicamente dagli stessi membri della ARGOD.

Ecco perché ha suscitato notevole scalpore la notizia del rinvenimento da parte del sottoscritto, nella primavera del 2016, di un graffito inciso su uno stipite di un portale medievale all’interno del castello comitale, che ha tutta l’aria di essere proprio il simbolo del “Cuore di Tricheco”.

Ma come ci sarebbe finito un simile simbolo, indubbiamente legato ad altre latitudini e culture, in mezzo al Lazio meridionale, nella capitale dell’antica Contea ceccanese?

Si proverà a dare una risposta o perlomeno ad avanzare ipotesi plausibili, proprio durante 1° Convegno nazionale sui Templari a Ceccano. Appuntamento quindi, pere tutti al castello dei Conti, VENERDÌ 13 OTTOBRE, alle ore 17.30.

(Giancarlo Pavat)

 

(Immagine in alto:  Il “Cuore di tricheco” o “Swastika lappone” di Carpino (FG) in Puglia – foto ARGOD).

(Immagine sopra: Il graffito in cui è stato riconosciuto il simbolo del “Cuore di Tricheco” nel Castello di Ceccano – Foto G Pavat)

 

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