Strana musica;… quei pazzi, temerari, suonatori di improbabili strumenti musicali! di Roberto Volterri.

 

Immagine di apertura;  L’Aquaggaswack nella versione full-optional a ventinove coperchi.

 

Sicuramente meno pericolosa di quella “satanica”, ma non per questo meno……

 STRANA MUSICA

… quei pazzi, temerari, suonatori di improbabili strumenti musicali!

di Roberto Volterri

Nel 1996, qualche folle musicista realizza l’Aquaggaswack utilizzando diciotto coperchi di pentole sottratte dalla cucina della mamma.
Poi, si sa, una pentola tira l’altra e due anni più tardi i coperchi ammontano a ventinove.
Non ci è dato sapere come abbiano cucinato i parenti dell’inventore negli ultimi anni…
Cosa c’è di meglio che collezionare bottiglie di birra dopo averne bevuto, magari in compagnia di “folli” amici, il contenuto?
Pensa e ripensa, a qualcuno è venuto in mente di riempirle parzialmente con olio (e non la più economica acqua…) in modo che, una volta “accordato”, l’inconsueto strumento musicale, possa consentire di suonare chissà quali celestiali armonie soffiando sull’apertura delle varie bottiglie…
 

 

2. Immagine sopra; L’organo a bottiglie di birra. Ma che siano di marca!

 

Passiamo oltre, e meglio…
Avete trovata in cantina una vecchia bicicletta che ha visto tempi migliori? Avete intenzione di metterla in vendita su e-bay? Non pensateci nemmeno!
Con piccole modifiche potreste trasformarla in un avveniristico strumento musicale…
Basterebbe che vi ispiriate al Bikelophone, attaccando pick-up magnetici qua e là e inviando i segnali agli ingressi di un amplificatore di bassa frequenza.
Nella versione più up-to-date appendete un po’ ovunque qualche barattolo che oscillando influenzi anch’esso i segnali prelevati dai vari pick-up…
Facendo girare le ruote, magari facendovi aiutare da un opportuno motorino elettrico (pedalare stanca..:), dagli altoparlanti sentirete uscire i più svariati mugolii, urla disumane e celestiali scampanellii…
   


3. Immagine sopra; Il Bikelophone computerizzato. Neppure al geniale Leonardo sarebbe venuto in mente di utilizzare la bicicletta (che verosimilmente non ha inventata del tutto…) per suonare questo strumento alla corte di Ludovico il Moro!

 

Bene! La vecchia bicicletta l’abbiamo sistemata a dovere, ma ci è rimasta quella vetusta automobile che lo zio non si decide mai a rottamare…
Fatevela regalare e ispiratevi al compositore USA Bill Milbrodt il quale, in possesso di una Honda Accord stanca degli oltre 200.000 chilometri percorsi, l’ha “convinta”  a farsi trasformare in un improbabilissimo strumento musicale…

4. Immagine sopra; Bill Milbrodt con una sorta di banjo, o chitarra affetta da problemi di crescita, realizzato con parti di un’automobile rottamata.

 

 

Saturi di musicali follie? Continuiamo?
Robin Armstrong non possedeva un’automobile stanca di percorrere qualche polverosa strada made in USA ma è appassionato di esoterismi vari, dall’astrologia a I Ching, dalla onnipresente Piramide di Cheope alle stelle della Galassia.
Stando così le cose, come realizzare uno stranissimo strumento musicale che possa “accordarsi” anche con il karma, con le mai del tutto identificate “energie sottili” e con il quadro zodiacale del suonatore?
Niente di più facile (si fa per dire…) ed ecco nascere la sua Celestial il cui principio di funzionamento ci sfugge del tutto e su cui preferiamo non indagare ulteriormente proprio per non compromettere ancor di più il nostro già bistrattato karma

 

 

5.  Immagine sopra; Robin Armstrong alle “tastiere” della sua Celestial, inverosimile strumento musicale “sintonizzato”… su un po’ di tutto!

 

Non badiamo a spese e continuiamo…
Cris Foster non possedeva una vecchia bicicletta, non aveva a portata di mano una sinistrata automobile ma aveva una non sopita passione per la cultura maya, per gli Aztechi, per la ritualità legata al ciclo Tzolkin, alla mai avvenuta “fine del mondo”, al vento, a qualche intrigante visione romantica dell’esistenza…
Così, a metà degli anni Settanta, utilizzando un po’ di tavole di legno, qualche metro di cordicelle, un numero imprecisato di chiodini e molta, moltissima fantasia, forse ispirandosi anche al suo nome, ha dato vita e sonorità alla sua Crhrysalis.
Basta girare qualche manovella e si dovrebbero ascoltare suoni provenienti da un immaginario universo, ai confini della realtà…

6. Immagine sopra; La Chrysalis di Cris Foster. Sembra facile da costruire…

 

Ricordate Edward manidiforbice nell’omonimo film di Tim Burton, con Johnny Deep?
Siete rimasti terrorizzati e contemporaneamente affascinati dal tenero personaggio che dà origine al titolo? Molto bene!
Allora preparatevi a suonare il Cimbalom, stranissimo strumento musicale realizzato da Michel Masley il quale a volte si trasforma aggiungendo delle inquietanti extensions alle proprie dita in modo da produrre tenebrosissime armonie quasi “in odor di zolfo”…

7-8. Immagini sopra e sotto; Michel Masley, a mani nude mentre suona il Cimbalon  e a destra le extensions…

Il filippino Lirio Salvador non aveva a disposizione che un coacervo di oggetti trovati un po’ ovunque, da un vecchio ingranaggio rubato a qualche bicicletta di passaggio a un paio si pentoloni che sua zia sta ancora cercando, più qualche tubo metallico appartenuto all’idraulico della porta accanto insieme a una manciata di viti qualche pick-up magnetico e un bel po’ di fantasia…
Ed ecco che con questo suo “Sandata ng lolo ni tatay” – più o meno “ Arma del padre di mio nonno” –  è riuscito a produrre stranissime, “spaziali”, armonie.

9. Immagine sopra; “Sandata ng lolo ni tatay” di Lirio Salvador. Bassi costi di produzione, abilità costruttive da cultore di mobili “Ikea” et voilà, lo strumento è pronto all’uso!

 

Dimenticavo…
Se vi è avanzato qualche ingranaggio, un bel bidone d’acciaio cromato e  i soliti pick-up magnetici, sempre secondo l’eccentrico Lidio Salvador potreste costruire quest’altro strumento musicale, denominato Pianeta, in grado – così sembra… – di produrre entusiasmanti effetti sonori…
 

 

10. Immagine sopra; Sembra un’accozzaglia di pezzi rimediati frugando nei bidoni della spazzatura, ma Pianeta dovrebbe generare inconsueti effetti musicali…

 

 

E, per finire, riappare il solito Athanasius Kircher!

11. Immagine sopra; “… Lo strumento, al posto delle canne, presentava sedici gatti costretti in sedici gabbie…”

 

“… Lo strumento, al posto delle canne, presentava sedici gatti costretti in sedici gabbie. Le code dei felini erano poste al di sotto del pianoforte: una volta premuto un tasto, la coda corrispondente veniva tirata, il che avrebbe fatto deplorevolmente miagolare i felini. Lo storico Juan Christoval Calvete osservò che i gatti erano disposti in modo da produrre una successione di note dell’ottava…”
 
… scrive Jean-Baptiste Weckerlin nel libro “Musiciana, extraits d’ouvrages rare ou bizzarre”, ma, conoscendo bene le kircheriane vicende, non crediamo affatto che il buon Athanasius abbia veramente realizzato un così bizzarro strumento descritto nella sua Musurgia Universalis!
Però il fatto stesso che ci abbia fatto un sadico pensierino lascia aperta qualche possibilità…
In pratica, le code degli sventurati felini sarebbero poste sotto la tastiera in modo da farli miagolare premendo opportunamente i tasti. Naturalmente Kircher, con fredda mente scientifica e incurante del WWF che ancora doveva essere inventato, calcolò che i poveri gatti dovessero essere disposti in base all’intensità dei miagolii che erano in grado di emettere.
Questa sì che è Scienza, non fantascienza!
(Roberto Volterri)
Tutte le immagini sono state fornite dall’autore.

 

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Tratto da recensioni pubblicate.

“… Attraverso l’entusiasmo degli Autori nel raccontare le vicende legate al cardinale Flavio Chigi e alla tradizione delle “Statue parlanti” di Roma, il libro si trasforma in un viaggio intrigante nel XVII secolo, rivelando connessioni uniche tra la vita quotidiana a Formello – ameno paese a due passi da Roma – e le dinamiche sociali dell’epoca. La fusione di immaginazione e realtà aggiunge uno strato narrativo affascinante. Le testimonianze raccolte e il richiamo ai “grilli parlanti” di Formello contribuiscono a evidenziare il ruolo sociale e comunicativo della statua del Maripara, rendendo il libro non solo un resoconto storico, ma anche una riflessione sulla persistenza di forme di critica sociale nel corso del tempo…”

“… Il “Maripara” Era ed è una sorta di ermafrodita che una volta assomigliava ad un Priapo “itifallico” mentre mostrava a tutti i paesani i suoi attributi maschili. Poi, nel corso di poco più di un secolo, molte cose sono cambiate ed ora, nel bel Museo dell’Agro Veientano di Formello, potete ammirare il cosiddetto Maripara restaurato, anche se ha perso alcune delle sue peculiarità che scandalizzarono gli abitanti (e le abitanti…) dell’ameno paese a due passi da Roma.

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